Dollaro in calo, pesa anche la Cina
Finanza/Economia / 11 gennaio 2018

Dollaro debole sui mercati internazionali: il Dollar Index, che rapporta il biglietto verde alle maggiori valute, segna un ribasso dello 0,36 per cento. Dollaro debole sui mercati internazionali: il Dollar Index, che rapporta il biglietto verde alle maggiori valute, segna un ribasso dello 0,36 per cento. Il cambio *euro/dollaro *segna un rialzo dello 0,26% e la moneta di Washington cede anche l’1,05% sullo yen che in queste ore si rafforza sulle altre currency. La flessione del dollaro è da diversi osservatori abbinata al calo dei prezzi dei *titoli di Stato USA *che porta il rendimento del Treasury decennale a un incremento di 3 punti base. In particolare oggi pesa sul mercato del debito statunitense la notizia che la *Cina *starebbe soppesando una possibile riduzione degli acquisti di Treasury USA. Da segnalare inoltre che il *petrolio *si è apprezzato in maniera consistente nel corso delle ultime sedute e che normalmente il prezzi del greggio tendono a muoversi in direzione opposta al dollaro che potrebbe dunque risentire anche di questo fattore. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

MutuiOnline accelera e tocca il nuovo massimo storico
Finanza/Economia / 11 gennaio 2018

Gruppo MutuiOnline (+6% a 14,78 euro) accelera al rialzo e tocca a 15,18 euro il nuovo massimo storico. Gruppo MutuiOnline (+6% a 14,78 euro) accelera al rialzo e tocca a 15,18 euro il nuovo massimo storico. Il titolo conferma quindi il segnale grafico positivo inviato ieri con il superamento del picco di metà luglio a 13,92, operazione che permette alle quotazioni di lasciarsi alle spalle il consolidamento laterale visto negli ultimi sei mesi circa e riattivare la tendenza ascendente di fondo: prossimo obiettivo in area 16,10, lato alto del canale ascendente ipotizzabile da fine 2016. (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Borsa Italiana ancora in rialzo: FTSE MIB +0,52%
Finanza/Economia / 11 gennaio 2018

Trattano ancora in territorio positivo i maggiori indici di Piazza Affari in prossimità della chiusura: FTSE MIB +0,52%, FTSE Italia All Share +0,36%, FTSE Italia Mid Cap -0,81% e FTSE Italia Star -0,14 per cento. Trattano ancora in territorio positivo i maggiori indici di Piazza Affari in prossimità della chiusura: FTSE MIB +0,52%, FTSE Italia All Share +0,36%, FTSE Italia Mid Cap -0,81% e FTSE Italia Star -0,14 per cento. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Oro: fixing LBMA a 1319,75 dollari
Finanza/Economia / 11 gennaio 2018

Il fixing LBMA dell’oro è stato posto nel pomeriggio a Londra a 1319,75 dollari l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1321,65 dollari. Il fixing LBMA dell’oro è stato posto nel pomeriggio a Londra a 1319,75 dollari l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1321,65 dollari. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Astaldi sui massimi da metà novembre, guarda all’Iran
Finanza/Economia / 11 gennaio 2018

Astaldi (+9,4%) accelera al rialzo e tocca i massimi da metà novembre. Astaldi (+9,4%) accelera al rialzo e tocca i massimi da metà novembre. In attesa della convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rafforzamento patrimoniale da 400 milioni di euro, di cui 200 tramite un aumento di capitale, il titolo approfitta delle tre commesse acquisite tra fine 2017 e inizio 2018 e dell’accordo con il pool di banche finanziatrici per la ridefinizione dei covenant relativi al prestito revolving credit facility da 500 milioni di euro arrivato prima di Natale. Da segnalare le odierne indiscrezioni relative alla firma nella giornata di domani di un accordo quadro tra Italia e Iran per agevolare l’apertura di linee di credito da 5 miliardi di euro a favore della pubblica amministrazione del paese mediorientale: i fondi verrebbero poi utilizzati per finanziare commesse ad aziende italiane. Astaldi, uno dei maggiori General Contractor in Italia e tra i primi 25 a livello europeo nel settore delle costruzioni, potrebbe risultare tra i beneficiari dell’accordo. (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Wall Street si concede un massaggio levigante, allarme Treasury
News / 11 gennaio 2018

United Continental in evidenza sul Big Board. Delta Air Lines in luce verde alla vigilia dei conti trimestrali. Nyse, Domino’s Pizza: Patrick Doyle lascerà la carica di CEO. Nasdaq, Sears Holdings Corporation sale sui buoni propositi. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Dopo un lungo filotto di rialzi, quella odierna a Wall Street è stata la prima seduta del 2018 chiusa con gli indici principali in territorio negativo. Al suono della campanella, infatti, il Dow Jones ha perso lo 0,07% a 25.369,13 punti con a ruota il Nasdaq, -0,14% a 7.153,57 punti. Semaforo rosso pure per l’S&P 500 che lascia sul parterre lo 0,11% a 2.748,23 punti.  A pesare sul mercato, tra l’altro, sono state le indiscrezioni relative al possibile rallentamento dell’acquisto di bond a stelle e strisce da parte della Cina. In particolare, è stata l’agenzia Bloomberg a riportare l’indiscrezione secondo cui la Cina starebbe pianificando di variare l’esposizione sui Treasury americani.  United Continental in evidenza sul Big Board Al New York Stock Exchange, nel settore del trasporto aereo, le azioni della United Continental (UAL) oggi, mercoledì 10 gennaio del 2018, hanno guadagnato il 6,72% a $ 73,08 dopo che la società, per…

Piazza Affari sorretta dai titoli bancari
News / 11 gennaio 2018

Prima i bancari, poi gli assicurativi, in fondo le utilities. Oggi si è comprato, e venduto, per comparti. Intanto arrivano rumors su Intesa.   Dei quaranta titoli che compongono il nostro indice principale, venti hanno terminato la seduta con un rialzo, altrettanti con un ribasso eppure … il Ftse Mib (+0,66%) ha guadagnato più di mezzo punto percentuale. Come può essere? Semplice, basta guardare i titoli che occupano le prime sei posizioni della classifica odierna: Banco BPM (+4,78%), Intesa Sanpaolo (+4,58%), Bper Banca (+3,98%), Unicredit (+3,16%), Ubi Banca (+2,58%), Mediobanca (+2,35%). Cosa è accaduto? Ci sono due notizie: le sofferenze bancarie lorde, a novembre, ammontavano a 173 miliardi, lo ha riportato Banca d’Italia nel bollettino mensile pubblicato oggi (Sono tanti?Pochi? Boh! Chi lo sa? Comunque son sempre più del 10% del nostro Pil! A me non sembrano pochi). Ma soprattutto …   Pare che i cinesi vogliano alleggerire l’enorme quantità di treasuries che detengono, questo naturalmente porterebbe ad un calo del valore dei titoli di Stato americani ed una crescita dei rendimenti. Tassi in risalita? Buon per le Banche! Ed ecco che il settore è stato comprato a man bassa in tutto il mondo. A Francoforte il Dax (-0,8%) ha lasciato…

Entrare ora o aspettare la correzione?
News / 11 gennaio 2018

Le opportunità rimaste sull’equity dopo la sbornia del 2017 Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame AM, nel suo conseuto intervento “Il Punto mensile” ha ribadito che il 2017 si è rivelato un anno spettacolare per i mercati azionari di tutto il mondo. Scorrendo le statistiche, i numeri che balzano all’occhio sono veramente notevoli, con l’indice MSCI World che chiude con un rotondo16% trainato dal quasi più 20 % del mercato americano (che pesa per circa un 50 % su tale indice).   Solo gli Emergenti fanno meglio dell’indice a stelle e strisce, avvicinandosi ad uno strabiliante 28 % (con l’Asia sugli scudi), bene anche il Giappone intorno al 18% e infine l’Europa con un più modesto (si fa per dire) 10 %. Quello appena concluso è stato anche l’anno in cui il dollaro è tornato a perdere di forza , ma soprattutto si è registrata  (dopo svariati anni) una tendenza al rialzo dei rendimenti sui governativi europei.     Di conseguenza, coloro che avessero investito su tali asset class, quest’anno avrebbero avuto ben poco da festeggiare.Ma quanti investitori hanno saputo davvero sfruttare questa grande opportunità ? In base alla mia esperienza personale,  credo siano stati ben pochi i coraggiosi che hanno abbracciato l’aumento…

Il rally dei mercati azionari nel 2017 e previsioni per il 2018
News / 11 gennaio 2018

I profitti sono cresciuti in tutto il mondo, mentre le valutazioni azionarie si sono mosse in direzioni diverse. Nell’ultima pbblicazione di Deutsche AM “chart of the week è stato evidenziato che il 2017 si è rivelato un anno eccezionale per gli azionisti. Tutti i principali mercati azionari sono saliti e hanno battuto con un buon margine la maggior parte delle previsioni (compresa la nostra). Diamo uno sguardo ai driver, emergono alcuni spunti interessanti. Gli utili societari sono aumentati in tutto il mondo. Le stime a una sola cifra sulla crescita degli utili si sono dimostrate troppo prudenti. Le società appartenenti a indici diversi negli ultimi 12 mesi hanno visto gli utili crescere del 10% e più. Le valutazioni dei titoli azionari, tuttavia, hanno mostrato nelle diverse aree geografiche un andamento irregolare. I mercati americani hanno iniziato ad attualizzare l’aumento degli utili attivato dalla riforma fiscale, il che si è tradotto in un aumento dei prezzi. Da livelli già elevati, il rapporto prezzo-utili nel corso del 2017 sono ulteriormente aumentati. Per le azioni europee e giapponesi, tuttavia, le valutazioni azionarie sono diminuite, spingendo quindi i dati sulle performance al di sotto dell’aumento degli utili. I rendimenti a due cifre in alcuni…

Attenti alla FED: rischia di far deragliare il bull market
News / 11 gennaio 2018

La previsione di tre rialzi dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nel 2018 mette a rischio le prospettive dell’azionario nel 2018? La prospettiva di tre rialzi dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nel 2018 mette seriamente a rischio le possibilità di una prosecuzione del bull market dell’azionario. La Fed minaccia l’azionario? E’ quanto affermato in un’intervista di oggi all’emittente CNBC da Michael Yoshikami, esperto d’investimenti e CEO di Destination Wealth Management, secondo il quale i mercati hanno prezzato allo stato attuale solo due ritocchi del costo del denaro e una normalizzazione più rapida sarebbe “problematica”. Una previsione che tiene conto delle ultime indicazioni giunte da alcuni membri della Federal Open Market Committee, il braccio monetario della banca centrale americana. Attenti ai falchi Uno di essi, la presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester, ha dichiarato di considerare appropriati tre o quattro rialzi dei tassi nel corso dei prossimi 12 mesi, e per Yoshikami questa eventualità rappresenta una delle più serie minacce all’ottimismo ancora dominante soprattutto sui tre principali indici americani — il Dow Jones industrial average, l’S&P 500 e il Nasdaq composite — che dopo aver hanno messo in fila ripetuti record storici hanno aperto con un’intonazione positiva anche il 2018. “E’ uno dei…