Saipem arretra. Cattive notizie dalla Turchia: la view di Equita
Finanza/Economia / 14 febbraio 2018

La Turchia ha bloccato la nave di perforazione Saipem 12000, noleggiata ad ENI e diretta ad un’area di trivellazione su licenza di Cipro. Non si ferma la discesa di Saipem che oggi ha vissuto la quarta seduta consecutiva al ribasso, registrando la peggiore performance nel settore di riferimento. Il titolo, dopo aver ceduto quasi un punto percentuale ieri, ha terminato gli scambi oggi a 3,321 euro, con un ribasso del 2,04% e oltre 9 milioni di azioni trattate. Saipem ha risentito della negativa intonazione del mercato e della flessione dei prezzi del petrolio, scesi al di sotto dei 59 dollari al barile. Non sono state certo di aiuto le notizie dalle quali si è appreso che la marina militare turca ha intercettato e bloccato, venerdì notte, nel Mediterraneo orientale, la nave Saipem 12000, noleggiata a ENI e diretta a un’area di trivellazione su licenza di Cipro. La nave è ferma a circa 50km dal luogo previsto per le esplorazioni di idrocarburi. La Turchia si oppone alle attività di trivellazione perché le definisce unilaterali e nell’area ha in corso esercitazioni militari, contestando al contempo i confini della zona economica esclusiva di Cipro. Secondo gli analisti di Equita SIM è da valutare…

Moncler scansa le vendite grazie alla promozione degli analisti
Finanza/Economia / 14 febbraio 2018

Il titolo si è fermato sui valori del close di ieri beneficiando delle positive indicazioni arrivate da Mediobanca. Tra le blue chips che oggi hanno scansato le vendite a Piazza Affari troviamo Moncler che, dopo aver messo a segno un rally di oltre il 3% ieri, ha provato a spingersi in avanti oggi, salvo poi fermarsi sulla parità al close. Il titolo ha terminato gli scambi a 26,55 euro, sui valori della chiusura di ieri, con oltre 1,1 milioni di azioni trattate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 800mila pezzi. Moncler è stato aiutato oggi dalle positive indicazioni arrivate da Mediobanca Securities, i cui analisti hanno promosso il titolo con un cambio di strategia da “neutral” ad “outperform”. Moncler viene scelto come top pick per quest’anno nel settore del lusso: gli analisti ritengono che il gruppo abbia ampio spazio per la diversificazione e dovrebbe beneficiare dei driveri macro legati alla domanda in Cina, alla spesa turistica in Europa e alla crescita importanza dei consumatori più giovani. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dollaro ancora in calo
Finanza/Economia / 14 febbraio 2018

Ancora in calo il dollaro sui mercati internazionali: il Dollar Index accelera ulteriormente al ribasso nel pomeriggio e accumula uno svantaggio di 0,49 punti percentuali sul riferimento tornando a 89,67. Ancora in calo il dollaro sui mercati internazionali: il* Dollar Index accelera ulteriormente al ribasso nel pomeriggio e accumula uno svantaggio di 0,49 punti percentuali sul riferimento tornando a 89,67. La maggior parte degli osservatori abbinano questo movimento al rialzo dei rendimenti dei Treasury USA *che, nella scadenza decennale, crescono di 6/32esimi per tornare al 2,838%, mentre i mercati azionari mantengono un’intonazione al ribasso e beni rifugio come l’oro e lo yen mandano segnali di rialzo. Il balzo odierno dell’1,07% della valuta del Sol Levante sul biglietto verde ha riportato il cambio *USD/JPY *a ridosso dei minimi dello scorso 11 settembre (107,40 vs bottom 11/09/2017 a 107,31). In Europa i rendimenti sono in divaricazione con quello del *BTP decennale italiano *che cresce di 4 punti base al 2,08% e quello del *Bund *tedesco che cede 1 punto base e torna allo 0,74% allargando lo spread a quota 133 punti base. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Leonardo tocca il minimo da giugno 2016
Finanza/Economia / 14 febbraio 2018

Leonardo (-2,6%) riattiva il movimento ribassista e tocca a 8,40 euro il minimo dal giugno 2016 in scia all’indebolimento del dollaro. Leonardo (-2,6%) riattiva il movimento ribassista e tocca a 8,40 euro il minimo dal giugno 2016 in scia all’indebolimento del dollaro. Il titolo è nel mirino dei venditori sin dal warning di settembre, con accelerazione ribassista a fine gennaio dopo la pubblicazione del piano 2018-2022, con la conferma della revisione al ribasso dei target 2017 e soprattutto la debole guidance 2018. (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dax, torna la quiete dopo la tempesta?
Finanza/Economia / 14 febbraio 2018

Qualora dovessimo osservare un ulteriore accelerazione al ribasso, sono da monitorare i supporti statici a 11.500 e 11.000. Il Dax ha chiuso la seduta di ieri in recupero dell’1.05% a 12.350 punti, in una giornata caratterizzata da volumi di scambio in diminuzione e dove in generale ha prevalso la cautela. Il principale listino tedesco venerdì scorso si era spinto al di sotto dei precedenti minimi di breve fino a quota 11.900 punti, prima di iniziare un deciso recupero e chiudere con una candela di inversione di tipo hammer. Il mercato mostra quindi in questo momento la volontà di recuperare dai minimi intraday, fattore che suggerisce l’inizio di una fase di ripresa o quantomeno l’allentamento della pressione ribassista. Tuttavia per determinare la fine della fase correttiva e la ripresa del trend principale sarà necessario osservare acquisti in area 12.640 punti, con primo obiettivo il test di area 13.000 punti. Viceversa è chiaro che un break al di sotto di 11.900 invaliderebbe la candela resistiva hammer, aprendo la strada al di sotto della soglia psicologica dei 12.000 punti, che in questo momento rappresenta lo spartiacque di breve termine sui questo mercato. Qualora dovessimo osservare un ulteriore accelerazione al ribasso, sono da monitorare…

A Wall Street si è interrotto l’idillio delle Borse
Finanza/Economia / 14 febbraio 2018

Inflazione e tassi alimentano le vendite su S&P 500. Scenario deteriorato per le Borse statunitensi. La scorsa settimana l’S&P500 non solo ha bruciato tutto il guadagno realizzato da inizio anno, ma ha anche cumulato una performance negativa del 3,5%*. Il principale listino americano sta dunque dando segnali di debolezza da monitorare con attenzione. Non ha fatto meglio il DOW JONES che ha perso nello stesso periodo il 3,5%*. Meno pesante il NASDAQ COMPOSITE (-1,8%*.) Leitmotiv della debolezza sempre la paura di un innalzamento dell’inflazione più veloce delle attese che potrebbe portare la FED a incrementare i tassi più di quanto già stabilito. E sempre negli USA la rottura della soglia del 2,8%* del rendimento decennale e del 3,1* sul trentennale, ha scatenato sull’S&P 500 ulteriori vendite a metà della scorsa settimana. Venerdì scorso poi è arrivato il via libera del Senato USA ad una legge che consente ulteriore spesa pubblica su un arco biennale per un totale di 300 miliardi* di dollari. Cosa che ovviamente ha impattato sui mercati obbligazionari alimentando attese di emissioni molto corpose. Inoltre questa notizia viene anche letta positivamente in chiave di stimolo ulteriore all’economia americana, rinvigorendo le preoccupazioni di quanti temono che un ulteriore rialzo…

Volatilità ed ENI: fino al 24% annuo di profitti
Finanza/Economia / 14 febbraio 2018

Nel precedente post abbiamo rivolto l’attenzione su una che caratteristica dei mercati di cui ci eravamo scordati l’esistenza: la volatilità. Nel precedente post abbiamo rivolto l’attenzione su una che caratteristica dei mercati di cui ci eravamo scordati l’esistenza: la volatilità. Nelle ultime settimane si è invece manifestata in tutta la sua forza. Ad esempio l’indicatore VIX (che misura la volatilità di un indice) del S&P 500 ha fatto un balzo da circa 12 a più di 50! la forza di tale movimento è apprezzabile dal grafico sotto riportato. Una delle spiegazioni che vengono fornite per tale esplosioni è l’aumento del rendimento dei titoli di stato americani, dovuti all’aspettativa di una crescita dell’inflazione in USA ed il conseguente innalzamento dei tassi da parte della FED. In parole molto più semplici, il ragionamento che si fa è il seguente: perché dovrei continuare a rischiare comprando azioni quando l’asset più sicuro del mondo (titolo di stato americano) iniziare a dare buoni rendimenti? Quindi si inizia a vendere azioni e comprare bond del tesoro. Tale spiegazione ci convince solo in parte. Infatti nel grafico precedente abbiamo riportato sotto il VIX anche l’andamento del bond del tesoro americano a 10 anni. Come potete notare l’aumento…

Wall Street squilla sempre tre volte, la chiamata è rialzista
News / 14 febbraio 2018

Denaro sui titoli bancari. Dow Jones, Edward Jones dice ‘Buy’ su Boeing. Nyse, Under Armour in rally dopo la trimestrale. Rumors su United Parcel Service che chiude sui guadagni. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Chiusura in luce verde oggi per la piazza azionaria di Wall Street che piazza così il terzo rialzo di fila dopo le vendite a tutto spiano della scorsa settimana. Nel dettaglio, il Nasdaq ha strappato al close un rialzo dello 0,45% a 7.013,51 punti con a ruota l’S&P 500, +0,26% a 2.662,94 punti. Chiude sui guadagni pure il Dow Jones che però non è andato oltre un +0,16% a 24.640,45 punti. Dow Jones, Edward Jones dice ‘Buy’ su Boeing Tra le Blue Chips, nel settore della difesa e dell’aerospazio, le azioni della The Boeing Company (BA) hanno perso lo 0,19% a $ 343,15 snobbando l’upgrade della Edward Jones Investments che, in accordo con quanto è stato riportato da Briefing.com, ha rivisto al rialzo la raccomandazione sul titolo da ‘Hold’ (mantenere) a ‘Buy‘ (comprare).  Nyse, Under Armour in rally dopo la trimestrale Al New York Stock Exchange, nel settore retail, le azioni della Under Armour, Inc. (UAA) hanno piazzato un…

Piazza Affari in serio pericolo: tanti i market movers domani
News / 14 febbraio 2018

Il Ftse Mib ha terminato gli scambi a ridosso dei minimi raggiunti la scorsa settimana: nuove flessioni o rimbalzi dal supporto? I dati macro e gli eventi da seguire. Il rimbalzo di ieri ha avuto vita breve per le Borse europee che a distanza di poche ore sono tornate a perdere terreno, chiudendo la sessione odierna in calo. Si è difeso meglio degli altri il Ftse100 con un ribassi più contenuto dello 0,13%, mentre il Cac40 e il Dax30 sono calati rispettivamente dello 0,6% e dello 0,7%. Il Ftse Mib torna sui minimi della scorsa ottava: e ora? Ad avere la peggio è stata Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib fermarsi a 22.034 punti, sui minimi intraday, con una flessione dell’1,35%, dopo aver toccato un massimo a 22.370 punti. L’indice ha provato in due occasioni a scavalcare la soglia dei 22.500 punti, la tenuta della quale però ha riportato le vendite, con un ripiegamento dei corsi ad un passo dai 22.000 punti e a poca distanza dai minimi intraday del 6 febbraio scorso a 21.982 punti. A questo punto sarà cruciale la tenuta proprio di area 22.000, visto che al di sotto di tale soglia le vendite proseguiranno…

Diventa l’uomo più ricco del mondo. Ma solo per 5 giorni
News / 14 febbraio 2018

In realtà si è trattato di un errore di accredito, uno di quelli che potrebbe cambiare la vita. In meglio o in peggio. La realtà a volte supera la fantasia, anche quella più estrema. Alzi la mano chi non ha sognato, almeno una volta nella vita, di ritrovarsi con un conto corrente da favola e soprattutto senza far niente. Il caso assurdo E’ successo a Luc Mahieux, un assistente parlamentare belga che, senza sapere come, si è ritrovato oltre 2mila miliardi di euro sul proprio conto corrente. Ovviamente un errore, ma uno di quelli che potrebbe cambiare la vita. In meglio o in peggio. Evidentemente deve essere stato questo il timore che ha afflitto il “fortunato” di turno il quale, magari ricordando le parole di Francis Bacon secondo cui il denaro è un ottimo servo ma un pessimo padrone, non se l’è sentita di lasciare le cose così come erano e ha preferito chiamare in banca, se non altro per avere delucidazioni. La cifra da capogiro, talmente alta da rendere Mahieux l’uomo più ricco del mondo visto che ha superato di gran lunga Jeff Bezos e i suoi “miseri” 100 miliardi di dollari, in realtà arrivava da un sito cui Mahieux…