Wall Street non si lascia intimidire dal report sul lavoro

6 gennaio 2018

Il mercato mantiene una buona impostazione malgrado il deludente job report che invece frena un po’ il dollaro. Da seguire Constellation Brands e Morgan Stanley.

Si preannuncia l’ennesima seduta in rialzo per la piazza azionaria americana che non sembra voler arrestare la sua corsa alla ricerca di nuovi massimi storici. I futures sui principali indici si muovono in progresso e vedono il contratto sull’S&P500 in rialzo dello 0,37%, preceduto da quello sul Nasdaq100 che si apprezza dello 0,47%.

Il mercato non ha dato vita a particolari reazioni dopo la diffusione dei primi due dati macro di oggi. Nel mese di dicembre il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%, in linea con le attese degli analisti.
Sempre nell’ultimo mese del 2017, il numero di nuovi occupati nel settore non agricolo è stato pari a 148mila unità, in netta frenata rispetto alla lettura precedente rivista al rialzo da 228mila a 252mila unità. Il dato ha deluso le previsioni del mercato che si era preparato ad una rilevazione pari a 185mila unità.
Da segnalare che anche la lettura di ottobre è stata rivista verso l’alto da 26mila a 211mila unità.

A deludere l’aggiornamento relativo alla bilancia commerciale che a novembre ha evidenziato un deficit pari a 50,5 miliardi di dollari, in aumento rispetto alla lettura precedente ritoccata al rialzo da 48,73 a 48,91 miliardi di dollari. L’indicazione diffusa oggi ha deluso le aspettative degli analisti che puntavano ad una contrazione del deficit a 47 miliardi di dollari.

Gli investitori attendono di conoscere altri dati macro che saranno diffusi dopo l’avvio delle contrattazioni. Per l’indice ISM servizi di dicembre si prevede un rialzo da 57,4 a 57,6 punti, mentre gli ordini alle imprese di novembre sono attesi in salita dell’1,3% rispetto al calo dello 0,1% precedente.
Da segnalare un discorso di Patrick Harker, presidente della Fed di Philadelphia, ma a prendere la parola sarà anche Loretta Mester, a capo della Fed di Cleveland.

Sul fronte valutario il dollaro ha limato i guadagni contro lo yen dopo il report sull’occupazione, mantenendosi comunque in rialzo a 113,16, mentre l’euro-dollaro si conferma sostanzialmente stabile a 1,2053.
In flessione il petrolio che dopo gli ultimi progressi tira il fiato e si riporta a ridosso dei 61,5 dollari al barile, ma il segno meno precede anche l’oro che scende in direzione dei 1.321 dollari l’oncia.

Tra i vari titoli segnaliamo Constellation Brands che ha diffuso i numeri del terzo trimestre dell’esercizio fiscale in corso. Il periodo in esame, concluso il 30 novembre scorso, è stato archiviato con un utile netto in rialzo da 405,9 a 491,1 milioni di dollari, con un risultato per azione pari a 2,44 dollari. Al netto delle voci straordinarie il dato scende a 2 dollari, al di sopra degli 1,89 dollari stimati dagli analisti.

Il fatturato è calato frazionalmente da 1,81 a 1,8 miliardi di dollari e la società ha rivisto al rialzo la guidance relativa all’utile per azione riferita all’esercizio in corso, per il quale prevede di realizzare ora un risultato pari a 8,4-8,5 dollari, da confrontare con gli 8,43 dollari su cui ha scommesso la comunità finanziaria.

Sotto i riflettori anche Morgan Stanley dopo che la società ha reso noto che prevede di pagare un onere da 1,25 miliardi di dollari nel quarto trimestre, in conseguenza della riforma fiscale Usa.

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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