Borse: l’Europa non riparte

28 febbraio 2018

Il mercato premia il piano di Poste che vuole “snellire” il personale di 3.000 unità all’anno. Nuovo record anche per Moncler. Campari penalizzata.

Dopo l’ennesimo exploit che Wall Street aveva messo a segno nella seduta di ieri, forse qualcuno si era illuso che oggi le Borse europee avessero goduto dell’effetto traino, non è andata così, e lo si è capito fin dalle prime battute.

Il mercato era nervoso e non riusciva a prendere una direzione, dopo tanti su e giù non restava che attendere di nuovo l’apertura dei listini americani.

Wall Street in un primo momento sembrava avesse acceso il semaforo verde, ma ben presto il sentiment mutava anche al di là dell’Oceano. Le Piazze europee quindi ritornavano in territorio negativo terminando la seduta con leggeri ribassi.

La sola a salvarsi era proprio la nostra Piazza Affari, il Ftse Mib (+0,08%) ritrovava in extremis la freccia verde grazie alla giornata sostanzialmente positiva del comparto bancario ed ad alcuni exploit.

Come per esempio quello del best performer di giornata, Poste Italiane (+5,80%) il cui piano quinquennale ha avuto il pieno consenso nel mercato (tremila dipendenti in meno all’anno), il titolo ha così ritoccato il proprio massimo storico superando per la prima volta anche quota 7 euro, facendo segnare al fixing 7,04 euro.

Ma non è stato il solo titolo a spingersi su quotazioni mai raggiunte in passato, anche Moncler (+1,94%) ha stabilito un nuovo record assoluto concludendo la seduta a 28,86 euro dopo aver toccato in intraday quota 29,34 euro. Per il titolo del lusso l’aiuto è arrivato da un generoso report di Kepler Cheuvreux.

La casa d’investimento francese ha invece mantenuto il tp su Luxottica (-3,01%) riducendone però le stime, tuttavia il colosso dell’occhialeria non ha vestito la maglia nera che è andata a Campari (-3,25%), nonostante l’utile registrato dalla società milanese abbia abbondantemente battuto tutte le attese.

Una forte spinta al nostro indice principale è arrivata anche da Unicredit (+1,45%) e dalla controllata Finecobank (+1,08%), ma non vanno ignorati i guadagni di Fiat Chrysler (+1,32%) e di Stmicroelectronics (+0,99%).

I titoli del comparto industriale, tuttavia, sono risultati fortemente contrastati, nella parte bassa della classifica troviamo infatti Brembo (-2,86%) e Cnh Ind. (-1,71%).

Al momento Wall Street viaggia al di sotto della linea della parità, a scendere in particolare i titoli tecnologici, l’indice Nasdaq sta lasciando sul terreno quasi un punto percentuale.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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