Moncler risale: Equita bullish in vista del Capital Market Day
News / 5 gennaio 2018

Il titolo ha ritrovato la via dei guadagni dopo tre sedute consecutive in calo, reduce da un 2017 molto positivo. Il prossimo appuntamento chiave è per fine febbraio: la view degli analisti. Il vivace rialzo messo a segno oggi da Piazza Affari ha contagiato anche Moncler che è riuscito a rivedere il segno più dopo tre giornate consecutive in calo. Nelle prime due sedute dell’anno il titolo ha ceduto quasi due punti percentuali e dopo aver chiuso la sessione di ieri con un ribasso di circa tre quarti di punto, oggi ha recuperato terreno, pur mostrando una minore forza relativa rispetto all’indice di riferimento. Moncler torna a salire dopo un 2017 molto positivo Moncler si è fermato oggi a 26,1 euro, poco sotto i massimi intraday a 26,2 euro, con un rialzo dell’1,95% e circa 800mila azioni transitate sul mercato, al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 805mila pezzi. Ricordiamo che Moncler è stato uno dei migliori titoli del Ftse Mib nel 2017, quando ha messo a segno un progresso di quasi il 58%. Proprio nelle ultime giornate dell’anno da poco concluso il titolo ha aggiornato i suoi massimi storici, tirando un po’ il…

Le Borse si infiammano, Piazza Affari superstar
News / 5 gennaio 2018

La galassia Agnelli conclude una seduta “storica”, Fiat e Cnh Ind. polverizzano i loro massimi assoluti. Fixing record anche per Finecobank. In calo solo Campari. Il buongiorno si vede dal mattino, e Tokyo aveva inviato un segnale inequivocabile, il Nikkei (+3,3%) aveva infatti concluso le contrattazioni superando i 23.500 punti, un livello che l’indice giapponese non registrava dall’ottobre 1991, ossia da oltre 25 anni!!! L’Europa non poteva che adeguarsi all’euforia profusa a piene mani dalla Borsa del Sol Levante, ed in effetti anche nel Vecchio Continente i listini azionari hanno fatto registrare rialzi degni di nota. Londra (+0,3%) per la verità ha limitato il guadagno fermandosi ad un soffio dal massimo storico registrato venerdì scorso, Francoforte e Parigi, invece, hanno messo a segno ottime performances, il Dax (+1,5%) è tornato ad oltrepassare i 13.000 punti, mentre il Cac (+1,6%) ha scavalcato l’asticella posta a 5.400 punti. La seduta odierna, tuttavia, verrà ricordata in particolare gli investitori italiani, il nostro Ftse Mib (+2,77%) ha messo a segno un’eccellente performance grazie in particolare ai titoli della galassia Agnelli. Fiat Chrysler (+8,36%) ha polverizzato il proprio record storico facendo segnare al fixing una quotazione astronomica: 16,85 euro! Stessa sorte per Cnh Industrial (+3,11%)…

Europa ancora sotto scacco della politica
News / 5 gennaio 2018

L’attenzione degli esperti resta puntata, ancora per qualche tempo, sulle elezioni italiane del 4 marzo. L’attenzione degli esperti resta puntata, ancora per qualche tempo, sulle elezioni italiane del 4 marzo. La conferma arriva da quanto recentemente scritto dal FT che sottolinea anche come l’Italia sia fonte di preoccupazione anche per la sua arretratezza finanziaria ed economica. In realtà, bisogna specificare, quello che si agita sull’Europa è uno spettro piuttosto insidioso ovvero quello della politica. La crisi dell’Euro e dell’Europa Mentre prima la crisi dell’Euro, nello specifico con il caso Grecia, era palesemente chiara agli occhi di tutti e soprattutto circoscritta alla sola nazione ellenica (sebbene rischi altrettanto gravi si fossero già manifestati in Spagna, Portogallo e Irlanda) con l’incognita del voto la paura generalizzata si espande perché potenzialmente ingestibile. Un primo ed eclatante esempio è quello della Germania la quale, famosa per la sua stabilità soprattutto in ambito politico, a ormai oltre 3 mesi dal voto non ha ancora un governo e all’orizzonte non sembrano affacciarsi motivi per credere che Berlino possa presto averne uno. Basti pensare che tra le chiamate alle urne di vari livelli, nel 2018 saranno in scena Belgio, Irlanda, Finlandia, Olanda, Repubblica Ceca e Ungheria. Per…

Cosa rischiano i nostri computer e smartphone dopo le falle scoperte nei processori 
News / 5 gennaio 2018

La notizia non è di quelle rassicuranti: sono esposti ad attacchi esterni i chip prodotti da Intel, Arm e Amd. Cioè praticamente tutti i computer prodotti negli ultimi dieci anni. Ma anche smartphone e auto connesse. Non è tempo di smentite per Intel (la società più colpita), che dopo lo schiaffo iniziale sta provando a reagire. Prima muovendosi sul filo del lessico, poi promettendo impegno e correzioni nel più breve tempo possibile. A che punto sono gli aggiornamenti Partiamo quindi dalla coda: sono impegnati nel tentativo di sviluppare patch (letteralmente, di metterci un pezza informatica) i produttori di chip e gli sviluppatori di sistemi operativi (Microsoft, Apple, Linux). Ido Naor, ricercatore di Kaspersky Lab, società specializzata in cybersicurezza, ha definito la soluzione “complessa” perché riguarda l’hardware. Non ci sono però alternative a fare in fretta, anche perché – afferma ancora Naor – “non passerà ancora molto prima che qualche malfattore inizi a sfruttare le vulnerabilità”. Intel assicura che, entro la fine della prossima settimana, dovrebbero essere garantito un livello di protezione più elevato per “il 90% dei processori prodotti negli ultimi cinque anni”. La raccomandazione agli utenti da parte di Kaspersky Lab è chiara: “Installate immediatamente gli aggiornamenti”. Per Linux, Windows e…

Il fondatore di PayPal ha ammesso di aver guadagnato ‘centinaia di milioni’ con Bitcoin
News / 5 gennaio 2018

Peter Thiel, co-fondatore di PayPal, ha investito con forza sui bitcoin. Incassando cifre notevoli. Thiel – scrive il Wall Street Journal – avrebbe investito una cifra tra i 15 e i 20 milioni di dollari attraverso Founders Fund, il fondo di venture capital fondato nel 2005. Non si sa la data esatta dell’operazione. Ma Thiel avrebbe comunicato agli investitori che le criptovalute acquistate valgono adesso “centinaia di milioni”. Pare quindi certo che la mossa di Thiel sia precedente all’impennata degli ultimi mesi, mentre non è ancora chiaro se il fondo sia già passato alla cassa per liquidare una quota di criptovaluta prima della flessione pre-natalizia. Nonostante l’impetuosa crescita del 2017, sono ancora pochi gli investitori istituzionale ad aver scommesso somme così massicce sul bitcoin. Thiel, però, non è nuovo a mosse in controtendenza. Un anno fa, mentre la Silicon Valley si schierava accanto a Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca, scelse Donald Trump. Diventandone poi consigliere. Il Sole 24 Ore lo definisce “Il re delle scommesse improbabili”. Il suo fondo ha in gestione tre miliardi e investito in oltre cento società spesso d’avanguardia – da Facebook a Airbnb, da SpaceX a Lyft. “Ma l’attrazione di Thiel per la cripto-valuta a ben guardare è…

“Nel 2018 voglio aggiustare Facebook. Molti hanno perso fiducia nella tecnologia”
News / 5 gennaio 2018

Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook, in un post sulla sua pagina personale ha spiegato che il suo obiettivo per il 2018 è risolvere alcuni “gravi” problemi che hanno caratterizzato il suo social network in questi anni. Tra tutti, l’uso violento della comunicazione tra gli utenti e le interferenze degli Stati nelle dinamiche della community online. Non solo. Zuckerberg ha anche detto che la fiducia nei confronti della tecnologia come motore di cambiamento della società si è oggi dissipata e di stare studiando alcune caratteristiche delle criptovalute per ridare centralità agli utenti per ovviare al controllo sulla tecnologia da parte delle autorità centrali.  “Nel 2018 aggiusteremo Facebook” “Il mondo sembra vivere in uno stato di ansia e disunione, e Facebook ha un sacco di lavoro da fare”, ha scritto Zuckerberg. “Deve proteggere la nostra comunità online dall’odio e dagli abusi, ma anche dalle interferenze degli Stati nazionali e fare in modo che il tempo speso su Facebook sia utile”. “Nel 2018 cercheremo di risolvere questi importanti problemi”, ha continuato il 33enne fondatore del social network. “So che non riusciremo a risolverli tutti, ma oggi stiamo commettendo troppi errori perché non riusciamo ad impedire l’uso improprio della nostra piattaforma […] Si tratta di temi che riguardano la…

Inflazione da follia in Venezuela, dove una sigaretta costa quanto 166 litri di benzina
News / 5 gennaio 2018

La gasolina non costa quasi niente, ma la gazosa il 12% del tuo stipendio. E’ il paradosso, e il dramma, dei venezuelani in questi giorni, con il 2017 che ha chiuso con una inflazione del 2.735% e l’anno appena cominciato che potrebbe andare peggio. L’inflazione, secondo le stime dell’Assemblea Nazionale, raggiungerà e forse supererà il 6.000%. Un reportage del quotidiano argentino ‘La Nación’ racconta la durezza della crisi economica, che ha stravolto persino il linguaggio comune: tenere dietro ai rincari è assai difficile non solo per le tasche, ma quando la gente prova a prezzare i generi di primo consumo che variano da un giorno all’altro. Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro è stato appena costretto all’ennesima soluzione tampone, decretando il mese scorso il sesto aumento dei salari minimi e dei buoni alimentari per temperare la crisi. Oggi (ma già dopodomani chissà) i primi sono fissati a 248.510 bolívar e i secondi a 549.000. Sommando salario minimo e ticket alimentare sono 797.510 bolívar, che cambiati al mercato nero parallelo – l’unico efficiente – fanno in tutto sette dollari americani. Sette. La sigaretta impossibile Il rialzo stratosferico dei prezzi ha “cannibalizzato” gli zeri: Un caffè? La gente dice che costa dieci bolívar (o bolos, come è chiamata comunemente…

La svolta di Toyota: da subito non saranno più prodotte automobili diesel 
News / 5 gennaio 2018

Toyota elimina le auto in versione diesel dal proprio listino “passenger car”, confermando la scelta dell’azienda di investire nella diminuzione delle emissioni e nel rafforzamento del settore ibrido ed elettrico dell’automotive. Yaris, Auris e Rav4 quindi diventano ecologiche, unendosi alla famiglia Prius, con l’Aygo e la C-HR. La decisione, già operativa dal primo gennaio, è probabilmente dovuta al forte calo nelle vendite delle automobili diesel, oltre che al raggiungimento degli obiettivi preannunciati dalla casa automobilistica giapponese con l’Environmental Challenge 2050, piano finalizzato alla riduzione delle emissioni di CO2. Nel 2015 Toyota aveva annunciato di voler creare un’azienda più ‘verde’, riducendo l’inquinamento e l’utilizzo dell’acqua nella produzione e verniciatura dei veicoli e favorendo la filosofia del riciclo. Tra le iniziative del colosso giapponese, anche un piano di di contrasto alla deforestazione, tramite investimenti per creare spazi verdi. Toyota conferma quindi “La volontà di portare avanti il processo di elettrificazione delle proprie auto, alla base dell’obiettivo recentemente annunciato di arrivare a vendere entro il 2030, oltre 5,5 milioni di vetture elettrificate l’anno, incluso 1 milione di veicoli a zero emissioni (BEV, FCEV)”. Nell’anno appena concluso, l’ibrido ha segnato in Italia una crescita record del 71% rispetto al 2016: 180.000 le vetture ibride…

Le rinnovabili sono il futuro dell’energia, ma gli investimenti si stanno riducendo
News / 5 gennaio 2018

La riduzione nei costi per la produzione di energia solare non basta: servono investimenti, ricerca e sviluppo. A sostenerlo sono studiosi ed economisti del settore energetico in tutto il mondo, preoccupati dal rallentamento osservato nell’implementazione di sistemi di produzione energetica verdi. Come riportato da Bloomberg, le compagnie del settore dell’energia solare spendono solo l’uno per cento dei loro introiti nella ricerca, affossando così le possibilità di crescita del mercato. Nel suo ultimo libro, “Domare il sole, innovazioni per sfruttare l’energia solare e alimentare il pianeta”, Varum Sivaram invita i governi a farsi carico della ricerca per dare impulso al mercato. Secondo Sivaram quattro delle cinque più importanti nazioni per produzione di energia solare – Italia, Grecia, Germania e Spagna – hanno già visto un rallentamento nella conversione all’energia solare, che in Europa si attesta a circa il 16,7% del totale. In 2018, I’m hoping for reasonable US energy policy (maybe even progress on climate policy) that leads thru international cooperation & understands global markets. Believe it or not, Trump Admin has already outlined such a strategy, we argue in @aminterest https://t.co/Lzdmrszfq4 — Varun Sivaram (@vsiv) January 2, 2018 Per essere certi che l’energia solare abbia un futuro, spiega Sivaram, è…