La condizione per nuovi massimi assoluti a Wall Street

13 marzo 2018

Ancora una settimana all’insegna del recupero per i mercati azionari mondiali.

Ancora una settimana all’insegna del recupero per i mercati azionari mondiali. La capitalizzazione complessiva dei listini globali cresce di 1300 miliardi, grazie soprattutto all’ultima seduta della passata ottava, che ripropone la combinazione macro ideale: negli Stati Uniti le nuove buste paga generate in un mese, crescono ai ritmi più intensi da luglio 2016 – con lo scostamento rispetto alle previsioni più marcato dal 2009; ma allo stesso tempo i salari crescono di misura, e meno dei timori della vigilia. Insomma l’economia va benone – e non si è mai visto un bear market in circostanze simili – ma non abbastanza da collocare la Federal Reserve in una posizione di affanno.

Opportunamente è passato in sordina il nono anniversario del bull market. E dire che investitori, analisti e media si sono sforzati così tanto nel commemorare il trentesimo anniversario del Lunedì Nero, lo scorso ottobre; accompagnando la circostanza con diffuse previsioni di replica ai giorni nostri, puntualmente disattese. Si vede che la memoria dei crash passati è ancora vivida; ma occorrerà aspettare la fine dell’anno, prima che l’azione combinata delle principali banche centrali mondiali, si traduca in un prosciugamento della liquidità apportata al sistema. Da quel minimo di marzo 2009, le borse hanno messo a segno una performance annualizzata del 16%, i corporate bond ad alto rendimento del 13%, gli investment grade del 7%, i titoli di Stato del 3%. Chi ha rinunciato all’assunzione di rischio, è stato compensato con una remunerazione della liquidità non distante dallo 0% annualizzato.

Malgrado il persistere dello stimolo monetario in Europa, però, la parte del leone è stata ancora fatta da Wall Street: premiante, per gli investitori, anche in valuta comune. Evidente la discrepanza fra il CESI degli Stati Uniti, e quello del Vecchio Continente. E significativo il livello ora raggiunto dallo S&P500: una chiusura superiore alla soglia mostrata nel Rapporto Giornaliero di oggi, renderebbe pressoché automatica la prospettiva di nuovi massimi annuali. A quel punto, il primo obiettivo dell’anno, stabilito nel 2018 Yearly Outlook, sarebbe a portata di mano.

Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.

fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

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