Borsa italiana accelera dopo dati USA: FTSE MIB +1,81%
Finanza/Economia / 15 febbraio 2018

Borsa italiana accelera dopo dati USA: FTSE MIB +1,81%. Borsa italiana accelera dopo dati USA: FTSE MIB +1,81%. *Mercati azionari europei positivi. Wall Street in verde: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,5%, Nasdaq Composite +1%, Dow Jones Industrial +0,2%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,81%, il FTSE Italia All-Share a +1,76%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,39%, il FTSE Italia STAR a +2,22%. *Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a gennaio l’indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto *dello 0,5% rispetto a dicembre, al di sopra delle attese degli analisti pari al +0,3% e dal +0,2% precedente. Su base annuale l’indice ha registrato un incremento del 2,1%, pari al precedente (consensus +1,9%). Le vendite al dettaglio USA hanno evidenziato nel mese di gennaio un calo dello 0,3% m/m, dopo un incremento dello 0,4% a dicembre, sotto le attese fissate su un incremento dello 0,2%. L’indice escluso il comparto auto è rimasto invariato dopo l’incremento dello 0,1% precedente (rivisto da +0,4%). Le attese erano per un indice pari al +0,5%. Negli Stati Uniti e’ stato reso noto che le Scorte delle imprese sono aumentate dello 0,4% nel mese…

Prezzi del petrolio in rialzo dopo dati sulle scorte USA
Finanza/Economia / 15 febbraio 2018

Prezzi del greggio in rialzo sui mercati internazionali dopo la pubblicazione dei dati ufficiali dell’EIA sulla variazione settimanale delle scorte di petrolio statunitensi che ha visto una crescita di 1,841 milioni di barili contro attese per un incremento maggiore (2,82 milioni di barili) e una rilevazione precedente in crescita di 1,89 milioni di barili circa. Prezzi del greggio in rialzo sui mercati internazionali dopo la pubblicazione dei dati ufficiali dell’EIA sulla variazione settimanale delle scorte di petrolio statunitensi che ha visto una crescita di 1,841 milioni di barili contro attese per un incremento maggiore (2,82 milioni di barili) e una rilevazione precedente in crescita di 1,89 milioni di barili circa. Sull’Ice il future sul *Brent *guadagna lo 0,61% e si porta a 63,11 dollari al barile mentre il derivato sul *WTI *segna un rialzo dello 0,37% a 59,41 dollari. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Stm reagisce con forza da un supporto rilevante
Finanza/Economia / 15 febbraio 2018

Stm reagisce con forza dal test il 9 febbraio a 16,93 eurodella base del canale decrescente che parte dal top di novembre e si spinge oggi fino a 17,91 euro, stabilizzandosi poi a 17,83784 circa. Stm reagisce con forza dal test il 9 febbraio a 16,93 eurodella base del canale decrescente che parte dal top di novembre e si spinge oggi fino a 17,91 euro, stabilizzandosi poi a 17,83784 circa. Al superamentodella media mobile a 100 giorni, passante a 18,78 euro, possibile il test dellato alto del canale a 20,32 euro. Resistenza successiva a 21,59, sui massimidi novembre 2017. Sotto 16,93 invece rischio di cali verso i minimi di ottobrea 16,31, poi supporto a 15,54 euro. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Si interrompe la fase calante di Snam
Finanza/Economia / 15 febbraio 2018

Si interrompe dopo il test di 3,55 la fase calante di Snam avviatasi a inizio novembre da quota 4,50 euro. Si interrompe dopo il test di 3,55 la fase calante di Snam avviatasi a inizio novembre da quota 4,50 euro. I primi segnali di una ripresa duratura verrebbero tuttavia solo oltre 3,73, top del 7 febbraio (massimo odierno a 3,72 euro), con target a 3,95 circa, linea che scende dai massimi di novembre. Resistenza successiva a 4,10 euro, media mobile a 200 giorni. Sotto 3,55 invece atteso il ritorno sui minimi di gennaio 2017 a 3,50 e a 3,41 euro. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Esprinet accelera ancora a Piazza Affari
Finanza/Economia / 15 febbraio 2018

Accelera ancora al rialzo il titolo di Esprinet dopo la pubblicazione dei risultati del 2017 che si è concluso con ricavi in crescita del 6% a 3,217 miliardi di euro, ma con un utile netto in calo del 7% a 25,1 milioni. Accelera ancora al rialzo il titolo di Esprinet dopo la pubblicazione dei risultati del 2017 che si è concluso con ricavi in crescita del 6% a 3,217 miliardi di euro, ma con un utile netto in calo del 7% a 25,1 milioni. La posizione finanziaria netta di fine anno mostra un consistente miglioramento ed è positiva per 123,1 milioni contro i 105,4 mln di fine 2016. Il titolo, in prossimità della chiusura, guadagna l’11,04% e si porta a 4,37 euro. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Il rischio di provocare all’indice danni irreparabili
Finanza/Economia / 15 febbraio 2018

Nessuna, delle prime 25 borse al mondo, è stata al riparo dai graffi dell’Orso nelle ultime tre settimane. Nessuna, delle prime 25 borse al mondo, è stata al riparo dai graffi dell’Orso nelle ultime tre settimane. Certo, alcuni listini – perlopiù emergenti – hanno contenuto i danni, favoriti da un dollaro rinunciatario; allo stesso tempo diverse piazze hanno sperimentato ridimensionamenti prossimi alla doppia cifra percentuale: come il Nikkei (-10.2%), o le piazze cinesi, o il DAX. Piazza Affari denuncia una contrazione del 7.5% in termini di indice MIB. Il problema non è tanto l’entità del ribasso, ma il rischio che il medesimo possa produrre danni relativamente irreparabili. Come si ricorderà, la versione total return dell’indice FTSE All Share della borsa italiana, ha raggiunto a gennaio un obiettivo primario: la parete superiore del canale entro cui si è mosso elegantemente negli ultimi dieci anni; coincidente oltretutto con una fitta selva di proiezioni tecniche. Cautela imporrebbe il disimpegno almeno parziale dal listino nazionale; soprattutto se fosse portato via il supporto, sempre sull’indice MIB, sollecitato ieri nell’intraday. Ciò formalmente porrebbe fine al rialzo iniziato sul finire del 2016, inaugurando una fase piuttosto incerta, che non escluderebbe nel corso dei prossimi mesi, un approdo…

Eni: posizioni corte sotto 14,1
Finanza/Economia / 15 febbraio 2018

Il 86% delle azioni che compongono lo STOXX 600 ha registrato un rialzo ieri. Il 86% delle azioni che compongono lo STOXX 600 ha registrato un rialzo ieri. Il 11% delle azioni scambia al di sopra della media mobile a 20 periodi contro il 7% di venerdí (al di sopra della media mobile a 20 period). Il 42% delle azioni scambia al di sopra della media mobile a 200 periodi contro il 39% di venerdí (al di sopra della media mobile a 20 period). ENI La nostra valutazione Posizioni corte sotto 14,15 con target a 13,20 e 12,95 in estensione. Scenario alternativo Sopra 14,15 ci aspettiamo un ulteriore rialzo con 14,49 e 15,00 di target. Commento tecnico L’RSi è ribassista e richiede un’ulteriore discesa. FTSE MIB La nostra valutazione Posizioni lunghe sopra 21614,00 con target a 23200,00 e 23440,00 in estensione. Scenario alternativo Sotto 21614,00 ci aspettiamo un ulteriore ribasso con 21100,00 e 20545,00 di target. Commento tecnico L’RSI è misto. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Wall Street al quarto touchdown, torna a dettare legge
News / 15 febbraio 2018

Dow Jones, Nike e Cisco in evidenza. Chipotle Mexican Grill alza il velo sul nuovo CEO, azioni in rally. Nasdaq: Netflix in denaro, SunTrust alza prezzo obiettivo. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street, e le trimestrali in arrivo. Prosegue la fase di recupero per la piazza azionaria di Wall Street che oggi, al suono della campanella di chiusura, ha infilato la quarta seduta di fila sui guadagni. A guidare l’ascesa è stato il Nasdaq che ha portato a casa l’1,86% a 7,143,62 punti con a ruote l’S&P 500, +1,34% a 2.698,63 punti. Bene pure il Dow Jones che ha guadagnato l’1,03% a 24.893,49 punti. Dow Jones, Nike e Cisco in evidenza Tra le Blue Chips, a spingere in alto il Dow Jones sono stati in prevalenza gli acquisti su Nike (NKE), +3,17% a $ 67,96, JP Morgan (JPM), +2,35% a $ 115,07, e Cisco (CSCO), +2,09% a $ 42,09, mentre hanno segnato il passo Procter & Gamble (PG), -0,99% a $ 80,69, e McDonald’s Corporation (MCD), -1,46% a $ 160,03.  Chipotle Mexican Grill alza il velo sul nuovo CEO, azioni in rally Al New York Stock Exchange, nel settore della ristorazione, le azioni della…

BOfA: i gestori non si fidano del mercato. E lasciano l’Europa
News / 15 febbraio 2018

Dal nuovo report mensile di Bank Of America emergono preoccupazioni tra i gestori, che scelgono il cash nel timore di ulteriori pullback. I grandi gestori sono preoccupati che altre turbolenze possano investire i mercati dopo la correzione degli ultimi giorni. Investitori scelgono la liquidità Lo rivela il consueto sondaggio mensile di Bank of America Merrill Lynch, secondo cui è salito dal 30% al 50% il numero dei manager che dichiarano di aver nell’ultimo mese preso delle decisioni a protezione del portafoglio contro la possibilità di ulteriori ribassi nei prossimi tre mesi. Una preoccupazione che ha condotto gli oltre 200 manager interpellati tra il 2 e l’8 febbraio dalla banca americana a reindirizzare una parte dei loro asset verso la liquidità: la percentuale media di cash nei portafogli, cresciuta al 4,7% dal 4,4% di gennaio, si attesta ora oltre la media degli ultimi 10 anni (4,5%). Equity in ritirata La cautela produce intanto una parziale ritirata dall’azionario. I gestori hanno tagliato il sovrappeso netto in equity al 43% dal 55% del primo mese dell’anno, producendo il maggior decremento percentuale degli ultimi 24 mesi. Tra i singoli mercati, ad emergere inoltre  come area in questo momento poco attraente per gli investitori è in particolare l’Europa, dove secondo la rilevazione l’esposizione dei…

I mercati fra il panico e l’euforia
News / 15 febbraio 2018

Seduta di Borsa decisamente anomala. Bper Banca guadagnano oltre cinque punti percentuali. Recordat e Leonardo rimbalzano. Sul fondo Mediobanca.   Ancora una dimostrazione che il mercato azionario ha veramente i nervi scoperti. Giornata che, sull’onda di quanto accaduto ieri a Wall Street risultava positiva per l’intera mattinata, seppure i guadagni non fossero eclatanti, finché … … arrivava l’ora fatidica, ossia le 14:30 quando a New York, un’ora prima dell’apertura delle contrattazioni, vengono comunicati i dati macro. Un aumento dei prezzi al consumo (+0,5%) di un decimo di punto percentuale superiore alle attese (+0,4%) faceva scatenare il panico. I mercati valutari andavano in fibrillazione, il dollaro si apprezzava nei confronti di tutte le altre principali valute. Le Borse europee crollavano ed i futures americani passavano in territorio negativo. La reazione sembrava esagerata (dopotutto era solo lo 0,1% in più del consenso), ma perlomeno era razionale, ossia l’aumento dell’inflazione porterà ad un aumento dei tassi in Usa quindi: su il dollaro e giù le Borse. Il nostro Ftse Mib (+1,95%), ad esempio, perdeva in un attimo 300 punti bucando al ribasso anche quota 22.000 punti e fermandosi in area 21.900 punti, ma … … ma tutto questo durava il tempo di un…