Carcere per i padri “insolventi”. Non tutelati invece i figli di coppie conviventi
News / 8 aprile 2018

Con l’entrata in vigore dell’art. 570 bis del codice penale che prevede pene nette per i genitori che si sottraggono “agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge”, i padri separati o divorziati che non pagano l’assegno di mantenimento rischiano fino a un anno di carcere oppure una multa fino a 1.032 euro. La nuova legge, che elimina la stratificazione di regole e sentenze contraddittorie, non parla però di conviventi. La norma, inserita nel decreto legislativo 21 del 2018 sulla riforma del riordinamento penitenziario dal governo dimissionario, specifica che il reato può essere compiuto da un coniuge e, quindi, ha chiaramente indicato che viene sanzionato solo il mancato pagamento dell’assegno per il mantenimento dei figli dei genitori coniugati. Come riporta La Stampa, il decreto abroga anche l’art. 3 della legge 54 del 2006, ovvero quella che aveva introdotto l’affidamento condiviso dei genitori separati e divorziati, la quale però affermava, nell’articolo successivo, che le disposizioni si applicavano anche ai genitori non coniugati. Come è stato stabilito in svariate sentenze di divorzio, la legge prevede l’obbligo del mantenimento dei figli indipendentemente dall’età; la legge inoltre si estende a chi fa mancare ai figli o al coniuge i…

Matricole: le più interessanti del primo trimestre a Wall Street
News / 8 aprile 2018

Dopo lo sbarco a Wall Street di Spotify si è acceso il faro dell’attenzione mediatica sulle matricole del mercato statunitense, nonostante Spotify stessa non abbia scelto, per quotarsi, la formula dell’IPO ma la quotazione diretta. Dopo lo sbarco a Wall Street di Spotify si è acceso il faro dell’attenzione mediatica sulle matricole del mercato statunitense, nonostante Spotify stessa non abbia scelto, per quotarsi, la formula dell’IPO ma la quotazione diretta. Secondo Renaissance Capital , il primo trimestre del 2018 ha visto il maggior volume di capitali raccolto dalle matricole dal 2014 ad oggi. In tutto, 43 società hanno raccolto circa 15,6 miliardi di dollari. Per questo motivo Tom Taulli si è chiesto sulle colonne di InvestorPlace quali siano state le IPO più interessanti del primo trimestre. Zscaler, Inc. (NASDAQ: ZS) L’IPO risale a metà marzo e ha registrato un guadagno del 106%. Fondata nel 2008, l’azienda si occupa di sviluppare tecnologie di cybersecurity supportando il cliente nelle scelte più opportune indipendentemente dalla rete, a tutto vantaggio dei costi. Il sistema Zscaler con oltre 100 data center distribuiti in tutto il mondo permette il blocco giornaliero di oltre 100 milioni di minacce verso i suoi oltre 2.800 clienti. Da un punto…

Perché i dazi Usa-Cina avvantaggiano il made in Italy
News / 8 aprile 2018

Le esportazioni italiane nel settore agroalimentare nel 2017 segnano una crescita del 15%, superando il valore di 448 milioni di euro. Coldiretti non ha dubbi: il Made in Italy potrebbe avvantaggiarsi delle tensioni tra i due giganti dell’economia mondiale. E’ quanto emerge da una analisi della Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti su dati Istat divulgata nei giorni scorsi, dopo l’entrata in vigore dei superdazi cinesi nei confronti di 128 beni importati dagli Stati Uniti, tra i quali carne di maiale, vino e frutta, per un totale di 3 miliardi di dollari, in risposta alla “mossa protezionistica” decisa dal presidente Donald Trump su acciaio e alluminio. Leggi anche: Xi e Trump alla grande guerra della soia L’export del vino, con 130 milioni di euro, registra un balzo del 29% delle vendite in Cina; seguono l’olio d’oliva (37 milioni di euro, +25%); i formaggi (16 milioni, +27%), la pasta (23 milioni ,+14%). Tra le regioni che hanno occupato migliori posizioni nell’export agroalimentare nei confronti del gigante asiatico, la Lombardia, che con un incremento del 20,7% rispetto all’anno precedente, per la prima volta supera i 70 milioni di euro in valore.  Leggi anche: Pechino ha pubblicato la lista dei prodotti Usa sui quali imporrà i dazi Gli Stati Uniti hanno esportato vino in Cina per un valore di 70 milioni di euro in…

Perché i ferrovieri francesi protestano, e non hanno intenzione di fermarsi
News / 8 aprile 2018

Secondo giorno di disagi in Francia a causa dello sciopero dei ferrovieri che protestano contro la riforma dello statuto di Sncf, le ferrovie francesi. Oggi il traffico ferroviario è stato ancora molto difficoltoso mentre domani la situazione dovrebbe migliorare. Proprio per la situazione critica in patria il premier Edouard Philippe “ha deciso di rimandare il suo viaggio in Mali per rimanere questo fine settimana a Parigi”, hanno riferito dal governo. In ogni caso, l’esecutivo tira dritto e procederà alla “trasformazione” di Sncf “fino al compimento della riforma con calma e con grande determinazione”, nonostante lo sciopero, ha detto il portavoce del governo Benjamin Griveaux, al termine del Consiglio dei ministri. Il presidente Emmanuel Macron ha chiesto ai ministri di “continuare a spiegare con molta calma” la riforma e di “non attaccare mai nessuno”, si è raccomandato. Le percentuali di adesione Domani il trasporto ferroviario dovrebbe tornare alla normalità mentre lo sciopero ricomincerà sabato sera (alle 20), per due giorni, fino a martedì alle 8 di mattina. Oggi l’adesione è stata – secondo Sncf – del 29,7% a metà mattinata (dopo il 33,9% di ieri), con i tre quarti dei conducenti (74% rispetto al 77% di martedì) mentre si sono astenuti…

Italgas compra il 100% di Medea, società che distribuisce il gas a Sassari
News / 8 aprile 2018

Italgas ha concluso l’acquisizione del 100% di Medea, la società di distribuzione del gas di Sassari. Il controvalore complessivo dell’operazione, informa una nota, è di 24,1 milioni di euro ed è stato corrisposto in parte per cassa, 15,9 milioni, e il rimanente mediante assunzione di debiti della Società stessa. Medea ha sede nella seconda città sarda per popolazione, serve attualmente circa 13.000 clienti nell’ambito di un bacino potenziale di quasi 30.000 utenze e distribuisce in media ogni anno un volume di gas superiore a 5 milioni di metri cubi.  La rete di distribuzione di Sassari, progettata per un’agevole conversione al gas naturale, si sviluppa per oltre 190 chilometri ed è attualmente alimentata a Gpl. Con l’ingresso in Italgas, prosegue il comunicato, Medea rappresenta un presidio societario in Sardegna, nella quale la presenza del Gruppo si compone attualmente anche degli asset di Ichnusa Gas, la società recentemente acquisita titolare di 12 concessioni per la realizzazione e l’esercizio di reti di distribuzione del gas in 81 Comuni dell’isola. Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas, ha così commentato: “In Sardegna stiamo realizzando una parte importante della strategia di crescita enunciata nel Piano Industriale 2017-2023. Con i 200 milioni di euro di investimenti già in programma per i prossimi anni, gli ambiti territoriali affidati alla nostra…

Soros investirà in Bitcoin. Ma perché farlo ora che la mania è finita?
News / 8 aprile 2018

Il 28 gennaio scorso al World economic forum George Soros diede letteralmente spettacolo. Ogni frase, ogni affondo meritava un titolo a parte. Quello a Facebook il più noto di tutti, il suo tempo è giunto, disse, è cominciata la fine dei giganti di Internet senza regole, aggiunge, e poi ancora a Google con l’elogio dell’azione antitrust dell’Unione europea. Ma prima di tutto, davanti al Gotha della finanza mondiale, disse: Bitcoin è tutta fuffa, non ha alcuna possibilità di funzionare, troppo volatile.  Sempre difficile stabilire la relazione causa effetto quando si tratta di Bitcoin ma da allora la criptomonete ha perso il 41% circa del suo valore. Dopo 4 mesi scarsi la svolta: l’agenzia internazionale Bloomberg tutta trionfante scrive su Twitter alle 16 scrive: SCOOP George Soros si sta preparando a investire in criptovalute SCOOP: George Soros is preparing to trade cryptocurrencies https://t.co/M2cP91hUFn pic.twitter.com/cdAjZZS1Nr — Bloomberg Crypto (@crypto) 6 aprile 2018 Pare infatti, secondo un reporter pittosto informato negli ambienti neworkesi, che la sua Soros Fund Managementabbia ottenuto il permesso dalla famiglia per effettuare compravendita in cripto. La fondazione ad oggi gestisce un patrimonio di 26 miliardi di dollari. Quando Soros decise l’affondo a Bitcoin lo scorso gennaio la moneta è passata da 16.000 a 6.500 dollari. Era…