Wall Street rassicura i mercati, ma Piazza Affari non brilla
News / 13 febbraio 2018

Finalmente arrivano i rimbalzi per Snam e Buzzi, ma sul gradino più alto sale Moncler. In calo ancora Recordati, maglia nera ad Ubi Banca. Rimbalzano le Borse del Vecchio Continente dopo la bella conclusione d’ottava da parte di Wall Street e l’odierna partenza sprint dei listini a stelle e strisce. Un ottimo segnale da parte dei mercati azionari che sembrano poter reagire agli scossoni avuti nella scorsa settimana. Come sempre i segnali vanno un po’ presi con le molle, è vero che i mercati hanno la memoria corta, è un difetto quasi ineliminabile, ma il trader accorto non deve mai farsi prendere dall’entusiasmo così come dallo sconforto. Parigi (+1,2), Londra (+1,2%) e Francoforte (+1,4%) hanno ripreso a correre, la Borsa tedesca ha riscoperto Deutsche Bank (+4,5%) che da quasi un mese aveva visto solo vendite, vediamo se quota 12,5 euro potrà essere considerato un minimo invalicabile. Il nostro Ftse Mib (+0,85%) ha limitato maggiormente i guadagni, colpa di un paio di titoli bancari: Ubi Banca (-2,59%) e Bper Banca (-1,79%), di Unipol (-1,46%) che venerdì era andata in controtendenza e delle “solite” Saipem (-0,88%) e Leonardo (-0,58%). Finisce ancora sul minimo di giornata Recordati (-2,20%) arrivata a testare quota 30…

Banche: quando e come sarà la prossima fase di M&A in Italia
News / 13 febbraio 2018

Gli analisti credono che le banche di Piazza Affari non siano ancora pronte per ulteriori aggregazioni. Bisognerà attendere fine 2018-inizi 2019: sarà un M&A pùi intenso del passato con il possibile coinvolgimento di più di un player. A Piazza Affari si continua a guardare con un certo interesse ai titoli del settore bancario che già da diverse sedute sono sotto i riflettori degli investitori, complice la diffusione dei risultati dell’esercizio 2017 avvenuta nei giorni scorsi. A tenere alta l’attenzione sul mercato contribuisce l’attesa per una nuova fase di M&A per il comparto bancario. Servono ulteriori aggregazioni bancarie: nozze tra Banco BPM e MPS? Non più tardi di venerdì scorso il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha ribadito la necessità di procedere con ulteriori aggregazioni bancarie. Secondo quanto riportato dal Messaggero, margine dell’Assiom Forex conclusosi la scorsa settimana, ci sarebbero stati alcuni incontri esplorativi e preliminari fra Banca Monte Paschi e Banco BPM per valutare un’ipotetica business combination. Banco BPM non guarderà all’M&A prima di fine 2019 I vertici di Banco BPM avrebbero però rimandato eventuali coinvolgimenti in operazioni straordinarie al 2019, quando sarà completato il piano di derisking. Proprio venerdì scorso l’AD Castagna ha affermato che al momento il…

Focus su Wall Street: General Motors
News / 13 febbraio 2018

La svolta nelle strategie di investimento è arrivata proprio nel 2017. Nonostante le vendita di auto siano diminuite, General Motors (NYSE: GM) ha registrato un buon EPS anche al di là dei numerosi e crescenti investimenti in veicoli elettrici e grazie anche al taglio dei numerosi concessionari distribuiti su tutto il territorio Usa. La situazione  Tuttavia, le azioni della General Motors sono scambiate per meno di sette volte gli utili, un valore che Adam Levine-Weinberg considera un’enorme opportunità per gli investitori a lungo termine per scommettere sulla società.  La svolta nelle strategie di investimento è arrivata proprio nel 2017 quando i vertici di GM hanno deciso di uscire dai mercati meno redditizi come Europa e Africa. Ciò ha immediatamente contribuito a migliorare la redditività internazionale, il tutto mentre si vedeva un potenziamento su quelli di riferimento più interessanti, Nord America e Cina. Nel frattempo, le entrate azionarie dalla Cina sono rimaste all’incirca stabili non oltre i 2 miliardi di dollari nel 2017 con un miglioramento parallelo anche delle condizioni di mercato in Sud America. Tutti dati che sono andati a compensare la modesta riduzione degli utili nel Nord America. Numeri alla mano per il produttore di automobili per il quarto trimestre…

Quante imprese hanno fatto domanda per i voucher per la digitalizzazione?
News / 13 febbraio 2018

Sono oltre 91.500 le domande inviate dalle imprese per l’accesso ai voucher per la digitalizzazione, il cui termine è scaduto lunedì alle 17. Le operazioni di compilazione e invio telematico delle domande – fa sapere il Mise – si sono chiuse regolarmente: “In totale sono oltre 91.500 le imprese che hanno fatto domanda e a cui saranno assegnate le risorse previste dal bando”. La scadenza era stata fissata inizialmente per il 9 febbraio ma il boom di richieste, che hanno rallentato il sito, ha fatto decidere una proroga. Si può ottenere un contributo, fino a 10 mila euro, per interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. Possono essere trasmesse sia le richieste compilate dal 15 al 29 gennaio, sia quelle compilate successivamente. Ogni impresa può beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili. Le risorse disponibili sono pari a 100 milioni di euro. Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware ma anche er servizi specialistici che consentano di migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda…