Mediaset cala, ma buone notizie da bando diritti tv Serie A
News / 9 gennaio 2018

La scorsa settimana è stato approvato il bando per la vendita dei diritti tv per le stagioni 2018-2021. Per gli analisti il pacchetto per il digitale terrestre è migliorato rispetto a quello andato deserto a maggio scorso. Tra le blue chips che oggi non riescono a sintonizzarsi con l’andamento positivo di Piazza Affari troviamo Mediaset. Il titolo vede tornare il segno meno dopo tre sedute consecutive in salita e, archiviata la giornata di venerdì scorso con un rialzo dello 0,6%, passa di mano oggi a 3,344 euro, con un ribasso dello 0,48% e poco più di 3 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 5,8 milioni di pezzi. Mercato in attesa di un accordo tra Mediaset e Vivendi su Premium Mediaset già la scorsa settimana è finito sotto i riflettori del mercato mettendo a segno un buon rialzo sulla scia dei rumors relativi ad un possibile accordo con Vivendi che ponga fine al contenzioso tra le due società relativamente al mancato acquisto di Mediaset Premium da parte del gruppo francese. Bando dei diritti tv di Serie A: cosa è previsto? Intanto si è appreso che la scorsa settimana l’assemblea della Lega Calcio…

Wall Street rifiata dopo il triplo record. I titoli da seguire
News / 9 gennaio 2018

Per oggi non sono previsti dati macro di rilievo, ma in agenda troviamo i discorsi di vari membri della Fed. Diversi i titoli sotto la lente. La prima seduta dela nuova settimana dovrebbe partire nel segno della debolezza per la piazza azionaria americana che sembra orientata a tirare un po’ il fiato dopo i record storici aggiornati nuovamente venerdì scorso. I futures sui principali indici vedono il contratto sull’S&P500 in calo dello 0,11%, seguito da quello sul Nasdaq100 che arretra dello 0,13%. Per oggi non sono previsti dati macro di rilievo e in agenda troviamo i discorsi di vari membri della Fed. Si tratta di Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlantia, di John Williams, a capo della Fed di San Francisco, e di Eric Rosengren, presidente della Fed di Boston. Intanto sul fronte valutario il dollaro è debole nei confronti dello yen mantenendosi poco al di sotto di quota 113, mentre il biglietto verde si spinge in avanto contro l’euro che scende a 1,1974. Spostando lo sguardo sulle commodities, il petrolio prova a recuperare terreno dopo il calo di venerdì scorso e si spinge oltre i 61,5 dollari al barile, mentre l’oro mostra un timido segno più a ridosso…

“L’iPhone crea dipendenza, evitatelo”. La lettera-denuncia di due investitori Apple 
News / 9 gennaio 2018

Jana Partners e Calstrs, il fondo pensioni degli insegnanti della California, due investitori di Apple, hanno scritto alla compagnia affinché introduca più tutele contro il rischio per i bambini di assuefazione o disturbi mentali per un uso eccessivo degli iPhone. Secondo i due investitori potrebbero esserci “effetti collaterali negativi indesiderati” nell’utilizzo degli smartphone da parte di bambini e adolescenti e pertanto invitano Apple a svolgere ricerche su questo argomento e introdurre limiti di tempo e sui contenuti degli iPhone usati dai bambini. “C’è la chiara esigenza da parte di Apple – si legge nella lettera inviata alla società – di offrire ai genitori più opzioni e strumenti per aiutarli a capire se i giovani consumatori stiano usando i dispositivi nel modo ottimale”. “Affrontare questo tema – aggiungono i due investitori – consentirà di rafforzare il valore a lungo termine degli azionisti”. Secondo quanto scrive il Corriere della sera, tra le proposte dei due fondi figurerebbero: la creazione di un comitato di esperti, che includa specialisti dello sviluppo dei bambini; la condivisione delle informazioni di Apple con i ricercatori; e l’aumento di software che permetta ai genitori più opzioni per la protezione della salute dei loro bambini, visto che esistono ormai numerosi studi che dimostrano come l’uso eccessivo di smartphone e…

prezzi euro aumenti 
News / 9 gennaio 2018

Sono passati 16 anni dall’introduzione dell’euro, era il primo gennaio del 2002, e il ‘change over’ è passato alla storia come la più grande conversione valutaria di tutti i tempi. Da subito iniziarono le polemiche, in Italia, su come era stato gestito il passaggio dalla lira alla nuova moneta, sul cambio non ritenuto corretto da molti (1 euro=1.936,27 lire), sui controlli sui prezzi. In ogni caso, da 16 anni a oggi la moneta unica è stata oggetto di scontro politico (non solo in Italia) e dalle premesse, l’euro, sarà uno dei protagonisti anche di questa campagna elettorale. È vero che in molti casi i prezzi di alcuni beni sono aumentati ma bisogna tenere conto che sono passati 16 anni e che, probabilmente, con la lira sarebbero aumentati molto di più. In altri settori invece, quello dell’elettronica su tutti, si è assistito al fenomeno contrario, ovvero una netta riduzione del prezzo grazie all’evoluzione tecnologica. Come scrive Pagella Politica, l’inflazione annua ha avuto una media intorno al 2%, con picchi nel 2008 (3,5%) e nel 2012 (3,3%). Se si guarda invece l’indice generale dei prezzi al consumo, passiamo dal 75,9 del 2001 al 99,9 del 2016. Un aumento quindi c’è stato tra…