Banche: quando e come sarà la prossima fase di M&A in Italia

13 febbraio 2018

Gli analisti credono che le banche di Piazza Affari non siano ancora pronte per ulteriori aggregazioni. Bisognerà attendere fine 2018-inizi 2019: sarà un M&A pùi intenso del passato con il possibile coinvolgimento di più di un player.

A Piazza Affari si continua a guardare con un certo interesse ai titoli del settore bancario che già da diverse sedute sono sotto i riflettori degli investitori, complice la diffusione dei risultati dell’esercizio 2017 avvenuta nei giorni scorsi.
A tenere alta l’attenzione sul mercato contribuisce l’attesa per una nuova fase di M&A per il comparto bancario.

Servono ulteriori aggregazioni bancarie: nozze tra Banco BPM e MPS?

Non più tardi di venerdì scorso il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha ribadito la necessità di procedere con ulteriori aggregazioni bancarie.
Secondo quanto riportato dal Messaggero, margine dell’Assiom Forex conclusosi la scorsa settimana, ci sarebbero stati alcuni incontri esplorativi e preliminari fra Banca Monte Paschi e Banco BPM per valutare un’ipotetica business combination.

Banco BPM non guarderà all’M&A prima di fine 2019

I vertici di Banco BPM avrebbero però rimandato eventuali coinvolgimenti in operazioni straordinarie al 2019, quando sarà completato il piano di derisking. Proprio venerdì scorso l’AD Castagna ha affermato che al momento il gruppo è concentrato sulla realizzazione del piano industriale e sulla crescita organica.

Al momento quindi Banco BPM guarda in casa propria visto che una prima aggregazione l’ha già condotta in porto. Secondo l’Ad Castagna una seconda ondata di M&A nel settore bancario sarà inevitabile, ma non sarà immediata, fatta eccezione per alcuni casi di crisi che il manager però non prende in considerazione.
Banco BPM sarà pronta quindi a guardare a nuove opportunità dalla fine del prossimo anno e stando alle indiscrezioni l’alternativa per Banca Monte Passchi  sarebbe una riedizione del piano 2016 che prevedeva l’aggregazione con UBI banca e Unipol Banca.

Equita cauta sull’M&A: alle banche serve ancora tempo

Gli analisti di Equita SIM sono in ogni caso cauti in merito a possibili sviluppi sul fronte M&A, credendo che in tutti i casi in questione si tratti di ipotesi assolutamente preliminari, visto che le banche devono per prima cosa allineare i profili di rischio via taglio dell’NPE ratio in linea con i livelli europei, ossia al 10% entro 2-3 anni e al 5% a 5-7 anni, almeno secondo la loro view. Per la SIM milanese l’M&A diventa quindi un tema di investimento per fine anno e per il 2019, trattandosi di un processo non più differibile vista l’incrementata intensità di capitale a cui è sottoposto il business bancario.

Come sarà la nuova ondata di fusioni e acquisizioni?

Gli analisti credono che il consolidamento in questo caso avrà un carattere più intenso rispetto al passato e che lo stesso potrebbe coinvolgere più di un player, per rendere la concentrazione dell’industria in linea con quella di settori simili. La quota di mercato delle prime 10 banche in Italia dovrebbe salire quindi dal 50% ad almeno il 70%-75%.

La SIM milanese in un report diffuso di recente ipotizzavamo una fusione a due stadi fra Banca Monte Paschi, Banco BPM, Bper Banca, Creval e Banca Carige che potrebbe sbloccare fino a 754 milioni di euro sinergie nette, con un impatto positivo del 49% sulle valutazioni delle banche coinvolte nell’operazione.

La view di Mediobanca: focus su Bca MPS

E se per Equita SIM il tema dell’M&A diventerà attuale più avanti nel tempo, non è diversa la posizione di Mediobanca Securities, secondo cui le banche non solo ancora pronte in tal senso.

E’ il caso di Banca Monte Paschi che secondo gli analisti non è ancora in condizione di prendere parte al consolidamento del settore per due motivi. In primis lo Stato ha appena investito nell’istituto senese ben 5,4 miliardi di euro e deve fare i conti con una perdita di 2,5 miliardi di euro sul 68% della quota posseduta.

Inoltre, la ristrutturazione di Banca Monte Paschi è appena iniziata e quindi sarebbe meglio attendere indicazioni e segnali più visibili della stessa prima di un coinvolgimento in una nuova ondata di M&A. 

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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