Piazza Affari: una mezza sberla dai venditori. Un calo salutare?

3 febbraio 2018

Il Ftse Mib non ha trovato alcun sostegno nei buoni dati macro Usa, appesantito nel pomeriggio anche dai petroliferi. Si difendono meglio i bancari, bene Ferrari.

Dopo due sedute consecutive archiviate con un frazionale segno più, a Piazza Affari arriva una brusca frenata che porta ad archiviare l’ultima seduta della settimana con un ribasso non di poco conto, se si pensa che l’ultimo della stessa entità risale al 13 dicembre scorso.

L’indice Ftse Mib ha provato nelle battute iniziali a mantenersi a galla, salvo poi imboccare la via delle vendite, per nulla aiutato dai segnali negativi arrivate da Wall Street, dove i tre indici principali proseguono la sessione con un rosso di oltre un punto percentuale.

I mercati hanno ignorato le buone notizie arrivate dal fronte macro Usa, con i non farm pay rolls saliti oltre le attese a gennaio, a fronte di un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%, come da previsioni. Bene anche la fiducia Michigan che nella versione finale di gennaio è stata rivisitata verso l’alto, superando le stime degli analisti.
I venditori però non hanno mollato la presa e così a Piazza Affari il Ftse Mib si è fermato a 23.202,66 punti, in ribasso dell’1,44%, a poca distanza dai minimi di giornata a 23.184 punti. 

Solo tre le blue chips che hanno evitato il segno meno e si tratta di Mediobanca che ha guadagnato lo 0,59% dopo che la BCE ha dato il via libera all’utilizzo a partire da aprile dei modelli Airb, ossia dei sistemi interni di risk management.

In positivo anche Ferrari che è salito dello 0,58% dopo il poderoso rally di ieri, sfruttando ancora l’effetto positivo dei conti del 2017, apprezzati da diverse banche d’affari che hanno migliorato la valutazione del titolo, mantenendo nel complesso una view bullish.

Tra i bancari si sono mantenuti sui valori del close di ieri Bper Banca e Banco BPM, mentre Intesa Sanpaolo e Ubi Banca sono scesi dello 0.73% e dello 0,94%, lasciando più indietro Unicredit con un rosso dell’1,12%.

La flessione pomeridiana dei prezzi del petrolio si è fatta sentire sui titoli del settore oil con Tenaris in arretramento di oltre il 3%, seguito da Saipem ed ENI che sono scesi rispettivamente del 2,03% e dell’1,66%.

Pesante STM che con una flessione del 2,99% ha pagato pegno al deludente outlook diffuso ieri da Apple, mentre ha contenuto le perdite a poco più di un punto percentuale Telecom Italia, sostenuto in parte dalla conferma positiva di Mediobanca, i cui analisti credono che il titolo sia quello con il maggiore potenziale di rialzo nel settore Tmt.

In questo comparto, sempre a detta di Mediobanca è interessante Mediaset, coperto con una raccomandazione “outperform” e un target price alzato da 3,76 a 4 euro. Questo però non è bastato al titolo per evitare una chiusura in rosso di quasi due punti percentuali.

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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