S&P 500: correzione o inversione?
Finanza/Economia / 11 febbraio 2018

Lo S&P 500  ha chiuso la seduta a 2.619 punti, registrando un +1,49%. Il bilancio settimanale è invece pari ad un -5,16%. Lo S&P 500  ha chiuso la seduta a 2.619 punti, registrando un +1,49%. I media si sono affrettati a ricercare una giustificazione al tonfo, trovandola nel rischio di un aumento dei tassi americani meno graduale rispetto alle aspettative, come conseguenza di dati salariali migliori delle attese. La motivazione, pur seguendo una logica, perde credibilità se si considera che le previsioni sui tassi sono rimaste praticamente invariate rispetto a quelle di una settimana fa, indicando tuttora con come ipotesi più probabile 2-3 aumenti in tutto il 2018. E’ mia convinzione personale che in un contesto ricco di eccessi, e raggiunti target significativi, s’è deciso di sfruttare il pretesto del momento per innescare il calo. In assenza dei buoni dati salariali, si sarebbe trovato qualche altro valido motivo per scendere. Passiamo all’aspetto grafico. La notizia della settimana è il segnale di stop concretizzatosi col cedimento dei minimi di Gennaio (2.682 punti), punto di controllo indicato anticipatamente nel corso dell’ultimissimo check up. Le recenti violente vendite avvenute proprio intorno all’area della parallela superiore (e per di più in convergenza col pivot…

Ftse Mib: brusco calo
Finanza/Economia / 11 febbraio 2018

Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 22.166 punti, registrando un -1,33%. Il bilancio settimanale è pari ad un -4,46%. Il Ftse Mib  ha chiuso la seduta a 22.166 punti, registrando un -1,33%. Il bilancio settimanale è pari ad un -4,46%. Un mese fa, col nostro indice a 23.429 punti, si scrisse: In assenza di segnali il target più vicino è rappresentato nell’area 23.800-24.200 punti in cui convergono: pivot annuale R1 (23.849 punti); mediana della forchetta rialzista (che attualmente transita a 23.900); massimi di Luglio 2015 (24.157). Area di target raggiunta poco dopo e dalla quale, effettivamente, sono scattate vendite piuttosto copiose nel corso dell’ultima settimana. Vendite temporaneamente arrestate dalla media mobile a 200 giorni che, a questo punto, diventa soglia di controllo graficamente rilevante: L’eventuale cedimento netto rappresenterebbe un ulteriore elemento negativo. Tra gli aspetti positivi da registrare la maggior forza relativa del settore bancario (-0,43%) rispetto al listino principale (-4,46%). fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Flash crash. Anatomia del ribasso
News / 11 febbraio 2018

Come nell’incipit dell’Anna Karenina di Tolstoj, “tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice lo è a modo proprio”, tutti i mercati al rialzo si somigliano e ogni ribasso avviene in un modo particolare. Come nell’incipit dell’Anna Karenina di Tolstoj, “tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice lo è a modo proprio”, tutti i mercati al rialzo si somigliano e ogni ribasso avviene in un modo particolare.  Il flash crash sui mercati azionari iniziato tra fine gennaio e inizio febbraio 2018 è il risultato di tre principali fattori. Il primo, una fisiologica correzione dopo un rally con rari precedenti. A fine gennaio, gli indici azionari americani erano saliti di oltre il 6%, un passo del 72% su base annua, andatura insostenibile anche per un toro scatenato. Il secondo, un riequilibrio di flussi fra azionario e obbligazionario. I rendimenti sui Titoli di Stato sono saliti ai massimi dal 2014 negli Stati Uniti e in Europa ai massimi dal 2015: normale assistere ad alleggerimenti sull’azionario a fronte di rendimenti più attraenti sull’obbligazionario. Il terzo fattore, caratteristico di questo ribasso, è stata la ricopertura di posizioni ribassiste sulla volatilità. Il risultato è stato un flash crash, partito dagli Stati Uniti,…

Azioni per un portafoglio utile 25 anni
News / 11 febbraio 2018

Crescita, opportunità di mercato, vantaggi competitivi per proteggere le vittorie anche sul lungo periodo. I nomi suggeriti per un portafoglio utile 25 anni. Crescita, opportunità di mercato, vantaggi competitivi per proteggere le vittorie anche sul lungo periodo. I nomi suggeriti per un portafoglio utili 25 anni dalla redazione di The Motley Fool. Starbucks (NASDAQ: SBUX) Jeremy Bowman ricorda che Starbucks, a causa di un tasso di crescita rallentato, è recentemente caduto in disgrazia tra gli investitori, ma è ancora utile per essere un titolo da mettere in portafoglio per il prossimo quarto di secolo. Prima di tutto per una questione di brand: un nome senza rivali nel suo settore. In secondo luogo per il fascino sul lato della nuova app, migliorata, per gestire gli ordini, la consegna e nuovi servizi in arrivo. Il fine? La fidelizzazione del cliente. Senza contare l’orizzonte Cina, un orizzonte che il presidente della società, Howard Schultz ha definito anche più grande degli Usa nel prossimo futuro. L’apertura della recente Starbucks Reserve Roastery a Shanghai mostra l’appeal del marchio anche nel regno del Dragone, con $ 500.000 di vendite a settimana Netflix (NASDAQ: NFLX) Demitri Kalogeropoulos consiglia Netflix. Un decennio fa in pochi se la sarebbero…

Il digitale sta salvando i conti del New York Times, e potrebbe mantenere 1.300 giornalisti
News / 11 febbraio 2018

Il New York Times digitale cresce e spinge i conti della società, che pure chiude il quarto trimestre del 2017 in perdita. I numeri del servizio di vendite di abbonamenti online (lanciato nel 2011), sono salite del 46% nel 2017 a 340 milioni di dollari, con 2,2 milioni di lettori, in aumento anche le vendite di annunci digitali del 14%. New York Times Company, l’editore, ha però registrato un rosso di 57,84 milioni di dollari contro gli utili per 37,63 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. “Il 2017 è stato un anno segnato da crescita e innovazione sia sul fronte giornalistico sia su quello aziendale”, ha dichiarato Mark Thompson, presidente e amministratore delegato della compagnia. “Abbiamo registrato la nostra migliore crescita dei ricavi, spinti dalle sottoscrizioni digitali, che sono aumentate di oltre 100 milioni di dollari anno dopo anno – ha aggiunto – un chiaro segnale del fatto che il nostro modello di business basato sull’abbonamento si sta dimostrando un modo efficace per sostenere le nostre grandi ambizioni giornalistiche”. Il Nyt, che ha compiuto 166 anni, nota il tech magazine Recode, sta crescendo come un colosso della Silicon Valley e cita i dati di crescita di Facebook (47%)…

Perché il braccio di ferro tra Banche centrali e mercati si sta facendo pericoloso
News / 11 febbraio 2018

Tra i banchieri centrali, specie quelli della Fed​, e i mercati finanziari è iniziato un braccio di ferro che probabilmente durerà per l’intero febbraio e che rischia di farsi pericoloso. La posta in gioco è la stretta monetaria, ovvero il rialzo dei tassi di interesse dopo anni di denaro a costo zero. I mercati la vorrebbero soft ma i banchieri centrali non hanno alcuna intenzione di farsi imbrigliare e lasciano intravedere l’ipotesi di rivedere la politica monetaria in modo deciso. La conseguenza di questo braccio di ferro sotterraneo è stata l’entrata in fibrillazione dei mercati, sia quelli azionari che quelli dei bond, con un calo vertiginoso dei corsi. I più ottimisti parlano di una correzione salutare, i pessimisti invece paventano una vera e propria inversione di tendenza, con possibili ricadute negative sull’economia. Secondo gli esperti, per il momento stiamo assistendo a una correzione ribassista più profonda del previsto, ma nessuno è in grado di dire come andrà a finire. Wall Street contro la Fed Tutto è iniziato con l’arrivo, all’inizio di febbraio, di Jerome Powell alla guida della Fed, che è stato ‘salutato’ dai mercati con un pesante tonfo a Wall Street, un’ondata di ‘selloff’ (vendite a pioggia) a cui hanno fatto seguito altri tracolli, culminati giovedì con con il…