Piazza Affari: solo qualche scossa prima del vero terremoto?
News / 12 febbraio 2018

Il Ftse Mib ha difeso per ora il supporto dei 22.000 punti, ma non c’è alcuna garanzia che tale soglia resista a nuovi eventuali attacchi ribassisti. I market movers da seguire in avvio di settimana. Quella appena passata è stata una seduta decisamente difficile per i mercati azionari che hanno sperimentato un brusco ritorno alla volatilità, con un violento sell-off che almeno per ora si è espresso in maniera più virulenta in America che in Europa. Le Borse del Vecchio Continente hanno inevitabilmente risentito dei segnali negativi arrivati dall’opposta sponda dell’Atlantico, terminando anche l’ultima seduta della settimana in calo. Il Ftse100 è sceso dell’1,09%, mentre il Dax30 e il Cac40 sono calati rispettivamente dell’1,25% e dell’1,41%. Settimana pesante a Piazza Affari Non è andata meglio a Piazza Affari dove il Ftse Mib si è fermato a 22.166 punti, in flessione dell’1,33%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 22.569 e un minimo a 22.041 punti. Pesante il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha lasciato sul parterre li 4,46% rispetto al close del venerdì precedente. Ftse Mib: riuscirà l’area dei 22.000 ad arginare le vendite? Il Ftse Mib in apertura di ottava ha imboccato…

Dal governatore di Bankitalia un (implicito) messaggio ai partiti
News / 12 febbraio 2018

Mantenere l’equilibrio dei conti pubblici senza lasciare dubbi agli investitori, ridurre l’incidenza del debito, proseguire “con decisione sul cammino di riforme”. Questo il compito che attende il prossimo esecutivo secondo il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenuto oggi al tradizionale appuntamento del congresso Assiom Forex, la sua prima uscita pubblica dalla riconferma alla guida della banca centrale. Visco ha inoltre confermato uno scenario di crescita dell’1,5% del Pil per il 2018, rassicurato sul “mantenimento di condizioni finanziarie accomodanti” e richiamato le banche a continuare nella riduzione dei crediti deteriorati e del recupero di redditività, “anche con aggregazioni”. “Un aumento del disavanzo non sostituisce le riforme” “Il consolidamento della ripresa richiede di procedere nello sforzo di riforma dell’economia”, ha detto Visco, non si devono “lasciare dubbi agli investitori sulla determinazione del governo a mantenere l’equilibrio dei conti pubblici”, non si deve “deviare dal percorso di riforma avviato in questi anni, un percorso da proseguire con decisione”. “Non è una questione di vincoli europei – ha insistito – riguarda lo sviluppo equilibrato. Un aumento del disavanzo pubblico non può sostituirsi alle riforme, rischierebbe di essere controproducente, visto che il problema del debito non può essere eluso. Anche senza i vincoli del Patto…