Ferragamo ancora su. Equita commenta decisione tribunale NY
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

Secondo la SIM milanese la sentenza del tribunale è teoricamente positiva, ma è improbabile che la somma stabilita venga mai incassata dal gruppo. Nuovo rialzo a Piazza Affari per Salvatore Ferragamo che oggi ha guadagnato terreno per la quarta seduta consecutiva. Il titolo, dopo essere salito ieri di poco più dell’1%, oggi è riuscito a fare ancora meglio, terminando gli scambi a 22.68 euro, con un vantaggio dell’1,48% e quasi 600mila azioni trattate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a poco più di 500mila pezzi. Salvatore Ferragamo si è spinto ancora in avanti dopo che il Tribunale di New York ha confermato l’inibitoria nei confronti di 60 proprietari ignoti di profili illeciti che usurpavano il marchio ospitando siti web attivi nella commercializzazione di prodotti contraffatti.Il tribunale ha inoltre riconosciuto a Salvatore Ferragamo il diritto ad un indennizzo esemplare, pari a 60 milioni di dollari. Secondo gli analisti di Equita SIM la notizia è teoricamente leggermente positiva, ma essendo l’inibitoria e anche la multa a carico di ignoti, ritengono improbabile che la somma stabilita venga effettivamente mai incassata dal gruppo.La SIM milanese mantiene una view cauta su Salvatore Ferragamo, con una raccomandazione “hold” e un prezzo…

Fidia: Imi taglia il rating
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

Banca Imi ha tagliato il rating su Fidia a “Hold” da “Add”. Banca Imi ha tagliato il rating su Fidia a “Hold” da “Add”. Il target price passa da 7,3 euro a 8,4 euro. (RV – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Oro: fixing LBMA a 1311 dollari
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

Il fixing LBMA dell’oro è stato posto nel pomeriggio a Londra a 1311,00 dollari l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1312,75 dollari. Il fixing LBMA dell’oro è stato posto nel pomeriggio a Londra a 1311,00 dollari l’oncia, in calo sulla rilevazione di stamane a 1312,75 dollari. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Fincantieri, Vard precisa alla Borsa di Singapore sui conti 2017
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

Vard, la controllata di Fincantieri quotata a Singapore (e oggetto di opa da parte del gruppo italiano), ha fornito dei chiarimenti sui risultati finanziari del quarto trimestre del 2017 rilasciati lo scorso 1° marzo 2018. Vard, la controllata di Fincantieri *quotata a Singapore (e oggetto di opa da parte del gruppo italiano), ha fornito dei chiarimenti sui risultati finanziari del quarto trimestre del 2017 rilasciati lo scorso 1° marzo 2018. In particolare alcune domande sono state rivolte al gruppo dal *SGX-ST, la Borsa di Singapore. La prima riguarda la *variazione dell’88% sull’ebitda prima dei costi di ristrutturazione *dovuta a una “rivalutazione del valore realizzabile netto (NRV) di navi in portafoglio”. Vard specifica a seguito della fine di due contratti di shipbuilding siglati con controllate di E.R. Offshore il 12 marzo del 2015 e della notifica ricevuta il 6 maggio 2016 che Harkand Group è entrato in amministrazione controllata con conseguente riclassifica dei vascelli in costruzione per Harkand, il portafoglio comprende due vascelli in costruzione e uno realizzato ma mancante delle finiture (within finished goods). Il gruppo Vard misura il magazzino al minore tra il costo e il valore netto realizzabile stimato al prezzo atteso di vendita meno il costo di…

Datalogic accelera: oggi cda su dati 2017
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

Datalogic (+4,8% a 32,65 euro) in forte progresso nel giorno del cda convocato per approvare il bilancio 2017. Datalogic (+4,8% a 32,65 euro) in forte progresso nel giorno del cda convocato per approvare il bilancio 2017. Il titolo annulla le perdite delle due sedute precedenti e si avvicina al recente massimo a 32,70 euro, resistenza oltre la quale si aprirebbero spazi di ascesa in direzione del record storico di fine gennaio a 34,70. (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Apple è pronta per una capitalizzazione di 1 trilione di dollari
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

In questi giorni si sente spesso parlare della capitalizzazione del colosso tech, Apple. In questi giorni si sente spesso parlare della capitalizzazione del colosso tech, Apple. Come mostra il grafico, il titolo, quotato al Nasdaq, ha fatto davvero molto bene negli ultimi anni. Da gennaio 2013 ad oggi infatti è salito del 240%, martedì ha toccato una capitalizzazione di 930 miliardi di dollari, ormai è a un passo dal trilione di dollari, sarebbe la prima società al mondo a raggiungere tale quota. Nel primo trimestre 2018, Apple aveva oltre 5,08 miliardi di azioni in circolazione. Quel numero è sceso di quasi 174 milioni nell’ultimo anno, o del 3,31%, ma quello è stato in realtà il più piccolo declino annuale che abbiamo visto da un po’. Ciò è dovuto principalmente all’aumento del prezzo delle azioni. Inoltre, un aumento delle spese di compensazione basate sulle azioni può limitare il potere di qualsiasi acquisto. Così, nell’ultimo anno, Apple ha registrato una diminuzione di circa 43 milioni di azioni in circolazione al trimestre. Dato che siamo già a circa 2 mesi e mezzo dal primo trimestre, una riduzione lineare sarebbe poco più di 36 milioni di azioni, portandoci a circa 5.045 milioni. Negli ultimi…

Continuare a preferire gli EM alle borse occidentali?
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

La seduta di ieri è stata evidentemente condizionata dal tonfo di Facebook, membro rilevante dei “FANG MAN” (Facebook, Amazon, Netflix, Google; oltre a Microsoft, Apple e Nvidia). La seduta di ieri è stata evidentemente condizionata dal tonfo di Facebook, membro rilevante dei “FANG MAN” (Facebook, Amazon, Netflix, Google; oltre a Microsoft, Apple e Nvidia). Le quotazioni sono scivolate, venendo provvidenzialmente contenute dalla media mobile a 200 giorni. Una circostanza che si ripete: analoga sorta è stata sperimentata a febbraio scorso, e più a ritroso alla fine del 2016 e a gennaio di due anni fa. Se la storia si ripeterà, il caso Cambridge Analytica si sarà rivelato una buona opportunità per investitori pazienti e dai nervi saldi. Con quella di ieri, lo S&P fa registrare la quinta seduta negativa nell’arco delle ultime sei sedute. Un comportamento che, in un contesto di fondo rialzista, solitamente è seguito dalla ripartenza del mercato: l’episodio più recente risalendo all’inizio di febbraio e in precedenza al 6 dicembre. L’analisi visiva evidenzia per i principali indici americani – sicuramente per S&P e Nasdaq – una “formazione ad isola”, causa il gap down di ieri; che sarebbe opportuno smentire in tempi rapidi. Sospeso anche il giudizio nei…

Wall Street, aumentano i timori di nuovi ribassi?
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

Ancora una sessione negativa per l’S&P500, che chiude la seduta di ieri a 2.719, in calo dell’1.32% su base giornaliera. Ancora una sessione negativa per l’S&P500, che chiude la seduta di ieri a 2.719, in calo dell’1.32% su base giornaliera. Su grafico orario identifichiamo l’area attuale di scambio all’interno di una formazione di tipo broadening, la cui base e supporto fondamentale è costituita da 2.650 punti. Fino a che il mercato non oltrepasserà tale soglia al ribasso, siamo dell’idea che potranno verificarsi acquisti sui livelli intermedi, anche se il rifiuto netto di quota 2.800 alimenta più di un dubbio sulla forza relativa del mercato nel breve periodo. Qualora osservassimo un break al ribasso di 2.650 punti sarà lecito attendersi un ulteriore aumento di debolezza, che potrebbe spingere il mercato verso un test di 2.600 e in estensione verso i minimi mensili di febbraio a 2.530 punti. In attesa dei prossimi rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed e di capire quali saranno le prossime mosse politiche di Trump, nel quadro attuale il mercato sconta un clima di nervosismo e indecisione che potrebbe favorire nuova debolezza; a livello tecnico una chiusura mensile sotto quota 2.530 punti costituirebbe un forte…

Generali Assicurazioni accelera sulla scia dei conti 2017
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

Assicurazioni Generali da inizio anno guadagna circa il 3,5% in linea con il FTSE MIB. Assicurazioni Generali da inizio anno guadagna circa il 3,5%* in linea con il FTSE MIB. Dal minimo del 5 marzo invece il titolo ha sovraperformato il listino tricolore. Tra le ragioni principali che hanno spinto i prezzi ricordiamo: l’avanzamento del piano di dismissioni degli asset no core, i buoni risultati 2017 archiviati settimana scorsa e le indiscrezioni su una possibile collaborazione con Poste Italiane. Più nel dettaglio, Generali archivia l’anno con risultato operativo record di 4,9 miliardi*di euro, in crescita del 2,3%*. L’utile netto è in crescita oltre le attese a 2,1 miliardi*, +1,4% a/a* e oltre le attese degli analisti. Il management ha proposto inoltre un dividendo più generoso e confermato le stime per il 2018, impegnandosi a rispettare il piano industriale. A tal proposito l’AD Philippe Donnet ha ricordato che il prossimo piano strategico sarà presentato il prossimo 21 novembre. Sul fronte dismissioni asset no core, il numero uno del gruppo ha sottolineato che il target di 1 miliardo* di proventi sarà probabilmente superato. In questo quadro la compagnia deciderà a breve se tenere o cedere Leben, per la quale sarebbero arrivate due…

ENEL: meglio i certificati che l’azione
Finanza/Economia / 21 marzo 2018

In certi momenti è più vantaggioso e sicuro puntare sui certificate piuttosto che sulle azioni. Enel ne è un esempio. Sono ormai diverse sedute che il mercato si muove lateralmente. In questo tipo di scenario siamo spesso più propensi ad investire sui certificati piuttosto che direttamente sulle azioni. Benché l’azienda sia ottima e ci piaccia il suo modello di business, la rottura di 5€ ha rappresentato un campanello d’allarme per le quotazioni del titolo. Dopo aver toccato un minimo a 4,5€ il titolo ha poi rimbalzato fino a 4,95€. Osservando l’indicatore stocastico e la chiusura sotto i minimi di venerdì rendono probabile un ulteriore ribasso per il titolo. In questa ottica, per chi detenesse il titolo, potrebbe pensare di liquidare le azioni per acquistare uno dei due certificati sotto riportati. Entrambi i certificati sono due Bonus Cap, hanno la medesima scadenza (20/12/2018) ma due differenti barriere. Gli ISIN e le rispettive caratteristiche sono: Per visualizzare le barriere, data la loro distanza, è più comodo passare alle barre mensili: Come potete vedere per toccare i livelli sopra riportati bisognerebbe tornare ai livelli di inizio 2017 o addirittura 2016 per il secondo certificato. In particolare la barriera del primo certificato dista il…