Wall Street in festa su tutti i fronti, lunedì braccia conserte
News / 13 gennaio 2018

Dow Jones, bene JPMorgan Chase dopo la trimestrale. Nyse: Nordstrom, tornano i rumors sul delisting. Settore retail, Target e Kohl’s in denaro grazie ai brokers. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Chiusura d’ottava all’insegna dello shopping, e dei nuovi massimi storici per la piazza azionaria di Wall Street verso il lungo ponte festivo. Lunedì prossimo, 15 gennaio del 2018, infatti, il mercato azionario a stelle e strisce resterà chiuso per il Martin Luther King Day. Nel dettaglio, Wall Street è andata al weekend con il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,89% a 25.803,19 punti con a ruota il Nasdaq, +0,68% a 7.261,06 punti. Bene pure l’S&P 500 che, allo stesso modo sui nuovi massimi all time, è stato fotografato al close a 2.786,24 punti (+0,67%).  Dow Jones, bene JPMorgan Chase dopo la trimestrale Tra le Blue Chips, nel settore bancario, le azioni del colosso JPMorgan Chase & Co. (JPM) hanno strappato al close un rialzo dell’1,65% a $ 112,67 dopo aver pubblicato i dati relativi al quarto trimestre fiscale del 2017. Nel dettaglio, JPMorgan Chase & Co. ha archiviato il Q4 2017 con un utile per azione a $ 1,76 rispetto ai $…

Trump cancella viaggio a Londra: non gli piace l’ambasciata
News / 13 gennaio 2018

In 2 milioni hanno firmato per chiedere al governo May di ritirare l’invito ufficiale, il sindaco di Londra Sadiq Kahan ha minacciato di non incontrarlo e la Regina ha declassato l’incontro a visita “di lavoro” per non ospitarlo a Buckingham Palace. Continuano le difficoltà che il presidente Trump incontra in ambito internazionale. L’ultimo suo ostacolo è un viaggio a Londra che avrebbe dovuto fare e che invece, a quanto pare, non farà. Il motivo ufficiale Motivo ufficiale: l’edificio dell’ambasciata che avrebbe dovuto inaugurare non è di suo gradimento. O almeno è quello che ha twittato dal suo account, visto ormai come il vero ufficio stampa della Casa Bianca. Ma gli osservatori già avanzano l’ipotesi che il mancato incontro è stato dettato più che altro dalla paura delle forti contestazioni che avrebbe trovato una volta atterrato nel Regno Unito. Secondo quanto poi spiegato dallo stesso Trump, al presidente, ex immobiliarista, non sarebbe piaciuta la vendita del precedente edificio da lui giudicato uno dei più belli della città, vendita voluta, nemmeno a dirlo, dall’amministrazione Obama e per giunta per una somma irrisoria, e soprattutto il tycoon non avrebbe condiviso il trasloco dell’ambasciata in una zona meno prestigiosa. Errore di memoria per il…

Inciucio in Germania, ma a volare è Wall Street
News / 13 gennaio 2018

Ancora in auge i titoli della galassia Agnelli. Molto bene anche il settore bancario con l’eccezione di Mediobanca. Sul fondo Unipol ed UnipolSai. Nella integerrima Germania, dopo essersene dette di tutti colori in campagna elettorale, dopo aver preso entrambi una scoppola alle elezioni e dopo aver escluso qualsiasi riedizione della Grande Coalizione, ebbene dopo tutto questo cosa fanno i due partiti storici tedeschi… Un’altra Grosse Koalition! E Schulz ha pure la faccia tosta di esultare!!! Evidentemente dobbiamo riabilitare tutto il ceto politico italiano, anche quello degli ultimi vent’anni! Quasi quasi gli altri son messi peggio! Il fatto, poi, è che a “festeggiare” il nuovo Governo tedesco non è stata la Borsa di Francoforte (+0,3%), ma ancora una volta Wall Street, in questo momento il Dow Jones sta infatti guadagnando lo 0,8%. Perché? Semplicemente perché alla notizia dell’inciucio tedesco a volare è stato … l’euro (poveri noi!), ed il grande export della Germania ne pagherà le conseguenze. Piazza Affari ha messo a segno l’ottava seduta rialzista consecutiva, dall’inizio dell’anno è certamente l’indice di Borsa che ha avuto il maggior rialzo. Sul nostro Ftse Mib (+0,53%) anche oggi gli occhi erano tutti puntati verso la galassia Agnelli, ed i titoli del Lingotto,…

Disagio sociale in leggero calo a novembre
News / 13 gennaio 2018

Il Misery Index Confcommercio scende a quota 18,6, un decimo di punto in meno rispetto al mese precedente. Il Misery Index Confcommercio scende a quota 18,6, un decimo di punto in meno rispetto al mese precedente. La disoccupazione estesa cala a 13,6%, mentre i prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto aumentano dell’1,7%. La sostanziale stabilità registrata, a partire da giugno del 2017, dall’area del disagio sociale si inserisce in un contesto in cui, pur permanendo una tendenza al consolidamento della ripresa, sono presenti elementi di discontinuità che portano a guardare con una certa cautela alle prospettive per il 2018. Dinamiche più contenute potrebbero limitare le possibilità di una significativa riduzione dell’area del disagio sociale, in considerazione delle difficoltà, già evidenziate nell’ultimo anno, di incidere in misura significativa sulla disoccupazione. A novembre il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato all’11,0%, valore lievemente inferiore rispetto a quanto registrato il mese precedente. Il dato riflette un miglioramento sia sul versante degli occupati, che dei disoccupati. Il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito di 18mila unità su base mensile e di 243mila unità rispetto a dodici mesi prima. Nello stesso mese il numero di occupati è aumentato…

Unicredit allunga: gli analisti vedono ancora spazio al rialzo
News / 13 gennaio 2018

Il titolo guadagna terreno per la quinta seduta consecutiva, all’indomani dell’emissione del primo bond senior non preferred. Banche d’affari tutte bullish su Unicredit. La seduta odierna continua ad essere vissuta in rialzo da Unicredit che sta progressivamente allungando il passo, approfittando della buona intonazione generale del mercato e del settore bancario in particolare. Quinta seduta al rialzo per Unicredit Dopo aver chiuso la giornata di ieri con un progresso di quasi due punti percentuali, il titolo si spinge ancora in avanti, salendo per la quinta sessione consecutiva. Unicredit, mostra una maggiore forza relativa rispetto all’indice Ftse Mib, viene fotografato negli ultimi minuti a 17,5 euro, con un rialzo dell’1,1% e oltre 12 milioni di azioni trattate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 15 milioni di pezzi. Emesso ieri bond senior non preferred a 5 anni Prosegue così il buon momento in Borsa di Unicredit che da inizio anno ha messo a segno un rialzo di oltre il 12% fino ad oggi. Il titolo sale oggi dopo che il gruppo ha emesso e prezzato ieri sotto la pari, a 99,651, un bond senior non-preferred a 5 anni, per un importo complessivo di 1,5 miliardi di euro…

Wall Street incerta prima del week-end. Focus su stagione utili
News / 13 gennaio 2018

Dal fronte macro sono arrivate indicazioni sostanzialmente in linea con le stime ad eccezione dell’inflazione “core”. Sotto la lente i bancari dopo i conti. L’ultima seduta della settimana dovrebbe partire in maniera contrastata per la piazza azionaria americana che, dopo i recenti rialzi, sembra intenzionata a cedere il passo ad alcune prese di profitto, almeno con riferimento all’high-tech. Il future sull’S&P500 viaggia in rialzo dello 0,13%, mentre quello sul Nasdaq100 scende dello 0,11%. Il mercato si è indebolito dopo la diffusione dei primi due dati macro di oggi che hanno visto le vendite al dettaglio registrare a dicembre una variazione positiva dello 0,4%, in frenata rispetto alla rilevazione precedente rivista verso l’alto da +0,8% a +0,9%. L’indicazione odierna si è rivelata in linea con le stime. Al netto della componente auto si è avuto un progresso dello 0,4%, in frenata rispetto all’1% di novembre e poco sotto le stime che parlavano di un rialzo dello 0,5%.  Non ha sorpreso l’inflazione che a dicembre ha evidenziato un rialzo dello 0,1%, in frenata rispetto allo 0,4% precedente e sotto le previsioni degli analisti che puntavano ad un rialzo dello 0,2%. Diverso il discorso per la versione “core”, depurata cioè delle componenti più…

zuckerberg facebook media amici 
News / 13 gennaio 2018

Facebook ha introdotto cambiamenti radicali all’algoritmo che ci fa visualizzare i contenuti in bacheca. In un post pubblicato nella tarda serata di giovedì 11, Mark Zuckerberg ha annunciato che ridarà centralità ai contenuti pubblicati dagli amici e dai parenti togliendo invece spazio ai contenuti pubblicati dai siti di informazione, blog, e quelli delle fanpage dei prodotti. Si tratta di fatto del cambiamento più importante fatto da Facebook al proprio news feed negli ultimi anni. Il secondo annunciato da Zuckerberg in pochi giorni, dopo quello sulla necessità di decentralizzare il social.  Nelle prossime settimane, gli utenti inizieranno a vedere meno video e articoli di notizie condivisi dalle fanpage delle testate giornalistiche. Al contrario, Facebook evidenzierà i post degli amici con cui abbiamo interagito di più, o quelli più commentati e apprezzati dalle persone che conosciamo. “Vogliamo assicurarci che i nostri prodotti non siano solo divertenti, ma che siano utili alle persone”, ha affermato Zuckerberg nel suo post. “Abbiamo bisogno di riorientare il sistema”. “Nel 2018 vogliamo assicurarsi che il tempo che trascorriamo tutti su Facebook sia tempo ben speso”, ha scritto Zuckerberg nel suo post. “Abbiamo creato Facebook per aiutare le persone a rimanere in contatto tra di loro. Ecco perchè abbiamo sempre messo gli amici e la famiglia al…

rinnovabili cina smog inquinamento
News / 13 gennaio 2018

Sarà la Cina a dominare il mercato delle tecnologie rinnovabili nei prossimi decenni, mentre gli Usa arretrano. È quanto emerge dal rapporto stilato dall’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA). Nel processo di conversione globale verso le tecnologie verdi, scrive il Guardian, la Cina è in corsa per la leadership grazie a massici investimenti in un settore ritenuto strategico, a partire dal mercato dei veicoli elettrici verso cui Pechino nutre uno spiccato interesse. Uno degli obiettivi già fissati è arrivare a un quinto del totale delle vendite composto da auto elettriche o da veicoli ibridi entro il 2025. Non solo: entro il 2020 le autorità provinciali contano di vedere duecentomila veicoli alimentati a fonti di energia pulita sulle strade della città. In questo quadro si inserisce la recente sospensione di 553 modelli di auto inquinanti, non solo cinesi ma anche stranieri in joint venture. Sì, i cieli di Pechino sono più puliti, ma non è vittoria piena Non mancano le contraddizioni: la Cina resta il maggiore emettitore di gas serra e continua a investire nella costruzione di impianti a carbone (progetti in ultimazione partiti quando il consumo energetico cresceva rapidamente) o di centrali elettriche alimentate dal carbone, che è responsabile di circa il 50-60%…