Questa startup emiliana monitora in tempo reale tutti i prezzi degli ecommerce. Competitoor

16 ottobre 2017

​Un lavoro lo avevano. Se lo erano creati da soli, una società di consulenza per aziende che vogliono usare l’ecommerce per allargare il loro mercato online. Ma le aziende, negli ultimi anni, cominciavano a fare tutte la stessa domanda: come facciamo a capire che prezzi hanno i nostri concorrenti? Una risposta che loro non avevano. Però Davide Lugli e Maximilian Lanaro, 41ennni di Carpi, sono due ingegneri. “Due nerd”, come si definiscono. E hanno cercato una soluzione. Un algoritmo che legge i prezzi online di tutte le società che hanno un ecommerce. Lo hanno fatto, hanno creato un occhio digitale che ha spulciato 25 milioni di prezzi online da 18mila ecommerce, in grado di monitorare il prezzo, i cambiamenti, in tempo reale. E ne hanno fatto una società. Una startup, si chiama Competitoor ed ha appena raccolto il suo primo round di finanziamento da 469mila euro di euro da H-Farm di Riccardo Donadon e Barcamper Venture di Gianluca Settori. Soldi che daranno un sostegno vero alla loro idea di impresa, nata dall’esperienza maturata negli anni e dalla competenza tecnica. “Non siamo troppo attempati per fare gli startupper? Ah, bene, una buona notizia”. 

Una startup che nasce dall’esperienza, e dalla tecnica

“Per dieci anni abbiamo ascoltato le esigenze delle aziende”, ha spiegato ad Agi Davide Lugli. “Quando ci siamo accorti che l’esigenza vera era sapere i prezzi dei concorrenti, io e Maximilian ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che c’era un’enorme mercato in quel settore”. Chiudono la loro società di consulenza, nonostante gli affari andassero piuttosto bene, e decidono di fare una startup. Qualcosa di diverso da una società di consulenza: l’obiettivo per una startup è scalare il mercato, velocemente. E loro avevano competenze e un algoritmo in grado di farlo. Oggi sono l’unica società in Italia in questo campo. Hanno centinaia di clienti, tra cui società importanti come Alpitour, Dainese e Clarins. “I soldi di questo round di investimento ci servirà a scalare in Europa. L’obiettivo è diventare leader internazionali nel monitorare i prezzi dei prodotti dell’ecommerce”, spiega Lugli. 

Ad H-Farm con un prodotto fatto. Potenziano il business model

La società nasce nel 2015. A Londra all’inizio. Un anno dopo in Italia. Partecipa ad un programma di accelerazione in uno dei principali acceleratori di startup in Italia, H-Farm, che investe in loro i primi 100 mila euro. “I soldi non ci sono serviti per lavorare sul prodotto, come avviene alle startup. Il prodotto ce l’avevamo già”. Lavorano sul business model. Loro sono ingegneri, sanno fare bene le cose, e a H-Farm hanno imparato a farci i soldi. “Noi alla fine siamo tutti nerd, siamo in 10 adesso, tutti ingegneri, da ogni parte d’Italia, e lavoriamo a Carpi”. I primi clienti arrivano subito. Sono tutte aziende. A loro viene offerto un abbonamento annuale. E così l’azienda va subito in utile. “Già il primo anno avevamo raggiunto il break event (la soglia della sostenibilità finanziaria per una startup, ndr). E abbiamo cominciato ad assumere”. 

Alla fine del 2016 entra in contatto con Barcamper di Dettori, partecipa ad un secondo programma di accelerazione a Bologna. L’azienda si struttura e chiude il suo primo aumento di capitale con i due acceleratori che l’hanno aiutata a crescere. Quasi mezzo milione di euro che serviranno per i piani futuri dell’impresa: conquistare il proprio mercato, ma a livello internazionale. Quello he una startup deve fare. 

 

Donadon (H-Farm) Perché abbiamo investito in Competitoor 

“Quando sono arrivati da noi avevano tutto pronto, un caso rarissimo per una startup italiana. Li abbiamo solo accompagnati nella definizione di un business model”. Riccardo Donadon è una delle figure chiave dell’Italia delle startup. Imprenditore digitale, a Roncade ha creato H-Farm, uno degli acceleratori di startup più importanti d’Italia, quotato a Piazza Affari dal 2015. “Loro sono molto bravi, il loro prodotto sta crescendo molto. Sono contento per loro e sono contento di fare questo investimento insieme a Barcamper Venture” ha spiegato ad Agi. “Abbiamo costruito insieme l’investimento. Loro sono entrati subito con un prodotto ben costruito e questo li ha aiutati a crescere”. 

Dettori (Barcaper) Competitoor modello perfetto per industria emiliana 

“Competitoor sta sviluppando una tecnologia estremamente sofisticata e potente che consente alle aziende di essere ancora più competitive sul mercato” ha spiegato ad Agi Gianluca Dettori, figura chiave della digital economy italiana e presidente del fondo Primomiglio e di Barcamper Venture. “È una startup nata e cresciuta a Carpi (Modena) sulla quale abbiamo grandi aspettative in termini di creazione di valore e che ha già clienti rilevanti in tutta Italia”. 

Competitoor, spiegano gli investitori, è in grado di dare valore all’intera rete delle imprese emiliane. Un’impresa emiliana, che può essere uno strumento utile per far crescere le imprese del manifatturiero e dei servizi di una delle regioni chiave per l’economia italiana. “Grazie al supporto di Confindustria Emilia – che ha investito in Barcamper Ventures, ndr – faremo il massimo per portare questa soluzione alle migliaia di aziende del territorio associate. E’ un bell’esempio come il venture capital può portare ritorni significativi al di là di quello meramente finanziario: sviluppo del territorio, nuova occupazione qualificata, aumento della competitività delle aziende esistenti. L’investimento in Competitoor è un eccellente esempio di come la partnership tra Confindustria Emilia e Primomiglio SGR possa portare vantaggi agli investitori, alle startup, al territorio e in ultima analisi al paese”.  

 

fonte: http://www.agi.it/economia/rss

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