FinecoBank in forte ribasso. Broker neutrali dopo raccolta marzo
Finanza/Economia / 7 aprile 2018

Il titolo ha lasciato sul parterre oltre il 3% del suo valore all’indomani dei dati sulla raccolta netta di marzo, giudicati in modo differente da vari analisti. Brutta giornata oggi FinecoBank che, dopo il rialzo di oltre il 2,5% di ieri, oggi ha lasciato sul parterre il 3,32%, fermandosi a quota 9,668 euro, con oltre 2 milioni di azioni scambiate, sostanzialmente in linea con la media giornaliera degli ultimi tre mesi. Ieri la società ha diffuso i dati relativi alla raccolta netta di marzo, pari a 638 milioni di euro, in calo del 3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, mentre da inizio anno il dato mostra un saldo positivo di 1,659 miliardi di euro, con un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2017. Banca Akros ha definito la raccolta netta di marzo leggermente inferiore alle sue attese e anche per questo motivo gli analisti mantengono fermo il rating “neutral” su FinecoBank, con un prezzo obiettivo a 9 euro, ritenendo elevata l’attuale valutazione del titolo. Non si sbilanciano neanche i colleghi di Equita SIM che hanno una raccomandazione “hold”, con un target price a 9,7 euro. Gli analisti fanno notare che la raccolta realizzata a marzo da…

Poste I. debole, ma Bca IMI invita a puntare sul titolo
Finanza/Economia / 7 aprile 2018

Il titolo si è fermato poco sotto la parità dopo il rialzo delle ultime due sedute. La view di Bca IMI. Dopo due sedute consecutive in rialzo, Poste Italiane quest’oggi si è fermato appena sotto la parità a quota 7,542 euro, con un lieve calo dello 0,11% e circa 3,7 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 4,2 milioni di pezzi. Poste Italiane oggi è finito sotto la lente di Banca IMI che ha rinnovato l’invito ad aggiungere il titolo in portafoglio, con un prezzo obiettivo alzato da 7,5 a 8,1 euro. Secondo gli analisti il nuovo piano industriale del gruppo rafforza l’investment case di Poste Italiane, senza dimenticare che è positivo l’outlook per l’anno in corso. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Saipem in rosso: banche d’affari caute sul titolo
Finanza/Economia / 7 aprile 2018

Il titolo è tornato indietro dopo il rally di ieri, complice la flessione del petrolio. Di scarso aiuto i giudizi espressi da alcuni analisti. Chiusura negativa per Saipem che, dopo aver messo a segno un rally di quasi il 3% ieri, ha ceduto terreno oggi, registrando una delle peggiori performance tra le blue chips. Il titolo si è fermato a 3,14 euro, con un ribasso dell’1,3% e oltre 7 milioni di azioni scambiate, al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 9,5 milioni di pezzi. Saipem ha pagato pegno alla flessione dei prezzi del petrolio, scesi al di sotto dei 62,5 dollari al barile, e non è stato molto aiutato dalle indicazioni arrivate da Jefferies. Gli analisti di quest’ultimo hanno confermato la raccomandazione “hold” sul titolo, con un prezzo obiettivo ridotto da 3,8 a 3,4 euro, complice na riduzione delle stime riferite al 2019 per via del taglio delle previsioni sui ricavi nell’offshore drilling. A mantenere un atteggiamento improntato alla cautela su Saipem è anche Mediobanca Securities che oggi ha confermato il rating “neutral”, con un target price a 3,9 euro. Gli analisti accolgono con favore la conferma di CAO quale AD del gruppo, visto…

Azimut: Blackrock scende sotto soglia 5%
Finanza/Economia / 7 aprile 2018

Lo scorso 4 aprile, Blackrock ha ridotto la partecipazione in Azimut al 4,990% dal 5,298%. Lo scorso 4 aprile, Blackrock ha ridotto la partecipazione in Azimut al 4,990% dal 5,298%. E’ quanto emerge dalle comunicazioni Consob relative alle partecipazioni rilevanti. (RV – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Il future Ftse Mib si prende una pausa
Finanza/Economia / 7 aprile 2018

Il future Ftse Mib si prende una pausa. Il future Ftse Mib si prende una pausa. Il future Ftse Mib ha disegnato sul grafico intraday nelle ultime ore una fase sostanzialmente laterale, caratterizzata da un duplice test del supporto di area 22380 e della resistenza di area 22530. Tale fase laterale potrebbe anche dimostrarsi a posteriori una semplice pausa del rimbalzo intrapreso dai minimi del 28 marzo ma il rischio che in realta’ si tratti di un “doppio massimo” in via di preparazione e’ elevato. Il rialzo delle ultime sedute e’ infatti reso fragile dalla presenza dell’ampio gap rialzista del 5 marzo, con base a 22110 punti, che i prezzi potrebbero volere ricoprire prima di sbilanciarsi eventualmente ancora al rialzo. La violazione di area 22380 fornirebbe indicazioni in questo senso. Al di sotto di area 22110 possibile il test a 21930 della linea rialzista disegnata dai minimi del 28 marzo, supporto che deve in ogni caso tenere per evitare la ripresa del downtrend attivo dal 12 marzo. Oltre 22530/40 il quadro grafico volgerebbe invece al bello. Prima resistenza gia’ a 22650 circa (target ottenuto proiettando l’ampiezza della fase laterale verso l’alto dal punto di rottura), poi in area 22800 circa….

Per vendere c’è sempre tempo
Finanza/Economia / 7 aprile 2018

Le turbolenze degli ultimi due mesi sono state avvertite da tutti. Le turbolenze degli ultimi due mesi sono state avvertite da tutti. Persino i rialzisti della prima ora, che in questi nove anni hanno venduto certezze, hanno iniziato a dubitare della solidità del Toro (compreso il sottoscritto, tra gli altri). Il fatto è che, per la prima volta dopo diverso tempo, abbiamo iniziato a registrare degli oggettivi scricchiolii, delle abbozzate penetrazioni, degli sfaldamenti. Fattori che in parole povere segnalano un mercato rialzista non più così solido come fino a tre mesi fa. Allo stesso tempo, però, manca “la pistola fumante”. Manca la prova provata di una inversione di tendenza che spinga a liquidare tutto. Ridurre il rischio, sì; dismettere i portafogli, ancora non se ne parla. Prendiamo la Advance-Decline Line, ad esempio. Questo straordinario strumento permette di cogliere la vera essenza del bull market globale, senza farsi corrompere dal meccanismo di costruzione degli indici. Ogni giorno, ciascuno dei primi 25 indici azionari al mondo per capitalizzazione, fornirà il suo contributo paritario: prescindendo appunto dal blasone, dal diverso peso e dall’entità del saldo finale. Evviva la democrazia! Come si ricorderà la A-D Line del G25 ha prodotto un segnale rialzista di…

Sulla resistenza di breve
Finanza/Economia / 7 aprile 2018

Piazza Affari snobba le difficoltà per formare il nuovo esecutivo e trova la forza per portarsi sulla prima importante resistenza a ridosso dei 23.000 punti di FtseMib. Piazza Affari snobba le difficoltà per formare il nuovo esecutivo e trova la forza per portarsi sulla prima importante resistenza a ridosso dei 23.000 punti di FtseMib. Si sta quindi completando un testa e spalle rialzista con obiettivo anche sopra i max di periodo e più precisamente sui 24.400 punti, tuttavia terremo come riferimento-target sempre l’area 24.000 dell’indice.  Segnali di indebolimento sotto 22.200, ma solo con una chiusura sotto 21.900 vi sarebbe un chiaro segnale ribassista con primo target in area 21.000. Operativamente si ritiene corretta una percentuale di investito tra il 50% e il 60%, soprattutto se si tratta di titoli con buoni dividendi, ormai non tanto lontani; sfrutteremo eventuali discese in area 22.300, 21.900 e 21.000 per incrementare gli acquisti e riempire quindi il portafoglio, mentre ci fisseremo un target a 23.500 e 24.000 per le vendite delle posizioni in essere con dei buoni margini di guadagno.    fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Tesla, punti oscuri nei dati trimestrali
News / 7 aprile 2018

I dati trimestrali su produzione e vendite di Tesla dei primi tre mesi del 2018 hanno lasciato alcuni punti oscuri. Secondo il comunicato diffuso dall’azienda, i veicoli prodotti sono stati 34.494, divisi tra 24.728 Model S e X e 9.766 della nuova Model 3. La società di Elon Musk sta attraversando un periodo poco favorevole, con il titolo che, fra i problemi di liquidità e quelli del Model 3, è crollato in Borsa. Il target, già visto al ribasso, di riuscire ad arrivare a produrre 2500 Model 3 a settimana entro la fine del mese di marzo 2018 non è stato raggiunto. Tesla produce 2.000 Model 3 a settimana ma l’azienda si dice ancora fiduciosa per il futuro. Nonostante i problemi di produzione della Model 3, le vetture prodotte sono state comunque sufficienti per raggiungere il traguardo dell’auto elettrica più venduta negli Stati Uniti. Secondo l’analista Donn Bailey, i veicoli con il margine lordo più alto di Tesla stanno diminuendo la domanda. Le vendite del Model S sono in calo rispetto a un anno fa nel primo trimestre 2017. L’ex capo delle vendite Jon McNeill, che ha rassegnato le dimissioni a febbraio 2018, aveva lavorato per sei mesi per aumentare…

Btp meglio dei Bund ed Europa meglio degli Usa tra le Borse
News / 7 aprile 2018

Gli investitori fanno incetta di Btp e titoli periferici mentre le tensioni per la guerra commerciale globale aumentano. Le obbligazioni italiane sono state quelle che hanno guadagnato di più tra i titoli sovrani dell’area euro, sulla scia della risposta della Cina all’imposizione dei dazi degli Stati Uniti. Questo nonostante l’Italia manchi ancora di un governo funzionante dopo le elezioni del 4 marzo. Anche i bond spagnoli e portoghesi hanno anche intrapreso straordinari rally negli ultimi mesi in mezzo a una serie di aggiornamenti del rating del credito, mentre la Banca centrale europea continua a pompare 30 miliardi di euro al mese nei mercati obbligazionari della regione. “Sorprendente è che le obbligazioni italiane abbiano sovraperformato praticamente contro tutto”, ha detto Michael Leister, responsabile della strategia tariffaria presso Commerzbank AG. La correlazione tra le azioni europee e le loro controparti statunitensi è al minimo dal 2006, una tendenza che potrebbe aiutare la regione a sovraperformare quest’anno, secondo Allianz Global Investors. Il collegamento di 120 giorni tra l’indice Stoxx Europe 600 e lo S&P 500 è sceso dallo 0,6 di inizio febbraio, appena dopo l’inizio del selloff del mercato azionario globale, a 0,37, allontanandosi dal livello 1, che rappresenta la correlazione perfetta. “Spererei…

Crisi retail: tutti i negozi che chiuderanno entro la fine dell’anno
News / 7 aprile 2018

I rivenditori statunitensi Toys R Us, Walgreens e Claire stanno chiudendo centinaia di negozi quest’anno. Oltre 76 milioni di metri quadrati di spazio commerciale non saranno più utilizzati dai negozi entro la fine del 2018, secondo l’agenzia immobiliare commerciale CoStar Group. In tutto il 2017, ci sono stati circa 105 milioni di metri quadrati di spazi commerciali chiusi. Aziende come Ulta, Warby Parker e Target stanno aprendo negozi, ma non abbastanza per colmare il vuoto lasciato da rivenditori come Sears Holdings, Sam’s Club di Walmart , Bon-Ton e Toys R Us. In crisi sono anche marchi come Gap, Foot Locker e Abercrombie & Fitch. Nel caso di Toys R Us, le centinaia di chiusure di negozi arrivano in modo inaspettato. Il rivenditore di giocattoli stava progettando di riorganizzare la propria attività e chiudere solo 180 negozi. Ma con l’accumulo dei debiti e l’arrivo dei pagamenti dei fornitori, i dirigenti hanno scelto di liquidare completamente l’attività. La maggior parte degli altri rivenditori che chiudono negozi, tuttavia, afferma che ridimensionare i propri punti vendita li aiuterà a stare al passo con gli acquirenti che acquistano di più online. “Penso che alla fine dovranno trascorrere dai tre ai cinque anni perché i rivenditori…