Petrolio ancora in calo, pesa il recupero del dollaro

21 febbraio 2018

Prezzi del greggio ancora in deciso ripiegamento sui mercati internazionali.

Prezzi del greggio ancora in deciso ripiegamento sui mercati internazionali. Il future sul *Brent *cede sull’Ice lo 0,675% e si riporta a 65,23 dollari al barile mentre il derivato sul *WTI *segna un ribasso dello 0,97% a 61,79 dollari.

Suhail al-Mazrouei, ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti ha affermato che il cartello dell’Opec vuole assicurare investimenti nell’upstream (ossia esplorazione, estrazione e produzione) adeguati al fabbisogno del mercato per i prossimi decenni. In pratica la dichiarazione è un pungolo agli altri produttori del cartello e alla Russia, che con l’Opec sta implementando il noto taglio coordinato della produzione a sostegno dei prezzi i cui risultati sono messi a rischio dalla crescita della produzione di shale oil da parte degli Stati Uniti. Il ministro ha dunque confermato l’impegno del cartello a sostegno dei prezzi del petrolio e nel taglio coordinato della produzione avviato da tempo affermando che il mercato del petrolio ha bisogno di investimenti da 10 mila miliardi di dollari entro 2040 per coprire il declino dei giacimenti che avverrà nel frattempo.

Da notare, su un altro fronte, la forte crescita odierna del *dollaro *sui mercati internazionali: il Dollar Index (che normalmente tende a muoversi in direzione opposta alle valutazioni delle commodity e del petrolio) segna infatti un rialzo dello 0,61% a quota 89,64. A sua volta il forte recupero del dollaro è da molti osservatori associato al rialzo impetuoso dei rendimenti del debito statunitense con il *Treasury *a 10 anni che vede uno yield in crescita al 2,901% e prezzi compressi di 7 32esimi.

(GD – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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