Trump cancella viaggio a Londra: non gli piace l’ambasciata

13 gennaio 2018

In 2 milioni hanno firmato per chiedere al governo May di ritirare l’invito ufficiale, il sindaco di Londra Sadiq Kahan ha minacciato di non incontrarlo e la Regina ha declassato l’incontro a visita “di lavoro” per non ospitarlo a Buckingham Palace.

Continuano le difficoltà che il presidente Trump incontra in ambito internazionale. L’ultimo suo ostacolo è un viaggio a Londra che avrebbe dovuto fare e che invece, a quanto pare, non farà.

Il motivo ufficiale

Motivo ufficiale: l’edificio dell’ambasciata che avrebbe dovuto inaugurare non è di suo gradimento. O almeno è quello che ha twittato dal suo account, visto ormai come il vero ufficio stampa della Casa Bianca. Ma gli osservatori già avanzano l’ipotesi che il mancato incontro è stato dettato più che altro dalla paura delle forti contestazioni che avrebbe trovato una volta atterrato nel Regno Unito. Secondo quanto poi spiegato dallo stesso Trump, al presidente, ex immobiliarista, non sarebbe piaciuta la vendita del precedente edificio da lui giudicato uno dei più belli della città, vendita voluta, nemmeno a dirlo, dall’amministrazione Obama e per giunta per una somma irrisoria, e soprattutto il tycoon non avrebbe condiviso il trasloco dell’ambasciata in una zona meno prestigiosa. Errore di memoria per il settantenne presidente che ha erroneamente attribuito ad Obama un annuncio che, invece, arrivò nel 2008 sotto la presidenza di George W. Bush. Non solo, ma l’immobile, nel cuore del Mayfair, è stato venduto ad alcuni emiri del Qatar.

Anche la Regina contro Trump

Infine, fanno notare gli architetti della capitale britannica, la zona in cui l’ambasciata Usa si trova attualmente non è periferica, come insinuato da Trump, bensì al centro di un polo in piena espansione. Più verosimile, invece, la versione ufficiosa che vede Trump evitare di sbarcare a Londra per perché “persona no gradita”. E su più fronti: prima di tutto dai londinesi stessi che in oltre 2 milioni hanno firmato per chiedere al governo May di ritirare l’invito ufficiale. Poi dallo stesso sindaco della città di Londra Sadiq Kahan, musulmano di origini pakistane, non certo favorevole alle politiche di Trump sull’immigrazione (arrivando addirittura a minacciare di non incontrarlo) ma anche dal parlamento di Westminster che ha dimostrato fortissime difficoltà nell’accettare una visita che la stessa Regina Elisabetta II ha volontariamente declassato da visita “di stato” a visita “di lavoro”. Il motivo? Non doverlo ospitare a Buckingham Palace. 

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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