Future Ftse MIB, nessun segnale dopo cedimento dell’ex supporto
Finanza/Economia / 3 novembre 2017

Dall’ultimo commento i prezzi hanno violato l’ex supporto a 23030 spingendosi fino a 22940. Dall’ultimo commento i prezzi hanno violato l’ex supporto a 23030 spingendosi fino a 22940. Il segnale rialzista che seguivamo da ieri è esaurito, ma mentre scriviamo non sono presenti nuove indicazioni direzionali (=rialzo o ribasso) degne di nota. Dobbiamo restare in osservazione fino a bollettino delle 16.30 circa. I più vicini livelli di verifica attuali sono disposti a 22930 (supporto) e 23030 (resistenza).  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Il boom di Wall Street è stato costruito a gennaio
Finanza/Economia / 3 novembre 2017

Piazza Affari non si sottrae certo al denaro. Il test del supporto (media a 200 giorni) a 22000 punti ha galvanizzato il mercato, conducendo a nuovi massimi. La riunione di ieri del FOMC si è risolta con un prevedibile nulla di fatto: tutto rimandato a dicembre, quando la prospettiva di un aumento dei tassi ufficiali è data dal mercato per scontata (88% di probabilità, stando al future sui Fed Funds). Il percorso che separa l’attuale livello del costo ufficiale del denaro dalla soglia che oggettivamente costituisce un inasprimento delle condizioni monetarie, è ben delineato: ne abbiamo parlato nell’Outlook semestrale, e ci ritorniamo nel Rapporto Giornaliero di oggi. Questo dato però si incrocia irrimediabilmente con la “qualità” del rialzo di questi primi dieci mesi del 2017. Il nuovo massimo di Wall Street in un mese – e, se è per questo, semestre – altrimenti storicamente impegnativo, consente di proiettare ritorni ulteriormente lusinghieri per i mesi a venire. Soltanto nell’ultimo bimestre dell’anno, la performance media conseguita in condizioni simili (+3.7%) è più che duplice, rispetto al ritorno medio storico (+1.5%). Ciò peraltro si lega a quanto rilevato ad inizio anno, in sede di determinazione delle prospettive per l’intero 2017: quando segnalammo come…

Future Ftse MIB, confermata finora l’attesa reazione
Finanza/Economia / 3 novembre 2017

I prezzi si sono mossi al rialzo fino a 23090, consentendoci di alzare il supporto principale intraday a 23030/050. I prezzi si sono mossi al rialzo fino a 23090, consentendoci di alzare il supporto principale intraday a 23030/050. Confermiamo un target a 23140/160. L’esposizione long già vigente è da conservare con nuovo stop in chiusura su grafico a 30 minuti sotto 23030.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Future Ftse MIB, prezzi ieri in chiusura sul primo supporto
Finanza/Economia / 3 novembre 2017

Confermiamo aspettative di ripartenza del rialzo fino a 23140/160 e supporti a 22940/950 e 22800/820. Confermiamo aspettative di ripartenza del rialzo fino a 23140/160 e supporti a 22940/950 e 22800/820. Per chi non è già esposto, il future è ancora acquistabile da prezzi non superiori a 22985 ed in caso di arretramenti a 22850. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti sotto 22800.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Bond oggi: tanti cambiamenti non scrollano i mercati
Finanza/Economia / 3 novembre 2017

Nuovo numero uno alla Banca centrale Usa e rialzo dei tassi dello 0,25% a Londra. Le reazioni? Quasi nulle.  Nel segno della continuità: è questa la prima impressione che si deduce dalla notizia – in realtà non ancora ufficiale – del cambiamento ai vertici della Fed, di cui si attende la formalizzazione oggi. Jerome Powell sostituisce Janet Yellen. I mercati l’hanno letta come una semplice transizione politica dall’area democratica a quella repubblicana, nel segno della stessa linea di una strategia monetaria iper pragmatica. Si tralascia però l’aspetto più importante: Powell è fautore di un alleggerimento normativo in ambito finanziario, ovvero in un parziale ritorno alla deregulation, che tanti danni ha fatto in passato, portando alla crisi Lehman. Trump l’aveva annunciato e l’ha realizzato, ma Wall Street questa volta è stata meno entusiasta di quanto ci si potesse aspettare. Le reazioni iniziali non sembrano infatti calorose, con: il dollaro che resta fermo, anzi si indebolisce un po’, mentre le anticipazioni di un quasi confermato nuovo aumento dei tassi a dicembre lo avrebbero potuto spingere sotto quota 1,16 contro euro; l’oro che non si muove nemmeno di fronte a un nuovo numero uno della Fed portatore della teoria secondo cui “la regolamentazione…

Riforma fiscale Usa: taglio tasse spalmato su 10 anni
News / 3 novembre 2017

Per i suoi fautori è “equa” e “pro crescita”, per i suoi oppositori è ingiusta e favorisce solo i ricchi. È partito il conto alla rovescia sul piano di riforma fiscale statunitense, che in giornata è stato presentato formalmente dai leader del partito Repubblicano alla Camera. In attesa dell’approvazione del testo, difficile, restano ancora numerosi dubbi sui tagli fiscali che verranno proposti. In particolare, uno dei maggiori interrogativi è rappresentato dalla durata della attesa delle riduzione delle tasse aziendali. La corporate tax dovrebbe scendere dall’attuale 35% al 20%. Ma quando esattamente e quanto tempo ci metterà a calare, resta ancora un mistero. Dipenderà dalle risorse che il governo federale riuscirà a recuperare. L’aliquota massima delle imposte sul reddito sarà del 39,6%, ma per un reddito molto più elevato, mentre quella più bassa sarà innalzata dal 10 al 12%. Saranno incrementati sgravi fiscali per chi ha figli e saranno raddoppiate le deduzioni per le famiglie. Verrà poi abolita la tassa di successione, ossia sui beni ereditati. L’imposta minima sul reddito prodotto all’estero sarà invece del 15%. L’atteso taglio alla corporate tax previsto dal disegno di legge sulla riforma fiscale Usa che i Repubblicani della Camera hanno presentato in giornata sarà come previsto al 20%…

Basilea 4, nuove regole peseranno di più in Nord Europa
News / 3 novembre 2017

I lavori su Basilea 4 sono “sostanzialmente conclusi” secondo quanto reso noto da Bankitalia. Le nuove regole sui requisiti per gli istituti bancari prevedono, secondo quanto trapelato, un Output floor, ovvero il calcolo degli accantonamenti sulla base dei rischi degli impieghi, al 72,5%. L’elemento è di particolare interesse per le banche nordeuropee che finora adottavano in merito regole meno stringenti rispetto ai modelli standard. L’implementazione di Basilea 4, avrà comunque, tempi ampi per l’adeguamento (non prima del 2021, massimo 2027). Mediobanca ha prodotto in un’analisi l’impatto aggregato sugli istituti europei, che sarà complessivamente del -2% sul Cet 1 ratio; la distribuzione, però, sarà molto variegata, con i maggiori risvolti negativi proprio in Nord Europa (le svedesi Shb,-12,1% sul Cet 1, Sweda, -11,7%, Seb, -7,5%, la danese Nordea, -6,3%, Abn, -6,2%, l’olandese Ing, -4%). Impatti negativi sulla nuova regolamentazione sono più vicini alla media per la francese Bnp Paribas, -1,5% e per le svizzere Credit Suisse, -2% e Ubs, -3%. Per l’Italia, prosegue l’analisi di Mediobanca, gli effetti di Basilea 4 sui Cet 2 saranno più forti su Banco Bpm (-4,7%), mentre, vicine alla media delle banche europee, si troverebbero Intesa Sanpaolo, -2,5%, Unicredit, -1,9% e Ubi del -1,6%. Oggi la seduta di Piazza…

Catalogna, chiesto mandato d’arresto Ue per Puigdemont
News / 3 novembre 2017

Per tutti i membri del decaduto governo catalano la procura ha chiesto al giudice della Audiencia Nacional, Carmen Lamela, la detenzione cautelare; escluso solo l’ex ministro Villa che si era dimesso il giorno precedente alla dichiarazione unilaterale di indipendenza.   Per loro l’accusa è quella di “ribellione”. Nel frattempo per Carles Puigdemont, presidente della Catalogna attualmente a Bruxelles, gli inquirenti hanno richiesto al giudice di emettere il mandato d’arresto europeo. Secondo quanto dichiarato mercoledì dal suo avvocato, non intende fare ritorno, spontaneamente, in Spagna. Il mandato d’arresto europeo, non avrebbe comunque effettività automatica. Infatti, il reato di ribellione contestato a Puigdemont non è contemplato nell’ordinamento del Belgio, fatto che imporrebbe l’apertura di un’inchiesta della magistratura belga per l’accertamento delle accuse mosse da parte della Spagna. Insieme a Puigdemont si trovano in Belgio gli ex ministri catalani Clara Ponsatí, Antoni Comín, Lluís Puig e Meritxell Serret. La posizione attuale del presidente catalano, che avrebbe abbandonato l’hotel Charbord di Bruxelles non è nota.   Nel frattempo a Barcellona la piazza Sant Jaume in cui ha sede la Generalitat e il Municipio si sono riempite di manifestanti per testimoniare la propria vicinanza ai membri del Govern catalano. La situazione in Catalogna è precipitata in seguito…

Criptovalute: 5 cose che avreste voluto sapere sul Byzantium di Ethereum
News / 3 novembre 2017

A cura di Exante Sicuramente non vorrai farti vedere mentre poni delle domande stupide. Quindi le poniamo noi per te. D: Cos’è Byzantium e perché tutti ne parlano? R: Byzantium è il nome del più recente hard fork di Ethereum. Cos’è un hard fork, chiedi? Quando si cerca su Google la definizione di hard fork si ottiene qualcosa di incomprensibile come questo: “Un hard fork è una divergenza permanente nella blockchain che si verifica comunemente quando nodi non aggiornati non riescono a validare blocchi creati da nodi aggiornati che seguono nuove regole per il consensus”. Per tradurlo a chi è privo di una laurea in ingegneria informatica: un hard fork è un aggiornamento. Ma questo aggiornamento fa sul serio: forza tutti i nodi presenti nella blockchain (quegli elementi che fanno girare le transazioni e i dati di pagamento) ad aggiornarsi sullo stesso nuovo codice. I nodi che non lo fanno, non possono utilizzare la rete di Ethereum. Capito adesso? D: Ah, un hard fork. Questo quindi significa che abbiamo una nuova blockchain alternativa e una nuova valuta, come è successo con Ethereum Classic e Bitcoin Cash, giusto? R: No, sbagliato. Non tutti gli hard fork sono uguali. Ethereum ha attraversato cinque hard fork,…

Come aprire agli stakeholder
News / 3 novembre 2017

Rubrik è un’azienda della Silicon Valley che fornisce soluzioni di Data Management in modalità cloud. Il suo fondatore e attuale CEO, Bipul Sinha, è impegnato in una operazione di “trasparenza radicale”, come riporta il Wall Street Journal: tutti i 600 dipendenti sono invitati alle riunioni del consiglio di amministrazione. Anche se non viene nascosta la difficoltà di alcuni momenti, “…se sei sincero e trasparente, questo crea fiducia ed empowerment“. Non solo “…se si incoraggia una cultura dove le persone possono chiedere domande scomode, questo allarga il modo di pensare“; dunque un contributo, non un ostacolo, all’azione del management. Certamente ci sono i lati negativi di questa apertura ma, come ricorda Sinha, “se creiamo fiducia allora le persone gestiranno senza problemi le buone e le cattive notizie perchè sapranno che sono parte di una storia più grande“. Una modalità di “processo” dunque, con aspetti di gestione complessi (quanti dei nostri CDA di aziende quotate sarebbero in grado di gestirli, pur salvaguardando le informazioni sensibili?), che offre più di uno spunto di riflessione su cosa debba essere l’azienda, quali sono le reali risorse per “gestirla” e le modalità per progettarne il futuro sviluppo. Certo manca una “traccia” che aiuti a minimizzare gli effetti negativi,…