Wall Street compra e vendi compulsivo, settimana brutale!
News / 10 febbraio 2018

Nyse, FedEx e UPS sotto pressione. Nasdaq, shopping sulle azioni NVIDIA Corporation. Expedia in caduta libera dopo trimestrale deludente. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Dopo il forte calo della vigilia, oggi la piazza azionaria di Wall Street ha chiuso la seduta di scambi sul rimbalzo dopo un andamento cedente per buona parte della sessione. A guidare l’ascesa degli indici è stato il Nasdaq Composite che ha guadagnato l’1,44% a 6.874,49 punti, seguito a ruota dal Dow Jones Industrial Average, +1,38% a 24.190,90 punti. Bene pure l’S&P 500 che è stato fotografato al close a 2.619,55 punti (+1,49%).  Nyse, FedEx e UPS sotto pressione Al New York Stock Exchange, nel settore delle spedizioni, i titoli FedEx (FDX) hanno perso l’1,68% a $ 235,25, con a ruote pure quelli della rivale UPS (UPS), -2,64% a $ 106,39. E questo dopo che, in accordo con quanto è stato riportato dal Wall Street Journal, il leader dell’e-commerce Amazon (AMZN) sarebbe pronto a lanciare un servizio di consegne per aziende.  Nasdaq, shopping sulle azioni NVIDIA Corporation  Sul tabellone elettronico del Nasdaq, nel settore dei chip per la grafica, le azioni della NVIDIA Corporation (NVDA) oggi, venerdì 9 febbraio…

Borse ancora nella bufera, termina un’ottava devastante
News / 10 febbraio 2018

UnipolSai ed Unipol premiate per i conti, bene anche Banca Generali e Campari. Sul fondo Finecobank e Recordati bocciata da Equita Sim e Banca Akros. Occorre talvolta ricordare che l’andamento dei titoli in Borsa e determinato essenzialmente dagli investitori istituzionali, sono loro che muovono le fila, ebbene, ciò è ancor più vero in giornate come quelle che stiamo vivendo. Non son certo i trader “fai da te” che spostano un centinaio di punti di Dow Jones in qualche secondo. Le grandi banche, le società di gestione, le assicurazioni sono estremamente attive in sedute come quella odierna, i gestori si possono giocare la loro carriera in pochi giorni, immaginate la tensione che si respira nelle sale operative. Arrivano caterve di ordini ed occorre trovare il momento migliore per poterli piazzare, cinque minuti prima o dopo può far molta differenza. Insomma dobbiamo commentare una seduta che ha poco di “razionale” e molto di “umorale”. Alla fine a prevalere sono state le vendite, ma questo era scontato, ciò che era più interessante capire, oggi, era “l’umore del mercato” per tentare di prevedere ciò che potrà accadere la prossima settimana. Ed ecco il risultato: non è ipotizzabile un immediato rimbalzo, siamo nel bel mezzo…

Wall Street rimbalza dopo l’affondo e riparte dall’high-tech
News / 10 febbraio 2018

Il mercato mostra un’intonazione positiva in attesa dell’unico dato macro in agenda per oggi. Diversi i titoli da seguire. Dopo il pesante crollo di ieri si prevede un rimbalzo oggi per la piazza azionaria americana che dovrebbe recuperare terreno almeno in avvio. Questo è quanto viene segnalato dai futures sui principali indici che vedono il contratto sull’S&p500 in rialzo dello 0,59%, preceduto da quello sul Nasdaq Composite che viaggia in maniera ancora più spedita con un progresso dell’1,06%. Per oggi è previsto un solo dato macro, in agenda mezz’ora dopo l’avvio degli scambi, e si tratta delle scorte all’ingrosso che a dicembre dovrebbero mostrare una variazione positiva dello 0,2%, in frenata rispetto al rialzo dell’1,5% precedente. In calendario un discorso di Esther George, presidente della Fed di Kansas City. Intanto sul fronte valutario il dollaro viaggia in rialzo nei confronti dello yen ma rispetto a questa mattina si è riportato poco sotto quota 109, mentre il biglietto verde mostra qualche debolezza rispetto all’euro che sale a 1,2267. Tra le materie prime prosegue la discesa del petrolio che raggiunge l’area dei 60,5 dollari al barile, e non si ferma l’arretramento dell’oro che si spinge in direzione dei 1.315 dollari l’oncia. Tra…

Borse in rosso, ma il bull market continuerà. Come investire ora
News / 10 febbraio 2018

Gli analisti concordano sul fatto che il mercato abbia bisogno di smaltire ora il nervosismo e di ritrovare quella calma per tornare a guardare ai fondamentali. Diversi fattori supportano le Borse: i settori da preferire e da evitare. Dopo il rimbalzo di mercoledì scorso che ha interessato i principali mercati azionari globali, le vendite sono tornate ad appesantire i listini già nella seduta di ieri, con una esplosione della volatilità a Wall Street che ieri ha vissuto una seduta simile a quella registrata ad inizio settimana. Il nuovo affondo dei listini Usa ha contagiato inevitabilmente le Borse asiatiche e si sta ripercuotendo anche sui listini europei che, dopo aver tentato inizialmente di tenere testa alle vendite, hanno dovuto arrendersi, accelerando progressivamente al ribasso, con cali nell’ordine di circa un punto e mezzo percentuale. Le indicazioni che arrivano dai futures sui principali indici Usa segnalano una partenza in lieve rialzo sull’opposta sponda dell’Atlantico e in caso di spunti positivi più convincenti nel pomeriggio, si potrebbe assistere ad un miglioramento dello scenario anche in Europa. Mercati intimoriti da inflazione e mosse Banche Centrali Quanti pensavano che il forte ribasso visto soprattutto in America tra la fine dela scorsa settimana e l’inizio di…

Disincanto. Dalla favola alla realtà 
News / 10 febbraio 2018

Anche in questa versione più leggera, tuttavia, la perfezione, come concetto, ha un grosso problema. Non è migliorabile. Pur essendo il filosofo dell’ottimismo, Gottfried Leibniz fu un intellettuale di corte e si sa che, quando si dipende dall’arbitrio del principe e si vive tra gli intrighi, si tende a sviluppare il senso della prudenza. Per questo Leibniz non disse mai che il mondo è perfetto ma, meno enfaticamente, che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Anche in questa versione più leggera, tuttavia, la perfezione, come concetto, ha un grosso problema. Non è migliorabile. Perfectio viene da perficio, che significa giungo al termine, al limite invalicabile. Arrivato al limite o sto fermo (da qui l’idea statica della perfezione divina soprattutto nel pensiero greco) oppure mi ritraggo, tornando imperfetto. Una volta perfetto, in ogni caso, non posso andare oltre e diventare più perfetto o perfettissimo. Perfettissimo è solo un modo enfatico per dire perfetto, ma non aggiunge niente al concetto. Tra la fine di dicembre e la fine di gennaio abbiamo vissuto in un mondo perfetto. Inebriati e incantati, abbiamo dimenticato che la perfezione è un punto di arrivo, non di partenza. Il concetto più diffuso in gennaio è stato invece quello…

Mediobanca sale dopo conti eccellenti. Per gli analisti è un buy
News / 10 febbraio 2018

Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre e il primo trimestre dell’esercizio in corso con indicatori in crescita oltre le previsioni. Banche d’affari soddisfatte: confermata la view bullish sul titolo. In una giornata ancora segnata dalle vendite a Piazza Affari dopo il ribasso di ieri, non passa certo inosservato il rialzo in controtendenza di Mediobanca. Il titolo, dopo aver ceduto circa tre quarti di punto ieri, oggi ha superato subito alcune incertezze iniziali, imboccando la via dei guadagni. Mediobanca, che al momento occupa la prima posizione nel paniere del Ftse Mib, viene scambiato a 9,806 euro, con un rialzo dell’1,62% e oltre 4,4 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, già al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 3,7 milioni di pezzi. I principali risultati del 1° semestre 2017-2018 Mediobanca guadagna terreno dopo la presentazione dei risultati del primo semestre dell’esercizio 2017-2018, archiviato con un utile netto in rialzo del 13,9% a 476,3 milioni di euro, al di sopra delle previsioni del consensus fissate a 435 milioni. I ricavi sono cresciuti del 9,1% a 1,17 miliardi di euro, mentre il risultato operativo è in aumento del 23% a 523 milioni di euro….

Voucher per la digitalizzazione delle Pmi: c’è tempo fino a lunedì per le domande
News / 10 febbraio 2018

Il ministero dello Sviluppo economico ha prorogato a lunedì alle 17 la scadenza per la presentazione delle domande per i voucher per la digitalizzazione. Il termine era stato fissato inizialmente per oggi pomeriggio alle 17. Il boom di accessi ha rallentato il sito, per molte ora lo ha praticamente bloccato e molti utenti avevano chiesto un rinvio. In Rete la polemica è stata aspra e ha preso di mira Invitalia, sebbene il sito non sia gestito direttamente bensì tramite un provider. @CarloCalenda noi @Commercialisti siamo impegnati a terminare dei lavori per il voucher #digitalizzazione già per lo più fatti, ma il sito del suo @MinSviluppo non vuole aiutarci, non crede che sia il caso di estendere di un giorno almeno? pic.twitter.com/wLJZ4NkoYN — Antonio de Lucia (@AntoniodeLucia) 9 febbraio 2018 Perché la proroga Sul sito del ministero viene spiegato che oggi “si è determinato un picco di accessi alla piattaforma informatica e una parte degli utenti ha avuto difficoltà nel completamento delle attività di predisposizione e invio delle domande di accesso alle agevolazioni. In ogni caso, anche oggi la piattaforma ha acquisito regolarmente le domande, in numero di oltre 12.000, che si aggiungono alle oltre 70.000 inviate dal 30 gennaio all’8 febbraio”. il voucher…

Facebook ha conquistato l’Africa e adesso è il social più popolare del mondo
News / 10 febbraio 2018

Sud e Nord America sono blu da tempo. Così come Europa, Australia e India. Adesso lo sono diventati anche Africa e Giappone. Sembra una partita di risiko ma è la mappa dei social network più popolari nei diversi Stati del pianeta, redatta da Vincenzo Cosenza. E dove il blu è Facebook.   Il pianeta Zuckerberg continua la sua espansione mondiale. Cosa è cambiato negli ultimi 12 mesi? Facebook, dopo aver superato i 2 miliardi di utenti mensili, rafforza il suo primato: è il social network preferito in 152 dei 167 Paesi analizzati. Nove Stati su dieci preferiscono la bacheca di Mark Zuckerberg. Partendo da America del Sud, del Nord ed Europa, si è imposto anche in Africa: come si nota dalla mappa, pubblicata sul suo blog Vincos.it, Facebook ha superando i concorrenti anche nei pochi avamposti rimasti. L’espansione di Facebook nei Paesi africani, spiegata Come lo Zambia (dove nel 2017 primeggiava LinkedIn) o la Namibia (scippata all’app sorella Instagram). Un progresso dovuto probabilmente, ipotizza Cosenza, al successo delle iniziative di Facebook rivolte a colmare il digital divide e consentire l’accesso gratuito al social network. L’altro territorio di conquista è invece un Paese molto digitalizzato come il Giappone, dove Facebook ha superato Twitter. Che…

Quanto guadagneranno i soci di Ntv dalla vendita di Italo
News / 10 febbraio 2018

“Sa – dice Luca Cordero di Montezemolo al Corriere della Sera – vedo tanta retorica sul rischio di colonizzazione. Quando nel 2014 eravamo sul punto di chiudere, di portare i libri in tribunale, nessuno ha alzato un dito, solo Intesa San Paolo. E anche adesso, quando l’offerta di Global infrastructure è arrivata, non ho visto nessuno presentarsi con ipotesi alternative. Dire che era pronto a rilevare il 40 per cento. Il gruppo Usa rappresenta un grande segnale di ottimismo verso le possibilità del nostro Paese, un atto di fiducia particolarmente importante in momenti come questo”. Era un’offerta prendere o lasciare, aggiunge al giornale di via Solferino il presidente di Ntv, la società che ieri ha detto sì all’offerta del fondo americano Gip per la cessione delle attività di Italo, il treno ad alta velocità che in questi anni ha fatto concorrenza ai Freccia Rossa di Fs, con alterne fortune. Da ieri, anche se il closing dell’operazione ci sarà sabato 10, Italo è di proprietà del grande gruppo americano. “Io e Cattaneo eravamo fortemente a favore della Borsa, eravamo convinti che conservando il 60% si poteva crescere. Non siamo imprenditori mordi e fuggi, prima di vendere un biglietto a un viaggiatore abbiamo investito per…

“Siamo stati presuntuosi”. Musk ha ammesso che fare auto è più difficile di quanto pensasse
News / 10 febbraio 2018

“Siamo stati presuntuosi”. Dell’ultima trimestrale di Tesla non rimarranno tanto i numeri e le prospettive (senza scossoni) ma questa frase di Elon Musk. Con tre parole il fondatore del gruppo ha spiegato i motivi dei ritardi accumulati nella produzione della Model 3, la vettura che dovrebbe consentire a Tesla di uscire dalla nicchia e cambiare scala. Già in passato Musk ha corretto in corsa piani troppo ambiziosi. Ma, forse per la prima volta, ammette un’eccessiva confidenza nelle capacità della propria azienda. I ritardi sono dovuti infatti a problemi legati allo sviluppo di batterie. Che, come confermato da Musk, sarebbero dovute essere il punto di forza di Tesla. E invece, dice adesso l’amministratore delegato, “siamo stati troppo sicuri di noi stessi”. Ammissione non da poco per un personaggio dalle ambizioni sconfinate e capace, solo qualche ora prima, di sparare una decappottabile nello spazio. Il mercato ha reagito in maniera altalenante, spingendo il titolo nelle contrattazioni del dopoborsa a un deciso rialzo prima di scendere sotto la parità, cedendo l’1,48%. Il bilancio effettivamente è fatto di molte ombre e poche luci, anche se incidono le aspettative che Musk riesce a creare. Tra le note liete ci sono i ricavi: 3,29 miliardi di dollari,…