Ftse Mib: l’importanza dei minimi di Novembre
Finanza/Economia / 24 dicembre 2017

Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 22.209 punti, registrando un -0,14%. Il bilancio settimanale è pari ad un +0,52%. Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 22.209 punti, registrando un -0,14%. Il bilancio settimanale è pari ad un +0,52%. Di seguito l’aggiornamento grafico per verificare se nel corso dell’ultima settimana abbiamo assistito a conferme (superamento massimi di Novembre) o smentite (violazione minimi di Novembre) dell’Engulfing Bearish mensile: Nessuna novità. Chi ha avuto modo di seguire i mercati in queste settimane avrà notato come, ogni qualvolta i prezzi si sono avvicinati al supporto (21.932), sono scattati acquisti in grado di prevalere sulle vendite. Considerata la solidità che sta dimostrando tale soglia, l’eventuale violazione costituirebbe evento di rilievo, oltre che conferma dell’Engulfing Bearish. Se da una parte con l’avvicinarsi della fine dell’anno è lecito pensare che tale livello sarà difeso in tutti i modi, dall’altra l’incapacità di allontanarsi dallo stesso indica debolezza di fondo e mantiene sempre vivo il rischio di perforazione. Passiamo al settore bancario (+0,21% settimanale): Negli anni abbiamo potuto osservare come sia determinante per il Ftse Mib l’andamento del nostro settore bancario; pertanto, qualsiasi segnale proveniente da quest’ultimo è da tenere in forte considerazione. Ciò premesso,…

Azienda napoletana vince contro Apple e registra il marchio ‘Steve Jobs’
News / 24 dicembre 2017

Steve Jobs rinasce a Napoli, ma come marchio. La storia ha dell’incredibile: due giovani imprenditori scoprono che la Apple non ha mai pensato di registrare il marchio del suo fondatore. Allora decidono di farlo loro. È l’origine del brand “Steve Jobs”. “Abbiamo fatto le nostre ricerche di mercato e abbiamo notato che c’era questo vuoto”, spiegano i fratelli Vincenzo e Giacomo Barbato, titolari oggi del brand (che riprende il nome dell’inventore dello smartphone).  I due sono figli d’arte, uno è imprenditore, l’altro è fashion designer. Creano abbigliamento e accessori per altri brand, ma a un certo punto decidono di svoltare: “Ci siamo stufati di produrre per altri e abbiamo deciso di creare prodotti innovativi con il brand Steve Jobs”. La creazione del marchio, come si puo’ immaginare, porta piu’ di un grattacapo. La storia inizia nel 2012, quando i due iniziano a registrarlo per il mercato europeo. Apple fa la prima opposizione: “Ci sono arrivati 4 enormi faldoni in ufficio proprio da Cupertino. All’inizio abbiamo avuto un po’ di timore. Davide contro Golia. Ma avevamo ragione noi, così come è stato dimostrato dalla legge”.  L’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale risponde cosi’: “Opposition is rejected”. “Apple ci ha attaccati su…

  Web tax, sgravi per chi assume under 35 e bonus casa. Le principali 55 misure in manovra  
News / 24 dicembre 2017

Disco verde finale per la manovra, l’ultima della legislatura. Con il sì definitivo del Senato la legge di bilancio 2018, che sarà presto pubblicata in Gazzetta ufficiale, diventa legge. Il governo ha incassato la fiducia (l’ultima) di Palazzo Madama con 140 sì e 97 no. Soddisfatto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che in un tweet definisce la legge “una spinta alla crescita”. Quello che è stato annunciato dall’esecutivo come un provvedimento ‘snello’, è stato preso d’assalto nel corso dell’iter parlamentare, essendo l’ultimo veicolo legislativo utile, ed è lievitato portando il valore della manovra a circa 28 miliardi. I saldi, tra decreto fiscale e legge di bilancio, restano sostanzialmente invariati rispetto all’impianto di partenza. La quota più consistente delle risorse è stata assorbita dalla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia che da sole valgono 15,7 miliardi. Tra gli altri pilastri del provvedimento: pensioni, incentivi alle assunzioni, rinnovo dei contratti degli statali, industria 4,0, bonus casa, pacchetto famiglia, taglio del superticket e web tax. Nulla di fatto per le modifiche al Jobs act e le limitazioni ai contratti a termine così come per le misure di snellimento del processo civile. Queste le principali misure: 1. STOP CLAUSOLE IVA Stop all’aumento dell’Iva nel 2018 e delle accise nel 2019 che vale…

Class action in Usa contro la Apple per gli iPhone “rallentati”
News / 24 dicembre 2017

Negli Stati Uniti sono partite le prime “class action” (cause legali di massa) contro Apple​ dopo che la casa di Cupertino è stata costretta ad ammettere di aver volontariamente rallentato le prestazioni dei modelli meno recenti di iPhone​ (a partire dal 7 in vendita solo dallo scorso anno), ufficialmente per consentire alle loro batterie di durare più a lungo. Mercoledì scorso Apple aveva comunicato di aver introdotto un algoritmo negli aggiornamenti dei modelli meno recenti per consentire di avere le migliori prestazioni possibile compatibilmente con batterie ‘vecchie’. Cosa che nei fatti ha portato a rallentare la velocità iniziale dei ‘vecchi’ iPhone. Ma due clienti di Apple, riferisce la Cnbc, Stefan Bogdanovich e Dakota Speas hanno depositato due distinte class action in California, sostenendo che Apple non ha mai chiesto il loro consenso “per rallentare i loro iPhone” 7. Modelli peraltro, tutt’altro che obsoleti visto che sono stati messi in vendita nel settembre del 2016. I due sperano che alle loro vertenze si unisca il maggior numero di possessori di iPhone più vecchi dell’8, il penultimo modello dello scorso settembre, seguito a novembre dall’X (dieci in numeri romani), la versione del decimo anniversario. Una terza class action è stata invece inoltrata presso la Corte Federale dell’Illinois. I capi d’accusa “Violazione del contratto con…