Un incrocio pericoloso per l’IBEX
Finanza/Economia / 22 ottobre 2017

Le notizie delle ultime settimane mi portano ad iniziare il weekend con l’analisi dell’IBEX, listino della borsa spagnola. Le notizie delle ultime settimane mi portano ad iniziare il weekend con l’analisi dell’IBEX, listino della borsa spagnola. Partiamo dalla scala settimanale per evidenziare un aspetto grafico sul medio periodo: IBEX – Correzione[/caption] Si osservi come a Maggio sia iniziata una correzione dell’IBEX come per gli altri indici europei ma, a differenza degli stessi, è tuttora in corso e non ha mai lasciato spazio a rimbalzi significativi. Pertanto, tendenza negativa ancor prima del referendum, probabilmente dovuta dal timore dello stesso e dei relativi sviluppi. A questo punto passiamo al grafico giornaliero per porre luce su alcuni particolari: IBEX – medie mobili – incrocio della morte[/caption] Esistono correzioni, anche rilevanti, che non deteriorano il quadro grafico. In questo caso, però, si osservi innanzitutto il cedimento dell’importante media mobile a 200 giorni nella prima settimana di Ottobre. Il successivo recupero parrebbe aver riconosciuto l’ex supporto rappresentato dalla media mobile a 200 giorni (linea viola) come nuova resistenza. L’eventuale ripresa delle vendite completerebbe il classico movimento di pull back. Pertanto, già da quanto finora scritto possiamo affermare che il calo finora non è stato indolore ed…

Quando lo stop loss fa più danni che altro
Finanza/Economia / 22 ottobre 2017

Lo stop loss è un ordine condizionato che teoricamente dovrebbe dare un taglio alle perdite. Ma ci sono casi in cui potrebbe essere usato impropriamente… Lo stop loss è un ordine condizionato che teoricamente dovrebbe dare un taglio alle perdite. Ma ci sono casi in cui potrebbe essere usato impropriamente… e in quei casi si va a finire che lo stop loss da un taglio ai profitti. Quando usare lo stop loss Nella terza lezione del Corso di Analisi Grafica e Trading Operativo è stato affrontato il tema dello stop loss e del suo corretto utilizzo solo in determinate circostanze ovvero quando è il mercato a dirci di cominciare ad allarmarci perché o poiché qualcosa sul quadro tecnico dei titoli che abbiamo in portafoglio, sta cambiando. Va messo sempre in macchina? Lo Stop Loss non va sempre inserito in macchina poiché a volte potrebbe farci uscire anzitempo da posizioni che invece avremmo voluto mantenere per più tempo. Quando si scatena una forte volatilità sui mercati, lo scenario indesiderato può essere quello di trovarci dinanzi alla vendita di un titolo che invece, dopo esser stato vittima dello stop loss, continua a riprenere il suo corso rialzista. Come capire quando inserirlo Se…

Banca d’Italia: autonomia & indipendenza, a prescindere!
News / 22 ottobre 2017

  Banca d’Italia: autonomia & indipendenza, a prescindere!   A sentire i tanti soloni in circolazione, ex segretari del Partito democratico, Presidenti emeriti della Repubblica, ministri in carica, presidenza del Consiglio o  una schiera di economisti, bisogna assicurare “autonomia & indipendenza” alla Banca d’Italia e per essa, la facoltà di confermare o scegliere il successore alla guida dell’Istituto di vigilanza e tutto questo, a prescindere! A prescindere da che cosa? A prescindere dalla gravità dei disastri accaduti, banche fallite a ripetizione e dalla volontà delle forze politiche in Parlamento, che hanno semplicemente chiesto di valutare un “cambio di passo” nel designare l’alta carica istituzionale al vertice dell’Istituto, che ha dimostrato una evidente incapacità ad esercitare la vigilanza dovuta sul sistema bancario. Si grida allo scandalo addirittura dicendo, per bocca del ministro in carica dello Sviluppo economico Carlo Calenda che, l’aver presentato una “mozione” in Parlamento si “è trattato di un incidente”. Ora non è chiaro se con la parola “incidente” ci si è voluto riferire al disastro bancario o alla naturale esigenza di tutelare i risparmiatori secondo il dettato Costituzionale. La domanda che dobbiamo porci a mio avviso è un’altra: in una democrazia come la nostra, una Repubblica parlamentare, dove…

Digitale: Var Group racconterà 19 strategie di trasformazione delle imprese
News / 22 ottobre 2017

Sei eventi per spiegare alle aziende italiane l’importanza della trasformazione digitale. È l’obiettivo del tour organizzato da Var Group e che toccherà sei città italiane. Sarà la ventunesima edizione dell’evento promosso dalla società, e racconterà 19 testimonianze di aziende che hanno sviluppato progetti di ‘Digital transformation’ attraverso video e dirette dalle aziende che racconteranno esempi possibili di digitalizzazione. Riguarderanno, fa sapere la società, i “temi di più urgente attualità”, come la sicurezza online delle aziende (Cybersecurity), l’industria 4.0, ma anche le nuove tecnologie in grado di migliorare la produttività delle imprese come ad esempio la collaboration nella realtà virtuale, i chatbot, la realtà aumentata, il riconoscimento facciale e le varie applicazioni che queste tecnologie hanno nel mondo del retail. “Soluzioni calate nella realtà imprenditoriale italiana” L’obiettivo, spiega l’azienda, è “presentare soluzioni calate nella realtà del nostro tessuto imprenditoriale”. E quindi XNova, un nuovo approccio metodologico pensato da Var Group per le aziende italiane, che permette di usare l’innovazione come leva per valorizzare i processi e cogliere tutte le opportunità che offre la trasformazione digitale, fornendo gli strumenti necessari e una visione globale per guidare e integrare le soluzioni più evolute a beneficio del business. Una chiave pragmatica per aggirare da un lato la complessità delle nuove tecnologia, dall’altro la conseguente…

La strategia di un fondo di investimento da 100 miliardi: così Softbank punta a far soldi 
News / 22 ottobre 2017

Quando si parla di miliardi e tecnologia, in questo periodo spunta spesso un nome: Softbank. Nata come società di Tlc, ha varato una nuova strategia che punta a trasformare il gruppo nel maggiore investitore globale nel settore tecnologico: una strategia che sta accelerando, con acquisizioni e investimenti in componentistica, guida autonoma, realtà virtuale, robotica. Ecco come funziona il Vision Fund e quali sono i più importanti investimenti di SoftBank nell’ultimo anno. Come funziona Vision Fund Lo strumento attraverso il quale compiere questo disegno si chiama Vision Fund, un fondo d’investimento da 100 miliardi di dollari (93 dei quali già in dotazione). Come funziona? E chi sono i suoi finanziatori? Softbank ha optato per una formula ibrida che utilizza due canali, in proporzioni comuni a tutti i partecipanti: debito (per il 62%) ed equity (per il restante 48%). Chi partecipa, in sostanza, investe in due modi: acquista una quota della società e presta capitali che verranno ripagati con un tasso del 7% annuo durante il ciclo di vita del fondo (12 anni). Una combinazione, definita “rara” dal Financial Times, che dovrebbe ridurre il rischio senza rinunciare all’obiettivo di ritorni cospicui.  Chi sono i soci, dagli arabi agli Us Buona parte delle risorse…

Come è cambiata l’Italia negli ultimi 60 anni 
News / 22 ottobre 2017

L’Istat ha analizzato i dati che raccontano come è cambiata l’Italia negli ultimi 60 anni, da quando cioè è entrata in Europa. Un “lavorone” come lo definisce oggi il Corriere della Sera che sintetizza i risultati dell’indagine. I dati si riferiscono soprattutto agli effetti economici dell’Europa sul nostro tessuto produttivo e sulla nostra economia. Una prima fotografia riguarda il passato meno recente. Quando videro vita alla Cee firmando il trattato di Roma “Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Olanda e Lussemburgo erano più o meno nella stessa barca”. Da allora la struttura produttiva, scrive Milena Gabanelli sul quotidiano di via Solferino, “è cambiata profondamente, ma almeno fino al 2008, le economie di questi Paesi sono andate convergendo”. L’export ci sta salvando Poi arriva la crisi. Proprio nel 2008. E cambiano le carte in tavola. “Ha trascinato al crollo della domanda interna, al blocco degli stipendi e all’arresto de consumi, a cui si aggiunge, nel 2011, il «rischio Paese»”. Qualcosa comincia a cambiare nel 2012, le imprese più dinamiche, dalla manifatturiera alla meccatronica, si sono orientate verso i mercati esteri, “e dal 2012 l’export ci sta salvando”.  60 anni dopo, i problemi sono sempre gli stessi Eppure, spiega Gabanelli, i problemi dell’Italia sembrano…

Quanto ci è costato aver pagato la bolletta del telefono ogni 28 giorni
News / 22 ottobre 2017

Tim, WindTre Vodafone e Fastweb potrebbero pagare (a testa) circa un milione di euro di multa per aver mantenuto la fatturazione ogni 28 giorni invece che ogni mese. È quanto riporta oggi La Repubblica, in un articolo che parla quindi di “una multa modesta, infinitesimale che prenderebbe corpo peraltro nel 2018 quando le società sotto accusa avranno già incassato ricavi stellari. In un anno, le fatture diventano 13 invece di 12 (con la fatturazione a 28 giorni) comportando un aumento medio di spesa per gli utenti dell’8,6%”. E definisce la questione “l’affare del secolo” per le aziende (La Repubblica). Secondo Repubblica, il Garante avrebbe cominciato a calcolare quanti soldi le società hanno guadagnato in più nel nell’anno in corso cgrazie alla nuova bolletta a 28 giorni: “Lo studio interno del Garante, ancora riservato e in via di perfezionamento, anticipa cifre impressionanti. Rivela che le aziende ricavano “quasi 900 milioni in più” – in un anno dai loro clienti della rete fissa. Sono quelli che usano il telefono tradizionale e soprattutto Internet. A questi 900 milioni bisogna aggiungerne altri 290 che pure sono fatturato aggiunto. I 290 milioni sono usciti, in questo caso, dalle tasche dagli italiani che hanno una sim…

Chi è l’uomo che Trump vorrebbe a capo della Banca centrale americana
News / 22 ottobre 2017

Jerome Powell, dal 2012 membro del board della Federal Reserve, è il candidato preferito dal presidente Donald Trump per sostituire Janet Yellen alla guida della banca centrale Usa dal prossimo febbraio quando scadrà il suo mandato. Lo scrive Politico, citando tre funzionari dell’amministrazione e alimentando le indiscrezioni che si susseguono in questa direzione. Powell è il candidato sostenuto dal ministro del Tesoro, Steven Mnuchin. Nella ‘short list’ del presidente, oltre a Powell e alla stessa Yellen, ricevuta oggi alla Casa Bianca, figurano il suo capo economista Gary Cohn, l’ex governatore del sistema Fed Kevin Warsh e l’economista della Stanford University, John Taylor.  “Mi piacciono tutti e 5”, ha dichiarato Trump la scorsa settimana, senza sbilanciarsi sulla sua scelta che dovrebbe annunciare entro il 3 novembre, prima di partire per la sua missione in Asia. Tra i cinque, Powell, repubblicano, avvocato ed ex investment banker (dal 1997 al 2005 partner del gruppo Carlyle) sarebbe quello che incontrerebbe minore opposizione in Senato, chiamato ad approvare la nomina del presidente della Fed. I repubblicani appaiono spaccati sul futuro della Fed. Se l’ala più conservatrice ha avviato una vera e propria campagna contro la Yellen, democratica nominata dall’ex presidente Barack Obama, facendo circolare una petizione contro la sua riconferma,…