Ftse Mib: violazioni significative
Finanza/Economia / 19 novembre 2017

Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 22.092 punti, registrando un -0,51%. Il bilancio settimanale è pari ad un -2,07%. Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 22.092 punti, registrando un -0,51%. Il bilancio settimanale è pari ad un -2,07%. La scorsa settimana: La violazione dei minimi di Ottobre (20.021 punti) rappresenterebbe un segnale di stop per eventuali posizioni long in portafoglio. Grafico: In settimana abbiamo assistito alla violazione dei minimi di Ottobre (22.021), livello che poteva essere assunto come riferimento di stop ad eventuali posizioni long in portafoglio. Sviluppo analogo per il settore bancario che ha violato il precedente minimo relativo (minimi di Settembre): Ora, dal punto di vista squisitamente teorico, eventuali recuperi del Ftse Mib e del Ftse Italia Banche non dovrebbero dimostrarsi in grado di rompere convintamente i rispettivi massimi. Si tratta di teoria che offre un’indicazione, ma non certezze. Un aspetto che rafforzerebbe il segnale di stop, al momento assente, sarebbe la chiusura settimanale inferiore ai livelli citati. In questo caso potremmo assistere ad una vera correzione, ancor più se dovessero scattare le vendite nella borsa americana. Fino ad allora, però, giusto non escludere recuperi. In un quadro così incerto si continua a prediligere…

7 azioni da vendere ora
News / 19 novembre 2017

Wall Street ha dato qualche accenno di incertezza nelle scorse sedute. Che sia arrivato il momento di rivedere il portafoglio? Wall Street ha dato qualche accenno di incertezza nelle scorse sedute. Che sia arrivato il momento di rivedere il portafoglio? Will Ashworth suggerisce 7 titoli che sarebbe emeglio eliminare.  Snap Inc (NYSE: SNAP) Brutte notizie per il social del fantasmino dopo la pubblicazione dei conti: 443,2 milioni di perdite nel terzo trimestre a fronte di 207,9 milioni di entrate. A peggiorare le cose, solo 4,5 milioni di nuovi utenti attivi giornalieri nel trimestre conclusosi il 30 settembre, con un incremento di appena il 3% rispetto al secondo trimestre. Wayfair Inc (NYSE: W) Il rivenditore online di arredi per la casa con sede a Boston sta investendo molto, forse troppo, in strategie per promuovere la crescita, nella speranza di conquistare il mercato, ma secondo l’analisi ci sono diversi ostacoli sulla strada. Oltre allo strapotere di Amazon è bene ricordare che anche Ikea è in fase d’attacco sul mercato. A questo si aggiungano anche i conti: Wayfair ha perso nel 2014 ben 148 milioni di dollari mentre nel solo terzo trimestre 2017 la perdita operativa è stata di 74 milioni, il 20% in…

È davvero la fine dell’era delle startup? 
News / 19 novembre 2017

C’è un articolo che ha tenuto banco sul mondo dell’innovazione lo scorso mese, e la cui eco è arrivata fino alle sale, agli stand del Web Summit di Lisbona. L’era delle startup è finita, sintetizzata il titolo del pezzo apparso su TechCrunch, da molti considerata la bibbia della digital economy, magazine online con sede a San Francisco e che dal 2005 racconta al mondo le nuove frontiere dell’innovazione. Poteva passare come una provocazione. Ma a scriverlo è Jon Evans, giornalista (e ingegnere) piuttosto navigato e autorevole, che ha avuto l’abilità di percepire un sentimento diffuso e raccogliere alcune inquietudini in un articolo che ha avuto un’eco enorme. La sua tesi è: i giganti della digital economy (Google, Facebook, Amazon, Microsoft, Apple) hanno raggiunto dimensioni tali che sono in grado di soffocare le opportunità di crescita delle nuove startup, assorbendole con operazioni di acquisizione, o impedendone lo sviluppo facendo leva proprio sulla loro posizione di dominanza del mercato. Non solo, Evans elenca una serie di tecnologie che promettono di essere le prossime grandi rivoluzioni, dall’intelligenza artificiale alla Blockchain all’Internet delle cose. Ma sarebbero a suo avviso tecnologie troppo poco accessibili per le startup, diversamente da quanto lo sono state il web e le…

Una startup italiana ha raccolto 21 milioni con un’Ico: cosa fa Eidoo 
News / 19 novembre 2017

Eidoo è una startup svizzera fondata da italiani. È un’app che promette di facilitare la gestione delle criptovalute, come bitcoin ed ethereum, e ha raccolto 21 milioni di dollari in meno di due settimane. Nel panorama del digitale italiano (allargato agli italiani all’estero) è una cifra notevole. Equivale più o meno a quella incassata da Satispay nel suo recente aumento di capitale, che rappresenta (di gran lunga) la più ricca operazione del 2017. Eidoo, però, non ha raccolto le risorse da venture capital e business angel. Lo ha fatto con un’Ico: la società ha messo in vendita dei gettoni digitali (i token) che, in futuro, daranno accesso ai servizi dell’app. In cambio ha ricevuto Ethereum (la criptovaluta più diffusa dopo i Bitcoin). In questo modo ha avuto a disposizione risorse fresche in poco tempo, da investire sullo sviluppo. Le Ico sono “la più grossa truffa finanziaria di sempre”? Le Ico sono state additate come una bolla. Jordan Belfort, l’uomo che ha ispirato The Wolf of Wall Street, le ha definite “la più grossa truffa finanziaria di sempre”. Alla raccolta, fulminea e abbondante, non corrispondono infatti adeguate protezione per gli investitori: il gettone digitale acquistato può apprezzarsi (se la startup ha successo) o perdere valore (in caso…

Quanto vale economicamente la sede dell’Agenzia europea del farmaco
News / 19 novembre 2017

Secondo il bookmaker britannico Ladbrokes, Milano è ancora favorita per l’assegnazione dell’Agenzia Europa dei Medicinali (Ema) in vista del voto di lunedì 20 novembre per trasferire la sede delle agenzie comunitarie con base a Londra dopo la Brexit. Ma la corsa è incerta, con Bratislava e Amsterdam che in tre giorni sono riuscite a recuperare terreno sul capoluogo lombardo. La quota assegnata a Milano è ancora di 2/1, la stessa del 14 novembre. Bratislava è passata da 5/1 a 3/1. Amsterdam ha superato Lille con una quota di 7/1 contro il 10/1 di tre giorni fa. La quota per le altre città candidate a ospitare l’Ema (Lille, Copenaghen, Vienna, Barcellona, Dublino, Helsinki, Porto Stoccolma, Bonn, Varsavia, Zagabria, Atene, Bruxelles, Bucarest, Sofia e Malta) oscilla tra i 10/1 e i 50/1.  Chi deciderà e come La decisione verrà presa dal consiglio Affari generali. I 27 dovranno decidere quale delle 19 città che si sono candidate a ospitare l’agenzia è la più adatta. Ogni Paese avrà a disposizione 6 voti, di cui 3 andranno alla sua prima scelta, 2 alla seconda e 1 alla terza. Vince chi riceve 3 voti da almeno 14 Paesi. Altrimenti le tre candidature che avranno ottenuto il maggior numero di voti complessivi andranno al secondo turno, dove…

Tre grandi banche sono state multate per pratiche commerciali scorrette
News / 19 novembre 2017

L’Antitrust ha sanzionato, deliberando la chiusura di tre procedimenti istruttori per pratiche commerciali scorrette, UniCredit (5 milioni di euro), Banca Nazionale del Lavoro (4 milioni di euro) e Intesa San Paolo (2 milioni di euro) per un ammontare complessivo di 11 milioni di euro. “Le tre banche – informa una nota dell’Autorità – hanno adottato condotte aggressive, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, aventi ad oggetto la pratica dell’anatocismo bancario, ovvero il calcolo degli interessi sugli interessi a debito nei confronti dei consumatori”. Leggi anche l’articolo del Fatto quotidiano Le banche, nell’adottare tali politiche, sottolinea l’Antitrust, hanno fatto attenzione nell’informativa fornita ai clienti a rilevare solo le possibili conseguenze negative in caso di mancata autorizzazione, evidenziando gli effetti in caso di mancato pagamento degli interessi in termini di interessi di mora e di segnalazione alle banche dati finanziarie e creditizie sui cattivi pagatori, e non accennando alle conseguenze dell’autorizzazione connesse con l’applicazione di interessi anatocistici. L’Autorità ha dunque ritenuto scorrette le modalità utilizzate, tali, nell’insistenza e nella forma con cui sono state richieste le autorizzazioni, da condizionare indebitamente i consumatori e da far assumere loro decisioni che non avrebbero altrimenti preso in considerazione dell’applicazione, in caso…

Il Nasdaq proverà a tracciare vendite e acquisti su blockchain 
News / 19 novembre 2017

Vendite e acquisti tracciati su blockchain, in modo da avere al sicuro e in tempo reale la lista dei proprietari di asset. È una delle strade che proverà a percorrere il Nasdaq, l’indice americano dei titoli tecnologici. La società cui fa capo il mercato ha chiesto allo U.S. Patent and Trademark Office, l’ufficio brevetti americano, l’approvazione di un “sistema che consenta di registrare su un database distribuito, come la blockchain, informazioni relative al possesso e ai movimenti degli asset”. Ogni investitore e ogni società avrà così un proprio portafoglio digitale, con il quale potrà gestire anche il proprio diritto di voto (garantito dal possesso di alcune azioni). Nasdaq sta, già da tempo, esplorando le possibili applicazioni della blockchain agli scambi azionari. Il 15 novembre ha anche lanciato un indice che misura le performance delle società che stanno investendo o supportando questo tipo di tecnologia. La richiesta di brevetto è un passo ulteriore, anche se, come si legge nello stesso documento, “il database distribuito ha un potenziale enorme ma richiede ancora miglioramenti a livello di performance ed efficienza”. fonte: http://www.agi.it/economia/rss