Bitcoin come Highlander: riguadagna 2.500 dollari in 24 ore

8 febbraio 2018

Bitcoin risorge: dietro il rimbalzo delle ultime ore c’è la percezione che si sia allentata la presa dei regolatori sul mercato delle criptovalute.

Nuova fase di volatilità estrema per il Bitcoin (BTC)che con un pattern ben noto ai frequentatori del mercato delle criptovalute ha prima subìto un pesante sell-off a inizio settimana, precipitando ieri mattina ai minimi dallo scorso ottobre sotto quota 6.000 dollari, per poi recuperare con un rimbalzo altrettanto robusto il terreno perduto riportandosi oggi sopra quota 8.000, con un picco intraday nel primo pomeriggio sopra gli 8.500 dollari che implica un rialzo del 40% in poco più di 24 ore.

Nel momento in cui scriviamo, la piattaforma Coinmarketcap registra un rialzo del 15% a quota 8.228 dollari, in linea con i recuperi di tutte le principali altcoins, da Ethereum a Ripple. 

Bitcoin in rialzo: le cause

Alla base del recupero delle ultime ore ci sarebbe, secondo la lettura prevalente tra analisti e osservatori di settore, una reazione positiva del mercato all’audizione di ieri davanti al Senato USA dei vertici delle due principali autorità di controllo sulle attività di borsa: Jay Clayton e Christopher Giancarlo, presidenti rispettivamente della Sec e della Commodity and Futures Trading Commission.

Si allenta la morsa dei regolatori sulle criptovalute

Una convocazione che aveva fatto temere nei giorni scorsi l’avvio di un pesante giro di vite regolamentare negli Stati Uniti in grado di dare un colpo mortale al mercato cripto, già indebolito nelle scorse settimane dal blocco quasi totale deciso dalle autorità cinesi. Ma dalla quale è emerso invece un atteggiamento dei regolatori americani molto meno ostile delle attese alla diffusione dei nuovi strumenti finanziari basati sulla tecnologia blockchain. 

Il sorvegliante dei futures apre al bitcoin

Sono state soprattutto le dichiarazioni del presidente della CFTF a fornire più di un segnale di apertura agli investitori. Nel suo intervento, Giancarlo ha infatti sottolineato l’esigenza di “rispettare l’entusiasmo della nuova generazione per le monete virtuali, con una risposta meditata ed equilibrata e non di rigetto”.

Pur segnalando “crepe nella protezione di trader e investitori in criptovalute”, il guardiano dei futures ha inoltre poi sorpreso positivamente per l’affermazione di un legame profondo tra il bitcoin e la blockchain, che contraddice l’idea sempre più diffusa di una separazione tra la tecnologia di base (utile) e la moneta (effimera).

Senza il bitcoin, non ci sarebbe la blockchain 

“E’ importante ricordare che se non ci fosse il bitcoin, non ci sarebbe nemmeno la tecnologia di registro distribuito” ha risposto Giancarlo a una domanda sulla sua opinione rispetto alla blockchain.

E ancora: “Sessantasei milioni di tonnellate di semi di soia diretti in Cina sono appena stati gestiti attraverso una transazione sulla blockchain dalla compagnia Dreyfus. Dunque il Bitcoin viene adesso usato, viene usato dal sistema americano di trasporti e logistica,” ha chiarito, raccontando per inciso che persino una sua nipote è una cosiddetta HODLer, il termine ormai diffusosi per indicare coloro che mantengono a oltranza a dispetto dei detrattori una posizione long sul bitcoin.

Un rimbalzo solo parziale

Dichiarazioni che consentono alla principale criptovaluta di rifiatare dopo l’inarrestabile caduta delle ultime settimane (-42,5% da inizio anno e -60% dal massimo storico di quasi 20.000 dollari raggiunto a metà dicembre), e la pesante contrazione del settore,  con la capitalizzazione complessiva delle oltre 1.400 criptovalute scambiate ridotta da oltre 800 a meno di 400 miliardi di dollari.

Bitcoin: un crollo quasi verticale nel 2018

Una emorragia degli investimenti che era stata causata inizialmente dalle minacce di regolamentazione arrivate da alcuni dei Paesi più attivi del nuovo mercato valutario “digitale”, dalla Cina alla Corea del Sud e all’India.

Ma che è stata poi amplificata poi da una valanga di notizie negative su molteplici fronti arrivate tra gennaio e febbraio: inchieste giudiziarie per sospetti casi di manipolazione del mercato e hackeraggio; restrizioni da parte di importanti gruppi bancari all’uso delle carte di credito per la compravendita di cryptocurrencies; e persino un colpo basso di Facebook, che ha annunciato pesanti restrizioni sulle inserzioni pubblicitarie connesse a ICO e monete digitali.

Nouy: Bitcoin non è tra le priorità della BCE

Nel frattempo, un segnale di distensione – o piuttosto di scarso interesse – verso le criptovalute è arrivato oggi anche dall’Europa, dove la presidente della Vigilanza Unica della Bce, Daniele Nouy, ha dichiarato che il tema della regolamentazione di bitcoin e simili è tutt’altro che una delle priorità nell’agenda del board della BCE. 

“Teniamo sotto osservazione la questione da una prospettiva regolamentare, siamo pronti a fare qualcosa se fosse necessario, ma finora non è esattamente in cima alla lista delle nostre cose da fare”, ha spiegato la responsabile  della sorveglianza bancaria europea nel corso di una intervista alla CNBC.

Precisando però che le autorità monetarie europee continueranno a tenere d’occhio i potenziali fattori di rischio determinati dalla diffusione delle criptovalute, a partire da quelli legati ai nuovi contratti di derivati di bitcoin lanciati sulle borse americane. 

Bitcoin, Draghi: in Europa c’è un appetito limitato 

Commenti in linea con quanto affermato all’inizio di questa settimana dal Presidente della Bce, Mario Draghi.

Parlando di criptovalute durante un discorso al parlamento europeo di Strasburgo, Draghi aveva infatti ribadito che il supervisory board della BCE sta effettuando delle rilevazioni per stabilire se le monete digitali possono costituire una minaccia per la stabilità finanziaria.

Con la precisazione però che le banche europee stanno per il momento mostrando un “appetito limitato” per il bitcoin e le altre valute digitali nate proliferate sull’onda del suo successo.

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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