ENI scende ancora. Ignorata la conferma bullish di un broker
Finanza/Economia / 6 febbraio 2018

Il titolo ha ceduto terreno, complice anche l’arretramento dei prezzi del petrolio. Gli analisti però continuano a puntare su ENI. Anche la seduta odierna si è conclusa in calo per ENI che, dopo aver ceduto oltre un punto e mezzo percentuale venerdì scorso, ha continuato a perdere terreno oggi. Il titolo si è fermato a 14,154 euro, con un calo dell’1,35% e quasi 17 milioni di azioni scambiate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi 3 mesi pari a circa 12 milioni di pezzi. ENI oggi ha pagato pegno non solo alla negativa impostazione di Piazza Affari, ma anche al netto arretramento del petrolio che continua a scivolare verso il basso, scendendo al di sotto dei 64 dollari al barile. Il titolo non ha beneficiato in alcun modo della conferma bullish di Kepler Cheuvreux che ha ribadito la raccomandazione “buy”, con un prezzo obiettivo a 16 euro. In vista dei conti del 2017 che saranno diffusi da ENI il prossimo 16 febbraio, il broker ritiene che l’attenzione andrà rivolta alla guidance sulla produzione e sulle spese per investimenti nel 2018.  fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Nordea AM: cambio di regime per i mercati finanziari?
Finanza/Economia / 6 febbraio 2018

Di seguito la nota di analisi di Witold Bahrke, senior macro strategist di Nordea Asset Management, sull’attuale situazione del mercato. Di seguito la nota di analisi di* Witold Bahrke, senior macro strategist di *Nordea Asset Management, sull’attuale situazione del mercato. Il prezzo dei Treasuries statunitensi, “la madre di tutti gli asset”, è spesso considerato il punto di riferimento più importante all’interno del sistema finanziario globale, in quanto fonte di informazioni su mercati ed economia. Per questo, i movimenti che hanno interessato i titoli a 10 e 2 anni sono forti catalizzatori di attenzione. Recentemente, infatti, il decennale Usa ha toccato il suo massimo dal 2014, mentre il rendimento del biennale è salito al livello più alto dal 2008 e ora gli investitori si chiedono se questi moti non segnino la fine del bull market obbligazionario o, addirittura, indichino un vero e proprio crollo. L’inversione del trend seguito dai tassi di interesse per oltre un decennio potrebbe di fatto significare un cambio di regime sia per i mercati sia per l’economia, entrambi, a parere di alcuni, troppo dipendenti dalla dinamica ribassista dei tassi. Per comprendere il recente rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato core, esaminiamo quindi i fattori che ne…

Banca Patrimoni Sella e Schroders Italy Sim completano l’alleanza
Finanza/Economia / 6 febbraio 2018

Banca Patrimoni Sella & C. Banca Patrimoni Sella & C. e Schroders Italy SIM *hanno perfezionato, oggi, l’accordo di alleanza strategica nel Wealth Management in Italia annunciato lo scorso 22 settembre 2017. In base alla struttura dell’intesa, che ha ricevuto l’approvazione regolamentare da parte dell’organismo di vigilanza preposto, il *ramo di Wealth Management di Schroders in Italia vieneconferito in Banca Patrimoni Sella & C., *in cambio di una partecipazione azionaria *in quest’ultima. La partnership – che vede protagoniste due realtà che condividono approcci molto simili, grazie allaforte tradizione di proprietà familiare da sempre focalizzata sul servizio al cliente e sulla visione dilungo termine – consentirà a Banca Patrimoni Sella & C. e Schroders di partecipare ad un mercatoin fase di consolidamento, offrendo ai propri clienti High-Net Worth in Italia ed italiani a Londra, inSvizzera e in Asia evoluti servizi d’investimento nazionali ed internazionali, una piattaformatecnologica all’avanguardia ed un’ampia gamma di servizi bancari. Banca Patrimoni Sella & C. è guidata da Federico Sella, CEO e Direttore Generale, e da Maurizio Sella, Presidente del Consiglio di Amministrazione. In virtù della partnership, inoltre, Giuseppe Marsi – in precedenza Country Head di Schroders Wealth Management in Italia – entrerà nel Gruppo Banca Sella come…

Draghi: espansione economia significativa ma Bce prudente su inflazione
Finanza/Economia / 6 febbraio 2018

La politica monetaria della Bce evolverà in base ai dati macroeconomici: è cresciuta la fiducia che l’inflazione possa avvicinarsi al target del 2% ma non è ancora possibile dichiarare vittoria. La politica monetaria della Bce evolverà in base ai dati macroeconomici: è cresciuta la fiducia che l’inflazione possa avvicinarsi al target del 2% ma non è ancora possibile dichiarare vittoria. Il numero uno della Bce, Mario Draghi, in un discorso al Parlamento Europeo, ha puntualizzato che la politica monetaria ha rafforzato la solidità del comparto bancario, sebbene non sia ancora risolta la questione dei Npl, e che i tassi resteranno comunque sui livelli attuali per lungo tempo, ben oltre l’orizzonte del QE. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dollaro in deciso recupero su euro e sterlina
Finanza/Economia / 6 febbraio 2018

Reazione decisa del dollaro sui mercati internazionali: dopo le ultime sedute di debolezza in queste ore il Dollar Index, che confronta la moneta di Washington con le maggiori valute internazionali, segna un rialzo dello 0,36% a quota 89,51. Reazione decisa del dollaro sui mercati internazionali: dopo le ultime sedute di debolezza in queste ore il Dollar Index, che confronta la moneta di Washington con le maggiori valute internazionali, segna un rialzo dello 0,36% a quota 89,51. Il riapprezzamento del dollaro si inserisce con coerenza in un contesto nel quale sempre più operatori puntano su un’accelerazione della stretta monetaria della Fed statunitense dopo i dati sul mondo del lavoro di di venerdì scorso decisamente superiori alle attese e i toni aggressivi usati dalla stessa Fed nel suo ultimo meeting. L’euro *cede così in queste ore lo 0,34% sul *dollaro, che a sua volta guadagna anche lo 0,68% sulla sterlina. Appare invece in leggero ribasso il cambio *USD/JPY *con lo yen che guadagna uno 0,03% sul biglietto verde, ma solo dopo che venerdì scorso questo rapporto ha toccato a quota 110,468 livelli che non si vedevano dal 23 gennaio scorso. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Future e.mini S&P500, atteso un ampliamento della debolezza
Finanza/Economia / 6 febbraio 2018

Stop in chiusura su grafico a 30 minuti superiore a 2780. Il future e.mini S&P500 scad. 03/18 evidenzia una volatilità in netto aumento, per cui i più vicini riferimenti tecnici di rilievo per oggi si trovano non prima di 2750 e 2777/80 (resistenze) oltre che a 2723/25 (primo target) e 2710 (target principale). Accumuliamo posizioni short a mercato [quota mentre scriviamo 2742.50] ed in caso di recuperi fino a 2770. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti superiore a 2780.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

È arrivato il consolidamento: contenti?
Finanza/Economia / 6 febbraio 2018

Settimana borsistica all’insegna del mean reverting: 22 dei primi 25 indici al mondo per capitalizzazione correggono i progressi messi a segno da inizio anno. Settimana borsistica all’insegna del mean reverting: 22 dei primi 25 indici al mondo per capitalizzazione correggono i progressi messi a segno da inizio anno. Nel complesso i mercati azionari sacrificano 1800 miliardi di capitalizzazione, tornando mediamente ai livelli del 12 gennaio, e conservando un progresso del 3.2% da inizio anno. Il catalizzatore delle vendite è stato il diffuso timore di una ripresa dell’inflazione, che però era nelle previsioni di inizio anno. Comprensibilmente, una risalita strutturale dei prezzi al consumo spezzerebbe la correlazione diretta fra indici azionari e rendimenti obbligazionari, in essere da quasi vent’anni. Sullo sfondo, alcuni elementi bearish affacciatisi di recente: dal “Bull&Bear Indicator” di BoA Merrill Lynch agli afflussi record che hanno raggiunto fondi ed ETF azionari; dalla crescita anomala delle società del NYSE su nuovi minimi annuali, alla fiammata della volatilità. Conseguentemente, la domanda che tutti si pongono è: il ribasso della passata settimana è soltanto l’assaggio, o siamo in presenza della sospirata opportunità di ingresso a sconto, tanto auspicata da chi è rimasto finora a guardare? Naturalmente il ripiegamento degli ultimi giorni…

Wall Street nella tempesta perfetta, che crollo e che caos!
News / 6 febbraio 2018

Nyse, Bristol-Myers Squibb in rosso dopo la trimestrale. Nasdaq, Broadcom Limited alza la posta per acquisire Qualcomm. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Dopo la caduta di venerdì scorso, nella sessione odierna di scambi la piazza azionaria di Wall Street è stata di nuovo bersagliata dalla vendite. La chiusura è stata caratterizzata da perdite rilevanti per gli indici principali a partire dal Dow Jones che perso il 4,60% a 24.345,75 punti con a ruota l’S&P 500, -4,10% a 2.648,94 punti.  Profondo rosso pure per l’indice azionario dei titoli tecnologici, il Nasdaq, che ha lasciato sul parterre il 3,78% 6.967,53 punti. Nell’intraday, verso le 15 ora americana, il Dow Jones era arrivato a perdere oggi oltre 1.500 punti indice, ovverosia oltre il 6%. Nyse, Bristol-Myers Squibb in rosso dopo la trimestrale Al New York Stock Exchange, nel settore farmaceutico, le azioni della Bristol-Myers Squibb Company (BMY) oggi, lunedì 5 febbraio del 2018, hanno lasciato sul parterre il 3,97% a $ 60,96 dopo la pubblicazione dei dati relativi al quarto trimestre fiscale del 2017. Nel dettaglio, Bristol-Myers Squibb ha archiviato il Q4 2017 con un utile per azione a $ 0,68 rispetto ai $ 0,67 per…

Piazza Affari: attenti ai rimbalzi, la discesa non è finita!
News / 6 febbraio 2018

Il Ftse Mib ha violato anche la soglia dei 23.000 punti, esponendo sempre più il fianco al rischio di ulteriori flessioni. I market movers di domani. Non accenna a fermarsi l’ondata ribassista che sta investendo le Borse europee, anche oggi alle prese con nuove vendite. Si sono mossi sostanzialmente di pari passo il Ftse100 e il Cac40, in calo rispettivamente dell’1,46% e dell’1,48%, seguiti dal Dax30 che si è difeso meglio con una flessione più contenuta dello 0,76%. A pagare il conto più salato è stata Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 22.821 punti, in ribasso dell’1,64%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo  23.104 e un minimo a 22.817 punti. L’indice ha avviato gli scambi già in calo e dopo aver violato la soglia dei 23.000 punti è sceso a mettere sotto pressione anche l’area dei 22.800, riportandosi su valori di prezzi che si era lasciato alle spalle nella seduta dell’8 gennaio scorso. Il Ftse Mib resta sotto pressione: i prossimi step al ribasso L’assenza di una reazione da parte del Ftse Mib dopo i cali delle ultime sedute lascia pensare che la spinta ribassista non sia ancora esaurita. Certo non sarà da escludere un…

Diritti calcio Lega e Serie A: Sky battuta (per ora) da Mediapro
News / 6 febbraio 2018

Gli spagnoli di Mediapro si aggiudicano i diritti tv della Lega di Serie A ma la guerra non è ancora finita. Gli spagnoli di Mediapro si aggiudicano i diritti tv della Lega di Serie A ma la guerra non è ancora finita. Il caso  Infatti da Sky non hanno accettato il verdetto che suona quasi una beffa in virtù della cifra ovvero 1miliardo e cinquanta milioni, (cifra minima richiesta dalla Lega, ma che nell’offerta spagnola vedeva l’aggiunta di un mille euro che, a conti fatti, è stato determinante oltre che provvidenziale. Infatti con quest’offerta Mediapro potrà produrre le immagini in esclusiva di diverse manifestazioni calcistiche per poi distribuirle ai vari operatori come Sky. Dalla Tv di Murdoch hanno già fatto sapere di essere pronti a ricorrere contro la decisione con una motivazione specifica: il bando per aggiudicarsi i diritti per il prossimo triennio (2018-2021) era rivolto esclusivamente agli “intermediari indipendenti” mentre secondo quanto appurato dai legali del gruppo, Mediapro sarebbe un operatore della comunicazione ovvero un soggetto che, per volontà del bando stesso, non avrebbe potuto vedersi aggiudicare la totalità dei diritti. Tradotto in cifre si parla di 380 partite. A confermare l’inammissibilità della domanda anche la volontà di Mediapro…