Petroliferi in netto calo nel finale
Finanza/Economia / 3 febbraio 2018

Petroliferi in netto calo nel finale dopo un buon inizio di seduta. Petroliferi in netto calo nel finale dopo un buon inizio di seduta. I titoli del comparto sono stati penalizzati dalla brusca correzione pomeridiana del petrolio: il future aprile sul Brent è passato dai circa 70 $/barile della mattinata a circa 68, il contratto marzo sul WTI da 66,30 $/barile a 64,50. In rosso Tenaris (-3%), Saipem (-2%), Eni (-1,5%). (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Oro: fixing LBMA a 1331,15 dollari
Finanza/Economia / 3 febbraio 2018

Il fixing LBMA dell’oro è stato posto a Londra nel pomeriggio a 1331,15 dollari l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1345,00 dollari. Il fixing LBMA dell’oro è stato posto a Londra nel pomeriggio a 1331,15 dollari l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1345,00 dollari. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

La sfida tra oro e Dow Jones
Finanza/Economia / 3 febbraio 2018

L’eterna sfida fra ricchezza tangibile e ricchezza finanziaria si arricchisce di un nuovo capitolo. L’eterna sfida fra ricchezza tangibile e ricchezza finanziaria si arricchisce di un nuovo capitolo. Nelle ultime sedute, infatti, il rapporto fra il Dow Jones e l’oro ha raggiunto il livello più alto da agosto 2007. Occorrono quasi 20 once del metallo giallo per “comprare” un indice Dow Jones. Ad inizio decennio bastavano 6 once d’oro per staccare il biglietto che consentiva di partecipare al secondo bull market più profondo e prolungato degli ultimi novant’anni. Venti once d’oro: è sottovalutato il metallo giallo o è sopravvalutato il mercato azionario? Meglio l’economia cartacea o quella reale? Naturalmente ognuno di noi ha un’opinione della faccenda. Non potendo disporre di una misura univoca e incontrovertibile su ciò che oggettivamente è il “valore”, tocca procedere per approssimazioni. Il Dow/Gold ratio (DGR) è la perfetta rappresentazione di questo confronto fra forme di investimento. L’aspetto intrigante è che esso segue una sequenza ciclica armoniosa, in essere dall’inizio del secolo scorso: Dal minimo del 1903 al massimo del 1928 passano 25 anni; Dal 1928 al 1941 il DGR corregge per 13 anni; Dal 1941 il DGR sale fino al 1967: 26 anni; Dal 1967,…

Ftse Mib ancora in bilico
Finanza/Economia / 3 febbraio 2018

Se quindi dobbiamo mantenere cautela nei riguardi dell’indice, essa deve raddoppiare parlando di titoli come Banca Santander. Si possono nutrire dubbi su molte cose occupandosi di mercati azionari, ma non sul fatto che il future sul nostro indice Ftse Mib 40 sia alle prese con delle resistenze fortissime, addirittura “storiche”. Ed ecco che allora il comportamento “interlocutorio” di queste settimane non risulta stupefacente: siamo arrivati a livelli mai superati da dieci anni a questa parte in un unico, ininterrotto movimento (Figura 1). Figura 1. Future FtseMib40 – grafico settimanale Ad aggiungere carne al fuoco alle criticità già evidenti di questo periodo c’ è infatti anche il modo in cui i prezzi sono saliti, o meglio la forma. Partendo dal minimo di 14.990 punti del giugno 2016, questo movimento ha ancora le caratteristiche del rimbalzo, piuttosto che del rialzo (Figura 2), almeno secondo la teoria di Elliott. Figura 2. Future FtseMib40 – grafico settimanale Si direbbe dunque che il rimbalzo sia arrivato sulle resistenze. Se quindi dobbiamo mantenere cautela nei riguardi dell’indice, essa deve raddoppiare parlando di titoli come Banca Santander. Mentre infatti i suoi massimi di area 6,14 – 6,15 hanno tenuto, essendo stati toccati ma non superati, una debolezza…

Dax, prezzi su interessanti supporti di breve periodo
Finanza/Economia / 3 febbraio 2018

Fissiamo obiettivi di rimbalzo a 12900 e 12935/40 (il principale). I supporti sono disposti adesso a 12805 e 12720/725. Fissiamo obiettivi di rimbalzo a 12900 e 12935/40 (il principale). I supporti sono disposti adesso a 12805 e 12720/725. Accumuliamo posizioni long a mercato ed in caso di arretramenti fino a 12755 [quota mentre scriviamo 12814.50]. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 12720. Sul primo target alleggeriremo l’esposizione. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Wall Street al tappeto con Apple e petroliferi, panico cripto!
News / 3 febbraio 2018

Dow Jones, Exxon Mobil e Chevron in caduta dopo la trimestrale. Apple scivola sulle proiezioni Q2 2018. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azonaria di Wall Street. Chiusura d’ottava in forte ribasso per la piazza azionaria di Wall Street che ha mal digerito le trimestrali pubblicate da numerose società quotate. A pagare dazio più di tutti è stato il Dow Jones che va al weekend con uno storno del 2,54% a 25.520,96 punti. Male pure l’S&P 500, -2,12% a 2.762,13 punti, ed il Nasdaq, -1,96% a 7.240,95 punti.  A penalizzare l’andamento dell’azionario è stato anche l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato americani, così come nel settore delle criptovalute, in linea con il trend della vigilia, è proseguito anche oggi il crollo dei prezzi delle monete virtuali. Dow Jones, Exxon Mobil e Chevron in caduta dopo la trimestrale Tra le Blue Chips, nel settore petrolifero, le azioni del colosso Exxon Mobil Corporation (XOM) hanno lasciato sul parterre il 5,49% a $ 84,18 dopo che la società ha riportato, nel quarto trimestre fiscale del 2017, un utile per azione a $ 0,88 rispetto ai $ 1,06 per azione pronosticati in media dagli analisti di Wall Street. Semaforo rosso pure…

Piazza Affari: una mezza sberla dai venditori. Un calo salutare?
News / 3 febbraio 2018

Il Ftse Mib non ha trovato alcun sostegno nei buoni dati macro Usa, appesantito nel pomeriggio anche dai petroliferi. Si difendono meglio i bancari, bene Ferrari. Dopo due sedute consecutive archiviate con un frazionale segno più, a Piazza Affari arriva una brusca frenata che porta ad archiviare l’ultima seduta della settimana con un ribasso non di poco conto, se si pensa che l’ultimo della stessa entità risale al 13 dicembre scorso. L’indice Ftse Mib ha provato nelle battute iniziali a mantenersi a galla, salvo poi imboccare la via delle vendite, per nulla aiutato dai segnali negativi arrivate da Wall Street, dove i tre indici principali proseguono la sessione con un rosso di oltre un punto percentuale. I mercati hanno ignorato le buone notizie arrivate dal fronte macro Usa, con i non farm pay rolls saliti oltre le attese a gennaio, a fronte di un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%, come da previsioni. Bene anche la fiducia Michigan che nella versione finale di gennaio è stata rivisitata verso l’alto, superando le stime degli analisti. I venditori però non hanno mollato la presa e così a Piazza Affari il Ftse Mib si è fermato a 23.202,66 punti, in ribasso dell’1,44%, a…

Il braccialetto di Amazon fa paura, ma non quanto i suoi conti
News / 3 febbraio 2018

Mentre in Italia infuria la polemica sui braccialetti da mettere addosso ai lavoratori, Amazon mette a segno un’altra trimestrale record e raccoglie una sfilza di nuovi upgrade da parte degli analisti. Amazon protagonista (in negativo) in Italia, dove infiamma sulle prime pagine di tutti i giornali la polemica sui braccialetti elettronici che vorrebbe mettere addosso ai lavoratori. Ma protagonista per tutt’altra ragione anche a Wall Street, dove il titolo del colosso dell’e-commerce sta volando oggi con un rialzo di quasi il 6% grazie a una valanga di nuovi upgrade arrivati nelle ultime 24 ore praticamente tutte le grandi banche d’affari. I conti di Amazon Una pioggia di aggiornamenti al rialzo dei target price che arriva all’indomani della pubblicazione dei conti trimestrali, che hanno ancora mostrato che continua inarrestabile la crescita onnivora della società di Bezos, che sta allargando con sempre maggiore pervasività l’area dei suoi business.  Negli ultimi tre mesi dell’anno – grazie anche alla integrazione nei bilanci delle vendite di Whole Foods Market, la catena di supermercati acquisita lo scorso agosto – Amazon ha visto gonfiarsi il suo giro d’affari a 60,5 miliardi di dollari: un balzo del 38% rispetto a un anno fa che consente di superare anche la stima di 59,83 miliardi pronosticata dagli analisti….

Ferrari può salire ancora tanto: analisti bullish dopo i conti
News / 3 febbraio 2018

Il titolo resiste alle vendite e si muove poco sopra la parità dopo aver avvicinato il massimo storico di novembre scorso. Le banche d’affari apprezzano i conti del gruppo e invitano allo shopping. Anche in quest’ultima seduta della settimana a Piazza Affari si continua a parlare di Ferrari che già ieri ha vissuto una giornata da protagonista, mettendo a segno un rally di circa sette punti e mezzo percentuali. Quest’oggi il titolo, complice anche la negativa intonazione del mercato, ha imboccato inizialmente la via del ribasso, prestando il fianco ad alcune prese di beneficio che lo hanno portato a toccare un minimo intraday a 101,5 euro. Da questo livello si è avuto un deciso recupero tanto che Ferrari ha azzerato le perdite iniziali, passando in seguito in territorio positivo e raggiungendo un massimo a 105 euro. Il ripiegamento partito da tale soglia vede ora il titolo a 103,45 euro, con un fraizonale rialzo dello 0,24%. Sostenuti i volumi di scambio che dimostrano un notevole interesse per il titolo, visto che fino ad ora sono transitate sul mercato oltre 1,2 milioni di azioni, più del doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi. I risultati del quarto trimestre del 2017 Ferrari…