Dietrofront del Ministero: sì alle buste da casa purché nuove

5 gennaio 2018

Lo shopper a pagamento proprio non va giù agli italiani: che sia una mossa politica o una scelta ecologica, quei centesimi che si aggiungono alla spesa hanno creato un’ondata di polemiche.

Lo shopper a pagamento proprio non va giù agli italiani.

Il Ministero cambia idea

Che sia una mossa politica o una scelta ecologica, quei centesimi che si aggiungono alla spesa e che sono visti come l’ennesima, inutile tassa, hanno scatenato un’impressionante ondata di polemiche ed un’altrettanto forte ondata di iniziative quanto mai esemplari, per non pagare. Ma a quanto pare, le azioni intraprese sembrano aver raggiunto il primo scopo, quello di mettere con le spalle al muro il Ministero della Salute il quale, obtorto collo, si è piegato per poter venire incontro alle richieste (in certi casi anche urlate) dei consumatori. Sì, dunque, alla sportina da casa. Purchè sia nuova. Per questioni igieniche. Per la precisione “monouso e idonea per gli alimenti”. Per il momento, però, resta ancora da capire chi dovrà stabilire se la bustina in questione è effettivamente nuova e mai usata prima e soprattutto quali parametri dovrà usare per arrivare all’annoso giudizio.

 Il ministro dell’Ambiente Luca Galletti, per il momento, si limita ad annunciare la correzione al provvedimento entrato in vigore dal 1 gennaio e che a suo tempo è stato deciso con l’unica intenzione di preservare l’igiene alimentare.

Le soluzioni migliori

Da parte sua, invece, Mauro Bussoni, presidente Confesercenti sottolinea il caos che prima la legge, ora la sua modifica, hanno creato: stando a quanto ipotizzato dal dicastero, infatti, i primi a dover confermare l’idoneità o meno dei sacchetti, con tutti i prevedibili rallentamenti delle spesso chilometriche code alle casse dei supermarket, oltre alle possibili polemiche tra gli addetti ai controlli (oltre che cassieri) e i clienti accusati dell’orribile misfatto di aver introdotto una bustina usata nell’esercizio. A questo si aggiunga l’irraizonalità dell’obbligo di acquistare comunque le bustine (che appunto, devono essere monouso e nuove) senza la possibilità di riciclare, venendo meno di fatto necessità stessa che ha dato vita al provvedimento. Unica soluzione sostenibile (sia per i nervi dei cassieri che per le tasche dei consumatori) la sporta a rete già in uso in altre nazioni del Vecchio Continente ed ecologicamente vantaggiosa perché lavabile a 30 gradi.

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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