Focus su Wall Street: Celgene

14 marzo 2018

i farmaci antintumorali sono un’enorme fonte di profitti ma resta la spada di Damocle della maggior parte delle aziende farmaceutiche: la perdita dei brevetti.

Quando le azioni raggiungono i minimi pluriennali, di solito c’è una contrazione degli utili da puntare a un dito. Almeno in teoria perché come ricorda dalle pagine di The Motley Fool Cory Renauer, per Celgene Corporation (NASDAQ: CELG) la storia è un po’ diversa: i profitti nel 2018 dovrebbero essere circa il triplo di quelli registrati nel 2014, l’ultimo periodo in cui le azioni sono state scambiate a $ 90. Sebbene, come ricorda l’esperto, i farmaci antintumorali, specialità della società, siano un’enorme fonte di profitti, resta ancora l’altrettanto grande muro della perdita di brevetti, spada di Damocle della maggior parte delle aziende farmaceutiche.

Cattive notizie

Le cattive notizie che riguardano Celgene si rivolgono a Revlimid, il prodotto più venduto dell’azienda ma anche il suo più grande problema. Il popolare trattamento multiplo del mieloma sarà costretto a dover combattere contro una spietata concorrenza dei generici già dal 2022 e sostituire le perdite non sarà facile. Si tra 4 anni le vendite di Revlimid raggiungeranno i $ 10 miliardi e attualmente coprono il 63% delle entrate totali di Celgene.

La strategia sarebbe quella di adottare nuove molecole per sostituirlo ma Mongersen, un candidato per il trattamento della malattia di Crohn, ha fallito, Ozanimod, altra risorsa particolarmente costosa sul fronte degli investimenti, ha prodotto risultati eccezionali in uno studio pilota sulla sclerosi multipla, ma a causa di alcuni problemi è ancora in ritardo sull’iter di approvazione della FDA. Tutto questo rimette in discussione le proiezioni delle entrate previste per il prossimo quadriennio.

Buone notizie

Dall’altra parte, però, ovvero il fronte delle buone notizie. Nonostante tutto Celgene ha molte frecce al suo arco, non ultima la Cina, nuovo mercato all’orizzonte grazie ad un accordo con BeiGene (NASDAQ: BGNE) che potrebbe valere miliardi. Non solo ma attraverso la recente acquisizione di Juno Therapeutics, la pipeline di Celgene in fase avanzata vanta nuove speranze di arricchimento. E ancora: nel 2010 Agios Pharmaceuticals (NASDAQ: AGIO) ha dato vita a Idhifa, farmaco contro la leucemia da $ 500 milioni all’anno e in questo caso la collaborazione con Celgene potrebbe segnare un’ulteriore arricchimento per il futuro.

 

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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