Future Bund, prezzi ancora in stretta oscillazione
Finanza/Economia / 13 ottobre 2017

I prezzi sono in stabilizzazione da diverse ore a contatto con il primo supporto, in un contesto ancora invariato rispetto all’ultima analisi. I prezzi sono in stabilizzazione da diverse ore a contatto con il primo supporto, in un contesto ancora invariato rispetto all’ultima analisi. Da martedì pomeriggio stiamo seguendo un segnale long che punta agli obiettivi di quota 161.64/66 e 161.90/93 (target principale). I supporti rimangono confermati fino a domani a 161.34/37 e 161.80/83. Per chi non è già esposto, il future è ancora acquistabile (=long) da prezzi non superiori a 161.49 ed in caso di arretramento a 161.01. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 160.80. Sul primo target alleggeriremo l’esposizione. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Future Bund, prezzi di nuovo sopra al primo supporto
Finanza/Economia / 13 ottobre 2017

Dall’ultimo commento i prezzi si sono mossi di nuovo al rialzo fra 161.16 e 161.47, riportandosi sopra al primo supporto. Dall’ultimo commento i prezzi si sono mossi di nuovo al rialzo fra 161.16 e 161.47, riportandosi sopra al primo supporto. I supporti rimangono confermati anche per le prossime ore a 161.34/37 e 161.80/83. Le aspettative sono di estensione del rialzo fino a 161.64/66 e 161.90/93 (target principale). Per chi non è già esposto, il future è ancora acquistabile (=long) da prezzi non superiori a 161.49 ed in caso di arretramento a 161.01. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 160.80. Sul primo target alleggeriremo l’esposizione.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Una allocazione che ha premiato gli investitori
Finanza/Economia / 13 ottobre 2017

Oggi vorremmo tornare su quello che, dal punto di vista dell’analisi tecnica, rimane a nostro parere l’indice europeo più gratificante. Mentre gli investitori celebrano il nuovo massimo storico di Wall Street – un anno che passerà alla storia, grazie al massiccio pessimismo che l’ha preceduto, e allo scetticismo che tuttora ne contorna l’evoluzione – in Europa si fanno i conti con le resistenze che contano. Ci siamo già soffermati sulla trendline primaria che contiene l’Eurostoxx50, e che connette i massimi del 2000, 2007 e 2015. Non che il superamento di questo ostacolo cambi molto nella strategia: il mercato era e rimane Toro in ogni caso. È solo che l’evento, nel caso, consentirebbe di proporre un upgrade qualitativo, che conforterebbe nel conseguimento degli obiettivi che ci siamo prefissati nel quarto trimestre. Oggi vorremmo tornare su quello che, dal punto di vista dell’analisi tecnica, rimane a nostro parere l’indice europeo più gratificante: il MSCI Euro; e non solo perché include un maggior numero di società dell’Eurozona (120, anziché 50). Qui, la stessa trendline citata per l’Eurostoxx è stata lasciata da tempo alle spalle (una circostanza che fa sospettare la migliore replicabilità da parte del CAC40 francese; che, non a caso preferiamo tuttora…

Future bund, ancora nessuna modifica da apportare allo scenario
Finanza/Economia / 13 ottobre 2017

Le aspettative sono di estensione del rialzo fino a 161.64/66 e 160.90/93 (target principale). I prezzi hanno raggiunto un picco intraday a 161.53 ma non ci sono le condizioni per modificare la disposizione dei supporti, che almeno fino ad oggi pomeriggio rimangono fissati a 161.34/37 e 160.80/83. Le aspettative sono di estensione del rialzo fino a 161.64/66 e 160.90/93 (target principale). Per chi non è già esposto, il future è ancora acquistabile (=long) da prezzi non superiori a 161.49 ed in caso di arretramento a 161.01. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 160.80. Sul primo target alleggeriremo l’esposizione.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Future Bund, prezzi di nuovo sopra all’area tra i supporti
Finanza/Economia / 13 ottobre 2017

Dall’ultimo commento di ieri i prezzi sono risaliti da 161.12 a 161.39, riportandosi appena sopra all’area tra i supporti individuati martedì a 161.34/37 e 160.80/83. Dall’ultimo commento di ieri i prezzi sono risaliti da 161.12 a 161.39, riportandosi appena sopra all’area tra i supporti individuati martedì a 161.34/37 e 160.80/83. Da tale area ci aspettiamo l’estensione della spinta rialzista con proiezioni a 161.64/66 e 160.90/93 (target principale). Per chi non è già esposto, il future è ancora acquistabile (=long) da prezzi non superiori a 161.49 ed in caso di arretramento a 161.01. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 160.80. Sul primo target alleggeriremo l’esposizione.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Riforma fallimento, ecco le novità della legge Orlando
News / 13 ottobre 2017

Con il voto del Senato passa in via definitiva la nuova legge che delega al governo il mandato di riformare il diritto fallimentare, un’operazione che, secondo il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha “portata epocale”. I primi decreti legislativi in merito alla ‘riforma fallimento’ dovrebbero arrivare entro l’anno. Nella legge delega cambiano innanzitutto i termini: non più fallimento (e imprenditore “fallito”), bensì liquidazione giudiziale. Ecco le principali novità della riforma del fallimento, le cui origini risalgono ancora a un regio decreto del 16 marzo 1942. Riforma fallimento, arriva l’allerta pre-crisi Secondo le linee guida dettate dal parlamento, la riforma fallimento comprenderà la possibilità, da parte del debitore, di attivare una fase di allerta nella quale potrà ricevere l’assistenza di un organismo delle Camere di commercio per concordare in 6 mesi una soluzione con i creditori. Il meccanismo può essere attivato anche dai creditori presso il tribunale su segnalazione: in tal caso il debitore verrà convocato in forma confidenziale dal giudice il quale affiancherà un esperto in grado di aiutare l’imprenditore a raggiungere un accordo con i creditori, sempre in 6 mesi. La procedura non è applicabile alle società quotate e alle grandi imprese. Lo scopo qui è evitare, laddove possibile…

Petrodollaro addio: Cina e sauditi puntano sullo yuan
News / 13 ottobre 2017

La Cina “obbligherà” l’Arabia Saudita a vendere petrolio in yuan. E quando ciò accadrà, gli altri attori del mercato petrolifero seguiranno l’esempio, abbandonando il dollaro Usa come valuta di riserva mondiale. È l’opinione di Carl Weinberg, capo economista e amministratore delegato di High Frequency Economics, che in un’intervista alla CNBC ha sottolineato come Pechino stia diventando player mondiale sul fronte della domanda petrolifera. prendendo il posto degli Stati Uniti come “più grande importatore di petrolio sul pianeta”. Un trend che l’Arabia Saudita non può non considerare: “anche perché entro al massimo due anni la domanda cinese supererà quella Usa”, ha detto Weinberg. Negli ultimi anni, sono stati numerosi i paesi ad opporsi al fatto che il dollaro sia la moneta di riserva mondiale. In prima fila la Russia e la Cina, che hanno cercato di svincolarsi il più possibile dal vincolo dei dollari nel mercato petrolifero. Entrambi i paesi hanno anche aumentato le loro riserve in oro, in previsione del crollo del dollaro. Anche il Venezuela spicca tra i detrattori del petrodollaro. Lo scorso 15 settembre, il ministero venezuelano del petrolio venezuelano ha comunicato che il prezzo medio del petrolio sarà calcolato in yuan cinesi. La decisione non è altro che la risposta di Caracas alle sanzioni emanate dall’amministrazione Trump il 25 agosto, più dure di quelle attuate nel…

Goldman Sachs presenta derivato per scommettere su crisi bancarie
News / 13 ottobre 2017

Goldman Sachs e Jp Morgan si sono attrezzate per scommettere sulla prossima grande crisi bancaria, dopo l’esperienza del crac dei mutui subprime, appena un decennio fa: si tratta di derivati, total-return swap, che permettono agli investitori di puntare contro una particolare tipologia di bond emessi da banche considerate ad alto rischio e che possono essere azzerati in caso di crisi finanziaria degli istituti. Presto altre istituzioni finanziarie potrebbero lanciare strumenti analoghi secondo quanto affermato dal direttore dei credit index di Markit, Max Ruscher. Recentemente il Fmi ha lanciato l’allerta per quanto riguarda il debito privato che grava sulle famiglie, a partire dal 2008 la sua quota sul Pil è cresciuta in misura pressoché costante; ciò aumenta significativamente le probabilità di una crisi bancaria. La stessa crisi dei mutui subprime nasce dall’esuberanza con la quale è stato concesso il credito alle famiglie. Già negli anni precedenti alla crisi del 2007-2008 alcuni investitori, tra cui il celebre Michael Lewis autore del libro “The big short”, avevano scommesso sul tracollo delle banche attraverso i credit default swap (cds). La differenza fondamentale è che questo derivato costituisce un’assicurazione contro il default dell’istituto prestabilito: i total-return swap, al contrario, consentono di compiere un hedging (cioè una copertura…

Allarme pensioni anticipate: un flop, valanga di domande respinte
News / 13 ottobre 2017

Un nutrito numero di italiani desiderosi di smettere di lavorare prima del tempo si è vista respingere le domande per la pensione anticipata. È l’allarme lanciato dai sindacati. In un dossier dell’Inca, il patronato della Cgil si dice che a causa di una “interpretazione eccessivamente restrittiva delle norme”, molte richieste di accesso all’Ape sociale arrivate entro luglio. Ancora il sindacato dice di non avere a disposizione i numeri esatti del fenomeno preoccupante, ma che a giudicare dalla segnalazioni ricevute saranno “tutt’altro che irrisori”. “Ancora una volta – denuncia la Cgil – l’Istituto previdenziale pubblico si rende protagonista di interpretazioni eccessivamente restrittive delle norme, tali da ridurre in modo consistente il numero dei beneficiari dell’indennità Ape sociale a 63 anni di età, anche se sono nelle condizioni di particolare fragilità occupazionale”. Si può dunque parlare di “un flop ampiamente prevedibile a causa delle eccessive rigidità imposte da Inps, in contrasto con le intenzioni del legislatore e in alcuni casi addirittura contro legge, che rischia di vanificare del tutto le pur magre aspettative di reinserire qualche elemento di flessibilità nel sistema previdenziale italiano, più volte richiesto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil”. “Con motivazioni diverse, in contrasto con le disposizioni della norma…

Trimestrale JP Morgan, Dimon: “consumatori in salute e salari in crescita”
News / 13 ottobre 2017

Il trimestre della più importante banca degli Stati Uniti si è chiuso con un utile per azione superiore alle attese. I profitti EPS di JP Morgan si sono attestati infatti a 1,76 dollari nel periodo conclusosi a settembre, un risultato migliore degli 1,65 dollari previsti dal mercato. Il fatturato è stato invece pari a 25,3 miliardi di dollari. La prima banca degli Stati Uniti per numero di attivi in gestione ha dato il via giovedì 12 ottobre alla stagione delle trimestrali societarie. Fino a un anno fa era la prerogativa di Alcoa, ma dal 2017 il testimone è passato alla big di Wall Street guidata dall’amministratore delegato Jamie Dimon. Il top manager si è detto ottimista sui consumi in America sottolineando che la crescita delle buste paga dovrebbe sostenere le spese delle famiglie, che contano per circa due terzi del Pil nazionale della prima economia al mondo. “L’economia mondiale continua a fare bene e il consumatore Usa rimane in salute con una crescita dei salari robusta”, ha dichiarato Dimon nel commentare i risultati societari del suo gruppo. “Sfortunatamente, i disastri naturali negli Usa e all’estero hanno avuto un impatto su molti dei nostri clienti e per aiutarli abbiamo risposto con aiuti…