STM strappa un nuovo rialzo. Arriva un’altra conferma positiva
Finanza/Economia / 28 ottobre 2017

Il titolo anche oggi ha chiuso con il segno più dopo il forte rally di ieri, beneficiando delle indicazioni di Liberum. Tra le blue chips che oggi hanno chiuso gli scambi in controtendenza rispetto al mercato troviamo STM che, dopo il rally di circa il 12% ieri, ha strappato un altro segno più. Il titolo si è fermato a 19,91 euro, con un vantaggio dello 0,35% e oltre 11 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 4,2 milioni di pezzi. STM ha continuato a beneficiare dell’effetto positivo legato ai conti trimestrali diffusi di ieri, ma ha trovato sostegno anche nelle indicazioni di Liberum. Gli analisti di quest’ultimo hanno ribadito la raccomandazione “buy” sul titolo, con un prezzo obiettivo rivisto al rialzo da 18 a 23 euro. Questa mossa riflette un rilevante miglioramento delle stime che vedono le previsioni sui ricavi salire del 6,2% per il prossimo anno e del 7% per il successivo, mentre le attese sull’utile per azione sono state aumentate del 9,1% per quest’anno, del 21,8% per il prossimo e del 23,5% per il 2019.   fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Ftse Mib ancora rialzista
Finanza/Economia / 28 ottobre 2017

Allo stato attuale il lungo trend del future Ftse Mib 40 è ancora in atto. Allo stato attuale il lungo trend del future Ftse Mib 40 è ancora in atto. Ad attestarlo è il grafico, che vede la sottile ma tenace linea di demarcazione della tendenza rialzista ancora inviolata, nonostante il fisiologico storno sui supporti naturali di area 22.000 punti (Figura 1). Figura 1. Future FtseMib40 – grafico settimanale Dove finirà questo trend non lo sappiamo. Sappiamo solo che prima o poi finirà e che le resistenze veramente importanti di lungo periodo si trovano in area 23.700 punti (Figura 2). Figura 2.  Future FtseMib40 – grafico settimanale In questa fase, tuttavia, va fatta attenzione per un’operatività long. Infatti, ci troviamo probabilmente in quella che è un’onda finale (onda 5 di 5) di un rimbalzo (onda C) e quindi soprassedere sul rialzo è certamente un’opzione in attesa di cercare di entrare all’ inizio del trend opposto (Figura 3). Figura 3. Future FtseMib40 – grafico settimanale Occorre prestare un occhio di riguardo a Primsi in quanto si trova a ridosso di resistenze di lunghissimo periodo, se si leggono su grafico a candele mensili. L’importanza di tali resistenze, che si collocano intorno agli…

Provaci ancora Ftse Mib
Finanza/Economia / 28 ottobre 2017

Il mercato azionario italiano continua a mantenersi decisamente impostato al rialzo nel medio/lungo termine, anche se i volumi sono in vistoso calo. Il mercato azionario italiano continua a mantenersi decisamente impostato al rialzo nel medio/lungo termine, anche se i volumi sono in vistoso calo. Dalla fine dello scorso giugno, infatti, è possibile individuare una trendline ascendente piuttosto credibile sia in termini di inclinazione (sostenibilità nel tempo) che di capacità di rappresentare un valido supporto dinamico (con conseguenti rimbalzi). Ne è un esempio anche la recente flessione del Future FTSE/MIB, che dopo la violazione ribassista dell’indicatore Supertrend sul livello 22.250 e un rapidissimo spike intraday sotto la soglia dei 22.000 punti, ha ripreso subito la propria corsa fino a tentare un riavvicinamento all’importantissimo massimo relativo posto a quota 22.805. Anche l’indicatore Macd, così come altri numerosi oscillatori, sebbene ben lontano dall’essere posizionato in una fase di ipervenduto, sembra volersi nuovamente rafforzare con un segnale di acquisto. Al momento non emergono segnali di debolezza a Piazza Affari, anche grazie alla forza di tutte le principali Borse internazionali. Proprio nelle ultime sedute, ad esempio, Germania e Stati Uniti hanno registrato nuovi massimi storici assoluti e diventa davvero difficile sapere per quanto tempo ancora…

Area 23.000.. vendere e aspettare
Finanza/Economia / 28 ottobre 2017

Piazza Affari riprende vigore, ma fallisce proprio oggi l’attacco ai 23.000 punti di FtseMib, rimanendo quindi all’interno del trading-range 22.000-22.900 di questi ultimi due mesi. Mercati azionari ancora in fermento e alle prese con nuovi massimi di periodo, anche se i superamenti risultano al momento frazionali: Piazza Affari riprende vigore, ma fallisce proprio oggi l’attacco ai 23.000 punti di FtseMib, rimanendo quindi all’interno del trading-range 22.000-22.900 di questi ultimi due mesi. Non si vuole sottovalutare la forza espressa dai mercati azionari, in presenza anche di notizie che dovrebbero minare il percorso rialzista, tuttavia si nota ancora una volta la mancanza di profondita’ del nostro listino: l’ultimo massimo è stato accompagnato da soli 5 titoli sui massimi, ieri erano solo 3..e su un paniere di 40 titoli ci sembra effettivamente poco rassicurante. Segnali di inversioni perverrebbero cmq solo su violazione dei 22.600 per un discorso settimanale e sotto l’area 22.000/21.800 in ottica di medio periodo, tuttavia ribadiamo il consiglio che in area 23.000 o poco sopra, sarebbe meglio chiudere le posizioni e attendere una correzione, oppure in alternativa, incrementare la copertura di portafoglio con strumenti al ribasso sull’indice. Dopo un anno di salita per quasi tutti gli indici, non sarebbe una…

Al solito, le Borse salgono quando gli ottimisti latitano
Finanza/Economia / 28 ottobre 2017

Una volta sbrigati i test di breve periodo, i mercati azionari sono puntualmente ripartiti. Una volta sbrigati i test di breve periodo, i mercati azionari sono puntualmente ripartiti. Come si rilevava ieri, lo S&P si è rilanciato dopo aver sollecitato il long stop giornaliero; più elegante, verrebbe da dire, la ripartenza di Piazza Affari: complice una configurazione di sentiment davvero esemplare. Una settimana fa, in questa sede, si rilevava il drastico prosciugamento del sentiment positivo degli investitori, commentando: «il Greed Index in meno di un mese è passato da abbondante tripla cifra, alla lettura contenuta di ieri. Un drastico ridimensionamento dell’ottimismo degli investitori, malgrado il +40% messo a segno nell’ultimo anno. Abbiamo esaminato tutti i casi negli ultimi tre anni in cui il Greed Index ha fatto registrare un comportamento simile: il responso del grafico non lascia dubbi». Se si abbina questa considerazione qualitativa, al preciso test del supporto a 22.000 punti, si comprende bene la fiammata di ieri e in generale la reazione dell’ultima settimana. Certo, Piazza Affari ha sorpreso (noi) in positivo in questi giorni; ma restiamo dell’idea che, in prospettiva, si trovi di meglio nelle piazze continentali. E, a proposito: possiamo cominciare a ritenere acquisito il superamento…

Bond oggi: i rischi per quelli in $, pur con una valuta che vola
Finanza/Economia / 28 ottobre 2017

Tassi fissi corporate o high yield, misti, variabili o inflation: ogni categoria è esposta a fattori di incertezza, di cui tenere conto nel puntare sulle obbligazioni espresse nel biglietto verde. I giochetti verbali di Draghi ieri sono piaciuti ai mercati, tranquillizzati da una politica monetaria destinata a restare accomodante per lungo tempo in area Bce. Non hanno invece deliziato l’euro, avvitatosi sul dollaro di fronte a strategie potenzialmente sempre più divergenti fra Europa e Usa in tema di politica monetaria. La discesa in poche ore dal “cross” Eus vs Usd di 1,183 a 1,163 ha rappresentato un movimento decisamente violento. Il biglietto verde torna così d’attualità, spingendo il mercato a comprare obbligazioni espresse in tale divisa. Non sempre però si valutano convenientemente alcuni rischi che ciò comporta. I tassi crescono ma l’inflazione di più Il riadeguamento dei tassi di interesse anche nell’area Usa sta avvenendo a un ritmo inferiore alla crescita dell’inflazione. Nel migliore dei casi se ne verificheranno quattro scatti di qui a fine 2018, con un progresso dall’attuale 1,25% al 2,25%. Già oggi però l’inflazione si attesta al 2,2% e viene vista in crescita nei prossimi mesi. Ne consegue che parte della curva non è adeguatamente remunerata, se…

S&P: upgrade rating Italia!
News / 28 ottobre 2017

S&P alza il rating per l’Italia: si passa da BBB-/A- a BBB/A-2 Outlook Stabile. L’agenzia di rating più temuta dall’Italia, completa il trittico di valutazioni del 2017 con un upgrade che, se vogliamo, non eccessivamente sorprendente visti i passi in avanti del Bel Paese. E’ quello che serviva per i mercati! Ricordiamo che S&P era stata una delle prime agenzie ad avviare il vortice negativo del rating italiano, la più severa. Da 15 anni S&P non concedeva un upgrade all’Italia. Il risultato ottenuto dall’Italia dopo anni di sacrifici è indiscutibilmente notevole. Infatti, tra le motivazioni addotte da S&P, troviamo il miglioramento delle prospettive di crescita. Questo risultato grazie principalmente ad un aumento degli investimenti (anche stranieri) e da una crescita dell’occupazione grazie alle riforme nell’ambito del mercato del lavoro perseguite dal Governo. Non secondario il contributo giunto dalle politiche espansive della BCE che da anni ha contribuito indirettamente al contenimento del debito pubblico che altrimenti avrebbe deragliato. In ogni caso il debito resta su livelli elevati. Gli interventi da parte del Governo di evitare l’esplosione delle crisi bancarie a causa degli NPL, è un altro elemento di forza dell’azione di ripresa. Non mancano i cenni alle criticità legate alle prossime elezioni…

Catalogna proclama indipendenza: è il caos
News / 28 ottobre 2017

Giornata storica e drammatica allo stesso tempo per la Spagna: il governo di Madrid ha fatto ricorso all’opzione nucleare. Il premier Mariano Rajoy ha infatti fatto sapere al Senato che destituirà il presidente catalano Carles Puigdemont, il vicepresidente Oriol Junqueras e tutti i membri del Governo catalano, servendosi dei poteri straordinari che gli saranno concessi oggi dalla camera alta. Mentre il Senato a Madrid attiva l’opzione nucleare, votando il via libera al commissariamento della Catalogna, il Parlamento catalano ha votato a favore della proclamazione d’indipendenza. Settanta i voti favorevoli, dieci i contrari, due le schede nulle. Sul mercato secondario i bond governativi spagnoli sono sotto attacco dopo il voto del parlamento della regione con mire secessioniste. Anche la Borsa di Madrid accusa il colpo, con l’indice Ibex che al momento cede il 2% dopo l’aggravarsi della crisi costituzionale in Catalogna. Ieri il presidente catalano Puigdemont ha deciso di non convocare elezioni anticipate, dicendo che non ci sono le condizioni. Secondo il leader indipendentista “mancano le garanzie” da parte del governo di Madrid sul fatto che una volta indetto il voto anticipato, la Catalogna tornerà a essere governata dai suoi politici regionali e non dalle autorità di Spagna. Stamattina il premier Rajoy è…

Usa, “sbagliati” i dati sul Pil. L’economia cresce al 4%
News / 28 ottobre 2017

I numeri ufficiali sono sbagliati. Sottostimano la forza dell’economia Usa, che nel terzo trimestre è cresciuta del 4,1% su basse annua, un punto in più rispetto al dato diffuso dal Dipartimento al Commercio americano, che vede il Pil in rialzo del 3%. A “correggere” le statistiche del governo è lo US Nowcast, un indicatore sviluppato da Aberdeen Asset Management che aggrega un’ampia gamma dei più recenti dati economici per determinare lo stato di salute dell’attività economica. Il superindice e i dati ufficiali del Pil Come si spiega la divergenza tra il Superindice di Aberdeen e i dati ufficiali? Lo Us Nowcast si basa su dati economici aggiornati in tempo reale, come vendite al dettaglio, costruzione di nuove case, produzione industriale e prime richieste di disoccupazione, che sono tutti funzione dell’attività economica. Al contrario – spiega la società in una nota – le cifre trimestrali ufficiali del Pil sono pubblicate con un significativo scarto di tempo e sono influenzate dal passare delle stagioni, dal livello delle giacenze di magazzino e da altri fattori che si presentano una tantum e in modi difficili da prevedere. “Le cifre ufficiali sulla crescita possono essere fuorvianti. L’indicatore più diffuso e più noto, il Pil reale,…

Alert S&P’s, UK: boom credito al consumo è insostenibile
News / 28 ottobre 2017

LONDRA (WSI) – La crescita a due cifre del debito al consumo nel Regno Unito quest’ anno dovrebbe allarmare i finanziatori britannici. A dirlo l’agenzia di rating Standard and Poor’s secondo cui il credito al consumo britannico ha superato quest’ anno i 200 miliardi di sterline. “Il recente tasso di crescita annuale a due cifre del credito al consumo nel Regno Unito sarebbe insostenibile se continuasse a crescere allo stesso ritmo”. Così l’agenzia di rating secondo cui il credito al consumo inglese è salito quest’ anno ad oltre 200 miliardi di sterline in un mercato dove è basso il tasso d’interesse, avvertendo che le perdite subite dagli istituti di credito potrebbero portare le agenzie di rating a declassare gli istituti di sua Maestà. Il rapporto pubblicato da S&P’s ha inoltre evidenziato la preoccupazione della Banca d’ Inghilterra per i livelli di credito al consumo, che quest’ anno sono cresciuti del 10% mentre la crescita del reddito delle famiglie è cresciuta solo del 2%. “La recente valutazione della Banca d’ Inghilterra delle perdite da stress sui prestiti al credito al consumo indica come l’autorità di regolamentazione sia preoccupata per il fatto che la resilienza di questi portafogli possa ridursi”. Secondo l’analista…