Fed alza i tassi di 0,25 punti a 2,25%
Finanza/Economia / 22 marzo 2018

La Fed ha alzato i tassi di 0,25 punti a 2,25%, in linea con le attese. La Fed ha alzato i tassi di 0,25 punti a 2,25%, in linea con le attese. L’istituto centrale Usa mantiene la previsione di 3 rialzi dei tassi nel 2018. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Oro: fixing LBMA a 1321,35 dollari
Finanza/Economia / 22 marzo 2018

Il fixing LBMA dell’oro è stato posto nel pomeriggio a Londra a 1321,35 dollari l’oncia, in rialzo sulla rilevazione di stamane a 1316,35 dollari. Il fixing LBMA dell’oro è stato posto nel pomeriggio a Londra a 1321,35 dollari l’oncia, in rialzo sulla rilevazione di stamane a 1316,35 dollari. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dax, seduta incerta in attesa della Fed, pesa Ipo DWS
Finanza/Economia / 22 marzo 2018

Dax, seduta incerta in attesa della Fed. Dax, seduta incerta in attesa della Fed. Il Dax ha oscillato attorno alla parita’ mercoledi’, con il mercato incerto sulla via da seguire prima di avere conosciuto il responso del comitato di politica monetaria della Fed in tema di tassi di interesse, atteso per le 19:00. A frenare le spinte rialziste e’ stato anche l’andamento delle banche, in particolare di Deutsche Bank. La banca tedesca ha infatto comunicato che DWS (nome assunto dallo scorso dicembre dalla divisione asset management del colosso bancario tedesco) sara’ quotata ad un prezzo compreso nella meta’ inferiore dell’intervallo previsto. Per Deutsche Bank si ipotizza quindi l’incasso di 1,6 miliardi di euro, meno dei 2 miliardi ipotizzati inizialmente. Il Dax si e’ comunque mantenuto al di sopra dei supporti di 12250 punti senza denunciare una particolare debolezza. Solo sotto quei livelli emergerebbe il rischio di cali verso il supporto successivo, a 12150, ultimo in grado di evitare un pericoloso scivolamento verso i minimi di inizio mese di area 11830. Sopra i 12350 punti invece l’indice potrebbe prima tentare la ricopertura del gap del 19 marzo con lato alto a 12390 punti per spingersi in caso di successo oltre quei…

La Doria: Imi alza il target price a 17,6 euro
Finanza/Economia / 22 marzo 2018

Banca Imi ha alzato il target price su La Doria a 17,6 euro da 15,0 euro. Banca Imi ha alzato il target price su La Doria a 17,6 euro da 15,0 euro. Rating “Buy” confermato. (RV – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Criptovalute in ripresa
Finanza/Economia / 22 marzo 2018

Criptovalute in ripresa. Criptovalute in ripresa. Sul Bitfinex Bitcoin a 9.138 dollari (+6,7%). Ethereum a 581,8 dollari (+8,3%). Ripple a 0,70 dollari (+2,2%) mentre IOTA in calo a 1,42 dollari (-1,5%). (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Future Bund, atteso un arretramento a 1-3 giornate
Finanza/Economia / 22 marzo 2018

Fissiamo resistenze a 158.02/06 e 158.55/60 e obiettivi ribassisti a 157.25 e 157.00 (il principale). Fissiamo resistenze a 158.02/06 e 158.55/60 e obiettivi ribassisti a 157.25 e 157.00 (il principale). Accumuliamo posizioni short da prezzi non inferiori a 157.85 ed in caso di rialzi fino a 158.45. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti superiore a 158.60.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Per la Borsa americana è pessimismo estremo
Finanza/Economia / 22 marzo 2018

E giunse dunque l’attesa riunione operativa del FOMC. E giunse dunque l’attesa riunione operativa del FOMC. Fino ad un paio di giorni fa le attese erano coralmente per un aumento del Fed Fund rate di un quarto di punto; ieri sera la probabilità in tal senso è scesa all’80%: soltanto perché ci sarebbe un residuo 20% di probabilità che i tassi ufficiali siano aumentati di 50 punti base! Come è noto, al 0.3% la performance media dello S&P500 in occasione dei FOMC Day risulta dieci volte superiore al ritorno medio giornaliero storico (+0.03%, appunto). A marzo i FOMC Day hanno fatto anche meglio, con un ritorno medio superiore allo 0.5%. Le aspettative dunque sarebbero per una conferma della cauta positiva sperimentata ieri a Wall Street; se non fosse per un persistente pessimismo manifestato dagli investitori. Il Fear&Greed Index calcolato da CNN Money, infatti, si è attestato al 15%: «Extreme Fear», pessimismo estremo, come si esprime il sito. Negli ultimi 30 giorni, l’indicatore di sentiment ha fatto registrare una rilevazione media inferiore al 20%, a riprova del fatto che questo clima di scetticismo risulta persistente e non isolato: frutto evidente del tonfo di inizio febbraio; in parte assimilato dal mercato, ma…

Bitcoin, blockchain diventerà rete universale dei pagamenti
News / 22 marzo 2018

Un futuro roseo per il Bitcoin e le criptovalute e per la blockchain. Secondo le previsioni di Jed McCaleb, oggi Chief Technology Officer di Stellar e creatore dello scambio Bitcoin Mt. Gox, la tecnologia blockchain si tradurrà in una “rete universale di pagamenti”. McCaleb ha sostenuto anche che il fenomeno delle offerte iniziali di monete mostra interi “mercati non sfruttati in questo momento dal sistema finanziario” e di aspettarsi che i “non crittografi” come le azioni vengano digitalizzati con la stessa tecnologia. “Nei prossimi 10 anni non sarei sorpreso se tutto il patrimonio netto non fosse digitalizzato su qualche blockchain da qualche parte”, ha detto McCaleb. Questo potrebbe comportare scambi decentralizzati poiché le persone vorranno negoziare così tante cose che sarà difficile gestire una centrale. Anche il Ceo di Twitter Jack Dorsey, è ottimista sul futuro del Bitcoin tanto da sostenere che la valuta digitale supererà il dollaro Usa entro un decennio. “Alla fine il mondo avrà una moneta unica, Internet avrà una moneta unica, personalmente credo che sarà Bitcoin”, ha detto Dorsey. Accadrà “probabilmente tra più di dieci anni, ma potrebbe andare più veloce”. Intanto continua il rally della criptovaluta. Bitcoin è salito di circa l’1,5% a 9054 dollari…

Nomura: non solo Facebook, è iniziato crollo Big Tech
News / 22 marzo 2018

Il crollo delle azioni di Facebook dopo lo scandalo dei dati utilizzati da Cambridge Analytica per scopi elettorali potrebbe essere solo l’inizio di una reazione contraria alle società tecnologiche, che potrebbe devastare i mercati globali. Lo afferma lo stratega valutario di Nomura Bilal Hafeez che avverte: una serie di fattori, dal populismo alla regolamentazione più severa, convergono verso il calo dei titoli della tecnologia, proprio in un momento in cui le loro valutazioni si avvicinano a livelli estremi. Le ripercussioni potrebbero estendersi ben oltre i confini dei mercati azionari, pesando anche sulle valute. Le azioni della sfera Big Tech sono crollate questa settimana dopo la rivelazione che Facebook ha rilasciato dati di 50 milioni di utenti a Cambridge Analytica, una società di analisi che ha aiutato a eleggere il presidente Donald Trump. Proprio la settimana scorsa, gli investitori stavano versando denaro nel settore a un tasso che non si vedeva dall’apice della bolla delle Dot Com. Facebook è accusata di aver fatto finta di non vedere e di non aver colto gli avvertimenti dei suoi esperti. I problemi potrebbero diventare anche legali con la prima class action che è stata lanciata in Usa: la denuncia per violazione della privacy degli utenti porta la…

I rischi maggiori secondo Wall Street e come posizionarsi
News / 22 marzo 2018

Gli operatori e gestori di Wall Street sono convinti che sia la guerra commerciale, che si inquadra in un contesto di una tendenza sempre più pronunciata ai protezionismi e ai nazionalismi, il rischio principale per i mercati finanziari in questo momento. Lo dice un sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch tra fund e money manager globali. Anche a gennaio di un anno fa, in concomitanza con l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, la guerra commerciale veniva citata come fattore di pericolo primario. Ma fino a poco tempo fa, a gennaio e febbraio, erano l’inflazione e un possibile tracollo del mercato dei bond le principali preoccupazioni, mentre i tre mesi precedenti a fare paura era un eventuale errore nei modi e nella tempistica della Federal Reserve. La banca centrale Usa, che si riunisce oggi con Jerome Powell a presiedere il comitato di politica monetaria per la prima volta, dovrebbe imporre una stretta monetaria alzando il costo del denaro dall’1,5% all’1,75%. Ma questo scenario è scontato da tempo dai mercati, che sono intimoriti da ben altri fattori. Effetti guerra commerciale: calo Borse e impeachment Trump Il 40% degli investitori del campione di 66 clienti interpellati in un sondaggio condotto…