Terna chiude in rialzo, ma SG taglia target e stime
Finanza/Economia / 9 marzo 2018

Il titolo ha performato in linea con l’indice Ftse Mib, senza tener conto delle indicazioni arrivate dagli analisti. Chiusura positiva oggi per Terna che ha terminato gli scambi a 4,621 euro, con un progresso dello 0,3% e quasi 7 milioni di azioni trattate. Terna non sembra aver risentito oggi delle indicazioni arrivate da Societè Generale, i cui analisti hanno confermato il rating “hold” sul titolo, tagliando però il target price da 5,13 a 4,95 euro. Tale revisione è da ricondurre ad una rivisitazione delle stime che con riferimento al margine operativo lordo sono state ridotte in media del 3% da qui al 2021, mentre le previsioni sull’utile per azione sono stata abbassate del 4,8% per quest’anno e del 5,7% per il prossimo. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dollaro in ulteriore rialzo, contribuisce il greggio in calo
Finanza/Economia / 9 marzo 2018

Dollaro in ulteriore rialzo sui mercati internazionali dopo la chiusura delle piazze finanziarie europee. Dollaro *in ulteriore rialzo sui mercati internazionali dopo la chiusura delle piazze finanziarie europee. Dopo qualche oscillazione seguita alla comunicazione BCE, il biglietto verde ha preso la via dei rialzi con il *Dollar Index passato rapidamente da quota 89,85 a 89,47, prima di innescare una reazione oltre i 90,05 (livelli attuali). A Wall Street non sono sfuggite le risposte di Mario Draghi, numero uno della Bce, alle domande sulle minacce di nuovi dazi protezionisti da parte degli Stati Uniti. Il numero uno dell’Eurotower non vede pericoli rilevanti nel breve a seguito delle proposte di dazi USA su acciaio e alluminio, ma non teme di definire un approccio unilaterale su questi temi “pericoloso”. La conferma dell’approccio accomodante della Bce, con il leggero segnale in direzione della normalizzazione fornito tramite la rimozione del riferimento a un possibile incremento dell’ammontare del quantitative easing (lasciando l’opzione dell’estensione temporale). Va però evidenziato in queste ore un fattore non meno rilevante per le quotazioni del dollaro, ovvero i forti cali dei prezzi del *petrolio *che, come noto, tende a muoversi nella direzione opposta della valuta di Washington. Il future sul *Brent *cede…

Brexit, Tusk: questione irlandese di primaria importanza per negoziati
Finanza/Economia / 9 marzo 2018

“A dicembre abbiamo affrontato gli aspetti più difficili dell’uscita del Regno Unito dalla Unione europea nel 2019. “A dicembre abbiamo affrontato gli aspetti più difficili dell’uscita del Regno Unito dalla Unione europea nel 2019. Senza i progressi fatti a dicembre sarebbe stato impossibile passare alla seconda fase del negoziato”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, aggiungendo che “un qualsiasi passo indietro sugli impegni rappresenterebbe un rischio per l’ulteriore progresso dei negoziati”. Sulla questione irlandese, Tusk sottolinea l’importanza di arrivare a una soluzione “specifica e realistica” per evitare un confine rigido: attualmente Londra rifiuta un confine doganale eregolatorio, il mercato unico Ue e l’unione doganale. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Intesa Sanpaolo in luce verde. Credit Suisse resta bullish
Finanza/Economia / 9 marzo 2018

Il titolo è il preferito della banca elvetica nel settore bancario: eventuali debolezze offriranno occasioni d’acquisto. Ancora una seduta positiva per Intesa Sanpaolo che ha guadagnato terreno per la terza giornata consecutiva. Il titolo, dopo essere salito ieri di poco più dell’1%, si è mostrato meno pimpante oggi, fermandosi a 3,0425 euro, con un vantaggio dello 0,56% e oltre 85 milioni di azioni scambiate, al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 94 milioni di pezzi. Intesa Sanpaolo oggi è finito sotto la lente de Credit Suisse, i cui analisti hanno confermato il titolo come preferito tra i bancari, con una raccomandazione “outperform” e un prezzo obiettivo a 3,6 euro. La banca elvetica ritiene che eventuali debolezze legate all’incertezza politica in Italia potrebbero essere un’opportunità di investimento se si assisterà alla formazione di un Governo moderato tra Movimento 5 Stelle e PD o in caso di un esecutivo tecnico. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

MEF lavora a DEF 2018, ma non si formulano nuovi obiettivi
Finanza/Economia / 9 marzo 2018

Alla luce del dibattito pubblico degli ultimi giorni sui documenti di programmazione economico-finanziaria del Governo, è opportuno fare chiarezza su quale sia la natura dei documenti che il Governo è obbligato a presentare in Parlamento, con particolare riferimento alla distinzione tra i contenuti descrittivi e i contenuti programmatici. Alla luce del dibattito pubblico degli ultimi giorni sui documenti di programmazione economico-finanziaria del Governo, è opportuno fare chiarezza su quale sia la natura dei documenti che il Governo è obbligato a presentare in Parlamento, con particolare riferimento alla distinzione tra i contenuti descrittivi e i contenuti programmatici. La legge 196/2009 dispone che il Governo presenti il Documento di Economia e Finanza alle Camere entro il 10 aprile. La stessa legge identifica puntualmente il contenuto del DEF (art. 10 comma 2), che include – tra l’altro – la definizione di obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica; l’aggiornamento delle previsioni per l’anno in corso; l’indicazione dell’evoluzione economico-finanziaria internazionale; le previsioni macroeconomiche per l’Italia; le previsioni per i principali aggregati del conto economico delle amministrazioni pubbliche; gli obiettivi programmatici; l’articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi, nonché un’indicazione di massima delle misure attraverso le…

Il prezzo dei semiconduttori torna a salire, le migliori azioni
Finanza/Economia / 9 marzo 2018

L’industria dei semiconduttori ha accolto con favore il disegno di legge, che segna la prima riforma fiscale in 30 anni. I titoli azionari statunitensi stanno rimbalzando tra guadagni e perdite mentre gli investitori rimangono preoccupati per la potenziale guerra commerciale sui dazi partita dall’Amministrazione Trump. E mentre alcuni titoli pagano i problemi inflazionistici, tassi d’interesse più elevati e restrizione della politica della Federal Reserve, altri invece vivono una seconda vita dopo la discesa di febbraio. La European Semiconductor Industry Association (ESIA) ha presentato un rapporto che mostra una crescita del mercato dei chip a livelli definiti da record per il secondo anno consecutivo, in base ai dati rilasciati il 5 febbraio dall’organizzazione mondiale Semiconductor Trade Statistics (WSTS). I principali driver alla crescita sono stati i seguenti segmenti: memorie, sensori e attuatori, dispositivi analogici e logiche. Anche i chip per l’applicazioni specifiche hanno contribuito fortemente all’impennata del mercato. Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato la legge sulla riforma fiscale a dicembre 2017, che potrebbe rendere le società statunitensi più competitive rispetto ai concorrenti esteri. La legge ha ridotto l’aliquota dell’imposta sulle società negli Stati Uniti dal 35% al ​​21%. Ciò potrebbe incentivare le aziende che investono ampiamente in ricerca e…

Wall Street nel mare delle incertezze, Trump ci mette del suo
News / 9 marzo 2018

Nyse, Cigna crolla dopo offerta per acquisizione Express Scripts. The Kroger in difficoltà dopo guidance sugli utili 2018. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Chiusura di seduta in moderato rialzo per la piazza azionaria di Wall Street il cui passo appare palesemente frenato dalle questioni legate ai dazi del Presidente USA Donald Trump, e dalle conseguenti ripercussioni sul commercio mondiale. Nel dettaglio, il Dow Jones ha guadagnato, al suono della campanella di chiusura, lo 0,38% 24.895,21 punti con a ruota l’S&P 500, +0,45% a 2.738,97 punti. Bene anche il Nasdaq Composite che è stato fotografato al close a 7,427.95 punti con un rialzo dello 0,42%. Nyse, Cigna crolla dopo offerta per acquisizione Express Scripts   Al New York Stock Exchange, nel settore dei piani di assicurazione sanitaria, le azioni della Cigna Corporation (CI) oggi, giovedì 8 marzo del 2018, hanno fatto registrare un crollo dell’11,46% a $ 171,99.  E questo dopo che la società ha annunciato d’aver raggiunto un accordo per l’acquisizione di Express Scripts  (ESRX) che, invece, al Nasdaq ha guadagnato al close l’8,58% a $ 79,72. In particolare, Cigna Corporation per acquisire Express Scripts  ha messo complessivamente sul piatto circa $ 67 miliardi…

Piazza Affari al test di una resistenza: focus su lavoro Usa
News / 9 marzo 2018

Il Ftse Mib ha proseguito lungo la via del recupero e dovrà confrontarsi ora con l’ostacolo dei 22.800 punti. I marker movers di domani. Prosegue l’ascesa delle Borse europee che hanno guadagnato terreno per la quarta seduta di seguito, chiudendo anche la giornata odierna in positivo. Il Ftse100 è salito dello 0,63%, mentre il Dax30 e il Cac40 hanno guadagnato rispettivamente lo 0,9% e l’1,28%. Ftse Mib alle prese con l’ostacolo dei 22.800 punti Conclusione positiva anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib si è spinto ancora in avanti, fermandosi a 22.731 punti, con un vantaggio dell’1,15%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 22.791 e un minimo a 22.417 punti. Dopo averci provato ieri, ma senza successo, l’indice ha violato oggi al rialzo la soglia dei 22.500 punti, spingendosi come da previsioni verso l’ostacolo di area 22.800. Dalla tenuta o meno di questo livello dipenderanno le sorti del mercato nel breve, visto che in caso di rottura di area 22.800 il recupero in atto avrà ancora campo libero nel breve, diversamente si dovranno mettere in conto nuovi ripiegamenti. Sopra i 22.800 punti il Ftse Mib andrà a testare la soglia psicologica dei 23000 punti e alla violazione dei…

JPMorgan vede nero: possibile una correzione del 40%
News / 9 marzo 2018

Dai piani alti di JPMorgan arriva un allarme sulle possibili conseguenze della risalita dell’inflazione e di un’accelerazione della stretta monetaria. Per il co-presidente di JP Morgan Chase & Co., Daniel Pinto, il mercato deve prepararsi a una “profonda correzione” che potrebbe far arretrare i listini azionari anche del 40% nei prossimi due o tre anni. Spazio per il rally, ma se arriva la correzione…. Lo ha dichiarato oggi nel corso di una intervista rilasciata a Bloomberg Tv, spiegando che le correzioni di mercato tendono ad avere cause molteplici, ma che la possibile pietra d’inciampo per il rally azionario che dura ormai da anni potrebbe essere in particolare l’attività delle banche centrali. “Potrebbe essere tra il 20 e il 40% a seconda di dove saranno le valutazioni (dei titoli azionari, ndr) in quel momento. La cosa più importante per noi è semplicemente farci trovare pronti,” ha detto, perché anche se il mercato azionario “ha ancora della strada da percorrere” nei prossimi 1-2 anni, “se poi ci fosse una correzione, sarebbe una correzione profonda”.  La correzione di febbraio è stata solo un assaggio? Dichiarazioni che arrivano a poche settimane dall’ondata di volatilità innescata ai primi di febbraio dai timori di una risalita improvvisa…

Trump ottiene un ordine restrittivo per la pornostar Stormy
News / 9 marzo 2018

Stormy Daniels, al secolo Stephanie Clifford, potrebbe mettere ancora più nei guai il presidente Usa Donald Trump. Stormy Daniels, al secolo Stephanie Clifford, potrebbe mettere ancora più nei guai il presidente Usa Donald Trump. I guai di Trump Il tycoon, già alle prese con le dimissioni a raffica del suo staff e l’inchiesta del Russiagate, adesso dovrà fare i conti anche con le possibili, imbarazzanti rivelazioni dell’ex attrice a luci rosse. La Clifford, infatti, avrebbe fatto causa al presidente chiedendo di sciogliere il vincolo del silenzio riguardo alla sua presunta relazione, una storia avvenuta molti anni prima che Trump salisse alla Casa Bianca ma pochi mesi dopo la nascita del suo ultimo genito Barron, in altre parole quando era già sposato con la sua attuale moglie Melania. In base all’accordo strappato a suo tempo (per la precisione durante la campagna elettorale) e costato 130mila dollari non a Trump, ma al suo avvocato il quale, dice, di aver agito in prima persona e senza nulla dire al suo cliente, l’attrice era aveva accettato di non raccontare nulla di quanto accaduto. Qualche settimana fa, però, l’avvocato della Clifford ha reso noto che il contratto avrebbe potuto essere facilmente dichiarato nullo perché privo…