Recordati invia un nuovo segnale ribassista
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

Recordati ha violato in chiusura di ottava i minimi del 23 febbraio a 28,71 euro spingendosi fino a 28,28. Recordati ha violato in chiusura di ottava i minimi del 23 febbraio a 28,71 euro spingendosi fino a 28,28. Sotto il top del gennaio 2017 a 28,13 nuovi segnali di debolezza introduttivi al test dei minimi di febbraio 2017 a 26,10 euro. Solo recuperi oltre 29,01, gap lasciato dai prezzi venerdì, atteso un rimbalzo esteso verso 30,65, media mobile a 20 giorni, poi fino a 31,50 euro. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Borsa italiana sui minimi da inizio anno dopo dazi/Trump: FTSE MIB -2,39%
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

Borsa italiana sui minimi da inizio anno dopo dazi/Trump: FTSE MIB -2,39%. Borsa italiana sui minimi da inizio anno dopo dazi/Trump: FTSE MIB -2,39%. Mercati azionari europei in forte ribasso. Wall Street incerta: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,1%, Nasdaq Composite +0,4%, Dow Jones Industrial -0,6%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -2,39%, il FTSE Italia All-Share a -2,30%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,62%, il FTSE Italia STAR a -1,55%. *Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA è stata rivista al ribasso *la stima preliminare dell’indice (Univ. Michigan) sulla fiducia dei consumatori del mese di febbraio a 99,7 punti dai 99,9 punti della prima lettura (consensus 99,4). Secondo i risultati preliminari dell’Ufficio federale di statistica (Destatis), nel mese di gennaio in Germania le vendite al dettaglio hanno fatto segnare un incremento del 2,3% su base annuale e in termini reali, contro il +3,5% del consensus e dal -0,2% precedente risultando in crescita del 3,7% in termini nominali. Su base mensile l’indice ha fatto segnare una flessione pari allo 0,7% dopo un decremento dell’1,1% precedente. Gli analisti avevano previsto un incremento pari allo 0,9%. Nel Regno Unito il CIPS (Chartered…

Luxottica rifiata dopo il rally. Equita resta buy e alza target
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

Il titolo ha limitato le perdite a circa mezzo punto percentuale oggi, sostenuto anche dalle indicazioni bullish della SIM milanese. Tra le blue chips che oggi sono riuscite a difendersi meglio di altre dalle vendite, limitando i danni, troviamo Luxottica che ha mostrato una maggiore forza relativa rispetto all’indice di riferimento. Il titolo, dopo il rally di oltre il 5% di ieri, ha ceduto il passo ad alcune prese di profitto, fermandosi a 51,58 dollari, con un calo dello 0,62% e oltre 1 milioni di azioni scambiate, il doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi. Ieri le autorità Antitrust di Europa e USA hanno comunicato il via libera incondizionato all’aggregazione di Luxottica ed Essilor. Per il completamento del deal manca ora solo l’ok della Cina, dove le posizioni competitive dei due gruppi sono più limitate rispetto ad America ed Europa e quindi meno a rischio di sollevare problematiche Antitrust. Gli analisti di Equita SIM incorporano quindi ora al 100% la valutazione del gruppo combined, alzando il target da 54 a 58 euro. Gli esperti fanno sapere che la loro valutazione si basa su un multiplo di 22 volte il PE rettificato 2020 scontato a oggi, su stime che incorporano…

Unicredit arretra, ma tre broker invitano ad acquistare
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

Il titolo ha ceduto poco più del 2% malgrado le indicazioni bullish arrivate da tre banche d’affari. Ecco i motivi per cui puntare su Unicredit. Dopo tre sedute consecutive con il segno più, Unicredit quest’oggi ha ceduto il passo alle vendite, condizionato dall’andamento negativo del mercato. Il titolo si è fermato a 17,062 euro, con una flessione del 2,26% e quasi 20 milioni di azioni scambiate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 15 milioni di pezzi. Unicredit ha perso terreno malgrado le indicazioni bullish arrivate da Banca IMI che oggi ha confermato la raccomandazione “add” sul titolo, con un prezzo obiettivo ritoccato al rialzo da 20 a 20,1 euro. La view bullish degli analisti viene ribadita alla luce della buona visibilità dopo il Capital Markets Day dicembre e i conti del 2017, senza dimenticare la bassa valutazione del titolo. Buone notizie per Unicredit sono arrivate non più tardi di ieri da Jefferies che ha reiterato il rating “buy”, con un target price a 22,3 euro, alla luce di un rapporto rischio-rendimento favorevole. Infine, nei giorni scorsi anche Hsbc ha rinnovato l’invito ad acquistare Unicredit, con un fair valu alzato da 19,3 a 21…

Ftse Mib in gabbia
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

Il prezzo del future del Ftse Mib 40 ha per un attimo cessato il suo “battito”, in attesa di riprenderlo con forza. Il prezzo del future del Ftse Mib 40 ha per un attimo cessato il suo “battito”, in attesa di riprenderlo con forza. Infatti sono più di dodici sedute borsistiche che le fluttuazioni sono comprese tra i 22.800 punti di estremo superiore e i 22.400 di margine inferiore, una fascia laterale piuttosto stretta (Figura 1). Figura 1. Future FtseMib40 – grafico giornaliera Come ben sappiamo tanta stasi è sempre preludio di oscillazioni più marcate. E’ per questo che si può affermare in tutta tranquillità che il battito del mercato riprenderà, e con vigore. Quale sarà la direzione di uscita è ancora presto per dirlo, ma si conoscono bene i livelli di resistenza e di supporto: 23.300 per il rialzo e area 22.100 – 22.000 per il ribasso (Figura 2). Figura 2. Future FtseMib40 – grafico giornaliero C’è da avvertire che, anche in caso di uscita all’ insù, ci troveremmo alle prese con resistenze solidissime, poste in area 23.700 punti, con una forma grafica che somiglia a quella tipica di un rimbalzo (Figura 3). Figura 3. Future FtseMib40 – grafico…

Elezioni italiane, come incideranno i risultati sui mercati
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

L’Italia si prepara ad andare alle urne Domenica 4 Marzo, tra incertezze, colpi di scena, baruffe elettorali e sciocchezze mediatiche. L’Italia si prepara ad andare alle urne Domenica 4 Marzo, tra incertezze, colpi di scena, baruffe elettorali e sciocchezze mediatiche, tracceremo un profilo economico di quello che potrebbe accadere ai mercati europei ipotizzando vari scenari, la vittoria della destra, della sinistra o l’incertezza. Nonostante le parziali differenze rispetto al referendum del 2016, che aveva evidenziato notevoli problematiche e questioni irrisolte a livello costituzionale, le elezioni sono sicuramente foriere di un elemento d’incertezza. Seguendo il percorso elettorale dei candidati a premier sorgono certamente dei dubbi, il problema più grande che abbiamo riscontrato è sicuramente il fatto che la politica sia cambiata, in modo drammatico, verso una comunicazione “spazzatura”. Promesse che non possono essere mantenute, questo è il pericolo più grande, un paese che non si rende conto che invece di suggerire programmi fattibili, i candidati sono più propensi a farsi guerra a suon di colpi “a chi la spara più grossa”. Speriamo che l’italiano medio sia talmente intelligente da capire l’enormità di spazzatura che è stata promulgata negli ultimi 30 giorni e scelga con saggezza e consapevolezza che qualsiasi partito vinca,…

La clamorosa decisione del modello di asset allocation
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

A Wall Street sono lontani i tempi in cui il presidente twittava tutti i giorni sul mercato azionario. A Wall Street sono lontani i tempi in cui il presidente twittava tutti i giorni sul mercato azionario. Lo S&P cede più dell’un percento per la terza seduta di fila: non accadeva da gennaio 2016; e nel complesso è avvenuto soltanto tre volte nell’arco dell’intero bull market degli ultimi nove anni. La circostanza produce un ulteriore deterioramento del sentiment degli investitori, con il Fear&Greed, calcolato da CNN Money, che precipita all’8%: un dato beneaugurante, in ottica contrarian, che ora dovrà essere necessariamente seguito da un dato convincente in termini di deflussi di liquidità da fondi ed ETF azionari. Lo vedremo nel fine settimana. Tornando alla successione di sedute così vistosamente negative, trattasi a ben vedere di fenomeno raro, con il mercato tuttora posizionato in bull market. Dal Dopoguerra si registra in tutto una diecina di rilevazioni, con lo S&P situato sopra la media mobile a 200 giorni; si sale a 15 casi, risalendo a tutto lo storico a disposizione. Conforta rilevare il comportamento nei mesi successivi, come documentato nel Rapporto Giornaliero di oggi. Ciò conferma come il sell-off degli ultimi giorni, atteso…

Paura elettorale
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

Ripresa del trend rialzista quindi solo al superamento del triplo max a 22.850, con possibile nuovo allungo fino a 24.000 da qui a un mese. L’indice FtseMib, dopo aver testato per la terza volta la resistenza in area 22.850, ripiega velocemente verso i 22.000 in questa vigilia elettorale molto delicata per il futuro del nostro paese. Graficamente l’indice sta disegnando un testa e spalle ribassista con neckline a 21.900 che nel caso venisse completato, proietterebbe i corsi fino all’area 20.000, anche se al momento riteniamo ancora quota 21.000 il target maggiormente credibile. Ripresa del trend rialzista quindi solo al superamento del triplo max a 22.850, con possibile nuovo allungo fino a 24.000 da qui a un mese.  Siccome risulta veramente difficile prevedere cosa potrà succedere da lunedì, rimaniamo sempre più attaccati alla nostra strategia di ricostruire il portafoglio azionario intervenendo gradualmente man mano che si raggiungono i supporti dell’indice…ora che siamo sul supporto dei 22.000 dovremmo avere un investito non superiore al 50% (sarebbe meglio un 40%) e vivere quindi con relativa tranquillità l’attesa del voto. Incrementeremmo con lotti sempre del 20% di liquidità disponibile in caso di ulteriore discesa verso i successivi supporti a 21.600 e 21.000, mantenendo cmq…

Lettera finanziaria. Spaventati da Trump
Finanza/Economia / 3 marzo 2018

Le notizie negative, quando il sentiment del trend è così impostato, arrivano negative a grappolo. Le notizie negative, quando il sentiment del trend è così impostato, arrivano negative a grappolo. Ieri  Trump ci ha messo del suo, come al solito, non andando troppo per il sottile. Senza dare spiegazioni e men che meno dettagli, ha comunicato di mettere altri dazi protezionistici dalla Cina ed Europa, sull’acciaio.  Il Dow è letteralmente crollato sotto i 24500 punti, ad eccezione ovviamente dei titoli del settore. L’Europa ha chiuso molto negativa ,aspettandosi altre restrizioni, con il nostro future Giugno anche sotto i 21800, ormai di nuovo  sui minimi a un mese. Scrivevamo ai nostri abbonati di non farsi soverchie illusioni sul recupero di Febbraio fin quasi a 22800. Tutto sarebbe rimasto in attesa del responso elettorale in un range di 1000 punti e atto al solito trading oozionario, che si protrae ormai da due anni e che tante soddisfazioni dà a loro. Il dollaro, sempre lui, che si era spinto anche sotto 1,22, è presto rimbalzato di una figura arrivando oltre 1,2250, spingendo al rialzo il decennale Usa, ed in basso il rendimento, anche lievemente sotto 2,80% dai massimi 2018 di oltre 2,95%, soglia…