Campari chiude in rialzo. Diversi broker alzano il target price
Finanza/Economia / 9 novembre 2017

Il titolo ha guadagnato terreno anche oggi beneficiando delle indicazioni arrivate da alcune banche d’affari. Seconda seduta consecutiva in rialzo per Campari che, dopo aver guadagnato poco meno di mezzo punto percentuale ieri, ha terminato gli scambi oggi a 6,745 euro, con un progresso dello 0,6% e oltre 2,6 milioni di azioni trattate, ben al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 900mila pezzi. Campari oggi è finito sotto la lente di varie banche d’affari che hanno migliorato la valutazione del titolo, come nel caso di Kepler Cheuvreux che ha ribadito il rating “hold” su Campari, con un prezzo obiettivo migliorato da 5,8 a 6,6 euro dopo i solidi conti trimestrali diffusi dal gruppo. Anche Banca Akros ha alzato il target price, aumentandolo da 6,7 a 7,1 euro, con un rating fermo a “neutral”, mentre Societè Generale consiglia di acquistare Campari, con un fair value che passa da 7,49 a 7,85 euro, sulla scia dei risultati del terzo trimestre definiti superiori alle attese da parte degli analisti.  fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Toro infinito, per ora
Finanza/Economia / 9 novembre 2017

Erano esattamente 37 anni che l’indice S&P500 non registrava un semestre “maggio-ottobre” con chiusure mensili tutte positive. Erano esattamente 37 anni che l’indice S&P500 non registrava un semestre “maggio-ottobre” con chiusure mensili tutte positive. Un periodo, a ben vedere, dove si registra statisticamente una modesta performance delle borse: non a caso è nato il famoso detto “vendi a maggio e scappa”. Se aggiungiamo che, dallo scorso novembre, le chiusure mensili mostrano minimi e massimi superiori, l’attuale fase sarà ricordata nel tempo come il periodo più roseo per un Toro che in molti davano per spacciato, mentre invece, dopo oltre otto anni, dimostra ottima salute. I periodi di lunghi rialzi viaggiano sempre a braccetto con la bassa volatilità. Caratteristica che si sta facendo notare da inizio anno ma non solo: ottobre si è chiuso con i livelli più bassi di volatilità degli ultimi 30 anni, a dispetto del fatto che la statistica lo indica come il mese più volatile dell’intero anno. Salgono così a 7 i mesi dell’anno con la più bassa volatilità dei peggiori 10 mesi della storia. In queste ultime settimane anche gli indici europei si sono fatti notare per aver aggiornato i massimi annuali, tranne per l’Ibex spagnolo…

Dai fondi azionari USA deflussi record
Finanza/Economia / 9 novembre 2017

I Tori possono dormire ancora sonni tranquilli: quasi nove anni di rialzi non hanno scalfito una comunità ancora poco coinvolta sul lato long del mercato. I Tori possono dormire ancora sonni tranquilli: quasi nove anni di rialzi non hanno scalfito una comunità ancora poco coinvolta sul lato long del mercato. A fronte di una tendenza indiscutibilmente positiva, osserviamo analisti sempre pronti a dispensare consigli sui supporti al di sotto dei quali vendere (ma quando di preciso avrebbero suggerito di comprare? mistero…); e mai di resistenze al di sopra delle quali finalmente entrare. Investitori che denunciano un «rialzo basato sul nulla»; ma che si dichiarano disposti a comprare lo S&P500 a non più di 2000 punti. Bontà loro. Come se un anno fa, quando ci trovavamo su analoghi livelli, le banche centrali fossero inoperose. Prova di questa dissociazione dalla realtà sono evidenti, non tanto dai sondaggi, che hanno la valenza dei voti dei giurati nei concorsi di bellezza (Keynes insegna), quanto dall’operato concreto: che misura l’azione effettiva. A settembre – ultimo dato disponibile – i fondi comuni azionari americani hanno subito un deflusso netto di 22 miliardi di dollari: l’emorragia su base mensile più consistente di questo altrimenti spettacolare 2017. Negli…

Da tempo non si vedevano più acquisti su questa penny!
Finanza/Economia / 9 novembre 2017

Sulla Cheesecake Factory sono tornati gli acquirenti, anche se interni all’azienda, dopo le tante vendite avute in passato. Continuiamo con questo appuntamento settimanale, dove andremo a trattare penny stock ma in un modo totalmente nuovo. Nessun bilancio da analizzare, ma solamente grafico e soprattutto insider trading. Cosa intendo io per insider trading? Mi soffermo principalmente su questo ultimo aspetto, per fare chiarezza su cosa vuol dire Insider Trading e come trattarlo ovviamente. Facciamo subito una distinzione, ci sono due tipi di insider trading: illegale: cioè quello che abbiamo visto molte volte, nei più famosi film di trading, ma noi ovviamente e staremo alla larga; legale: quello che pochi conoscono, grazie ad uno strumento totalmente legale. Ovviamente ci soffermeremo sull’Insider Trading Legale, il quale “raccoglie” notizie interessanti sugli scambi “azionari” che vengono effettuati da dipendenti appartenenti alla stessa azienda (come CEO o Presidenti) oppure dai grandi del mercato come Warren Buffet, Soros o dagli Hedge Fund.Data questa più che doverosa spiegazione, possiamo cominciare ad analizzare il primo titolo che ho scelto.  Cheesecake Factory La Cheesecake Factory Incorporated è impegnata nel settore del ristorante e del panificio. A partire dal 2 marzo 2017, la Società ha gestito 208 ristoranti di proprietà aziendale:…

Indici europei al ceckpoint giornaliero
Finanza/Economia / 9 novembre 2017

Il quadro mensile dell’Eurotoxx 50 è fotografato in indicazione operativa rialzista in corso, con presidio protettivo del segnale rialzista mensile a 3580. Gli indici europei sperimentano un decadimento dell’indicazione rialzista di breve (ricavata dal grafico giornaliero), che dopo l’Eurostoxx 50 adesso interessa il Ftse Mib, mentre per il Dax occorrerebbe un ulteriore passaggio sotto 13365/13369. Nel quadro superiore (mensile e settimanale), mantiene la rotta indicata come rialzista l’indice tedesco; resiste in eguale avviso rialzista quella superiore del Ftse Mib (dopo averla smarrita in precedenza per quasi tutto il mese di ottobre), tentenna quella dell’Eurostoxx 50 che lunedì 6 ha perso il contributo rialzista del Trend/segnale settimanale, mentre può ancora contare sull’avviso rialzista di quello mensile. Passiamo in rassegna in maniera più puntuale la segnaletica degli indici azionari europei menzionati, in parziale aggiornamento della lettura operativa espressa con la video-analisi di lunedì 6 novembre). DAX Il quadro superiore dell’indice tedesco riferisce di una immutata segnaletica operativa rialzista, coincidente in un Trend/segnale mensile rialzista protetto a 11860, e di un Trend/segnale rialzista settimanale che viaggia rialzista dai 12200 punti di martedì 5 settembre, per mano di un Modello di InverTrend rialzista, da presidiare al momento a 12515 area. Quella che semmai subentra…

Deutsche Telekom: posizioni corte sotto 15,80
Finanza/Economia / 9 novembre 2017

Il 41% delle azioni che compongono lo STOXX 600 ha registrato un rialzo ieri. Il 41% delle azioni che compongono lo STOXX 600 ha registrato un rialzo ieri. Il 65% delle azioni scambia al di sopra della media mobile a 20 periodi contro il 68% di venerdí (al di sotto della media mobile a 20 period). Il 70% delle azioni scambia al di sopra della media mobile a 200 periodi contro il 71% di venerdí (al di sotto della media mobile a 20 period). La nostra valutazione  Posizioni corte sotto 15,80 con target a 14,90 e 14,55 in estensione. Scenario alternativo Sopra 15,80 ci aspettiamo un ulteriore rialzo con 16,35 e 16,60 di target. Commento tecnico Finché la resistenza a 15,80 non è superata, il rischio della rottura sotto 14,90 resta alto. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Wall Street detta tempi e regole, la politica non fa paura
News / 9 novembre 2017

Nyse, Humana in lettera dopo la trimestrale. Nasdaq, azioni Take-Two Interactive in rally. Regeneron Pharmaceuticals, utili e ricavi Q3 2017 oltre le attese. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Chiusura in moderato rialzo per la piazza azionaria di Wall Street con il Nasdaq che, dopo il -0,27% della vigilia, nella sessione odierna di scambi ha recuperato subito il passivo con un +0,32% a 6.789,12 punti. Luce verde al suono della campanella pure per l’S&P 500, +0,14% a 2.594,38 punti, e per il Dow Jones che non è andato comunque oltre un rialzo frazionale dello 0,03% a 23.563,36 punti. Nessuna reazione negativa, quindi, c’è stata alla notizia, dal fronte politico, dell’elezione di due democratici a governatori degli Stati USA della Virginia e del New Jersey. Nyse, Humana in lettera dopo la trimestrale Al New York Stock Exchange, nel settore assicurativo, le azioni della Humana Inc. (HUM) oggi, mercoledì 8 novembre del 2017, hanno lasciato sul parterre il 5,01% a $ 243,48 dopo aver riportato un fatturato che, a $ 13,1 miliardi, si è attestato al di sotto delle previsioni di consenso. Con $ 3,39 per azione, invece, l’utile riportato da Humana Inc. nel Q3 2017…

Piazza Affari: stare fermi in attesa di una ripresa dei bancari?
News / 9 novembre 2017

Il Ftse Mib fatica a riportarsi sopra quota 23.000, zavorrato dalla negatività del settore bancario: i market movers della prossima seduta. Chiusura contrastata oggi per le Borse europee che hanno terminato le contrattazioni precedute da segni diversi. A fine sessione il Ftse100 e il Dax30 sono saliti rispettivamente dello 0,22% e dello 0,02%, mentre il Cac40 si è fermato al di sotto della parità, con un calo dello 0,17%. Mercato ancora in balia dei bancari La maglia nera è stata indossata da Piazza Affari che, dopo essersi difesa meglio degli altri ieri, oggi ha mostrato una maggiore debolezza relativa. Il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 22.831 punti, con un calo dello 0,57%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 22.997 e un minimo a 22.699 punti. L’indice ha provato a recuperare terreno in direzione di area 23.000, l’avvicinamento della quale però ha visto scattare le vendite, con una discesa che però in chiusura di sessione è stata arginata al di sopra dei 22.800 punti. L’andamento del mercato domestico continua ad essere fortemente condizionato dal sentiment negativo che sta interessando il settore bancario. A quest’ultimo bisognerà guardare per valutare quali potranno essere i prossimi sviluppi per il Ftse Mib,…

La peggiore invenzione dell’umanità secondo Stephen Hawking
News / 9 novembre 2017

Anche Albert Einstein era critico verso il genere umano. “Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana… e non sono sicuro della prima” Secondo Stephen Hawking, celebre astrofisico, l’invenzione dell’Intelligenza Artificiale potrebbe essere “l’evento peggiore nella storia della nostra civiltà” e per questo motivo ha invitato tutti coloro che se ne stanno occupando a “trovare tutte le tecniche possibili per gestirla al meglio”. Nuove leggi per nuove realtà A cominciare dalle regole visto che nuove realtà di stanno affacciando all’orizzonte e potrebbero modificare in maniera radicale la vita quotidiana ma anche l’applicazione dei diritti umani e della proprietà privata. Ma Hawking non è il solo ad aver qualche dubbio: se da un lato l’ideatore di Facebook Mark Zuckerberg è ottimista, dall’altro ill Gates, fondatore di Microsoft, è più pragmatico e arriva a dire che, un giorno, i robot impiegati nel mondo del lavoro e che quindi sottraggono posti agli esseri umani, dovrebbero anche pagare le tasse. Il pericolo deriverebbe dal fatto che l’umanità potrebbe non essere preparata a controllare lo sviluppo e soprattutto le potenzialità che, allo stato attuale, sembra offrire. Come controllarla? “I computer potrebbero emulare l’intelligenza umana e, in alcuni casi anche superarla”. Il che, ha…

Banche popolari, torna l’allarme rosso?
News / 9 novembre 2017

Precipita il Credito Valtellinese annunciando un aumento di capitale, Banco BPM, MPS, Bper ed Ubi subiscono forti vendite. rimbalza Buzzi Unicem. Ormai la storia va avanti da oltre un mese, quindi non è proprio una novità assoluta, ma quel che è accaduto oggi sulla Borsa milanese non può assolutamente esser sottovalutato. Le nostre Banche popolari hanno infatti subito ancora un tonfo, avevamo ricordato nei giorni scorsi che alcune società d’investimento avevano aumentato la loro esposizione “short” proprio sui titoli del settore ed ecco che … puntualmente … Banco BPM (-7,53%), la performance YTD è tutt’ora positiva, ma dal 3 ottobre scorso (il giorno fatidico)  il titolo ha perso oltre 22 punti percentuali. Banca MPS (-4,76%) ha evidenziato l’ennesima trimestrale disastrosa, praticamente non diminuiscono i crediti deteriorati, cala invece il fatturato (-5,7%) a 3,22 miliardi di euro, un importo praticamente uguale alla perdita consolidata dei primi nove mesi dell’anno. Al fixing la quotazione (4,282 euro) si adegua al nuovo tp calcolato da Credit Suisse. Bper Banca (-4,38%) frana in continuazione, con l’odierna seduta ha perso anche un livello che aveva resistito quando il titolo aveva testato i minimi registrati a febbraio e giugno, mi riferisco a quota 4 euro, ora la…