Da 15 anni fondo guadagna con teorie Nobel Thaler
News / 18 ottobre 2017

Di questi giorni l’assegnazione del premio Nobel all’economia all’americano Richard Thaler ma da oltre 15 anni vi  è un fondo di investimento che sta battendo regolarmente gli indici seguendo proprio le teorie comportamentali di Thaler. Si tratta del Dpma capital B Equities Emu Behavioral Value B, lanciato nel febbraio del 2002 dal belga Degroof Petercam AM, fondo che investe quasi esclusivamente in azioni dell’eurozona, con 880 milioni di euro di masse gestite e che negli ultimi cinque anni ha guadagnato l’86,6%, contro il 41,8% dell’indice Eurostoxx 50. Sanofi (3,2%), Bnp Paribas (3,1%), Axa (2,3%) e Unicredit (2,2%) sono i primi quattro titoli all’interno del fondo. L’approccio comportamentale del fondo si basa a grandi linee basato proprio su uno studio di Richard Thaler e Werner De Bondt, Does the Stock Market Overreact?, pubblicato nel 1985 sul Journal of Finance. Secondo le teorie dei due economisti, i mercati tendono a esagerare sia le buone che le cattive notizie, sopravvalutando i titoli considerati più appetibili e sottovalutando quelli in declino. La domanda che si ci pone è allora perché quindi non cercare di guadagnare dalle inefficienze “comportamentali” delle Borse? Come spiega il prospetto informativo del Dpma capital B Equities Emu Behavioral Value B:…

Germania accumula oro per proteggersi da crisi economica
News / 18 ottobre 2017

Nel silenzio generale la Germania è diventata il maggiore acquirente di oro al mondo. E dopo che la Bundesbank lo scorso agosto ha deciso di rimpatriare gran parte delle sue riserve auree, Berlino è diventata la terza più grande importatrice di lingotti d’oro dopo Cina e India. Nonostante le due potenze asiatiche siano note per il loro interesse nell’oro, è stata la Germania ad aver accumulato la maggiore quantità di oro l’anno scorso. Come riferisce l’ultimo rapporto del World Gold Council (WGC) nel 2016 gli investitori tedeschi hanno comprato $8 miliardi in lingotti e altri titoli associati al metallo bene rifugio per eccellenza. È un record assoluto per un paese europeo. Al contrario di India e Cina, dove l’oro ha un valore simbolico e di status sociale, in Germania è un mero prodotto di investimento finanziario per coprirsi dai rischi di un’eventuale crisi finanziaria o di inflazione indesiderata. Il messaggio che ha dato il governo ai suoi risparmiatori, solitamente sofisticati e ben istruiti in materie finanziarie, quando ha deciso di rimpatriare la maggior parte dei suoi possedimenti depositati all’estero, è stato molto chiaro. Da qualche anno le autorità e il popolo di Germania hanno paura che scoppi una nuova crisi…

Black Monday compie 30 anni: perché è successo e cosa possiamo imparare
News / 18 ottobre 2017

Sono passati trent’anni dal Black Monday, il lunedì 19 ottobre del 1987, quando il Dow Jones perse in una sola seduta il 22,6% pari a 508,32 punti. Un record negativo mai ripetuto, peggiore a quello del crash 1929 in cui l’indice principale del Nyse aveva lasciato sul terreno il 12.8%. Una perdita in termini di punti che sembrano poca cosa ai livelli odierni, ma allora corrispondeva a oltre un quinto della piazza borsistica per eccellenza. La Federal Reserve allora guidata da Alan Greenspan fu costretta a fornire liquidità tanto che alcuni esperti considerano quel giorno come l’inizio di una nuova era in cui gli investitori videro nella banca centrale Usa la capacità di calmare i mercati; altri giudicarono la sua risposta come avente il potenziale di esacerbare il moral hazard. In soli due giorni il Djia recuperò 288 dei 508,32 punti persi nel Black Monday. “Allora,  la borsa americana aveva appena messo a segno una lunga corsa, con il Dow salito del 44% in otto mesi, ai massimi di agosto” spiega  Marco Valsania in articolo del Sole 24 Ore. “Le tensioni a ben vedere però si erano accumulate, dal soft landing della crescita a una disfatta dell’Opec con cadute dei prezzi del petrolio, a tensioni belliche con…

Manovra: sgravi per giovani e poi il nulla. Aumento Iva solo rinviato
News / 18 ottobre 2017

Varata la manovra, scoppiano le polemiche. I sindacati hanno già minacciato di protestare con una raffica di scioperi contro la legge finanziaria del 2018 da 20 miliardi complessivi ma da meno di 5 miliardi se si tolgono le risorse impiegate per impedire un aumento dell’Iva. Senza contare che già con la manovrina di marzo per lo stesso fine si erano spesi otto miliardi. Alla leader della Cigl Susanna Camusso la manovra finanziaria non piace perché si limita a “mantenere lo status quo”. La legge di bilancio per il 2018, che permetterà tra le altre cose di scongiurare un aumento dell’Iva che avrebbe dovuto scattare a gennaio dell’anno prossimo, è stata approvata lunedì 16 ottobre dal Consiglio dei Ministri. L’aumento dell’imposta sui consumi sarà rinviato di un anno, per permettere ai consumi e all’economia di respirare ancora un po’ e sfruttare lo slancio della ripresa, che in Italia è partita da poco tempo relativamente agli altri grandi paesi d’Europa. Le misure più importanti approvate dall’esecutivo targato PD riguardano gli aiuti alle imprese perché assumano giovani e gli interventi di lotta alla povertà, mentre ai dipendenti statali andranno 85 euro. Per quanto riguarda gli sgravi fiscali concessi alle imprese che assumono giovani, l’asticella della fascia d’età…

Morte contanti: società hi-tech diventeranno le nuove banche
News / 18 ottobre 2017

Senza contanti “siamo liberi di spendere senza limiti” e non proviamo quel dolore caratteristico che ci affligge quando dobbiamo abbandonare fisicamente le banconote che possediamo. Per via dell’effetto FinTech, i consumatori sono di fatto molto più portati a spendere dollari virtuali piuttosto che banconote fisiche. Devono averlo capito i fondatori di PayPal, che hanno fondato il gruppo di pagamenti elettronici in un momento in cui le analisi di neuroscienza iniziavano a identificare i modi con cui si potevano eradicare i contanti dalla società. Che i sistemi di pagamento elettronico abbiano un effetto sulle menti dei consumatori è stato provato da una ricerca accademica citata dal documentarista Jacques Peretti. Un professore britannico ha chiesto ai suoi studenti di dividersi in due gruppi: chi pagava in contanti non ha mai superato il prezzo di vendita dei biglietti per una partita di basketball messi all’asta, mentre chi poteva servirsi di monete elettroniche è arrivato a sborsare anche sei volte il prezzo del biglietto. Ne ha parlato Peretti in un’intervista concessa al Financial Times (vedi video sotto). “Dopo l’accordo di PayPal con eBay, Internet è stata monetizzata e ogni cosa è diventata un’asta”. Le conseguenze negative involontarie. In un mondo sempre più FinTech, dove finanza e…

Wall Street supera se stessa, oro olimpico per le Blue Chips
News / 18 ottobre 2017

Dow Jones, bene Johnson & Johnson dopo i conti. Azioni UnitedHealth Group Incorporated in grande spolvero. Nasdaq, Netflix in lettera dopo la trimestrale. Chiusura di seduta in terreno misto oggi per la piazza azionaria di Wall Street, con il Nasdaq che ha perso un frazionale 0,01% a 6.623,66 punti, mentre l’S&P 500 ha guadagnato un altrettanto modesto 0,07% a 2.559,36 punti. Fa meglio il Dow Jones che porta a casa lo 0,18% a 22.997,44 punti dopo aver superato nell’intraday, per la prima volta in assoluto, la soglia dei 23mila punti indice.  Dow Jones, bene Johnson & Johnson dopo i conti Tra le Blue Chips, nel settore farmaceutico, le azioni della Johnson & Johnson (JNJ) hanno guadagnato il 3,40% a $ 140,75 dopo il rilascio dei dati trimestrali. Nel dettaglio, Johnson & Johnson ha chiuso il terzo trimestre fiscale del 2017 con un utile per azione a $ 1,90 rispetto a previsioni di consenso posizionate a $ 1,80 per azione. Luce verde pure sul giro d’affari che, a $ 19,65 miliardi, si è attestato al di sopra dei $ 19,28 miliardi pronosticati in media dagli analisti di Wall Street.  Azioni UnitedHealth Group Incorporated in grande spolvero Sul Dow Jones le azioni…

Ivana contro Melania. Di nuovo
News / 18 ottobre 2017

Non più tardi di una settimana fa la prima moglie del presidente Donald Trump, Ivana, nonchè madre dei tre figli maggiori (Donald J. jr, Ivanka, Eric) ha sottolineato come a conti fatti in un certo senso sia stata lei la vera “First Lady”. Non più tardi di una settimana fa la prima moglie del presidente Donald Trump, Ivana, nonchè madre dei tre figli maggiori (Donald J. jr, Ivanka, Eric) ha sottolineato in un’intervista rilasciata per la presentazione del suo libro “Raising Trump” in cui raccontava il matrimonio con il tycoon da cui ha divorziato nel 1992, come a conti fatti in un certo senso sia stata lei la vera “First Lady”. Il casus belli Il gioco di parole è subito spiegato: in quanto prima moglie oltre che madre della prima collaboratrice del presidente ma anche grande amica visto che dopo la separazione i due ex coniugi sono rimasti in ottimi rapporti. La sortita non era piaciuta però all’attuale consorte, effettiva Firt Lady, che attraverso il suo ufficio stampa non ha perso tempo e ha risposto immediatamente alle parole della bionda rivale. O presunta tale. Il comunicato stampa recita chiaramente: “La signora Trump ha reso la Casa Bianca la dimora di…

Piazza Affari di nuovo impallinata. Si salvano le utilities
News / 18 ottobre 2017

In calo il risparmio gestito, giù ancora le Banche, male gli assicurativi. Si salvano le utilities e qualche titolo che fattura all’estero come Stm e Ferrari.   Mentre le altre Borse del Vecchio Continente limitano le perdite al minimo: Londra (-0,1%), Parigi (-0,0%) e Francoforte (-0,0%) facendo segnare solo frazionali ribassi, il nostro Ftse Mib (-0,40%) continua ad essere bersagliato dalle vendite. Oggi è stato il comparto del risparmio gestito a subire i maggiori ribassi, maglia nera di giornata a Banca Generali (-2,88%), ma vendite anche su Finecobank (-1,95%), Banca Mediolanum (-0,83%) ed Azimut (-0,52%), un segnale non proprio confortante. Ma i segni meno sono davanti alle performance anche dei titoli bancari: Banco BPM (-1,59%), Bper Banca (-1,13%), Ubi Banca (-0,87%), Unicredit (-0,35%) e Intesa Sanpaolo (-0,28%) con la sola eccezione di Mediobanca (+0,05%) che strappa una freccia verde terminando comunque molto distante dai massimi di giornata. Dobbiamo invece parlare di prese di profitto per quanto riguarda il ribasso di Campari (-2,33%) all’indomani di un nuovo record storico per il titolo del comparto beverage. Situazione ancora delicata per Mediaset (-2,32%) un titolo indicato in questo periodo solo a coloro che non temono la volatilità. Che dire poi di Saipem (-1,63%),…

Forbes: il 2017 è un altro anno da record per i super-ricchi
News / 18 ottobre 2017

Il magazine finanziario Forbes ha pubblicato la sua tradizionale classifica delle 400 persone più ricche degli Stati Uniti. Ecco la top 10. “Un altro anno record”. Così il magazine finanziario Forbes ha presentato oggi la sua tradizionale classifica delle 400 persone più ricche degli Stati Uniti, ricordando che nel 2017 22 nuovi individui hanno fatto il loro ingresso nel club dei miliardari d’America (nota curiosa: il “perdente” più notevole di quest’anno è il presidente Donald Trump, il cui patrimonio è sceso di oltre 600 milioni a 3,1 miliardi di dollari). Ecco i primi dieci patrimoni della classifica.  10: Sergey Brin Partendo dall’ultima posizione della top 10, il primo nome che si incontra anche quest’anno è quello di Sergey Brin. Il cofondatore di Google può vantare, oltre a un patrimonio di 43,4 miliardi di dollari che gli assicura il decimo gradino della classifica Forbes 2017, anche un primato: nato a Mosca nel 1973 e sbarcato oltreoceano all’età di 6 anni, il 44enne Brin si può fregiare nell’America di Donald Trump del titolo di “immigrato” più ricco degli Stati Uniti.    9: Larry Page Conferma il suo posizionamento anche anche Larry Page, che affacciatosi nella classifica degli uomini più ricchi poco più che trentenne (era al 55esimo posto nel…

Cautela sull’Europa: la stagione degli utili non convince tutti
News / 18 ottobre 2017

L’indice Euro Stoxx 600 è aumentato del 7% dall’inizio dell’anno, ma già in molti iniziano a sospettare che l’interesse per l’azionario del Vecchio Continente sia stato gonfiato da aspettative troppo rosee. Alle 16.30 l’Europa viaggia in territorio positivo recuperando una debolezza che si era manifestata già dalla mattinata e che aveva visto l’indice itlaiano fare la parte della pecora nera. Ad un’ora dalla chiusura il Vecchio Continente vede il Ftse 100 in vantaggio dello 0,22%, il Dax a 0,21%, il Cac 40 non lontano con lo 0,22% e Piazza Affari praticamente sulla parità.  Chi teme l’Europa  L’indice Euro Stoxx 600 è aumentato del 7% dall’inizio dell’anno, ma già in molti iniziano a sospettare che l’interesse per l’azionario del Vecchio Continente sia stato gonfiato da aspettative troppo rosee sulle trimestrali in fase di pubblicazione. Come ricordano dalla Cnbc, i dati raccolti da Reuters dimostrano che gli utili del terzo trimestre in Europa dovrebbero aumentare del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Inizialmente tutti guardavano con fiducia al dissiparsi dei rischi politici intravisti all’orizzonte nella serie di elezioni che si sarebbero snocciolate tra il 2016 e il 2017, un aumento della sicurezza che avrebbe portato con sè anche una fiducia sulla crescita…