Borsa italiana debole con bancari e Ferragamo: FTSE MIB -0,44%

16 dicembre 2017

Borsa italiana debole con bancari e Ferragamo: FTSE MIB -0,44%.

Borsa italiana debole con bancari e Ferragamo: FTSE MIB -0,44%.

Mercati azionari europei in recupero nel finale. Wall Street in progresso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,83% (nuovo massimo storico), Nasdaq Composite +0,80%, Dow Jones Industrial +0,62%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,44%, il FTSE Italia All-Share a -0,41%, il FTSE Italia Mid Cap -0,23%, il FTSE Italia STAR a +0,01%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici di oggi segnaliamo che negli USA a novembre la produzione industriale ha evidenziato una crescita dello 0,2% rispetto al mese precedente. Il dato e’ risultato inferiore alle attese (+0,3%) e al +1,2% registrato a ottobre. L’indice Empire State Manufacturing (che misura l’andamento dell’attività manifatturiera di New York) si attesta nel mese di dicembre a 18 punti da 19,4 punti di novembre risultando inferiore alle attese degli analisti fissate su un indice pari a +18,6 punti. A ottobre il surplus della bilancia commerciale dell’Eurozona (dato destagionalizzato) e’ risultato pari a 18,9 mld di euro, dai 26,4 mld di euro di settembre e da 19,2 mld di ottobre 2016. In base alle prime stime a settembre le esportazioni sono cresciute del 8,8% rispetto a un anno fa mentre le importazioni sono cresciute del 10,1% a/a.

Seduta decisamente negativa per Salvatore Ferragamo (-6,29%): ieri il gruppo del lusso con sede a Firenze ha comunicato che la fase di transizione che ha caratterizzato il 2017 si prolungherà all’esercizio 2018: non è quindi possibile confermare gli obiettivi di medio periodo enunciati lo scorso febbraio in occasione della presentazione delle linee di intervento del nuovo management (l’a.d. Eraldo Poletto è in carica dall’agosto 2016), ovvero una crescita dei ricavi all’incirca doppia rispetto al mercato.

L’effetto del warning di Ferragamo ha penalizzato anche altri titoli del comparto come Geox (-3,63%), Luxottica (-0,59%). In rialzo invece Moncler (+1,48%), Yoox Net-A-Porter Group (+0,26%), Tod’s (+0,25%).

Ancora vendite sui bancari: l’indice FTSE Italia Banche termina a -1,11%, l’EURO STOXX Banks a -0,6% circa. Secondo il rapporto ABI a ottobre le sofferenze nette delle banche italiane sono leggermente salite rispetto al mese precedente. Sotto pressione Banco BPM (-2,33%), Mediobanca (-1,99%), UniCredit (-1,88%).

Limita i danni Bper Banca (-0,53%). Il titolo ha approfittato delle nuove indiscrezioni di MF riguardo una cartolarizzazione di npl da 1,8 miliardi di euro lordi da chiudere tra fine 2018 e inizio 2019. L’operazione sarà assistita dalla garanzia pubblica GACS ed era stata anticipata dall’a.d. Alessandro Vandelli al Sole 24 Ore. Di recente Bper ha avviato l’iter per la cessione dei crediti deteriorati per 1,1 miliardi della controllata Banco di Sardegna. Vandelli aveva confermato l’obiettivo di riduzione dell’NPE (Non Performing Exposure) ratio lordo al 13,5% entro il 2020, aggiungendo che la tempistica potrebbe anche essere accorciata e aggiunto che la banca ha abbastanza capitale da permetterle di raggiungere un NPE ratio anche inferiore se necessario.

Banca Carige in parità. Reuters riferisce che oggi, primo dei cinque giorni di offerta in borsa dei diritti inoptati relativi all’aumento di capitale, pari al 33,54% del totale delle nuove azioni offerte (controvalore di circa 167 milioni di euro), è già stato acquistati più della metà del quantitativo offerto. Ricordiamo anche le indiscrezioni del Sole 24 Ore: la vigilanza BCE avrebbe chiesto all’istituto ligure una diversa gestione della governance, con particolare riferimento al cda e al profilo dei consiglieri.

*Trevi Finanziaria Industriale (-7,67%) *prolunga la brusca flessione partita ieri pomeriggio e tocca il nuovo minimo storico a 0,2917 euro. A metà novembre il cda ha deciso di rinviare a fine anno l’approvazione dei dati del terzo trimestre a causa delle “incertezze circa l’esito delle negoziazioni in corso con il ceto creditorio per la definizione e sottoscrizione dell’accordo di standstill”. Il management ha inoltre segnalato sensibili scostamenti al ribasso dei dati consuntivati al 30 settembre rispetto a quanto assunto in sede di previsioni. La società ha deciso di identificare entro breve termine un Chief Restructuring Officer e potrebbe varare un aumento di capitale.

Ben comprata Poste Italiane (+4,09%) dopo la “sottoscrizione dell’accordo concernente il servizio di raccolta del risparmio postale per il triennio 2018-2020”. Confermate quindi le indiscrezioni di ieri sul rinnovo della convenzione che consente agli uffici postali di collocare buoni e libretti emessi da Cdp. La remunerazione in favore di Poste Italiane è collegata al raggiungimento di obiettivi annuali di raccolta netta ed è compresa tra un minimo di 1,55 miliardi di euro e un massimo di 1,85 miliardi di euro all’anno. Le indiscrezioni di ieri indicavano in circa un miliardo di euro all’anno le commissioni di collocamento a favore di Poste.

Mediaset (+1,23%) in progresso nel giorno in cui l’assemblea straordinaria ha approvato le modifiche allo statuto volute dall’azionista di maggioranza relativa Fininvest e dirette a ridurre il peso nel cda delle minoranze. Vivendi (+0,54%), secondo azionista, non ha partecipato all’assemblea, lasciando di fatto il campo libero a Finivest nel far passare le modifiche, circostanza che viene interpretata dagli operatori come un segno di distensione in vista dell’udienza del 19 dicembre sul contenzioso su Premium. A tal proposito una fonte vicina alla situazione ha rivelato a Reuters che le parti in causa (Mediaset, RTI, Fininvest e Vivendi) in udienza chiederanno un rinvio per guadagnare tempo e quindi concludere le trattative in corso da settimane, finalizzate alla ricerca di un accordo extragiudiziale. Altre indiscrezioni riferiscono che è ormai in dirittura d’arrivo il contratto di fornitura di contenuti Mediaset a TIM: 400 milioni di euro per sei anni.

*Positive le utility Enel (+0,37%), A2A (+1,35%), Iren (+2,92%), Hera (+2,12%).

Bel progresso per Maire Tecnimont (+4,53% a 4,06 euro) *che supera i 4 euro e crea le basi per una ripresa verso area 4,30, media mobile a 50 giorni. Indicazioni negative invece sotto 3,70.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Nessun commento

I commenti sono chiusi.