A Piazza Affari è accumulazione o distribuzione?
Finanza/Economia / 15 marzo 2018

I mercati azionari si concedono una fisiologica pausa. I mercati azionari si concedono una fisiologica pausa. A Wall Street lo S&P500 è prevedibilmente contenuto dall’ultimo diaframma tecnico, attorno ai 2800 punti, prima della formazione a quel punto pressoché automatica di nuovi massimi storici. Stop anche per la tecnologia: il Nasdaq fa un passo indietro, dopo aver registrato un nuovo massimo storico, mentre la successione di sedute positive per l’indice SOX dei semiconduttori si arresta a 7 sedute. Ed è un peccato, perché storicamente una sequenza di otto sedute positive di fila, per il SOX, è stata seguita in tutti i casi registrati, tranne uno, da uno S&P500 in progresso a distanza di sei mesi. Ma forse sarebbe stato chiedere troppo, ad un mercato sì bullish ma ragionevolmente a fine ciclo. Restano però le implicazioni di medio periodo: sette rialzi consecutivi per il SOX hanno prodotto una performance benigna, a distanza di una settimana, per il Nasdaq, nel 77% dei casi. Ciò conferma la natura temporanea della corrente pausa. In Europa si riparte da un Eurostoxx nei pressi dei 3400 punti. Dal punto di vista delle onde di Elliott il recente doppio minimo avrebbe soddisfatto la condizione minima per un bottom:…

Intesa Sanpaolo: posizioni lunghe sopra 2,90
Finanza/Economia / 15 marzo 2018

Il 22% delle azioni che compongono lo STOXX 600 ha registrato un rialzo ieri. Il 22% delle azioni che compongono lo STOXX 600 ha registrato un rialzo ieri. Il 68% delle azioni scambia al di sopra della media mobile a 20 periodi contro il 69% di venerdí (al di sotto della media mobile a 20 period). Il 82% delle azioni scambia al di sopra della media mobile a 200 periodi contro il 55% di venerdí (al di sotto della media mobile a 20 period). INTESA SANPAOLO La nostra valutazione Posizioni lunghe sopra 2,90 con target a 3,08 e 3,14 in estensione. Scenario alternativo Sotto 2,90 ci aspettiamo un ulteriore ribasso con 2,85 e 2,71 di target. Commento tecnico Si è creata una base di supporto a 2,90 che ha consentito una stabilizzazione temporanea. FTSE MIB La nostra valutazione Posizioni lunghe sopra 21800,00 con target a 22907,00 e 23200,00 in estensione. Scenario alternativo Sotto 21800,00 ci aspettiamo un ulteriore ribasso con 21440,00 e 20545,00 di target. Commento tecnico Il trend immediato rimane al rialzo ma il momentum è debole. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Wall Street come un pugile suonato, no alla guerra commerciale
News / 15 marzo 2018

Nyse, Ford in controtendenza grazie a Morgan Stanley. Azioni Signet Jewelers in caduta libera. Vendite sui titoli del trasporto aereo. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Prosegue la fase ribassista per la piazza azionaria di Wall Street che appare fiaccata dai rischi di una guerra commerciale a livello globale. E questo a causa delle misure protezionistiche adottate dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In particolare, nella sessione odierna di scambi a pagare dazio sono state soprattutto le Blue Chips visto che al suono della campanella di chiusura il Dow Jones ha perso l’1% a 24.758,12 punti. Semaforo rosso pure per l’S&P 500, -0,57% a 2.749,48 punti, e per il Nasdaq Composite che ha comunque limitato i danni lasciando sul parterre lo 0,19% a 7.496,81 punti.   Nyse, Ford in controtendenza grazie a Morgan Stanley  Al New York Stock Exchange, nel settore automobilistico, le azioni della Ford Motor (F) hanno strappato al close un rialzo del 2,23% a $ 11,02 dopo che gli analisti di Morgan Stanley hanno rivisto al rialzo la raccomandazione sul titolo portandola ad ‘Overweight‘ (sovrappesare).  Azioni Signet Jewelers in caduta libera  Sempre sul Big Board, nel settore retail, le azioni della…

Schiaffo per Trump: battuto in Pennsylvania, feudo repubblicano
News / 15 marzo 2018

Durante la campagna elettorale fu lo zoccolo duro dell’elettorato di Donald Trump. Oggi, invece, una parte di quell’elettorato ha deciso di cambiare idea. Durante la campagna elettorale fu lo zoccolo duro dell’elettorato di Donald Trump, sicuro di vincere (come poi avvenne) grazie ai voti di quella zona industriale, poi denominata Trump country, e formata da impianti spesso dismessi a causa delle varie delocalizzazioni e da un elettorato deluso composto per la maggior parte di operai licenziati. Il cambiamento Oggi, invece, una parte di quell’elettorato ha deciso di cambiare idea, voltare le spalle ai repubblicani e premiare il loro avversario Conor Lamb, ex procuratore federale, il primo candidato presentato dopo due elezioni in cui i democratici, spaventati dal predominio conservatore, preferirono evitare una sconfitta certa. Siamo in Pennsylvania, zona in mano ai repubblicani dal 2002 e stato in cui lo stesso Trump riuscì a staccare nel 2016 la sua avversaria di circa 20 punti. In quest’angolo degli Stati Uniti le elezioni straordinarie del rappresentante sono state convocate in seguito alle dimissioni del deputato repubblicano Tim Murphy il quale avrebbe costretto la propria amante ad un aborto nonostante le sue dichiarazioni pubbliche contrarie all’interruzione di gravidanza. Alle urne il democratico Conor Lamb…

Borse: sale il premio al rischio
News / 15 marzo 2018

Wall Street fa scatenare le vendite sulle Piazze europee. Da noi si salvano solo Leonardo, Banca Generali e Finecobank. Per il resto solo ribassi. Le turbolenze che stanno interessando i mercati borsistici non accennano a diminuire, anche oggi la volatilità sui mercati l’ha fatta da padrona, Wall Street spaventa tutti. Dopo una mattinata tranquilla sulle Piazze europee le vendite piovute copiose subito dopo l’apertura sui principali listini americani hanno alimentato i timori di un nuovo sell-off, fortunatamente il mercato non è crollato ma i nervi nelle sale operative sono tesi. Ovviamente i continui avvicendamenti nell’Amministrazione americana non aiutano, le vicende “anglo-russe” preoccupano e per quanto riguarda la politica italiana lo stallo pare ormai definitivo. I mercati con queste premesse non possono che essere inquieti, ogni piccola novità è vista con preoccupazione ed alla fine i risultati non possono che riflettere questi clima. Il nostro Ftse Mib (-1,05%) ha trovato su quota 22.400 punti una base sulla quale appoggiarsi, almeno per il momento, tuttavia occorre avere molta prudenza. Oggi soltanto tre titoli hanno alla fine resistito alle vendite, si tratta di Leonardo (+1,70%), Banca Generali (+0,51%) e Finecobank (+0,15%). Per il resto un monocromatico rosso. Sul fondo Buzzi Unicem (-2,58%) ed…

Greggio: anche l’Opec avverte dei rischi legati ai dazi di Trump
News / 15 marzo 2018

Greggio: anche l’Opec avverte dei rischi legati ai dazi di Trump Anche l’Opec trae le prime riflessioni sulle nuove misure protezionistiche varate dall’Amministrazione USA, avvertendo che le politiche commerciali di Donald Trump minacciano la lenta crescita economica globale e frenano la domanda di greggio. Opec: le politiche protezionistiche minacciano la crescita I potenziali effetti degli appena annunciati dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio negli Stati Uniti sono infatti tra i fattori di preoccupazione che il cartello ha identificato nel suo consueto report mensile sul mercato petrolifero. Commentando le restrizioni alle importazioni volute dal presidente USA, che hanno già provocato minacce di ritorsioni da parte di numerosi Paesi e timori di nuove guerre commerciali, con conseguente rallentamento del commercio internazionale, l’Opec scrive che “i più recenti sviluppi sul tema del commercio potrebbero porre nuove sfide al momentum della crescita, dal momento che il commercio globale è stato un importante fattore di contributo all’economia mondiale.” Petrolio: l’offerta dei Paesi non Opec superà la domanda globale L’avvertimento arriva in contemporanea con una nuova e inedita previsione secondo cui la crescita dell’offerta di greggio proveniente dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi non Opec supererà nel 2018 l’incremento della domanda globale di greggio: fatto che mette a rischio…

Snam: i giudizi degli analisti dopo i conti del 2017
News / 15 marzo 2018

Giornata debole sul listino e giudizi contrastati per il titolo della società del gas dopo conti che non hanno evidenziato grandi sorprese. Giornata debole a Piazza Affari per Snam, che viaggia in calo frazionale a metà pomeriggio dopo aver chiuso i conti annuali con risultati in linea con le attese. Il titolo della società di distribuzione gas, mossosi tra un minimo intraday e un massimo a 3,702 e un massimo a 3,778 euro, scambia alle 15:30 a quota 3,723, in ribasso dello 0,53% e con circa 7 milioni di pezzi scambiati, sotto i volumi medi di scambio giornaliero degli ultimi tre mesi e parti a circa 11 milioni di pezzi.  I conti del 2017 SnamNel dettaglio, la società ha archiviato il 2017 con profitti netti adjusted a 940 milioni di euro, poco sopra i pronostici del consenso (931 milioni) e in rialzo dell’11,2% rispetto al 2016 per via anche di minori oneri finanziari netti. Il giro d’affari della società si è attestato nell’esercizio a 2,441 miliardi, in rialzo dell’1,1% rispetto ai ricavi totali pro-forma adjusted del 2016 grazie a investimenti e maggiori volumi di gas immesso, ma sotto le stime del mercato (2,561 miliardi). Sale nel frattempo a 11,550 miliardi l’indebitamento finanziario del…

Piazza Affari: energetici sotto osservazione. Si calma l’euro
News / 15 marzo 2018

L’economia europea è forte, anche più di quanto ci si aspettasse, ma ciò non significa che i tempi siano maturi per dare l’addio al Quantitative Easing. Parola di Mario Draghi. L’economia europea è forte, anche più di quanto ci si aspettasse, ma ciò non significa che i tempi siano maturi per dare l’addio al Quantitative Easing. La situazione a Piazza Affari La tesi di Mari Draghi, governatore della Bce, secondo cui il QE non sarà abbandonato tanto presto, ha permesso ai mercati di proseguire con un trend che, già dall’apertura, era apparso improntato ad un ottimismo preciso, seppur cauto. Poco dopo le 13.30, infatti, Piazza Affari aleggiava sopra la parità a 0,07% (22.708 punti), il Ftse 100 a 0,28% il Cac 40 a 0,25% e il Dax a 0,4%, un andamento che conferma una sorta di cammino univoco per tutte le borse europee. Protagonisti sul listino italiano gli energetici, che registrano un andamento a due facce: da un lato sono ben intonati i protagonisti di primo piano come Eni ed Enel (in particolare l’amministratore delegato di quest’ultima, Franceso Starace, ha negato la possibile creazione di una rete comune con Open Fiber e Telecom), dall’altro, invece, vedono un passivo nomi come…

La battaglia per il 5G è una faccenda molto più grossa della vendita di Qualcomm
News / 15 marzo 2018

Qualcomm a San Diego, la seconda città più grande della California, è una specie di istituzione. Produce i microchip che fanno funzionare gli smartphone, che sono forse i prodotti di maggior valore attualmente sul mercato, sfuggiti di mano ai due dominatori del tech più tradizionale e cioè Microsoft per il software e Intel per i processori. Qualcomm, con la decisione di Donald Trump di opporsi alla scalata ostile da 117 miliardi di dollari di Broadcom, è diventata una sorta di campione del made in Usa, non solo perché quella della Casa Bianca è stata una decisione inusuale ma soprattutto per la motivazione con cui è stata presa: la difesa dell’interesse nazionale. Per la prima volta un presidente Usa ha fatto saltare una scalata, lasciando trapelare il sospetto che dietro Broadcom, una società Usa con sede a Singapore, potrebbero nascondersi interessi anti-americani, magari legati alla Cina. Qualcomm è un gigante che sta al crocevia della svolta dal 4G al 5G, cioè al centro di una svolta epocale nelle tlc. Il 5G è la nuova tecnologia di comunicazione wireless, sulla quale si baseranno i dispositivi e in particolare gli smartphone del futuro, quelli di quinta generazione. Con il 5G si passerà dalla tecnologia dei megabite a quella dei gigabite. E Qualcomm rappresenta un ingranaggio chiave di questa trasformazione…