Milan-Inter: niente soldi per gestire San Siro. Stadio nel caos

12 gennaio 2018

Il Milan ha confermato di avere disdetto il contratto per la gestione dello stadio in accordo con l’Inter. L’Inter, però, parla di una decisione unilaterale.

La situazione economica dei club milanesi non è delle migliori. La ciliegina sulla torta è stata messa proprio in queste ore.

Il caso Meazza

Il Milan ha confermato di avere disdetto il contratto con M-I Stadio,l’ex Consorzio San Siro Duemila che gestisce l’omonimo stadio. Nella lettera, inviata a Palazzo Marino prima di Natale, si parla di un’uscita di scena prevista per metà giugno. Conseguenza: o la rinegoziazione delle condizioni attuali di gestione dell’impianto oppure il peso di una gestione che cadrebbe in toto sulle spalle dell’Inter, a sua volta anch’essa in bolletta. Poche ore dopo la risposta ufficiale dell’Inter che chiede la convocazione di una riunione urgente tra tutte le parti dal momento che le sue finanze non le permettono di assumersi da sola la responsabilità della gestione del Meazza. La situazione è resa ancora più surreale da un particolare: il Milan parla di scissione concordata con l’Inter, i nerazzurri, invece, sottolineano che la scelta dei rossoneri è stata del tutto unilaterale. 

La tormentata storia del Milan…

Il nebuloso patron del Milan aveva suscitato da subito qualche perplessità tra i più affezionati tifosi rossoneri, diffidenti verso quella che, temevano, sarebbe stata l’invasione di Pechino su un campo (quello del calcio) tutto italiano. Ma come direbbero gli antichi, Pecunia non olet e per questo motivo, visti i problemi finanziari e la necessità di capitale fresco, anche i più restii hanno finito col mandar giù il boccone amaro. Un boccone che è diventato però quasi velenoso quando il New York Times, in una sua inchiesta, evidenziava come il nuovo proprietario, Yonghong Li, risultasse essere un personaggio estraneo anche negli stessi ambienti finanziari cinesi. Nemmeno gli smaliziati giornalisti della testata Usa sono riusciti a scoprire molto su di lui, sul suo patrimonio e sulle sue attività, tanto da far dubitare anche della natura dell’intricato passaggio di proprietà che ha portato il Milan da casa Berlusconi fino a Pechino. Una gioia per gli eterni rivali nerazzurri che, però, hanno potuto sbeffeggiare i cugini solo per poco tempo. Infatti, chiamando ancora in causa gli antichi, se Atene piange, Sparta non ride. E così anche l’Inter si è trovata a dover fare i conti, letteralmente, con una serie di imprevisti.

… e quella non diversa dell’Inter

A differenza di Yonghong Li, Zhang Jindong, padrone dell’Inter dopo la breve esperienza dell’indonesiano Erick Thohir, è personaggio ampiamente riconosciuto, a capo dell’impero Suning, colosso cinese dell’elettronica. Ma a mettere i bastoni tra le ruote è il governo cinese che ha fortemente limitato gli investimenti all’estero degli imprenditori con gli occhi a mandorla, giustificando il fatto che, in nome del progresso della patria, Pechino ammetterà solo finanziamenti utili per la crescita dell’economia nazionale. E il calcio non è tra questi. Ecco allora che entrambe le squadre che giocano all’ombra della Madonnina, nemiche girate da oltre un secolo, si trovano unite nello stesso problema: mancanza di fondi dopo la speranza dell’aiuto cinese. Pochi, se non nulli, i nuovi acquisti per la campagna di calcio mercato partita già a gennaio. Con l’unica consolazione, nel caso dell’Inter, per lo meno, del buon andamento in campionato. Da parte sua il Milan, invece, non può permettersi nemmeno quello: ai rossoneri non restano che l’avvenuto cambio dell’allenatore, prestiti ancora da restituire e prospettive rosee molto lontane dall’essere anche solo ipotizzate.

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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