Borsa italiana positiva con FCA e asset manager: FTSE MIB +0,70%

10 gennaio 2018

Borsa italiana positiva con FCA e asset manager: FTSE MIB +0,70%.

Borsa italiana positiva con FCA e asset manager: FTSE MIB +0,70%.

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Mercati azionari europei in verde. Wall Street positiva: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,3%, Nasdaq Composite +0,2%, Dow Jones Industrial +0,4% (nuovi massimi storici per i tre indici). A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,70%, il FTSE Italia All-Share a +0,72%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,89%, il FTSE Italia STAR a +0,93%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata l’indice JOLTS relativo alle nuove posizioni lavorative aperte nel mese di novembre negli USA si attesta a 5,879 milioni di unità, sotto i 6,038 attesi. Il dato di ottobre è stato rivisto da 5,996 milioni a 5,925 milioni. Eurostat ha comunicato che nella zona euro nel mese di novembre il tasso di disoccupazione si e’ attestato all’ 8,7%, pari alle attese ma inferiore alla rilevazione precedente fissata su un indice dell’8,8%. L’Istat ha reso noto che a novembre 2017 il tasso di disoccupazione si attesta all’11,0%, (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre). Sale oltre le attese la produzione industriale tedesca: l’Ufficio di Statistica Destatis ha indicato una variazione positiva del 3,4% a novembre rispetto al mese precedente. Il dato ha battuto le attese degli analisti che avevano stimato un incremento pari all’1,9%. A ottobre la produzione industriale era diminuita dell’1,2%.

FCA (+1,99% a 18,47 euro) accelera e tocca il nuovo massimo storico a 19,15 euro. Molte le indiscrezioni di stampa che nell’ultimo periodo hanno contribuito a generare il rally del titolo. Le ultime in ordine temporale sono quelle relative a Jeep: per il marchio si ipotizzano sia il proseguimento dell’ottimo andamento a livello vendite sia uno scorporo.

*Nuovo record assoluto anche per FinecoBank (+4,89%) *a 9,34 euro. Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione buy e incrementato il target da 8,80 a 10,00 euro. Ieri la banca ha comunicato di aver chiuso il 2017 con raccolta netta a 5,958 miliardi di euro (+18% a/a).

La seduta è stata positiva per l’intero comparto del risparmio gestito. Sale Banca Generali (+2,91%): l’anno scorso ha realizzato il miglior risultato storico di raccolta con una crescita dei flussi del 21% a/a a 6,87 miliardi di euro. Acquisti anche su Azimut Holding (+1,91%): nel mese di dicembre 2017 la raccolta netta è stata positiva per 926 milioni di euro, portando così la raccolta netta dell’intero anno a 6,8 miliardi, superando il precedente record del 2015.

Ottima Leonardo (+2,27%) che estende i guadagni in scia all’accordo annunciato venerdì scorso tra la Turchia e il consorzio Eurosam per lo sviluppo e la produzione di un sistema di aerei e missili a lungo raggio. Eurosam è formato da MDBA (Airbus, Leonardo e BAE Systems) e la francese Thales. L’accordo prevede una collaborazione tra Eurosam e le turche Aselsan e Roketsan. Si segnala anche l’assoluzione in appello dell’ex a.d. Giuseppe Orsi e del’ex a.d. della controllata AgustaWestland Bruno Spagnolini nel processo per presunte tangenti pagate per la vendita nel 2010 di 12 elicotteri all’India.

*Bene STMicroelectronics (+1,86%) *in scia ai progressi del settore e al rafforzamento del dollaro, sui massimi contro euro dal 28 dicembre. Ricordiamo anche la conferma, ieri al CES, la nota conferenza dell’elettronica al consumo di Las Vegas, degli obiettivi per il quarto trimestre del 2017 (lo scorso ottobre Carlo Bozotti, presidente e CEO del gruppo aveva annunciato l’attesa di ricavi 2017 in crescita complessiva di circa il 18% sul 2016).

Non si ferma l’ascesa di Fincantieri (+3,88% a 1,47 euro): toccato il nuovo massimo storico a 1,5140 euro. Nella parte finale del 2017 il gruppo cantieristico ha messo a segno alcuni colpi importanti, come l’ordine da 1,8 miliardi di euro da MSC Crociere per la costruzione di 2 navi Seaside EVO. Da segnalare anche l’annuncio dell’offerta al Canada, insieme a Naval Group, di “una soluzione “pronta all’uso” e già “well proven”, basata sul progetto della fregata FREMM, per la fornitura di 15 navi da combattimento di superficie alla Royal Canadian Navy”. Il governo del Canada aveva in precedenza dichiarato l’intenzione di acquisire il progetto di una nave militare NATO, esistente e collaudato, che possa essere prontamente modificato per soddisfare al meglio i requisiti della Royal Canadian Navy. Ricordiamo infine pochi giorni fa l’annuncio da parte della controllata VARD della sottoscrizione di un contratto con la norvegese Boreal per la realizzazione di un traghetto per il trasporto di veicoli e passeggeri.

Brunello Cucinelli (+1,23% a 28,90 euro) riduce i guadagni visti in avvio di seduta quando ha toccato il nuovo massimo storico a 29,90 euro. Ieri a mercato chiuso il gruppo ha pubblicato i ricavi netti consolidati preliminari di vendita dell’anno 2017 (il bilancio completo verrà approvato dal cda del 7 marzo). Nello scorso esercizio il fatturato si è attestato a 503,6 milioni di euro, in crescita del 10,4% a cambi correnti dai 456 milioni del 2016 (+10,9% a cambi costanti) e leggermente meglio rispetto ai 502 milioni del consensus Thomson Reuters. Per il 2018 Brunello Cucinelli (fondatore, azionista di maggioranza con il 57%, presidente e a.d.) prevede “una bella crescita a due cifre sia del fatturato che dei profitti”.

Giornata contrastata per i titoli del settore utility, penalizzato dal rialzo dei rendimenti nell’eurozona: l’indice FTSE Italia Servizi Pubblici segna +0,03%, l’EURO STOXX Utilities -0,6%. In rosso a Milano A2A (-1,13%), Italgas (-0,60%), Terna (-0,20%), Enel invariata.

*Seconda seduta consecutiva in rosso per Salvatore Ferragamo (-1,87% a 22,02 euro). *Ieri il titolo era stato penalizzato dalla decisione di Raymond James di confermare il giudizio market perform ma con target ridotto a 21 euro. Oggi è invece arrivato il declassamento da neutral a sell deciso da UBS, con target tagliato da 22 a 19 euro. Gli analisti della banca svizzera ritengono che i prezzi attuali scontino aspettative troppo ottimistiche per il 2018 riguardo alla crescita delle vendite omogenee: UBS stima un +2%, un EBITDA nell’esercizio pari a 240 milioni di euro e un eps a -16% rispetto al consensus.

Mediaset (-0,84%) in flessione e in netta controtendenza rispetto al settore europeo: l’indice EURO STOXX Media segna +1,4%. Il titolo viene probabilmente penalizzato dalle indiscrezioni del Sole 24 Ore secondo cui il processo per l’autorizzazione alla joint venture tra TIM e Canal+ potrebbe essere azzerato e ripartire da capo. Questo avrebbe ripercussioni negative sulle trattative per la vendita a TIM di contenuti del gruppo di Cologno Monzese (valore intorno ai 500 milioni di euro) e anche sullo spigoloso negoziato per risolvere il contenzioso Mediaset/Vivendi riguardo alla vicenda Premium.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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