Banco BPM in attesa del deal con Cattolica. Analisti divisi
News / 1 novembre 2017

Dopo un’impennata iniziale il titolo è tornato sui suoi passi nel giorno in cui il Cda di Cattolica ratificherà l’intesa sulla bancassurance. Equita si focalizza anche sulla sulla riduzione del rischio di Banco BPM. Anche la seduta odierna si è conclusa con un nulla di fatto per Banco BPM che, dopo aver ceduto lo 0,07% ieri, si è fermato poco sopra la parità oggi. Il titolo ha terminato gli scambi a 2,994 euro, con un frazionale rialzo dello 0,07% e quasi 21 milioni di azioni transitate sul mercato a fine sessione, al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 23 milioni di pezzi. Banco BPM ha avviato gli scambi in salita ed è arrivato a segnare un massimo intraday a 3,046 euro, con un vantaggio di quasi due punti percentuali, salvo rimangiarsi subito questo progresso e riportarsi in direzione della parità. Raggiunta intesa tra Banco BPM e Cattolica Ad alimentare gli acquisti nella fase iniziale sono state le indicazioni di stampa secondo cui Banco BPM e Cattolica Assicurazioni avrebbero raggiunto l’intesa che sarà ratificata oggi dal Cda della compagnia assicurativa, nel giorno in cui scadono i termini della trattativa concessa in esclusiva da banco BPM…

Borse in stand-by, arriva un aiuto da Wall Street
News / 1 novembre 2017

Volano Cnh Ind. e Ferrari trascinandosi Exor. Nuovi massimi assoluti anche per Campari, Atlantia, Terna, Snam ed Enel. Sul fondo le Big Bank.   Il mercato sembra indeciso, buone le trimestrali, in via di definizione (almeno così sembra) la questione catalana, parrebbero esserci tutte le condizioni per il classico rally di fine anno. Le rassicurazioni di Draghi, però, se da un lato hanno aiutato i conti pubblici, dall’altro hanno acceso nuovamente il semaforo rosso per le Banche che non godono tutt’ora di un buono stato di salute. Oggi le nostre due Big si sono ritrovate sul fondo della classifica, Unicredit (-1,68%) ha subito il quarto ribasso consecutivo, mentre Intesa Sanpaolo (-0,89%) pare aver definitivamente mancato l’attacco a quota 3 euro. Non riesce a recuperare quota 2 euro UnipolSai (-0,86%) e ritraccia Mediobanca (-0,74%) dopo aver ritoccato alla vigilia il nuovo massimo dell’anno. Per l’ennesima volta, invece, è la galassia Agnelli o sospingere il nostro Ftse Mib (+0,18%), nessun dubbio infatti nell’assegnare la palma di il titolo del giorno a Cnh Ind. (+5,48%) che polverizza il proprio massimo assoluto facendo segnare al fixing uno stratosferico 10,97 euro dopo aver addirittura superato in intraday quota 11 euro. La festa in casa Agnelli…

L’industria dei videogiochi combatte la disoccupazione. Ma l’Italia non lo ha capito
News / 1 novembre 2017

Sono lontani i tempi in cui i videogiochi erano solo un passatempo per bambini e adolescenti che trascorrevano le ore chiusi in camera. “Oggi il videogame è una cosa seria. Lo dicono i numeri: il settore genera un fatturato globale di circa 100 miliardi di euro. Ma l’Italia – che si attesta sul miliardo all’anno – non ne ha ancora compreso le potenzialità”. Ne è convinto Raffaele Galante, co-fondatore, insieme a suo fratello Abramo, di Digital Bros: il gruppo multinazionale “nato e cresciuto” in Italia, ma che opera nel settore dei videogiochi a 360 gradi. L’ultimo colpo messo a segno è “Last day of June” di Ovosonico, il videogioco romantico che tocca temi come dolore e morte e che fa commuovere.  “In fatto di idee e creatività noi italiani non siamo secondi a nessuno”, commenta Galante. “Se riuscissimo a creare un’industria di produzione – e non solo di consumo – potremmo dare un contributo notevole alla lotta alla disoccupazione giovanile”. Fantascienza? Niente affatto, sostiene Galante, che lavora quotidianamente con il mercato estero attraverso i suoi vari uffici. “Le società di sviluppo, le startup non sono sostenute dalle istituzioni come accade ad esempio in Canada, in Scandinavia, in Israele. Ma anche in Polonia”….

In Ue le donne lavorano gratis due mesi all’anno. Colpa del divario retributivo
News / 1 novembre 2017

Il divario salariale tra uomini e donne in Europa è ancora talmente ampio che è come se dal 1 novembre fino a fine anno le donne lavorassero gratis. Pochi progressi sono stati compiuti tanto che la situazione è molto simile a quella del 1995 quando, secondo un’analisi del Financial Times, il divario di retribuzione si attestava attorno al 25%. E’ un’ingiustizia scioccante e inaccettabile che le donne nel 21esimo secolo lavorino ancora gratis due mesi all’anno Oggi il fossato si è assottigliato in linea generale, ma alcuni Paesi ‘big’ registrano ancora numeri infelici. A iniziare dalla Gran Bretagna, ad esempio, che ha prodotto nel 2015 la peggiore performance degli ultimi anni, passando dal 19,7% al 20,8%. Numeri che fanno del Paese il secondo posto peggiore in cui lavorare per le donne tra le grandi economie europee. Con un divario del 22%, la prima è la Germania che si attesta anche al terzo posto nella classifica europea. Secondo un rapporto della Commissione, l’Italia registra un divario del 5,5. “E’ un’ingiustizia scioccante e inaccettabile che le donne nel 21esimo secolo lavorino ancora gratis due mesi all’anno”, ha dichiarato Vera Jourova, capo della commissione Ue per la giustizia, i consumi e la parità di genere.  “Il…

Cosa ci dicono sull’Italia i dati sul risparmio
News / 1 novembre 2017

La crisi non è ancora finita, e per gli italiani ci vorranno ancora 4 anni e mezzo perché accada, ma il clima di fiducia migliora. Il 2017 mostra un “lento ritorno alla normalita’”: paura e preoccupazioni, pur ancora presenti, lasciano via via spazio a un atteggiamento piu’ ottimista rispetto al futuro. Il quadro emerge dal tradizionale Rapporto dell’Acri, realizzato con l’Ipsos in occasione della Giornata mondiale del risparmio, secondo cui tuttavia restano ampi divari territoriali, con il Sud in costante difficoltà, e si allarga la forbice tra le famiglie che se la cavano e quelle che affondano. In generale, aumenta chi riesce a ‘galleggiare’ o a migliorare lievemente e si riducono un poco le situazioni problematiche. I fiduciosi battono gli sfiduciati Il numero dei fiduciosi sul miglioramento della propria situazione personale è nettamente superiore a quello degli sfiduciati. In particolare, i pessimisti sono il 12%, contro il 22% di ottimisti, con un saldo positivo di 10 punti in linea con quello dell’anno scorso. Il maggior recupero di fiducia si registra nella classe di età compresa tra i 31 e i 44 anni, dove il saldo positivo sale a 19 punti.  Famiglie: cresce il divario tra chi se la cava e chi no  La situazione…

Dall’Iva agli 80 euro, tutte le misure contenute nella manovra
News / 1 novembre 2017

Rinviato al 2019 l‘aumento dell’Iva, si amplia la platea dei beneficiari del bonus Irpef da 80 euro in modo da ‘salvare’ il beneficio per gli statali che con il rinnovo dei contratti pubblici supererebbero la soglia dei 26mila euro, rafforzato il reddito di inclusione, che per le famiglie numerose sale fino a 534 euro, e tornano gli ‘sconti’ per gli abbonamenti di bus e treni per i pendolari. Sono alcuni dei pilastri del testo finale della manovra da 120 articoli, bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, che da oggi inizia il suo iter parlamentare al Senato, con l’avvio della sessione di bilancio. Ma l’esame entrerà nel vivo solo a partire dalla prossima settimana con le audizioni e la presentazione degli emendamenti. Oltre 500 milioni di euro di entrate dovrebbero essere garantite dal settore giochi e scommesse. Scongiurato, come previsto l’aumento dell’Iva per il 2018 L’aggravio viene rimodulato e rinviato al 2019. L’aliquota al 10% salirà di 1,5 punti percentuali l’anno prossimo e di altri 1,5 punti dal 2020, mentre quella al 22% aumenterà di 2,2 punti percentuali dal 2019, di ulteriori 0,7 punti percentuali dal 2020 e di 0,1 punti dal 2021. Confermato l’aumento delle accise dal 2019. Salvo il bonus di 80 euro per gli…