Piazza Affari ha corso davvero tanto: è l’ora di un pit-stop?
News / 15 gennaio 2018

Il Ftse Mib ha archiviato un’altra ottava tutta in salita, ma ora il margine di upside potrebbe ridursi nel breve. Cosa seguire nella prima seduta della prossima settimana. A differenza di quanto accaduto nella sessione precedente, venerdì scorso le Borse europee sono riuscite a muoversi tutte nella stessa direzione, chiudendo gli scambi in progresso. Il Ftse100 è salito dello 0,2%, preceduto dal Dax30 e dal Cac40 che si sono apprezzati rispettivamente dello 0,32% e dello 0,52%. Un’altra settimana tutta in salita per il Ftse Mib La migliore performance ancora una volta è stata messa a segno da Piazza Affari che da alcune giornate sta mostrando una maggiore forza relativa rispetto alle altre Borse europee. Il Ftse Mib venerdì scorso si è fermato a 23.429 punti, con un vantaggio dello 0,53%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 22.474 e un minimo a 23.343 punti.  In luce verde anche il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha messo a segno un rialzo del 2,93% rispetto al close del venerdì precedente, con una striscia positiva di ben otto sedute consecutive in salita.  Prossimo target in area 24.000? Il Ftse Mib in avvio di settimana ha allungato…

Eindhoven Bosco Verticale low cost
News / 15 gennaio 2018

Nasce a Eindhoven un nuovo “Bosco Verticale” ma questa volta il progetto dell’abitazione ‘verde’ firmato dall’archistar italiana Stefano Boeri si trasforma in una casa popolare destinata soprattutto alle giovani coppie. Proprio così: dopo gli appartamenti boscosi e dal prezzo stellare di Milano – Porta Nuova, e i progetti di Nanjin, Utrecht, Losanna e Parigi, Boeri è al lavoro per la realizzazione della Trudo Vertical Forest: il primo Bosco Verticale destinato al social housing e dunque rivolto a un’utenza popolare. “Il grattacielo di Eindhoven è una grande vittoria perché conferma che il modello può essere realizzato anche a costi contenuti e destinato a fasce di reddito più basse”, spiega all’Agi Boeri. Per l’architetto, in particolare, il progetto di Eindhoven è la conferma della “possibilità di unire le grandi sfide del cambiamento climatico con quelle del disagio abitativo”. La forestazione “non solo estetica ma necessità” Ad oggi lo studio di Boeri conta una ventina di “Boschi verticali” in tutto il mondo, da San Paolo in Brasile fino alla Cina dove l’archistar sta progettando una vera e propria città-bosco low cost.  “Alcuni progetti sono in cantiere, altri sono stati realizzati, altri ancora sono in fase di progettazione”. Ma la vera sfida – che Boeri…

La ripresa già rallenta? Uno studio dice quanto ci vorrà per recuperare la ricchezza pre-crisi
News / 15 gennaio 2018

Il peggio è ormai passato, ma la ripresa economica che si è consolidata nel 2017 (+ 1,5 per cento circa) rischia di affievolirsi già a partire da quest’anno. Secondo l’Ufficio studi della Cgia, gli ultimi dati di previsione elaborati dalla Commissione europea per il 2018 sono molto indicativi: il nostro Pil reale è destinato ad aumentare dell’1,3%. Tra tutti i 27 paesi Ue monitorati, nessuno conseguirà una crescita più contenuta della nostra. La Grecia, ad esempio, che solitamente è il fanalino di coda europeo, quest’anno aumenterà la propria ricchezza del 2,5%, mentre la Francia segnerà il +1,7, la Germania il +2,1 e la Spagna il +2,5%. I numeri Francia +1,7% Germania + 2,1% Spagna +2,5% Grecia +2,5% Italia +1,3%  E anche i consumi delle nostre famiglie (+1,1%) e quelli della Pubblica amministrazione (+0,3) registreranno le variazioni di aumento tra le più striminzite in tutta l’Ue. Un risultato “molto preoccupante” per la Cgia, visto che la somma dei valori economici di queste due componenti costituisce l’80% circa del nostro reddito nazionale totale. In materia di tasse, invece, sono previste delle novità positive. “Al netto di eventuali manovre correttive e degli effetti economici del cosiddetto bonus Renzi – sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi…

Quando l’energia da sole e vento costerà meno che da petrolio e  carbone?
News / 15 gennaio 2018

Dal 2010 il costo di generazione elettrica dall’eolico onshore è sceso di circa il 23% e quello del solare fotovoltaico del 73%. È quanto emerge dal rapporto ‘Renewable Power Generation Costs in 2017 dell’Irena (International Renewable Energy Association) secondo cui i costi del solare dovrebbero scendere ulteriormente entro il 2020. In tal senso, i progetti eolici e solari più avanzati potrebbero fornire elettricità, entro il 2019, a un prezzo pari o addirittura inferiore (nei due anni successivi) a 3 centesimi di dollaro per kwh. Un costo questo che sarebbe inferiore a quello con cui si produce oggi energia dalle fonti fossili (5-17 centesimi di dollaro per kWh). Dai dati provenienti dai progetti e dalle aste, sempre entro il 2020, tutte le tecnologie per la produzione di energie rinnovabili attualmente commercializzate concorreranno, e persino batteranno sul prezzo, i combustibili fossili, con una produzione compresa tra i 3 e i 10 centesimi di dollaro/kWh. L’energia eolica è già disponibile al prezzo di qualsiasi altra fonte: i costi medi ponderati globali negli ultimi 12 mesi ammontano a 6 centesimi di dollaro (-23% dal 2010) e l’energia eolica è oggi disponibile anche a 4 centesimi per kWh. Per il solare siamo invece nell’ordine di 10 cent.  Leggi anche: E se installassimo pannelli solari su tutti i tetti di Roma? E del mondo? Un…