Ubi Banca taglia al rialzo la media mobile a 100 giorni
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

Ubi Banca messo a segno nelle ultime sedute il superamento in area 4 euro della media mobile a 100 giorni fermandosi poi però prima del top del 30 novembre a 4,134. Ubi Banca messo a segno nelle ultime sedute il superamento in area 4 euro della media mobile a 100 giorni fermandosi poi però prima del top del 30 novembre a 4,134. Solo oltre quei livelli e con conferme sopra il massimo del 25 ottobre a 4,216 possibile il ritorno sui massimi di inizio ottobre a 4,634. Sotto 3,83, media mobile a 200 giorni, rischio invece di cali verso i minimi di inizio anno a 3,60 euro. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Supporto rilevante a 4,03 euro per Snam
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

Netto ribasso per Snam dopo il test il 9 gennaio a 4,16 della trend line che scende dal picco di novembre. Netto ribasso per Snam dopo il test il 9 gennaio a 4,16 della trend line che scende dal picco di novembre. In caso di discese al di sotto di 4,03 primo target per il ribasso a 3,93 euro, minimo di fine luglio, poi supporto a 3,88. Solo recuperi oltre area 4,16 potrebbero anticipare il test a 4,21 del massimo del 19 dicembre, poi resistenza a 4,32, massimo dell’11 dicembre e a 4,352 euro, gap del 15 novembre. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Enel snobba incertezze su distribuzione elettrica in Spagna
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

Il titolo è riuscito a strappare il segno più nel finale dopo una seduta volatile, complice l’incertezza sulla distribuzione elettrica in Spagna. La view di Equita. Al termine di una seduta altalenante, Enel è riuscito a presentarsi al close con il segno più, dopo due giornate consecutive in calo. Archiviata la sessione di ieri con un frazionale ribasso dello 0,1%, ogg il titolo si è fermato a 5,245 euro, con un vantaggio dello 0,48% e quasi 27 milioni di azioni trattate, oltre la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 25 milioni di pezzi. Come riportato dall’Espansion, la CNMC, la Commissione per la concorrenza e i mercati, avrebbe criticato i costi della distribuzione elettrica in Spagna, ritenendoli troppo alti per le utilities che esercitano il servizio. La CNMC starebbe quindi richiedendo un intervento al ribasso sulle tariffe del segmento, ma nell’articolo dell’Expansion non sono contenute indicazioni sull’entità delle riduzioni richieste. Gli analisti di Equita SIM parlano in ogni caso di una indicazione negativa che può creare qualche incertezza sul fronte della regolamentazione in Spagna, ma l’impatto è contenuto. Anche assumendo un taglio del 10% dell’ebitda della distribuzione in Spagna, si avrebbero ricadute nell’ordine di l’1% sull’ebitda di Enel.Confermata…

Usa: Indice economico di ottimismo IBD/TIPP sale a gennaio, 55,1 punti
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

L’Investor’s Business Daily (IBD) e TechnoMetrica Institute of Policy and (TIPP) hanno pubblicato l’indice IBD/TIPP sull’ottimismo economico, che misura il livello di fiducia del consumatore e il suo ottimismo in relazione all’economia. L’Investor’s Business Daily (IBD) e TechnoMetrica Institute of Policy and (TIPP) hanno pubblicato l’indice IBD/TIPP sull’ottimismo economico, che misura il livello di fiducia del consumatore e il suo ottimismo in relazione all’economia. L’indice si è attestato a gennaio a 55,1 punti dai 51,9 punti del mese precedente. Le attese erano per un indice pari a 52,3 punti. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Oro: fixing LBMA a 1326,80 dollari
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

Il fixing LBMA dell’oro è stato posto nel pomeriggio a Londra a 1326,80 l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1332,90 dollari. Il fixing LBMA dell’oro è stato posto nel pomeriggio a Londra a 1326,80 l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1332,90 dollari. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Gli inganni del Ftse Mib
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

Quello che si evince è che chi ha scommesso sulla prima figura ha sbagliato i calcoli trascurando un importante elemento: le probabilità. A conferma (e riprova) che le figure tradizionali di analisi tecnica non portano con sé alcuna certezza, ma solo delle probabilità, e che la borsa è al contempo difficile ma precisa, chi ha confidato sulla figura di “testa e spalle” presente sul future del Ftse Mib ora è certamente deluso. Dopo essersi “fatalmente” appoggiato sulla linea di collo (“neck line”) a 21.700 punti, il mercato ha infatti reagito alla discesa dei prezzi e rotto al rialzo il disegno del testa e spalle (Figura 1) trasformando il tutto in un cosiddetto “testa e spalle rovesciato”. Figura 1. Future FtseMib40 – grafico giornaliero Quello che si evince è che chi ha scommesso sulla prima figura ha sbagliato i calcoli trascurando un importante elemento: le probabilità. Allo stesso modo, adesso, il “testa e spalle rovesciato”, indica proiezioni di prezzo 1.000 punti sopra il massimo precedente, ossia in area 24.000 (Figura 2). Tuttavia è bene rimanere coi in piedi per terra, non tralasciando le probabilità. Figura 2. Future FtseMib40 – grafico giornaliero Forse però riusciamo a muoverci oltre, soffermandoci su due aspetti…

Report giornaliero di analisi dei mercati 
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

La DF è in questo momento è leggermente rialzista, con tendenza al peggioramento: rating +1 per la curva USA e +1 per la curva euro. Analisi della distribuzione dei flussi La DF è in questo momento è leggermente rialzista, con tendenza al peggioramento: rating +1 per la curva USA e +1 per la curva euro. Analisi economica di medio termine L’input di fondo dell’analisi economica rimane rialzista per i mercati azionari, soprattutto americani, dove vediamo: un’espressione coordinata della crescita sistemica, una crescita regolare e apparentemente sostenibile dei profitti, l’approvazione della riforma fiscale, che ha portato al 21% il livello del carico fiscale, cioè la corporate tax USA; tale riforma contiene anche misure che tendono a favorire il ritorno in patria dei 3.000 miliardi di dollari che le multinazionali americane attualmente detengono in piazze con tassazione più leggera. Nei mercati europei la situazione è diversa, ma per effetto delle correlazioni economiche e di mercato anche i listini europei vengono spinti al rialzo. Analisi economica di brevissimo termine Sono in uscita oggi i dati USA sui prezzi al consumo (tasso di inflazione m/m) e vendite al dettaglio (m/m). Consenso: prezzi al consumo (m/m): 0,1 prezzi al consumo core, cioè al netto di…

La felice recessione Usa
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

Se non abbiamo fatto male i conti, con l’anno corrente l’espansione economica iniziata a metà 2009 ha raggiunto ora il 104esimo mese di anzianità. Se non abbiamo fatto male i conti, con l’anno corrente l’espansione economica iniziata a metà 2009 ha raggiunto ora il 104esimo mese di anzianità. Quasi un record di longevità, se si considera che i precedenti 22 cicli espansivi, certificati dal National Bureau of Economic Research dal 1900 ad oggi, soltanto due volte sono durati di più. Ad aprile, la corrente ripresa salirà al secondo posto per durata; fra poco più di un anno, batterà la ripresa economica degli anni Novanta: una impresa ardua, ma non impossibile. Tutto questo sta mandando fuori di testa le Cassandre che da anni chiamano la recessione e il conseguente bear market azionario. Sta di fatto che senza la prima, difficilmente arriva il secondo: un raro esempio di matrimonio funzionante. Si trascura che i cicli economici non muoiono mai di anzianità: se si esauriscono è perché interviene un fattore – di solito esogeno – che ne decreta una prematura scomparsa. C’è un aspetto che rischia di mandare in “trip cognitivo” le Cassandre. Una recessione, negli Stati Uniti, c’è stata, dopo il minimo…

Ultima gamba rialzista
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

L’indice FtseMib, con una strabiliante Fca e un deciso rimbalzo dei bancari, riesce sorprendentemente a salire sopra i recenti max. L’indice FtseMib, con una strabiliante Fca e un deciso rimbalzo dei bancari, riesce sorprendentemente a salire sopra i recenti max e raggiungere ora i 23.400 punti; scongiurata l’ipotesi del testa e spalle ribassista, si rileva cmq che un rialzo così deciso come quello di questi giorni potrebbe essere considerato come l’ultimo di un movimento di medio periodo. Il target dei 24.000 punti è ora visibile, ma inseguirlo con gli acquisti viene considerato  eccessivamente rischioso.  Tecnicamente si avrebbe un segnale di inversione sotto  23.130, diventato ora supporto di fondamentale importanza, con obiettivi di correzione a 22.600 e sempre l‘area 22.000.  Alla luce di questa analisi si rimane dell’idea di proseguire nella vendita fino anche ad azzerare la posizione azionaria in area 24.000; in questo momento sarebbe opportuno ridurla a circa il 25%, considerando sempre un portafoglio a medio rischio. In alternativa, proseguire gradualmente nella copertura del portafoglio con strumenti al ribasso sull’indice, possibilmente in area 23.450 e 24.000, arrivando al 100% di copertura. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Non si sfugge alle leggi della statistica di Borsa
Finanza/Economia / 13 gennaio 2018

Nuovi massimi storici a Wall Street. Parecchi investitori stanno pagando il caro prezzo di un posizionamento scellerato. Nuovi massimi storici a Wall Street. Parecchi investitori stanno pagando il caro prezzo di un posizionamento scellerato. È un tema che ha dominato tutti gli ultimi nove anni, ma che nelle settimane recenti ha raggiunto lo zenit: nelle quattro settimane terminate prima di Natale, sono stati registrati deflussi netti, da fondi comuni ed ETF azionari, complessivamente per 33 miliardi di dollari. Si è trattato del disimpegno più massiccio da ottobre 2016: quando, alla vigilia delle elezioni presidenziali, l’incertezza era massima. Come abbiamo riportato in questa sede, deflussi così marcati tendono ad essere seguiti storicamente da ritorni annualizzati ad (abbondante) doppia cifra percentuale. È una legge statistica a cui non si sfugge. L’aspetto intrigante, come segnalato nel Rapporto Giornaliero di ieri, è che questo marcato pessimismo, che evidentemente presenta maggiore rilevanza strategica rispetto ai noti sondaggi sul sentiment degli investitori; ha fornito un contributo forse determinante ai setup stagionali di questa fase dell’anno. È difficile manifestare un atteggiamento rinunciatario, se non proprio pessimista, in simili condizioni. Non crediamo che si vada verso una replica del 2017 ma, allo stato attuale, non si vede ragione…