Volatilità ed ENI: fino al 24% annuo di profitti

14 febbraio 2018

Nel precedente post abbiamo rivolto l’attenzione su una che caratteristica dei mercati di cui ci eravamo scordati l’esistenza: la volatilità.

Nel precedente post abbiamo rivolto l’attenzione su una che caratteristica dei mercati di cui ci eravamo scordati l’esistenza: la volatilità.

Nelle ultime settimane si è invece manifestata in tutta la sua forza. Ad esempio l’indicatore VIX (che misura la volatilità di un indice) del S&P 500 ha fatto un balzo da circa 12 a più di 50! la forza di tale movimento è apprezzabile dal grafico sotto riportato.

Una delle spiegazioni che vengono fornite per tale esplosioni è l’aumento del rendimento dei titoli di stato americani, dovuti all’aspettativa di una crescita dell’inflazione in USA ed il conseguente innalzamento dei tassi da parte della FED. In parole molto più semplici, il ragionamento che si fa è il seguente: perché dovrei continuare a rischiare comprando azioni quando l’asset più sicuro del mondo (titolo di stato americano) iniziare a dare buoni rendimenti? Quindi si inizia a vendere azioni e comprare bond del tesoro.

Tale spiegazione ci convince solo in parte. Infatti nel grafico precedente abbiamo riportato sotto il VIX anche l’andamento del bond del tesoro americano a 10 anni. Come potete notare l’aumento del rendimento parte molto prima dell’esplosione del VIX e soprattutto non ci spiega come mai il VIX sia schizzato così in alto da un giorno all’altro.

A noi sembra invece più plausibile che l’innalzamento dei rendimenti sia stata un’ottima scusa per realizzare i profitti di un mercato che era cresciuto senza sosta ormai ad un ritmo non più sostenibile nel breve. Una volta iniziate le vendite gli algoritmi automatici che probabilmente sono stati progettati avendo come parametro un VIX molto basso hanno chiuso anche loro le posizioni innescando così un effetto a catena. La conferma è arrivata, a nostro avviso, nelle giornate successive dove anche all’interno di una stessa sessione giornaliera si è passati da -2% a +1,5%.

La volatilità in sé non è né buona né cattiva: basta saperla gestire!

L’esempio di questa settima ce lo fornisce un colosso del petrolio presente da tempo anche nel Portafoglio Italia 2018 di Investment Engineering: ENI.

Come vedete da grafico giornaliero il titoli, dopo una fase laterale, ha fatto un balzo verso quota 15€ per poi ripiegare velocemente verso 13,40€.

Certo che se anche un titolo solitamente stabile si mette a fare queste oscillazioni significa che qualcosa di fondo sta cambiando, ma noi già sappiamo che strumenti utilizzare in queste situazioni.

Nel caso di ENI abbiamo selezionato due bonus con barriera europea (anche detti top bonus) emessi da Unicredit e Banca IMI. Abbiamo già parlato dei certificati Bonus Cap ad esempio per quanto riguarda Azimut, rimandiamo quindi al post chi volesse approfondirne il funzionamento. La differenza tra un Bonus Cap ed un Top Bonus sta nel fatto che quest’ultimo è più sicuro del primo poiché per ricevere il bonus è sufficiente che alla data di scadenza il titolo sia sopra la barriera, ma durante la vita del certificato può tranquillamente sfondare la barriera al ribasso; cosa che invece il Bonus Cap con barriera continua non consente dato che richiede che il titolo sia sempre sopra.

I due certificati hanno come ISIN: 

Facendo un po’ d’analisi tecnica sul titolo vediamo che da diverse sedute i prezzi stanno toccando la banda inferiore di Bollinger anche se lo RSI e lo stocastico sono appena entrati nella zona di ipervenduto. Gli attuali prezzi rappresentano già un primo supporto, ma quello più significativo si trova sicuramente sui 13€. Entrambe le barriere sono al di sotto di tali livelli. Per poterli vedere è necessario passare al grafico mensile:

La barriera del primo certificato (linea fucsia) dista il 9,17% dai prezzi attuali, si acquista a 96,7€ e rimborsa 116€ portando il profitto al 19,95% in circa 10 mesi ( 23,94% annuo).

L’altro certificato presenta una protezione ancor maggiore (linea rossa) distando il 20,19%, si acquista a 98,35€ e viene rimborsato a 107,8 con un profitto di 9,6% (11,53% annuo) in meno di 10 mesi. Notate che quest’ultima barriera è posta proprio sotto i minimi storici il che rende tali livelli estremamente interessanti.

fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

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