Piazza Affari: incoraggianti segnali di forza. C’è da fidarsi?
News / 9 aprile 2018

Il Ftse Mib sta tentando di smarcarsi dalla fase laterale delle ultime settimane e ha buone probabilità di riuscirci, Trump permettendo. I market movers da seguire in avvio di ottava. L’ultima seduta della scorsa settimana è stata archiviata in calo dalle Borse europee che si sono presentate al close tutte precedute dal segno meno. Il Ftse100 ha contenuto le perdite ad un ribasso dello 0,22%, mentre il Cac40 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,35% e dello 0,52%. Ad indossare la maglia rosa è stata Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib terminare gli scambi a 22.929 punti, con un calo dello 0,29%,dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 23.000 e un minimo a 22.865 punti. A dispetto della debole chiusura dell’ultima giornata, il bilancio settimanale è positivo, visto che l’indice delle blue chips nelle ultime quattro sedute (lunedì il mercato era chiuso per festività), ha messo a segno un rialzo del 2,31% rispetto al close dell’ottava precedente. Ftse Mib al test di area 23.000: i possibili scenari  Nelle ultime giornate il Ftse Mib, dopo aver testato in due occasioni la soglia supportiva dei 22.200 punti, è riuscito a risalire la china e, scavalcati i 22.500 punti, è…

Perchè Ferrero rilancia la coltivazione di nocciole in Italia per la Nutella
News / 9 aprile 2018

L’auspicio è che entro il 2025 i campi italiani da Nord a Sud siano coperti di nocciole. Non totalmente, ma è questa è l’Italia che sogna la Ferrero che ha lanciato un progetto per aumentare del 30% la produzione nel nostro Paese del suo ingrediente di punta della Nutella. E ci riuscirà – assicurano dalla Ferrero Halzelnut Company, la divisione interna del gruppo interamente dedicata alla nocciola – attraverso la creazione di un sistema di sviluppo territoriale, condiviso con gli attori della filiera, attraverso un sostegno agli imprenditori agricoli italiani. Un territorio votato alla nocciola L’Italia rappresenta oggi il secondo produttore a livello mondiale con una quota di mercato di circa il 12% della produzione globale di nocciola e segue a distanza la Turchia che rappresenta il 70% del mercato complessivo. Il “Progetto Nocciola Italia” rappresenterebbe un aumento non da poco per la Ferrero che assorbe per sua ammissione circa un terzo della produzione globale di nocciole. Tuttavia, osserva Repubblica, l’Italia ha un grande potenziale di sviluppo grazie ad un territorio che, da nord a sud, è particolarmente vocato alla coltivazione di eccellenti varietà di nocciola. Ad oggi in Italia vengono dedicati oltre 70 mila ettari di terreno alla coltura…

Sta per aumentare l’Iva? Le previsioni della Cgia
News / 9 aprile 2018

Il nuovo Governo dovrà predisporre entro la fine di quest’anno una manovra di bilancio da almeno 18,5 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva, per correggere i nostri conti pubblici e per far fronte a uscite già impegnate. È quanto emerge dai dati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo i quali bisognerà recuperare 12,4 miliardi per sterilizzare l’aumento dell’Iva, che diversamente scatterà dal 1 gennaio 2019; altri 3,5 miliardi che l’Unione europea ci sta per chiedere, al fine di perseguire il pareggio di bilancio come previsto dal cosiddetto “Six pack” e, infine, ulteriori 2,6 miliardi per “coprire” una serie di spese non differibili. “Purtroppo – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – l’entità di questa manovra stride in maniera evidente con le promesse elettorali avanzate nelle settimane scorse da coloro che oggi scalpitano per guidare il Paese. Dopo l’ubriacatura che abbiamo subito leggendo gli effetti positivi dovuti all’applicazione della flat tax, del reddito di cittadinanza o dalla cancellazione della legge Fornero, sarà interessante capire come, in pochi mesi, chi ci governerà recupererà oltre un punto di Pil”. AL NUOVO GOVERNO SPETTERA’ UNA MANOVRA DA 18,5 MLD https://t.co/Boe0wPr28U — cgia mestre (@cgiamestre) 7 aprile 2018 La Cgia…

Chi è lo stratega di Trump che ha scatenato la guerra sui dazi con la Cina
News / 9 aprile 2018

Bob Lighthizer, il rappresentante al Commercio Usa, è definito dal Wall Street Journal l’”Architetto della guerra commerciale con la Cina”. Lo scorso agosto, racconta il Wsj, ai consiglieri e ai funzionari di gabinetto della Casa Bianca riuniti nella Roosvelt Room, ha spiegato che “decenni di calmi negoziati non hanno portato niente”. La Cina, ha detto, “ci ha menato per il naso”, promettendoci regolarmente dei cambiamenti che poi non ci ha mai concesso. Per questo ha proposto un’inchiesta sulle pratiche commerciali cinesi, che effettivamente Donald Trump ha fatto partire pochi giorni dopo, affidandogli la regia del comitato incaricato dell’indagine. Tutto ciò ha condotto al durissimo botta e riposta sui dazi tra Washington e Pechino, una guerra commerciale che, sostiene il Wsj, “porta l’impronta di Lighthizer”. Leggi anche: Qual è il gioco politico dietro la guerra dei dazi tra Usa e Cina Il suo ruolo chiave è diventato chiaro lo scorso novembre, quando una squadra economica al seguito di Trump è sbarcata a Pechino. A Lighthizer, Trump ha subito affidato i negoziati sul commercio, facendolo incontrare con i maggiori leader cinesi. In un’occasione, rivolgendosi direttamente al presidente, Xi Jinping, Lighthizer ha tracciato un breve quadro delle infruttuose trattative precedenti, sotto gli occhi scioccati dei funzionari…