Borsa italiana in forte rialzo, brillano automobilistici e bancari: FTSE MIB +2,77%

5 gennaio 2018

Borsa italiana in forte rialzo, brillano automobilistici e bancari: FTSE MIB +2,77%.

Borsa italiana in forte rialzo, brillano automobilistici e bancari: FTSE MIB +2,77%.

Mercati azionari europei tonici. Wall Street in verde: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,4%, Nasdaq Composite +0,1%, Dow Jones Industrial +0,6% (nuovi massimi storici per i tre indici). A Milano il FTSE MIB ha terminato a +2,77%, il FTSE Italia All-Share a +2,59%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,65%, il FTSE Italia STAR a +1,41%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, in base alla stima ADP nel mese di dicembre negli Stati Uniti sono stati creati 250mila nuovi posti di lavoro nel settore privato. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che si aspettavano un incremento di 190mila unità. A novembre erano stati creati 185mila posti di lavoro. Negli Stati Uniti l’indice Markit PMI non manifatturiero finale di dicembre è risultato pari a 53,7 punti, in calo rispetto ai 54,5 di novembre ma comunque superiore al consensus e alla prima stima “flash” entrambi pari a 52,4 punti. Negli Stati Uniti l’Energy Information Administration ha comunicato che il dato relativo alle scorte settimanali di petrolio ha fatto registrare una flessione di 7,4 milioni di barili. Gli analisti si attendevano un calo di 5,2 milioni di barili. L’indice Markit PMI servizi finale per il mese di dicembre nell’eurozona si è attestato a 58,1 punti, contro i 58,0 delle attese e della stima preliminare. L’indice Markit PMI composito finale per il mese di dicembre nell’eurozona si è attestato a 56,6 punti, contro i 56,5 delle attese e della stima preliminare. L’indice Markit PMI servizi italiano è cresciuto a dicembre a 55,4 punti da 54,7 punti di novembre. Gli analisti avevano previsto un dato invariato a 54,7 punti.

*Brusca accelerazione per FCA (+8,36%) *che si mette alle spalle le incertezze emerse dai dati sulle vendite a dicembre in USA e Italia e tocca a 17,02 euro il nuovo massimo storico. A quanto pare lo slancio del Lingotto è dovuto alle buone prospettive del mercato dell’auto statunitense per il 2018. In ascesa anche gli altri titoli del settore Ferrari (+4,17%), Sogefi (+4,85%), Brembo (+3,13%), Piaggio&C (+3,72%). L’indice FTSE Italia Automobili e Componentistica termina a +6,01%, l’EURO STOXX Automobiles & Parts a +1,8%.

*Anche i bancari dimenticano la seduta contrastata di ieri nel giorno dell’entrata in vigore della Mifid 2: *l’indice FTSE Italia Banche termina a +2,93%, l’EURO STOXX Banks +2,5%. Crédit Agricole guadagna il % a Parigi. HSBC ha migliorato la raccomandazione sul titolo del gruppo bancario francese a buy da hold. A Milano si mettono in evidenza UBI Banca (+4,97%), FinecoBank (+4,02%), UniCredit (+3,42%), Intesa Sanpaolo (+2,62%).

In rialzo i petroliferi, favoriti dall’ascesa del greggio sui massimi dalla primavera 2015. I future marzo hanno raggiunto per il Brent area 68,30 $/barile, per il WTI area 62,10 $/barile. In verde Saipem (+2,72%), Tenaris (+1,79%) ed Eni (+2,37%).

Bene il settore utility che tenta una reazione dopo essere stato sotto pressione per alcune settimane. L’indice EURO STOXX Utilities segna +1,9%. In verde A2A (+3,56%), Hera (+2,64%) ed Enel (+3,15%) che oggi ha annunciato l’avvio della produzione dei parchi eolici di Thunder Ranch (298 MW circa) e Red Dirt (300 MW circa), entrambi situati in Oklahoma, diventando il più grande operatore eolico dello stato, con oltre 1.700 MW di capacità gestita distribuita tra 10 parchi.

Sale anche Snam (+3,13%): il gruppo che gestisce la rete del gas in Italia ha lanciato una gara da 33 milioni di euro per il rinnovo della flotta delle auto aziendali (1500 vetture) con conversione all’alimentazione a metano. Snam investirà 150 milioni di euro per realizzare 300 nuove stazioni di rifornimento a metano e quindi rafforzare la rete italiana che attualmente conta su 1100 stazioni. Ieri Reuters ha riferito indiscrezioni secondo cui l’agenzia greca per le privatizzazioni ha rinviato al 16 febbraio il termine le offerte vincolanti per il 66% dell’operatore della rete di gas naturale Desfa, come richiesto dai potenziali interessati: tra questi c’è anche Snam, presente nel consorzio composto da Enagas, Fluxys e Gasunie.

Ottime performance per i titoli industriali. L’indice EURO STOXX Industrials termina a +1,8%, il FTSE Italia Industria a +2,40%. Acquisti su CNH Industrial (+3,11%), su cui Deutsche Bank ha migliorato la raccomandazione a buy, Prysmian (+3,22%), Leonardo (+3,28%), IMA (+5,47%), Interpump (+4,98%).

Brilla Fincantieri (+5,35%) che tocca il nuovo massimo storico a 1,3860 euro. Nella parte finale del 2017 il gruppo cantieristico ha messo a segno alcuni colpi importanti, come l’ordine da 1,8 miliardi di euro da MSC Crociere per la costruzione di 2 navi Seaside EVO. Da segnalare anche l’annuncio dell’offerta al Canada, insieme a Naval Group, di “una soluzione “pronta all’uso” e già well proven, basata sul progetto della fregata FREMM, per la fornitura di 15 navi da combattimento di superficie alla Royal Canadian Navy”. Il governo del Canada aveva in precedenza dichiarato l’intenzione di acquisire il progetto di una nave militare NATO, esistente e collaudato, che possa essere prontamente modificato per soddisfare al meglio i requisiti della Royal Canadian Navy.

*Campari (-0,63%) *debole in controtendenza con il mercato ma in sintonia con Remy Cointreau (-2,9%) dopo la bocciatura di Investec (rating tagliato a sell da hold). Ricordiamo che subito prima delle festività natalizie Campari ha concluso un accordo per acquisire Bisquit Dubouché et Cie dal gruppo sudafricano Distell. La società, proprietaria del brand Bisquit Cognac, è un produttore di cognac con sede nel cuore della città francese di Cognac. Il corrispettivo totale dell’operazione (Enterprise Value) è pari a 52,5 milioni di euro, salvi i consueti meccanismi di aggiustamento prezzo.

Trevi Finanziaria Industriale (-6,63%) corregge dopo il rialzo monstre delle due sedute precedenti (+37%). Secondo MF, Cassa Depositi e Prestiti (secondo azionista con il 16,85% alle spalle della famiglia Trevisani con il 32,73%) sarebbe intenzionata a partecipare all’aumento di capitale di Trevi (importo stimato della ricapitalizzazione tra 200 e 300 milioni di euro) e a coinvolgere anche soggetti finanziari capaci di intervenire sul debito del gruppo: non è infatti ancora stato trovato un accordo sullo “stand still” con le banche creditrici.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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