L’evasione delle imprese è di 93 miliardi
News / 10 gennaio 2018

In Italia, a seguito della non corretta dichiarazione dei redditi, sono presenti 93,2 miliardi di euro di imponibile evaso. Sebbene sia diminuita di oltre 6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, l’Ufficio studi della CGIA fa sapere che in Italia, a seguito della non corretta dichiarazione dei redditi, sono presenti 93,2 miliardi di euro di imponibile evaso imputabili direttamente alle imprese e alle partite Iva. In altre parole, l’incidenza dell’evasione attribuibile alle aziende sul totale del valore aggiunto prodotto dall’economia non osservata (207,5 miliardi) è pari al 44,9 per cento. Un altro 37,3 per cento dell’evasione è riconducibile al lavoro irregolare (pari ad un valore aggiunto di 77,4 miliardi) e, infine, un ulteriore 17,8 per cento è ascrivibile alle attività illegali e ai fitti in nero (36,9 miliardi). Nella quota strettamente in capo alle aziende, il macro settore con la maggiore propensione all’evasione è quello dei servizi professionali (attività legali e di contabilità, attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale, studi di architettura e di ingegneria, collaudi e analisi tecniche, altre attività professionali, scientifiche e tecniche e servizi veterinari). Secondo l’Istat, infatti, l’incidenza della sotto-dichiarazione del reddito di impresa sul valore aggiunto totale prodotto dal mondo delle libere professioni…

Wall Street sembra guardare a nuovi massimi storici
News / 10 gennaio 2018

Gli acquisti continuano a dominare la scena sulla piazza azionaria Usa in una giornata priva di dati macro di rilievo. I titoli da seguire. Dopo la chiusura contrastata di ieri, quando la piazza azionaria americana ha lasciato indietro il Dow Jones, fermatosi appena sotto la parità, si fanno strada gli acquisti sui principali listini oggi. Il future sull’S&P500 sale dello 0,18%, preceduto da quello sul Nasdaq100 che avanza dello 0,24%. Per oggi non sono previsti dati macro di rilievo ad eccezione dell’indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene Usa. In calendario anche un discorso di Neel Kashkari, presidente della Fed di Minneapolis. Intanto sul fronte valutario il dollaro arretra nei confronti dello yen e vede appesantirsi il suo bilancio rispetto alla mattinata, con un cambio fotografato ora in area 112,63, mentre il biglietto verde avanza nei confronti dell’euro con il cross che si riporta a 1,1925. Acquisti sul petrolio che si spinge ad un passo dalla soglia dei 62 dollari al barile, mentre viaggia in direzione opposta l’oro che scende al di sotto dei 1.312 dollari l’oncia. Tra i vari titoli da seguire Cisco che ha siglato un accordo di collaborazione con la coreana Hyundai per sviluppare…

iphone dipendenza
News / 10 gennaio 2018

Apple e le altre big della Silicon Valley ci hanno reso schiavi di telefoni e device di ogni tipo e ora hanno la reponsabilità di aiutarci a monitorare e gestire queste dipendenze (device addiction), fornendoci strumenti adeguati. Questo il senso delle parole, espresse lunedì in un tweetstorm di 10 tweet, da Tony Fadell, nel team che ha lavorato al primo iPhone e uno dei principali inventori dell’iPod (ha anche fondato Nest, venduta poi a Google per 3,2 miliardi di dollari). 2/10 Device addiction is real. “Driving under the influence” = “Texting & Driving” Each day 9 people get killed, 1000s hurt because of it:https://t.co/QWqX9LgwUV https://t.co/wWBQNMdsYK — Tony Fadell (@tfadell) 8 gennaio 2018   La presa di posizione di Tony Fadell arriva poche ore dopo la lettera alla società di Cupertino di due investitori di Apple che hanno chiesto proprio ad Apple di studiare gli effetti dannosi dell’uso eccessivo dell’iPhone sui bambini, di contrastare la dipendenza da dispositivi, sostenendo anche loro che tutte le aziende della Silicon Valley devono assumersi questa responsabilità (Apple non ha ancora rilasciato dichiarazioni a proposito). Per Fadell “Device addiction is real“, una dipendenza che causa la morte alla guida di 9 persone ogni giorno e 1000…

Gas, parte per gli Usa primo carico Gnl da maxi progetto Yamal Lng
News / 10 gennaio 2018

Andrà agli Stati Uniti il primo carico di gas naturale liquefatto (Gnl) proveniente dal maxi progetto Yamal Lng, nella regione autonoma di Yamal-Nenets, oltre il circolo polare artico, voluto dalla società privata russa Novatek. Lo scrivono il quotidiano Kommersant e la testata specializzata Lng World News. Secondo i dati del portale Marine Traffic, la nave cisterna Gaselys, della compagnia francese Engie, sta trasportando un carico di Gnl russo dal terminal britannico di Isle of Grain verso Boston, per la precisione verso il rigassificatore di Everett. La Gaselys è arrivata a Isle of Grain subito dopo la prima consegna di Gnl effettuata dall’impianto Yamal Lng e che già era stato dichiarato sarebbe stato riesportato. L’acquirente del primo carico da Yamal Lng è stata la filiale britannica della malese Petronas, la Petronas UK Limited. Kommersant riferisce che il gas dalla Russia è stato trasportato sulla ‘Christophe de Margerie’, la prima nave rompighiaccio per il trasporto di Gnl al mondo, costruita appositamente per servire l’impianto Yamal Lng. Engie è stata poi l’acquirente finale. Secondo Marine Traffic, la nave cisterna arriverà a Boston il 22 gennaio. L’aumento della richiesta di Gnl negli Stati Uniti è dovuto, secondo i media specializzati, all’ondata di gelo che…

“Vero, le performance peggioreranno, scaricate gli aggiornamenti”. Il ceo di Intel al Ces
News / 10 gennaio 2018

Non poteva evitare l’argomento e non l’ha fatto. Brian Krzanich sale sul palco del CES di Las Vegas e, in apertura del suo intervento (programmato da tempo) affronta Spectre e Meltdown, le vulnerabilità che colpiscono i chip del gruppo. Krzanich preferisce affrontare l’argomento subito. Sullo schermo alle sue spalle compare la scritta “Keeping data safe”, cioè “tenere al sicuro i dati”.   “Le performance peggioreranno” “È la nostra priorità”, afferma. Per questo “stiamo continuando a lavorare”. Il ceo di Intel ha confermato la tabella di marcia illustrata nell’ultimo comunicato stampa del gruppo, del 4 gennaio: entro la fine di questa settimana, gli aggiornamenti dovrebbero coprire il 90% dei processori sviluppati negli ultimi cinque anni. E la copertura dovrebbe arrivare al 100% entro la fine di gennaio.   “Non ci sono evidenze” che le falle siano state utilizzata per rubare i dati degli utenti, afferma il ceo. Krzanich conferma anche quanto riferito dai canali ufficiali del gruppo: non è escuso che le patch possano peggiorare le performance dei dispositivi, ma sull’utente medio l’impatto dovrebbe essere limitato e, in ogni caso, determinato dalla capacità di elaborazione richiesta. “Scaricate gli aggiornamenti” Ad ogni modo, ha sottolineato Krzanich, “stiamo lavorando per minimizzare l’impatto” degli…

iphone causa obsolescenza programmata
News / 10 gennaio 2018

La Procura di Parigi ha aperto un’indagine preliminare nei confronti di Apple per l’ipotesi di “obsolescenza pianificata” di alcuni modelli di iPhone. Il colosso americano è nel mirino in tutto il mondo per aver ridotto volontariamente le prestazioni dei cellulari. E oltralpe, riferisce una fonte giudiziaria, è anche sotto inchiesta. L’inchiesta, aperta il 5 gennaio e affidata al Servizio investigativo nazionale della Direzione generale della concorrenza, degli affari dei consumatori e del controllo delle frodi (DGCCRF) parla di “truffa”. L’iniziativa della Procura fa seguito alla denuncia dell’associazione “Alt all’obsolescenza programmata” (HOP), presentata il 27 dicembre, in cui si accusava Apple di ridurre volontariamente le prestazioni e la durata dei suoi smartphone attraverso il suo sistema di aggiornamenti. Il colosso di Cupertino non ha voluto commentare la notizia. Una conseguenza della legge Hamon L’obsolescenza pianificata è una pratica commerciale ampiamente criticata che vede i produttori preordinare la scadenza dei loro prodotti in modo che i consumatori siano costretti a sostituirli. Una prassi criticata dai gruppi di consumatori come non etica e che si sospetta sia particolarmente diffusa nel settore dell’elettronica, producendo così montagne di rifiuti non riciclabili ogni anno. Per affrontare il problema, nel 2015 la Francia ha approvato una norma, la cosiddetta “legge Hamon” ,che ha reso la pratica…