Non ci sono più gli Orsi di una volta
Finanza/Economia / 19 ottobre 2017

Nel senso che i Tori, cioè chi nutre aspettative bullish sul mercato azionario, si presentano in proporzioni crescenti. Non ci sono più gli Orsi di una volta. Nel senso che i Tori, cioè chi nutre aspettative bullish sul mercato azionario, si presentano in proporzioni crescenti. D’altro canto, come potrebbe essere il contrario? Quasi nove anni di rialzi e ci si meraviglia che esistano ancora ribassisti. Ma, invece, la realtà è clamorosa: i rialzisti sono poco meno del 35%, in termini di media degli ultimi dodici mesi – stando al sondaggio settimanale di AAII – si attestano ai livelli più elevati degli ultimi due anni, eppure sono tuttora di entità inferiore rispetto a quanto sperimentato ad ottobre 2002 e a marzo 2009: i minimi degli ultimi due bear market. È impressionante: nove anni di Toro eppure i rialzisti sono oggi nelle stesse proporzioni sperimentate alla vigilia degli ultimi due bull market, non certo al loro esaurimento. Senza considerare che lo stesso fatto che i Tori (media a 52 settimane), in crescita, lancino un segnale confortante in chiave prospettica, se è vero che gli ultimi due bear market (evidenziati in rosso) hanno visto questo dato calare. Dal punto di vista del sentiment,…

Future DAX: raggiunto il target rialzista fissato ieri;
Finanza/Economia / 19 ottobre 2017

I prezzi hanno raggiunto massimi a 13089, raggiungendo largamente il target rialzista fissato ieri a 13036/041. I prezzi hanno raggiunto massimi a 13089, raggiungendo largamente il target rialzista fissato ieri a 13036/041. Mentre scriviamo non si sono ancora formati nuovi segnali sufficientemente chiari. Fissiamo dei livelli di verifica a 13090 (resistenza) e 13045/050 (supporto). fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Mercati azionari in boom ma il P/E non decolla
Finanza/Economia / 19 ottobre 2017

Una significativa parte di investitori osserva con malcelato senso di frustrazione la sistematica formazione di nuovi massimi storici a Wall Street. Una significativa parte di investitori osserva con malcelato senso di frustrazione la sistematica formazione di nuovi massimi storici a Wall Street. L’aspetto per essi irritante essendo costituito in questo momento dalla dinamica dei profitti aziendali, che tiene il passo delle quotazioni. Risultato: malgrado un’ottima annata, il Price/Earnings risulta clamorosamente allineato a quello di dodici mesi addietro; con la prospettiva di un drastico taglio del multiplo, grazie al boom artificioso degli EPS che sarebbe prodotto dalla riforma fiscale attesa nel 2018 (in realtà questo effetto sarebbe compensato negativamente dall’aumento del deficit federale; ma le percezioni contano…). Al di là delle prospettive di breve periodo di mercato, sulle quali ci soffermiamo nel Rapporto Giornaliero di oggi, è evidente che lo S&P si sia lasciato ormai alle spalle la resistenza in area 2500 punti, segnalata a gennaio come primo target per il 2017. Una soglia che adesso potrebbe fungere da supporto, in caso di consolidamento che precederebbe l’allungo atteso in inverno verso il secondo obiettivo indicato nell’Outlook di metà anno. La successione di ben undici mesi positivi consecutivi, i setup stagionali dello…

Future DAX: nessuna modifica dall’ultimo commento
Finanza/Economia / 19 ottobre 2017

Nessuna modifica dall’ultimo aggiornamento. I supporti sono già stati alzati ieri a 13010 e 12984/989. Nessuna modifica dall’ultimo aggiornamento. I supporti sono già stati alzati ieri a 13010 e 12984/989. Il target è confermato a 13036/041. Per chi non è ancora esposto, il future è ancora acquistabile (fino a raggiungimento del target) da prezzi non superiori a 13010 ed in caso di nuovi arretramenti a 12992. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 12984. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Future DAX: prezzi in reazione dal supporto principale
Finanza/Economia / 19 ottobre 2017

Dall’ultimo aggiornamento di ieri i prezzi sono scesi fino a 12986 prima di avviare un nuovo tentativo di reazione, ancora in atto mentre scriviamo. Dall’ultimo aggiornamento di ieri i prezzi sono scesi fino a 12986 prima di avviare un nuovo tentativo di reazione, ancora in atto mentre scriviamo. I supporti sono già stati alzati ieri a 13010 e 12984/989. Il target è confermato a 13036/041. Per chi non è ancora esposto, il future è ancora acquistabile (fino a raggiungimento del target) da prezzi non superiori a 13010 ed in caso di nuovi arretramenti a 12992. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 12984. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Anac & Appalti pubblici: basta affidamenti senza gara!
News / 19 ottobre 2017

Anac & Appalti pubblici: basta affidamenti senza gara!   Premessa L’aggiudicazione di un appalto per la fornitura di un bene o l’esecuzione di un’opera per la Pubblica amministrazione, da sempre, è sempre stata una procedura eccezionale di contrattazione per i Comuni, generalmente guardata con diffidenza e circondata da infinite cautele. Quando facevo il finanziere e mi occupavo di controlli in materia di “grandi appalti pubblici”, a parte il nervo scoperto delle “varianti in corso d’opera”, il principale veicolo del malaffare era quello della “trattativa privata” con aggiudicazioni senza gara. Tuttavia, secondo le statistiche, si dice anche che esso rappresenta il sistema migliore di contrattazione, perché consente di trattare con imprese selezionate e di comprovata serietà, capacità tecnica e solidità economica. Le peggiori esecuzioni di opere pubbliche – rimanendo alla statistica – come il crollo di ponti o edifici, con riscontro di utilizzo di materiali scadenti, si sono verificati sempre quando le opere o le forniture erano state eseguite da imprese che avevano regolarmente partecipato e vinto pubbliche gare. Per questo, non si può certo dire che la gara dia solo e sempre risultati negativi, perché è vero, anzi, il contrario. Tuttavia la trattativa privata è sempre il risultato di una…

Direttiva Mifid 2: oltre metà dei Paesi Ue non l’ha recepita
News / 19 ottobre 2017

Anche se l’entrata in vigore è prevista per il prossimo 3 gennaio, oltre metà dei Paesi membri dell’Ue non ha ancora la approvato la legge che recepisce nell’ordinamento nazionale la direttiva Ue sul Mifid 2 (Market in Financial Instruments Directive 2014/65/UE).     La normativa, destinata ad incrementare la trasparenza della vendita dei prodotti finanziari, sarebbe oggetto di forti pressioni delle lobby finanziarie nazionali interessate a ritardare questo processo di riforma che, per le società del settore, comporterà un costoso adeguamento. Lo scrive Bloomberg, aggiungendo che le istituzioni finanziarie dovranno mettere in conto una spesa complessiva di circa 2 miliardi di dollari. In Italia la legge che adotta la nuova regolamentazione è stata approvata il 28 luglio. Restano ancora al lavoro i parlamenti di 17 Paesi, fra cui Spagna, Portogallo, Grecia, Belgio, Olanda e Finlandia. La scadenza per il recepimento della direttiva, però, è abbondantemente oltrepassata: era stata fissata al 3 luglio scorso. Senza una legge nazionale la normativa Mifid 2 non può essere applicata nei Paesi che non l’hanno recepita; allo stesso tempo, il mancato adeguamento potrebbe comportare il pagamento di multe per gli Stati in grave ritardo.   “Tutti i paesi hanno un’industria [finanziaria] che chiede alle loro autorità di regolamentazione…

Tesoro Usa: senza riforma fiscale Wall Street farebbe crac
News / 19 ottobre 2017

Se il Congresso non farà passare la riforma fiscale elaborata dall’amministrazione Trump, Wall Street risponderà con una correzione “di grandezza significativa”: lo ha detto il segretario del Tesoro Usa, Steven Mnuchin, nel corso di un’intervista rilasciata a Politico. “Non c’è dubbio che il rally azionario abbia cucinato aspettative ragionevolmente alte sul fatto che noi porteremo a compimento tagli e riforme fiscali”, ha detto Mnuchin aggiungendo che, al contrario, l’approvazione porterebbe “ancor più su” il mercato azionario. Da quando il presidente Donald Trump ha conquistato le elezioni, l’indice S&P 500 è cresciuto con forte decisione (grafico in alto), aggiornando più volte i massimi storici; numerosi analisti hanno interpretato  questa tendenza come un segno di fiducia sul fatto che Trump avrebbe favorito i profitti delle grandi aziende intervenendo sul fronte fiscale. Il presidente aveva promesso il taglio dell’imposta sui redditi delle società (Corporate tax); lo scorso settembre aveva dichiarato che l’aliquota prevista sarebbe stata del 20% (attualmente è del 35%).   Secondo Goldman Sachs la riforma fiscale, nel complesso, accrescerebbe i profitti delle aziende incluse nel paniere S&P 500 del 12% rispetto allo scenario base che non include i benefici degli sgravi. Allo stesso tempo non è detto che la riforma fiscale sarebbe vitale per…

Dopo l’Estonia anche il Kazakhstan vuole la sua criptovaluta
News / 19 ottobre 2017

  Dopo l’Estonia anche il Kazakhstan si è messo al lavoro per gettare le basi per l’introduzione di una criptovaluta nazionale. Astana International Financial Center (AIFC) e EXANTE hanno trovato un’intesa per lo sviluppo e la promozione del mercato delle criptovalute nella Repubblica del paese asiatico. EXANTE, che può vantare diversi progetti di tecnologia blockchain portati a termine con successo, lancerà la piattaforma Stasis, la quale servirà come base per la nuova risorsa digitale. Le parti hanno inoltre convenuto di collaborare allo sviluppo dell’AIFC -act sulla regolamentazione del mercato dei beni digitali e all’evoluzione dell’ecosistema fintech, sfruttando la conoscenza e l’esperienza di EXANTE. “Blockchain e criptovalute entrano nel mainstream della realtà economica di oggi. I principali regolatori finanziari di Astana hanno già iniziato il loro lavoro e stanno mettendo le basi per l’ecosistema fitech del Kazakistan. Riteniamo che l’AIFC possa diventare un hub internazionale per le operazioni sulla blockchain e lo sviluppo del mercato dei beni digitali, questa è la nostra priorità tra gli obiettivi di breve periodo “, ha dichiarato il governatore del Centro Finanze Internazionale Astana, Kairat Kelimbetov. La tecnologia del registro distribuito ha già attirato l’attenzione di numerosi governi nazionali, per questo il Kazakistan ha intrapreso misure proattive per…

Germania faciliterà uscita dall’euro dei paesi membri
News / 19 ottobre 2017

Il leader del partito Liberale Democratico tedesco (Fdp), Christian Lindner, è convinto che il prossimo ministro delle Finanze tedesco dovrebbe lavorare a favore di una revisione dei trattati che contempli l’eventuale uscita dall’euro di un membro dell’Eurozona. L’uomo, ritenuto fra i possibili candidati proprio per quella poltrona a lungo mantenuta da Wolfgang Schaeuble, lo ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Penso che la cancelleria e il ministero delle Finanze dovrebbero essere politicamente separati: un ministro Verde, della Csu o della Fdp, sarebbero ciascuno migliori rispetto a un ministero nelle mani della Cdu” di Angela Merkel, ha detto Lindner. Nel resoconto fornito da Reuters Lindner avrebbe chiarito che le posizioni della Fdp rimangono intransigenti sul fronte europeo “compresi richiami a un meccanismo di insolvenza per l’Eurozona e cambiamenti dei trattati che consentano ai paesi di lasciare l’euro”. Attualmente non sono previste modalità per recedere dalla moneta unica, salvo innescare il processo più generale di separazione dall’Unione Europea.   Lindner, al contrario, ha respinto l’idea di trasformare l’Esm (Fondo salva-stati) in un equivalente europeo del Fmi, in grado di fornire sostegno finanziario ai Paesi in crisi, un’idea supportata dallo stesso Schaeuble. “In un’unione monetaria nella quale le regole sul deficit…