Medtronic, nuova partnership con American Well
Finanza/Economia / 17 ottobre 2017

Il colosso delle tecnologie sanitarie Medtronic, di stanza a Dublino ma quotato sul Nasdaq, ha annunciato un accordo che coinvolge le attività della Medtronic Care Management Services (MCMS) in un’intesa con American Well per una partnership, prima nel proprio genere, nel settore delle soluzioni di telemedicina. Il colosso delle tecnologie sanitarie Medtronic, di stanza a Dublino ma quotato sul Nasdaq, ha annunciato un accordo che coinvolge le attività della Medtronic Care Management Services (MCMS) in un’intesa con American Well *per una partnership, prima nel proprio genere, nel settore delle *soluzioni di telemedicina. L’accordo prevede che i pazienti possano accedere ai servizi di telemedicina di American Well tramite le piattaforme video di MCMS e che possano servirsi di flussi di dati bidirezionali in questa comunicazione. La gestione clinica da remoto dei pazienti sarà dunque potenziata. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Bond oggi: Brasile ok ma quant’è arduo arrivarci
Finanza/Economia / 17 ottobre 2017

Governativi solo in $ e con quotazioni alte. Non resta che rivolgersi ai classici sovranazionali in real. Il punto sul tutto.  Al 4,3% in dollari e al 9,8% in real, mentre era oltre il 16% a fine 2015: il decennale di Stato brasiliano (rating BB) registra – in termini di rendimenti – una netta divergenza in base alla valuta di denominazione, oltre che una significativa contrazione degli yield, soprattutto per la variante nella moneta nazionale. C’è però un problema: mentre nella divisa Usa è trattato senza difficoltà sulle piattaforme italiane – attraverso il multilateral trading facility Tlx – in quella nazionale è disponibile solo sull’“Otc” e fra l’altro quasi sempre vincolato dagli intermediari attivi su questo mercato. Che fare allora? Data l’assenza su Borsa Italiana di Etf riferiti alle obbligazioni di Brasilia e dintorni, la scelta si limita o ai dieci governativi in $ quotati in Italia (più uno in euro) o ai sovranazionali in real, che sono però tutt’altra cosa. Eppure il Brasile al momento piace, perché il rischio Paese è ampiamente diminuito e i tassi di interesse evidenziano un netto restringimento (ora all’8,25% contro il 14% di poco più di un anno fa). Dal corto al lungo La…

Reddito inclusione, sul piatto 600 milioni di euro in più
News / 17 ottobre 2017

Lo scorso sabato 14 ottobre, il decreto che prevede l’istituzione del reddito di inclusione sociale è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore dal primo gennaio 2018. Per questa misura di contrasto alla povertà, il governo punta a mettere sul piatto 600 milioni in più nel 2018, 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020. Nella manovra 2018 è per il momento escluso che il ticket sulla specialistica possa essere cancellato del tutto ma si potrebbe optare per una sua riduzione parziale. Il reddito di inclusione sociale sostituirà l’attuale Sostegno di inclusione attiva (Sia) e l’assegno di disoccupazione (Asdi) ed è rivolto ai 17 milioni di persone in tutta Italia che sono a rischio povertà. Secondo gli ultimi dati Eurostat, l’Italia ha un tasso di rischio povertà del 28,7%, sui livelli di Spagna, Irlanda e Portogallo, ma è il primo Paese in Europa nel numero assoluto di persone a rischio povertà: 17,47 milioni, più di due milioni e mezzo in più rispetto ai 15,08 milioni registrati nel 2008. Il Rei avrà un valore mensile che va da 187,50 fino a 485,41 euro in base ai componenti familiari e potrà essere richiesto a partire dal primo dicembre 2017….

Tesla, possibile bolla finanziaria: licenziamenti e ritardi produzione
News / 17 ottobre 2017

Operai, manager e ingegneri. I licenziamenti a Tesla non hanno risparmiato nessuno: centinaia di dipendenti sono stati mandati a casa dalla casa automobilistica prima al mondo per capitalizzazione. I numeri non sono ancora confermati ma si calcola che il provvedimento abbia riguardato fra i 400 e i 700 impiegati. Cosa c’è dietro? Dall’azienda spiegano che i licenziamenti sono il risultato della valutazione delle performance annuali dei lavoratori. Una decisione che getta ombre sulle condizioni di lavoro nella società di Elon Musk, ma non solo su queste. A far insospettire sulla situazione di Tesla sono anche i ritardi nella produzione della nuova Model 3, l’auto dal taglio medio pensata per essere più economica rispetto agli altri modelli. L’azienda starebbe cercando di aumentare la produzione per far fronte alla domanda. La produzione tuttavia nelle scorse settimane era di un decimo della capacità effettiva, lontana dagli obiettivi che i vertici si erano posti per soddisfare gli ordini. Ma non è tutto. Il 12 ottobre Tesla ha annunciato il richiamo di 11 mila Suv del Modello X dicendo che i sedili posteriori non si bloccavano in modo sicuro e in fase di frenata avrebbero potuto diventare pericolosi. Già ad aprile 2017 alcune vetture Model X…

Brexit, rischio di rottura con l’Ue: sterlina in bilico
News / 17 ottobre 2017

Una rottura catastrofica se i negoziati con l’Unione europea non andassero avanti. Un rapporto di Bloomberg prevede conseguenze drammatiche per le relazioni fra Unione europea e Regno Unito se entro la fine della settimana l’Unione europea non permetterà ai negoziati di passare alla fase successiva, quella delle future relazioni fra i due blocchi dopo la Brexit e in particolare sul commercio. Le trattative sono al loro quinto round e stanno attraversando in questi giorni una fase di stallo. Bloomberg cita come fonte una persona vicina al governo britannico. Secondo l’articolo, l’intero processo di Brexit potrebbe collassare e i ministri del governo di Theresa May stanno perdendo la fiducia nella volontà dell’Unione europea di arrivare a un accordo. I principali ostacoli alle discussioni sul commercio sarebbero la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo la fonte, la Germania avrebbe interesse a ritardare l’accordo per attrarre a Francoforte le imprese britanniche con sede a Londra. Gli euroscettici del partito conservatore di Theresa May vorrebbero che il Primo ministro chiedesse tempo e lasciasse le trattative con l’Ue senza un accordo per ottenere più spazio per concessioni a suo favore. Indiscrezioni riportate dalla Bbc avevano rivelato il 13 ottobre che…

Catalogna sfida governo di Spagna, che prepara opzione nucleare
News / 17 ottobre 2017

La Catalogna non dirà ancora se dichiarerà o meno l’indipendenza, ma si è semplicemente limitata ad affermare che vuole incontrare il leader spagnolo Mariano Rajoy. In una lettera il leader della Catalogna si è offerto di incontrare il primo ministro spagnolo “il più presto possibile” per cercare di risolvere la situazione di stallo in Catalogna, chiedendo che il dialogo si svolga e si concluda nell’arco di due mesi. Il problema è che nella lettera di quattro pagine non si fa la minima menzione della dichiarazione di indipendenza. Rajoy e il governo di Madrid avevano imposto un ultimatum alla Catalogna dopo il referendum sull’indipendenza del primo ottobre, chiedendo di chiarire la sua posizione. Il presidente Carles Puigdemont sta cercando di prendere tempo, ma potrebbe pagare caro il suo gioco. Da parte sua il governo di Madrid ha fatto sapere di non ritenere una riposta sufficientemente valida la lettera di quattro pagine inviata dalla Catalogna sulla possibile indipendenza, in cui il leader della regione secessionista Puigdemont chiede due mesi di tempo per negoziare. Rajoy potrebbe presto ricorre all’articolo 155 della Costituzione, un evento mai successo nella storia della Spagna, e assumere di fatto i poteri della regione, soffiandoli alle autorità locali. Il…

Alessandro Tentori è il nuovo Cio di Axa im
News / 17 ottobre 2017

Alessandro Tentori è il nuovo capo degli investimenti per l’Italia di Axa IM. 45 anni, un’esperienza ventennale maturata sui mercati internazionali, con importanti incarichi a Londra, Monaco e Vienna, Tentori proviene da Citigroup dove tra il settembre 2012 e l’aprile del 2016 ha ricoperto il ruolo di managing director, responsabile delle strategie internazionali sui tassi d’interesse. Dopo l’uscita da Citi, è stato consulente per il think-tank MacroGeo. In precedenza ha lavorato in Bnp Paribas, in qualità di chief strategist per l’Europa. A inizio carriera, è stato anche in Hypovereinsbank e in Bank Austria. Tentori è, inoltre, autore di numerose pubblicazioni riguardanti i mercati del reddito fisso liquido, forex, la politica monetaria, la microstruttura del mercato e la regolamentazione finanziaria europea. Basato a Milano, sarà parte integrante del team globale di Research&Investment Strategy guidato da Laurence Boone, capo economista del gruppo Axa e responsabile della ricerca economica di AXA IM. «Sono entusiasta dell’arrivo di Alessandro nel nostro team di Ricerca & Strategia d’Investimento – ha dichiarato Boon -. Il suo eccezionale background sui tassi, banche centrali e sulla regolamentazione bancaria europea contribuirà ad arricchire ulteriormente la ricerca, strategia ed asset allocation di AXA IM a livello globale». Axa Investment Managers Italia sim…

Economia globale convince anche ribassista Roubini
News / 17 ottobre 2017

L’economia globale sembra attraversare un momento di grazia, vista l’inflazione bassa e i Pil in risalita pressoché dovunque, ma ci sono almeno tre fattori di rischio principali che minacciano di deragliare la ripresa: li ha elencati l’economista e professore della New York University Nouriel Roubini. Tra questi, i possibili errori di politica monetaria che la Federal Reserve potrebbe commettere, una frenata brusca dell’economia cinese e l’assunzione di un orientamento troppo protezionista in ambito commerciale da parte degli Stati Uniti. Roubini, I cui allarmi lanciati sui prezzi immobiliari alla vigilia dello scope della crisi dei mutui subprime, gli sono valsi il soprannome di ”Dr. Doom” ha preso la parola durante un convegno annuale sui flussi di capitale tenutosi all’Institute of International Finance a Washington D.C.. Le condizioni attuali sono favorevoli ai mercati emergenti. A livello mondiale, I tassi di interesse rimangono bassi per via delle misure ancora ampiamente accomodati delle banche centrali. Risparmi e investimenti, nel frattempo, languono. Roubini, presidente di Roubini Global Economics, ha citato diversi fatto di pericolo, il principale dei quali nel mondo occidentale risulta essere i rischi di deriva protezionista.  C’è il rischio reale che il Nafta sia in rotta di collisione. Se gli Stati Uniti abbandonano il trattato commerciale,…

Previsione sull’ indice Hang Seng
News / 17 ottobre 2017

Previsione sull’ indice Hang Seng Come di consueto aggiorniamo la previsione dell’indice Cinese,  che sembra essere sempre più vicino ad un grande massimo. Si può notare come l’andamento seppur di intensità diversa  è simile a quello dei mercati Occidentali,  dal 2009 è addirittura identico. Ciò è abbastanza normale in relazione a differenti fattori, tra i quali i maggiori sono: la globalizzazione che lentamente uniforma tutto la Cina  quale grande esportatrice è legata all’andamento degli altri paesi acquirenti la mano dominante della Borsa investe ovunque nel mondo e rende simili molti mercati sui quali investe contemporaneamente. Questa considerazione, se corretta, dovrebbe anche fare in modo che gli stessi periodi ciclici della Borsa Cinese, siano ormai identici a quelli delle Borse Occidentali, vediamo se è proprio cosi… Iniziando dai canali di lungo periodo si può notare come evidenzino un avvicinamento dei prezzi ad una area di massimo, come per i mercati Occidentali. I prezzi ora sono a ridosso della resistenza del massimo del 2015 in area 28.650 circa. Dal punto di vista ciclico temporale in relazione al ciclo Ventennale partito nel 2009 si può notare come i nuovi codici dei mercati Occidentali, scoperti da poco,  siano ben calzanti con massimi e minimi…

Crediti deteriorati: stretta Bce porterà netto calo utili banche
News / 17 ottobre 2017

ROMA (WSI) – Sono 29,4 i miliardi di euro di crediti problematici registrati nel 2016 dalle prime dieci banche italiane, da Intesa Sanpaolo a Unicredit, passando per Mps e Carige, ma sono le nuove regole imposte dalla Bce sulle sofferenze che spaventano maggiormente di questi numeri, perché porteranno a un drastico calo degli utili. A dare la previsione gli analisti di Equita Sim come riporta La Stampa. “Si va dai 10,5 miliardi di Unicredit – che ha impieghi totali per 444,6 miliardi – agli 1,1 miliardi dei Carige o ai 706 milioni di Creval, che però hanno impieghi alla clientela sensibilmente inferiori e pari rispettivamente a 18,2 e 17,4 miliardi di euro. Tutte insieme, le prime dieci banche hanno 228 miliardi di crediti difficili sui 249 miliardi totali in pancia alle banche italiane. (…) applicando ai numeri del 2016 le nuove regole sui crediti problematici proposte dalla Bce, il costo dei rischi per queste banche sarebbe incrementato di 3,5 miliardi di euro. Ed è questo numero a spaventare di più i banchieri e, a cascata, regolatori, governanti e imprese”. Il 78 per cento delle nuove sofferenze sono garantite ma è la componente senza garanzie quella che desta maggiori preoccupazioni visto…